Lega - Finale Emilia

Lega - Finale Emilia Attività e idee del gruppo Lega di Finale Emilia

La democrazia ha parlato — e quando parla, per definizione, non si discute. Però si può, eccome, storcere il naso. Perch...
23/03/2026

La democrazia ha parlato — e quando parla, per definizione, non si discute. Però si può, eccome, storcere il naso. Perché questo verdetto lascia un retrogusto amaro, quello delle partite giocate su un campo inclinato da un’informazione, diciamolo senza giri di parole, quantomeno discutibile.

Non c’era alcun golpe all’orizzonte, nessun attentato alla Costituzione da sventare. E non si trattava neppure di un regolamento di conti con il governo in carica, come qualcuno ha voluto far credere agitando spettri e paure. Si votava, più semplicemente, per mettere mano a una giustizia che troppo spesso dimostra di non esserlo affatto.

Eppure ha vinto il riflesso condizionato, la paura alimentata ad arte dai soliti noti, sempre pronti a trasformare ogni passaggio democratico in un’emergenza nazionale. Il buonsenso, ancora una volta, è rimasto a casa.

Peccato davvero. Perché occasioni così non capitano spesso. E il rischio concreto è che questa fosse una di quelle rare possibilità per cambiare qualcosa di serio, di utile per tutti. Anche — e forse soprattutto — per chi oggi esulta per il “no”.




20/03/2026

Domenica e lunedì si vota una riforma della giustizia che, al netto delle diverse posizioni ideologiche, interviene su tre punti molto concreti.

1 ) Istituzione di un’Alta Corte disciplinare per giudicare i magistrati.
Oggi, in sostanza, si giudicano tra loro. Domani no. E già questo basterebbe a capire perché qualcuno storce il naso: introdurre un controllo esterno significa aumentare responsabilità e credibilità.

2) Separazione delle carriere tra PM e giudice.
Tradotto: chi accusa e chi decide tornano a essere davvero distinti. Una regola di buonsenso che rafforza la terzietà del giudice e riequilibra il rapporto tra accusa e difesa, senza intaccare l’indipendenza della magistratura.

3) Sorteggio dei membri del CSM che sarà diviso in due: uno per i giudici e uno per i pm.
Qui si tocca il nervo scoperto: fine delle correnti e delle spartizioni, meno politica nelle nomine, più casualità, quindi meno controllo. Ed è esattamente questo che spaventa i difensori dello status quo e sostenitori del no.

La riforma modifica sette articoli della Costituzione, ma non ne cambia i principi: punta piuttosto a rendere la giustizia più trasparente, più equilibrata e, soprattutto, più credibile agli occhi dei cittadini. Troppi errori sono stati commessi in passato

Per questo è importante votare e far votare a tutti .




Ruvido, sgraziato, e politicamente scorretto quando ancora non era di moda esserlo: il suo linguaggio era una coltellata...
20/03/2026

Ruvido, sgraziato, e politicamente scorretto quando ancora non era di moda esserlo: il suo linguaggio era una coltellata nel salotto buono della politica italiana. Altro che Prima Repubblica: lui l’ha presa a calci e, tra un comizio e una provocazione, ne ha certificato la fine, senza chiedere permesso a nessuno. È stato il primo vero politico “postmoderno”, quando gli altri parlavano ancora in burocratese e si credevano intoccabili.

Ha capito prima degli altri che nel Nord, quello che lavorava e produceva, stava montando una rabbia sorda. E invece di ignorarla, l’ha trasformata in parola d’ordine: meno Stato, meno tasse, più libertà per chi manda avanti il Paese mentre Roma spreca. La famosa “questione settentrionale” non l’ha inventata nei convegni: l’ha raccolta nei bar, nelle piazze, tra la gente.

