03/06/2026
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Michele Rech in arte Zerocalcare è uno degli artisti e intellettuali - sì, intellettuali - più rari e preziosi che abbiamo in Italia. E ha voluto fornircene una nuova dimostrazione.
Non solo con la serie animata “Due spicci”, con cui racconta con grande lucidità e amarissima ironia la precarietà lavorativa.
Ma soprattutto con la riposta (epocale) appena data a Maurizio Gasparri, che improvvisandosi paladino dei diritti lo aveva accusato di sfruttamento dei lavoratori proprio per la serie in questione, con tanto di interrogazione parlamentare su di lui. Ohibò…
Lo ha fatto con parole che meritano di essere diffuse e rilanciate in ogni dove, per chiudere definitivamente questo sciacallaggio immondo:
"Scusate, so' tre giorni che leggo titoli che dicono che io non ho pagato, che ho sfruttato chi ha lavorato alla serie Due Spicci. Mò, mi pare abbastanza evidente che io sono l'autore della serie, vuol dire che io faccio la parte creativa, scrivo la storia, disegno i personaggi, doppio le voci, non so’ io che assumo, decido o pago chi lavora alla produzione.
Per inciso, io non ho proprio accesso a quelle informazioni sul budget, sui contratti... Non sono manco interno agli ambiti di discussione degli animatori, tipo i forum.
(…) A me pare assurdo, se è vera tutta la situazione descritta nelle stories, che nessuno ha mai pensato di scrivermi e di chiedermi una mano. Ao, ma metti che è tutto vero e che questi non potevano scioperà, a me mi dispiace che non hanno pensato che io potevo essere un alleato, perché magari invece potevo essere proprio io che sollevavo la questione e dicevo: ‘Rega’, no, così non si può fa’.
Solo io non è che so’ telepatico se nessuno mi dice che c'è sta' un problema, ma io che ca*** ne so.
Ma mò, scusate, ma io davvero mi sono accollato qualsiasi causa in questi anni. Quando c'è stato bisogno ho pure fatto saltare il banco litigando con tutti. Sono diventato la caricatura delle cause p***e di questo paese. Ma mò, figurati se non lo facevo per una cosa che c'ha addosso il nome mio.
Dopodiché io forse sono del Novecento, ma per me funziona che famo una riunione, mi spieghi e poi decidiamo come agire. Se adesso io mi trovo una mattina che invece devo commentare una serie di accuse da un carosello di stories anonime su Instagram mai sentite prima, con chi mi dice ‘sì è vero’, altri che mi dicono ‘no ma io ci ho lavorato benissimo’, il tutto strumentalizzato dagli sciacalli che si accollano a me, si fanno le pip** perché così possono fare cento articoli che mi rompono il ca*** e con Gasparri che fa il giustiziere in Parlamento e poi vota contro il salario minimo. Ma come ca*** si fa così? Scusate eh!”
E anche questa volta lo sciacallaggio della destra è finito malissimo.
Grazie Michele per la limpidezza di queste parole. E pure per la serie, che è un altro capolavoro.