01/06/2026
OTTANTESIMO DELLA REPUBBLICA
In occasione della ricorrenza di oggi, pubblichiamo l'intervento del nostro capogruppo Casali durante la commemorazione nel consiglio comunale della scorsa settimana.
Sono nato una dozzina di anni dopo il 2 giugno 1946 e di quel giorno ho spesso sentito parlare in casa mia fin da quando ero piccolo.
Sapevo che le mie due nonne – sia quella paterna che quella materna – avevano votato per la monarchia; non perché affascinate da prìncipi e principesse e dai balli di corte, ma per un’associazione – errata, sia chiaro! – tra scelta repubblicana e socialcomunismo.
Mio nonno paterno invece si fidò delle indicazioni di De Gasperi e votò per la repubblica. L’altro nonno se l’era portato via una meningite fulminante dieci anni prima.
Vinse la Repubblica in Italia e anche a Fiorano, più o meno con le medesime percentuali. Vinse la repubblica; anche se ci volle una decina di giorni prima che il ministro degli Interni Romita potesse annunciarne la vittoria e ci sono sempre stati sospetti di brogli. Il re di maggio prese la via dell'esilio, anche se forse sarebbe stato il re più serio che avremmo avuto, lui che, da prìncipe, aveva tentato di resistere alla vergognosa fuga dei Savoia a Brindisi dopo l'Otto Settembre; della regina si diceva avesse addirittura votato per la repubblica.
Quel giorno si votò anche per l'assemblea costituente che ci avrebbe poi regalato la Costituzione del 1948 e per i consigli comunali di tantissimi comuni (anche se in tanti altri - incluso Fiorano – si era già votato qualche mese prima); per la Costituente comunisti e socialisti superarono in voti e seggi i democristiani generando in casa di mia mamma parecchia apprensione. D’altra parte - non ricordo bene se dopo le comunali o dopo il 2 Giugno e purtroppo non c’è più chi potrebbe rinfrescarmi la memoria – sotto le finestre di mia madre e di altre famiglie “bianche” una piccola processione di “rossi” simulò di portar loro il viatico, come allora erano soliti fare i parroci con i moribondi. Direi che i timori alla base della scelta monarchica delle mie nonne erano perlomeno comprensibili.
Cosa nuova e molto bella: il 2 Giugno del ‘46 si votò per la prima volta a suffragio davvero universale; votarono anche le donne e varie donne furono elette sia nei comuni – come Maria Mescoli a Fiorano - sia alla Costituente; donne convinte dei loro ideali - giusti o sbagliati che fossero; donne preparate e combattive, votate per le loro capacità e i loro meriti, che non avevano bisogno di quote rosa/azzurre per farsi eleggere, come del resto non ne avrebbero avuto bisogno le colleghe consigliere qui presenti.
Personalmente – anche pentendomi in seguito -avevo quasi sempre dato le mie preferenze a due donne; finché ho potuto; finché non sono state equiparate ai panda e fintamente protette. Dico fintamente perché nel nostro consiglio, alla fin fine, ci sono solo tre donne su sedici eletti; senza l'assurdità delle quote di genere probabilmente non sarebbe andata tanto diversamente o forse avremmo un numero di colleghe più alto; chissà!
Comunque da quel giorno del primo voto femminile di strada ne abbiamo fatta parecchia e il nostro partito è orgoglioso non solo di essere guidato da una donna venuta dalla gavetta della militanza spicciola, ma di aver portato per primo una donna alla Presidenza del Consiglio.
Viva l'Italia! Viva la Repubblica!
🇮🇹