Ha fondato la Lega Nord dandole un’anima, non solo un simbolo: identità, appartenenza, radici. Cose che oggi tanti imitano male. Un rivoluzionario vero, senza filtri e senza marketing, mica come quelli che promettevano di “aprire il Parlamento come una scatoletta di tonno” e poi si sono persi per strada l'apriscatole.
Per questi, ma non solo vale la pena di ribadire quanto pronunciato da lui a Porta a Porta nel '96:"ma tàches al tram!".

Ciao Umberto 💚

Pazienti di serie A e pazienti di serie BPassate le festività e archiviati i buoni propositi natalizi, in Emilia-Romagna...
27/12/2025

Pazienti di serie A e pazienti di serie B

Passate le festività e archiviati i buoni propositi natalizi, in Emilia-Romagna si torna alla realtà: una sanità che chiede sempre di più ai cittadini residenti ai quali si offre sempre meno, mentre trova invece risorse miracolose quando si tratta di curare chi arriva da fuori.. Molto fuori. Per l'esattezza 180 milioni.

La nostra regione guidata dal buon De Pascale piange miseria quando deve garantire prestazioni agli emiliano-romagnoli, giustificando così i ticket alle stelle, le tasse ai massimi storici e liste d’attesa infinite. Però, guarda caso, quando entrano in scena i pazienti stranieri extracomunitari, ecco spuntare fuori dal cilindro qualche milioncino Senza alcun tetto, nessuna remora, o emergenza di bilancio.

Eppure lo stesso De Pascale ammette che non si può curare chiunque arrivi da altre regioni italiane, dove la sanità funziona peggio. Strano: l’italiano no, l’extracomunitario si?

Nel frattempo, per tappare i buchi lasciati in eredità dal predecessore dello stesso partito — nel frattempo comodamente emigrato a Bruxelles — si continua a ba***re cassa sempre sugli stessi: ticket sulle ricette raddoppiati, aumenti sulle visite, incentivi ai medici che prescrivono meno esami (anche quando servirebbero), e finanziamenti a politiche “progressiste” che nulla hanno a che fare con la tutela della salute pubblica.

Il risultato? Pronto soccorso sovraffollati, attese interminabili, cittadini che pagano di più per avere di meno, mentre la Regione spende centinaia di milioni per prestazioni che spesso non vengono nemmeno rimborsate. Altro che sanità universalistica: qui si sta costruendo un sistema dove chi paga è l’ultimo ad essere curato.

Ma del resto è il copione di sempre: la sinistra tassa i cittadini per bene e chiama solidarietà ciò che è cattiva gestione, presentando il conto a chi non può scappare altrove.

̀pubblica . ̀territoriale

L’Ausl di Modena ha avuto l'ennesima idea brillante, degna della miglior burocrazia sanitaria dell'urss: pagare i medici...
11/11/2025

L’Ausl di Modena ha avuto l'ennesima idea brillante, degna della miglior burocrazia sanitaria dell'urss: pagare i medici per prescrivere meno esami.

Con una delibera firmata dal direttore generale Mattia Altini, i medici di base riceveranno 1,2 euro per ogni assistito se nel 2025 riusciranno a contenere o ridurre del 25% il numero di esami specialistici rispetto all’anno precedente.
Fico eh? Geniale proprio.

Ufficialmente si tratta di un progetto per “garantire l’uso responsabile delle risorse”. In pratica, un incentivo a risparmiare sulla pelle dei pazienti. Il medico non dovrà più preoccuparsi solo della salute, ma anche del bilancio dell’Azienda sanitaria in rosso, ricordiamolo, NON PER COLPA DEI CITTADINI.

E quindi l'obiettivo, ormai, non è più la difesa della vita e della salute, come promette il giuramento di Ippocrate. Quelle sono parole d’altri tempi. Oggi conta “l’appropriatezza”, la “razionalizzazione”, la sostenibilità contabile. In barba a chi soffre.

E mentre si lesina sugli esami importanti però, comunque si trovano i fondi per le pipe da crack, le chill room E I progetti pro eutanasia..
Perché In fondo si sa: la cultura della morte pesa meno sui bilanci.


