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03/09/2026

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03/09/2026

Buskers Festival e altri eventi – Le nostre proposte

Il dibattito attorno alle sorti del Buskers Festival non può prescindere, a nostro avviso, da una riflessione complessiva sulla miriade di eventi che ogni anno determina la privatizzazione di parti della città, recintate con pannelli da cantiere e teli neri, per un lunghissimo periodo, praticamente tutta la primavera e tutta l'estate.

Il problema, infatti, non è tanto il biglietto d'entrata al Buskers in sé, ma il fatto che questa scelta abbia snaturato il Festival allineandolo agli altri eventi commerciali.

Questo ha prodotto l'ennesima privatizzazione: un biglietto per accedere al centro storico della città stessa determinando la rottura della continuità spaziale e limitando il diritto di ogni persona a muoversi liberamente.

Il biglietto d'ingresso ha portato con sè pressioni veramente fuori luogo nei confronti degli esercizi commerciali presenti nell'area Festival affinché aderissero alla richiesta di versamento di un obolo (e il manifesto tentativo di boicottaggio di chi ha legittimamente rifiutato), esercizi che poi si sono comunque trovati la concorrenza dei soliti furgoni che vendono cibo.

Questa abitudine dell'Amministrazione ad accettare e incentivare la presenza ad ogni evento dei foodtruck andrebbe veramente fermata nelle aree dove l'offerta è già coperta da ristoranti, bar, pizzerie, trattorie, paninoteche e piadinerie.

Sempre che non si voglia nuocere alle attività economiche del territorio.
Un tempo il Buskers Festival era amato da una parte di città perché libero da schemi e logiche commerciali, e detestato dalla parte perbenista.

Ora che il Festival si è snaturato, adeguandosi ai tempi, non piace più a nessuno e l'Amministrazione Comunale può metterne in discussione la stessa sopravvivenza.

È stato un errore, crediamo, da parte degli organizzatori reagire in modo sprezzante in questi anni ad ogni critica sull'introduzione del biglietto, tacciare di "nemico della città" chiunque avanzasse dubbi e preoccupazioni sulle sorti del Festival, insistere sull'obbligo di costi sempre più elevati, a fronte, per altro, di finanziamenti pubblici notevolmente aumentati.

Crediamo che l'unico futuro possibile per il Buskers Festival sia tornare al passato, a quella grande festa che è stata di piazze, strade, musica, cappelli, persone residenti a Ferrara, persone provenienti da altre parti d'Italia e dall'estero.

Senza biglietti d'ingresso, senza recinti e teli neri.

La disponibilità che l'Amministrazione ha annunciato per "ripensare" la formula del Buskers Festival andrebbe applicata a tutti gli Eventi con i quali ha progressivamente trasformato spazi pubblici in risto-discoteche con offerta artistica standard, ossessivamente riproposta.

Una riflessione è indispensabile per tentare di sostenere realmente l'associazionismo culturale e l'imprenditoria locale (non avvantaggiando un solo soggetto privato, come invece sta accadendo) e garantire alla città una programmazione continuativa, meno invasiva e di migliore qualità sull'intero anno solare.

A tal proposito sono numerosi, a nostro avviso, gli interventi possibili e necessari:
individuare gli spazi in base agli eventi, alla sostenibilità ambientale degli stessi, al confronto con gli abitanti delle aree coinvolte;
perfezionare i Regolamenti per garantire che non siano possibili deroghe su orari e decibel;
definire una procedura organizzativa di quegli eventi che prevedono un consistente afflusso di persone;
introdurre regole precise per l'evento temporaneo;
prevedere Manifestazioni d'Interesse e/o bandi pubblici per Eventi programmati e promossi dal Comune;
emanare bandi pubblici per sostenere l'imprenditoria locale, in particolare giovanile, nella ricerca e innovazione culturale e musicale, utilizzando anche i contributi della Regione stanziati per questi obiettivi e per la riqualificazione della città.

