23/08/2026
Fa quasi sorridere che, nel 2026, ci sia ancora chi, anziché confrontarsi nel merito dell’azione del Governo Meloni, ricorra al solito e prevedibile ritornello del fascismo. Quando mancano gli argomenti, si torna sempre allo stesso slogan. Eppure i fatti raccontano altro. Il 25 aprile Giorgia Meloni ha ricordato «la sconfitta dell’oppressione fascista, che aveva negato agli italiani libertà e democrazia», celebrando i valori della Costituzione repubblicana. Nella Giornata della Memoria ha condannato «la complicità del regime fascista nelle persecuzioni, nei rastrellamenti e nelle deportazioni», definendo quella stagione «una pagina buia della storia italiana, sigillata dall’ignominia delle leggi razziali del 1938». Commemorando Giacomo Matteotti, lo ha ricordato come «un uomo libero e coraggioso, ucciso da squadristi fascisti per le sue idee». Le parole sono chiare. E allora la domanda è semplice, a tenere continuamente in vita questo argomento è Giorgia Meloni, che ha espresso giudizi inequivocabili sul fascismo, oppure quella parte della sinistra che continua a evocarlo per evitare il confronto politico nel merito? Gli italiani guardano ai fatti e vedono un Governo che ha restituito autorevolezza all’Italia, difende gli interessi nazionali e ha riportato il nostro Paese al centro dello scenario europeo e internazionale. Il resto è propaganda. E quando la propaganda ripete sempre lo stesso copione, finisce inevitabilmente per perdere forza e credibilità. 🇮🇹💪