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L'Ausl di Modena introduce un bonus legato a un uso più responsabile degli esami specialistici. L'obiettivo è ridurre le prestazioni inappropriate

Alla fine anche il Partito Democratico si è accorto che l’autonomia differenziata non crea diseguaglianze: le diseguagli...
11/11/2025

Alla fine anche il Partito Democratico si è accorto che l’autonomia differenziata non crea diseguaglianze: le diseguaglianze ci sono già, eccome.
Nei nostri ospedali ogni anno migliaia di italiani – provenienti dal sud Italia – vengono a curarsi. Fino a ieri motivo d’orgoglio, oggi diventa un problema.

Il governatore De Pascale si lamenta: “Non ce la facciamo più”. Tradotto: troppi pazienti da fuori regione, il sistema scoppia. Ma com’è che quando si parlava di autonomie il PD difendeva con le unghie e coi denti l’universalismo della sanità pubblica? Ora invece scopre il “particulare”?

Forse perché gli emiliani, dopo anni di amministrazione “illuminata”, cominciano a sentire il peso dei ticket e delle imposte sempre più alte. Forse perché il modello di efficienza tanto sbandierato scricchiola. E allora si cerca un colpevole: gli italiani che vengono da fuori.

Curioso, però: il problema non esiste quando a usufruire delle cure gratuite sono gli stranieri extracomunitari. Per loro, la Regione ha trovato 800.000 euro nel 2024. Denaro pubblico, naturalmente. Ma in quel caso, tutto tace. Universalismo, accoglienza, solidarietà. Se invece arriva un calabrese o un campano, improvvisamente il sistema è “intasato”.

Dunque, siamo proprio sicuri che i confini da regolare siano quelli con le altre regioni italiane? O forse bisognerebbe ammettere che la sinistra sta solo cercando di coprire, con un po’ di moralismo a buon mercato, le crepe di un welfare che non regge più?


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Un’inchiesta di Fuori dal coro ha scoperchiato l’ennesimo vaso di Pandora dell’immigrazione.A Modena, un’azienda avrebbe...
10/11/2025

Un’inchiesta di Fuori dal coro ha scoperchiato l’ennesimo vaso di Pandora dell’immigrazione.

A Modena, un’azienda avrebbe trasformato il decreto flussi in un bancomat: con la scusa di cercare braccia per i campi, si vendono permessi di soggiorno come fossero biglietti per il Paese dei balocchi. Prezzo d’ingresso? Dai 1.500 ai 15.000 euro, a seconda del “pacchetto”. Entrano, timbrano, e poi spariscono.

Nessuno controlla, nessuno verifica. Gli uffici pubblici fanno spallucce, le associazioni tacciono, la politica si volta dall’altra parte. È il solito gioco delle tre scimmiette: non vedo, non sento, non parlo. Così si fabbricano i fantasmi — uomini senza volto che si dissolvono nel Paese, liberi di muoversi nell’ombra. E quando la cronaca racconta l’ennesima violenza, la solita tragedia evitabile, tutti cadono dal pero.

I numeri del Viminale parlano chiaro: gli immigrati, circa il 9% della popolazione, compaiono con frequenza sproporzionata nelle statistiche dei reati, soprattutto furti, rapine e crimini predatori. Una realtà che chi vive fuori dai salotti radical chic conosce benissimo.

Intanto, qualcuno sull’accoglienza ci costruisce fortune. Perché, come diceva il boss di Mafia Capitale, «gli immigrati rendono più della droga». E in Italia, si sa, dove c’è un affare, c’è sempre qualcuno pronto a tender la mano.