Alleanza Verdi Sinistra e Possibile Ferrara

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Portomaggiore: nella sconsiderata gara a chi è più cattivo non resti travolta la civile convivenzaA Fratelli di Italia e...
24/08/2026

Portomaggiore: nella sconsiderata gara a chi è più cattivo non resti travolta la civile convivenza

A Fratelli di Italia e Futuro Nazionale è bastato che una signora dichiarasse via social di essere stata aggredita a Portomaggiore, per schierarsi dalla sua parte, annunciando anche (FdI) un'interrogazione parlamentare sul fatto accaduto senza che quel fatto (ora le versioni sono parecchio discordanti) fosse stato confermato e compiutamente ricostruito dalle forze dell'ordine.

Perché attendere?
La signora è bianca e colui che lei accusa non solo non lo è, ma è pure musulmano.

In questa sconsiderata gara tra Fratelli d'Italia e Futuro Nazionale a chi è più cattivo e xenofobo, per raccattare i voti di un elettorato al quale si indica il solito facile capro espiatorio affinché guardi bene il dito e non la luna, occorre prestare molta attenzione per evitare che ne paghi il prezzo la comunità, tutta, di Portomaggiore.

Noi crediamo che sempre e comunque nessuno debba farsi giustizia da sé, che sia sempre necessario chiamare le forze dell'ordine.

E anche che strumentalizzare a fini propagandistici fatti di cronaca sia da evitare accuratamente.

A FdI, partito che, invece, si è precipitato a convocare una passeggiata antislamica a Portomaggiore, con tanto di troupe Mediaset al seguito e l'evidente obiettivo di alzare la tensione e istigare all'odio religioso ed etnico, non è andata benissimo: per radunare poche decine di persone ha dovuto precettare consiglieri comunali e assessori di Ferrara e pure il presidente del Consiglio Comunale di Ferrara.

Caliamo un velo pietoso, poi, sul tentativo di raccontare l’avversione degli islamici verso i cani mentre, a pochi passi dal gruppetto di manifestanti, i bimbi di diverse etnie e religioni giocavano proprio con dei cagnolini.

Ma ancora più sconcertante è stato l'attacco al sindaco di Portomaggiore da parte di Davide Bergamini, sindaco di Vigarano nonché parlamentare eletto con la Lega, poi passato a Forza Italia e subito dopo a Futuro Nazionale del generale europarlamentare Vannacci, che l'ha appena nominato anche responsabile regionale per Emilia-Romagna.

Un Sindaco dovrebbe conoscere le funzioni a lui assegnate; dovrebbe essere consapevole di quanto importante sia l'unità e la civile convivenza di una comunità, di quanto sia delicato da questo punto di vista il ruolo del Primo Cittadino, che tale deve essere per tutti, non solo per una parte. Evidentemente Bergamini ha smarrito anche quelle consapevolezze, nell'ansia di accumulare cariche.

Il Sindaco di Portomaggiore, Dario Bernardi, è stato attaccato anche da un parlamentare ferrarese di FdI che gli ha suggerito di donare la Costituzione alle persone immigrate che vivono a Portomaggiore.

Non è chiaro come si possa conciliare ora quella Costituzione, sbandierata durante la "passeggiata", con la difesa a oltranza di chi si dichiara, con un certo orgoglio, "razzista".

Solidarizziamo con il Sindaco di Portomaggiore, chiamato in causa senza motivo in una vicenda di cronaca, per altro ancora da chiarire, e con l'intera comunità di Portomaggiore, auspicando possa essere sostenuta da tutti.

Sarebbe opportuno, inoltre, che FdI prendesse le distanze da affermazioni in aperto contrasto con la nostra Costituzione che, purtroppo, non tutte le italiane e gli italiani sembrano conoscere e rispettare.

Notiamo, infine, che dopo quattro anni di Governo della Destra le forze che ne fanno parte sono ancora lì, aggrappate al tema dell'immigrazione come quando erano all'opposizione perché non possono rivendicare risultati in alcun settore; perché la quotidianità di ciascuno di noi non è minimamente migliorata, anzi.

24/08/2026

Letture di articoli, reportage e appelli, l'intervento della docente Annoni e una testimonianza diretta

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