27/08/2024
Giorno 2. Settimana verde in Val Pia/Boragni Finale Ligure – Orco Feglino). Orlando continua a risalire il torrente, ma di Medoro e Angelica nessuna traccia. Ad un certo lo Sciusa si inabissa e compare davanti a lui una ripida montagna. Come fare a superarla, ma sopra tutto, come ci saranno riusciti gli inseguiti? Orlando è arrabbiato, in ansia e cerca un po' alla rinfusa un sentiero, un passo...Nulla… In località Martinetto prova a tastare la montagna con Durlindana. E’ pietra abbastanza morbida, a volte si sbriciola e ne escono impronte e gusci di animali marini. Prova ad incidere l’altura e riesce ad affettarla con poca fatica. Decide così di aprirsi un varco in tal modo e così apre una valle, la Val Cornei. Ancora oggi si possono ritrovare i segni del suo passaggio nelle pareri lisce e nei gradoni intagliati per scavalcare il monte. Poco più in basso, lungo il torrente, il fiume si è liberato dalle rocce che lo sovrastavano e in quel punto gli scalpellini del luogo eressero una ca****la rupestre, la “Madonna del colpo d’Orlando”. Resta da capire una cosa. Come fecero a passare Medoro e Angelica? Un occhio attento e non adirato avrebbe scrutato le pareti del Martinetto trovando un buco nascosto tra i rami: l’ingresso di una lunga galleria da cui pendevano spaghetti di roccia allungati da gocce d’acqua purissima. La galleria, tuttora esistente, ci porta oggi però solo nel cuore del monte, ma la sua via di uscita è franata e ricoperta d’argilla. Rimane comunque bellissima.
Questa mattina l’abbiamo visitata grazie ad Enzo Granero che ne è il proprietario, così come abbiamo osservato i tagli nella roccia e la Ca****la ormai tristemente saccheggiata.
Orlando, terminata l’impresa, si addormenta esausto sotto il Ponte che porta a Boragni. Questa mattina con i ragazzi abbiamo incontrato cicale, geotritoni, libellule nere, serpenti, stalattiti e stalagmiti, colonne, scale e gradoni e persone che salivano sulla montagna aggrappati a corde. Chi saranno mai? A domani, la bussola di Leo indica ponente.