Finalmente un po’ di buonsenso! A Rovigo un pensionato si trova tre rapinatori armati in casa, reagisce, spara, e — mira...
06/11/2025

Finalmente un po’ di buonsenso!
A Rovigo un pensionato si trova tre rapinatori armati in casa, reagisce, spara, e — miracolo — stavolta non è lui a finire sotto inchiesta 🥳

Grazie alla legge sulla , voluta dalla nel 2019, lo Stato ribadisce a granvoce la parte con cui bisogna stare: con i cittadini onesti, non con chi ruba.

Per anni abbiamo visto l’assurdo: vittime trasformate in imputati, ladri trattati da poveri disgraziati. Ora qualcosa si muove.
Forse non è rivoluzione, ma è un segnale chiaro: chi difende sé stesso non deve chiedere scusa.
Avanti così 💚.





Un risultato grazie alle norme volute dalla Lega, a tutela dei cittadini perbene. Come sosteniamo da anni, la difesa è sempre legittima.

In questa triste giornata ci uniamo nel dolore e ci stringiamo con affetto attorno al nostro giovane militante Vittorio ...
21/10/2025

In questa triste giornata ci uniamo nel dolore e ci stringiamo con affetto attorno al nostro giovane militante Vittorio Battelli per la scomparsa del papà Gianluca.

Un abbraccio forteda tutta la Lega di Finale Emilia 💚

Sballo rosso garantito: in Emilia-Romagna 2 milioni ai tossici per “rilassarsi” (a spese nostre, ancora)Non bastava lo s...
08/10/2025

Sballo rosso garantito: in Emilia-Romagna 2 milioni ai tossici per “rilassarsi” (a spese nostre, ancora)

Non bastava lo schifo delle pipette gratuite per il crack. Adesso arriva l’upgrade: i “Chill Out”, ovvero stanze attrezzate per permettere ai drogati di rilassarsi dopo lo sballo, in totale sicurezza, ovviamente a spese dei contribuenti. Roba da far impallidire anche i peggiori deliri di un rave abusivo, solo che qui il rave è autorizzato, certificato, e soprattutto finanziato con 2 milioni di euro pubblici, stanziati con convinzione da una delle Regioni rosse per eccellenza: la nostra.

Ennesima genialata della giunta De Pascale.
Sì, avete capito bene. In Emilia-Romagna, mentre i cittadini fanno i salti mortali per pagarsi una visita medica, gli anziani rinunciano a curarsi perché i ticket sanitari sono esplosi, pensano a chiudere reparti ospedalieri interi per risparmiare allungando a dismisura i tempi di attesa per un intervento (vedi il sant’Orsola di Bologna) e mentre la sanità pubblica sprofonda sotto i colpi della mala gestione, la sinistra emiliana si inventa le aree relax per i tossici. Con tende, lettini, carta stagnola, lacci emostatici, materiali monouso e.. perché no, magari pure un po’ di aromaterapia che non guasta mai.
D’altronde anche chi si buca ha diritto al comfort, no? Quindi prima gli abbiamo garantito la pipetta, e ora giustamente li coccoliamo in una stanza con luci soffuse dove possono godersi in santa pace gli effetti dello sballo, senza che nessuno osi disturbarli con concetti reazionari come “autodistruzione” o “responsabilità”.

Il progetto, raccontato con entusiasmo surreale da certa stampa progressista, si chiama “Sballo pulito”, ed è stato lanciato come se si trattasse di una campagna educativa, ma in realtà è la consacrazione di un’ideologia che ha perso il contatto con la realtà. Che non vuole più comba***re le dipendenze, ma normalizzarle. Che non salva, ma accompagna verso l’abisso, con tanto di coperta termica e tisanina detox.
E non è una boutade passeggera: i fondi sono già confermati anche per il 2026.. Quindi in totale 4 milioni! Del resto queste è una precisa scelta politica e ideologica. Quella di scaricare i costi del degrado sulle spalle di chi lavora, produce e paga le tasse, mentre si finanziano “porcate” sulla droga e deliri arcobaleno che ormai infestano anche le scuole.

