25/11/2025
“Signal for Help” è un gesto di emergenza nato nel 2020 durante il lockdown grazie a un’iniziativa della Canadian Women’s Foundation per offrire un modo discreto di chiedere aiuto contro la violenza domestica, soprattutto durante le videochiamate.
Il gesto è semplice: si mostra la mano con il palmo verso la camera, si ripiega il pollice e si chiudono le altre quattro dita, “intrappolando” il pollice; senza parole o suoni, chi osserva capisce che è necessario supporto.
La diffusione è stata rapida grazie ai social e ai media internazionali, e molte organizzazioni lo hanno adottato nelle proprie campagne. Dal 2021 si registrano casi concreti in cui il gesto è stato riconosciuto, permettendo interventi tempestivi delle forze dell’ordine.
È importante ricordare che non esiste un segnale universale: l’efficacia del Signal for Help dipende dalla consapevolezza di chi lo nota. Per usarlo in sicurezza, eseguilo solo se ti senti osservata/o da qualcuno che possa aiutare senza aumentare il rischio; se possibile, accompagna il gesto con una richiesta concreta, come “puoi scrivermi?” o “mandami un messaggio”, o con domande a risposta sì/no. Evita di dichiarare “chiamo la polizia” se l’aggressore può ascoltare. Se vedi qualcuno fare il gesto, mantieni la calma, fai domande chiuse come “Vuoi che chiami qualcuno? Sei in pericolo adesso?”, proponi un canale sicuro come chat o messaggi e cerca di ottenere informazioni utili senza insistere.
In caso di pericolo immediato chiama il 112. In Italia è attivo anche il 1522, numero nazionale antiviolenza e stalking attivo 24 ore su 24, multilingue, con chat online.
Il Signal for Help è uno strumento, non una soluzione definitiva, e funziona meglio insieme a reti di supporto, protocolli nei luoghi di lavoro, sportelli di ascolto e piani di sicurezza personalizzati.
Come CUG ACI ricordiamo che ogni luogo di lavoro può essere uno spazio sicuro: la violenza non è un fatto privato, riguarda tutti, e servono gesti quotidiani, parole corrette e alleanze concrete.