12/06/2026
Da Belfast a Ferrara, passando per Modena, emerge con sempre maggiore evidenza una realtà che per troppo tempo è stata ignorata, minimizzata o addirittura negata.
L’accoltellamento di un quarantenne a Belfast da parte di un immigrato sudanese, che ha causato la perdita di un occhio e gravi ferite, rappresenta soltanto l’ultimo episodio di una lunga sequenza di fatti che stanno alimentando paura, rabbia e sfiducia tra i cittadini europei.
Dopo la morte del diciottenne Herry Nowak, ucciso sulla base di presunte e infondate accuse di razzismo, dopo i recenti episodi di cronaca verificatisi a Modena e dopo il tentativo di violenza sessuale ai danni di una studentessa universitaria a Ferrara da parte di un cittadino maliano, appare sempre più difficile sostenere che il problema non esista o che si tratti di semplici episodi isolati. Mentre infatti milioni di cittadini chiedono maggiore sicurezza, controllo dei confini e politiche migratorie efficaci, una parte dell’establishment europeo continua a rifugiarsi nel politicamente corretto, preferendo censurare il dibattito anziché affrontare le cause del crescente disagio sociale che attraversa il continente.
Le violenze e i disordini che hanno interessato Belfast devono essere condannati senza esitazioni. Ma condannare le conseguenze senza interrogarsi sulle cause significa scegliere deliberatamente di non comprendere ciò che sta accadendo: chi è sceso in piazza a Belfast è perché percepiscono un’immigrazione fuori controllo, politiche del Regno Unito incapaci di governare il fenomeno e istituzioni europee sempre più distanti dalle preoccupazioni reali dei cittadini europei .
Proprio per questo motivo ci troveremo questo sabato 13 Giugno davanti al nostro banchetto in Corso Martiri 38 (sotto il volto del Cavallo) al fine di mettere in luce il grido dei figli d’Europa che chiedono a gran voce un cambio di passo rispetto all’immigrazione incontrollata.