In Emilia, insomma, non c’è un euro per chi ha bisogno di una TAC urgente. Ma per i “compagni del buco”, i soldi si trovano sempre. Eccome se si trovano.

Il “Modello Emila” è morto. E chi dovrebbe assumersi la responsabilità della cosa se ne lava le mani.Altrochè eccellenza...
04/10/2025

Il “Modello Emila” è morto. E chi dovrebbe assumersi la responsabilità della cosa se ne lava le mani.

Altrochè eccellenza emiliana. La sanità in Emilia-Romagna è un castello di cartapesta che sta crollando sotto il peso dei suoi stessi slogan. Mentre Bonaccini si pavoneggia nei salotti televisivi con la solita favoletta del “modello migliore del mondo”, la verità, quella vera, si misura in bare. 572 morti in un solo anno. Gente che ha chiamato il 118, si è sentita dire che non era grave, e poi è finita all’obitorio: un sistema che gioca alla roulette con la vita delle persone.

E se l’ambulanza sbaglia strada e arriva tardi, non stupitevi: non ha il GPS. In Emilia-Romagna infatti nel 2025, i soccorritori usano le app di localizzazione dai loro telefonini. Come pony express con la divisa d’emergenza. E se sbagliano indirizzo? Affari loro. L’azienda sanitaria deve risparmiare sui navigatori. Si perché il bilancio sanitario regionale presenta un buco da 645 milioni, che in realtà sarebbe vicino al miliardo se non fosse stato “truccato” con un fondo di emergenza.

La giunta De Pascale, però, invece di tagliare sprechi veri e clientele, ha pensato bene di massacrare i cittadini: 450 milioni spillati agli utenti con ticket più alti, cure più care, prestazioni ridotte. Il risultato è semplice: gli emiliani si curano meno. E muoiono di più.
Altra genialata per risparmiare? Chiudiamo le sale operatorie! Il Rizzoli di Bologna infatti, eccellenza internazionale, sospende le operazioni chirurgiche dal 12 dicembre al 7 gennaio. Questo Era successo solo durante due guerre mondiali e il Covid.. Magnifico, no? Intanto 27.000 persone aspettano anni e anni una chiamata per essere operate.. sempre se non succede altro nel frattempo.

Delle Liste d’attesa interminabili ne vogliamo parlare? Parliamone. Le liste di attesa vengono truccate con il giochino delle “pre-liste”, ovvero ti inseriscono in una sorta di limbo burocratico, così non risulti nei numeri ufficiali. Ma resti lì, a marcire. A Bologna, su 1.550 richieste per esami agli occhi, ne hanno evase 5. Cinque.

E i fondi del PNRR? Una pioggia di soldi finita nel pantano. Su 84 progetti per le Case di Comunità, solo 8 sono stati completati, mentre decine sono rimaste scheletri edilizi: mattoni grezzi, impianti mancanti, promesse spezzate. Il nostro ospedale di finale? Depauperato, declassato e abbandonato a sè stesso.

E mentre tutto va in rovina, il PD alza il ditino e accusa il governo di non tappare le falle. Peccato che il Fondo Sanitario Nazionale sia aumentato. In Emilia sono arrivati 435 milioni in più, che però si sono evaporati nel nulla. Nessuna tracciabilità, nessun miglioramento. Solo debiti, tagli, e morte.

E la nostra amministrazione? Fa spallucce e manifesta per Gaza. Per ca**tà, giusto, ma quantomeno ipocrita. Troppa paura di sconfessare il capo? Troppo attaccamento al manuale del perfetto amministratore progressista? Probabilmente entrambi.

Ora il centrodestra chiederà una Commissione d’inchiesta regionale. Non per fare passerelle, ma per scoperchiare questa cloaca. Per dire ai cittadini la verità. Per costringere chi ha amministrato a rendere conto. Perché la pazienza è finita. E con essa, la favola del “Modello Emilia”.

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