10/08/2026
COMUNICATO STAMPA BUONGIORNO FLERO🌞
BESS, DUE IMPIANTI A POCHI METRI DA FLERO: SERVE UNA VALUTAZIONE COMPLESSIVA E IL COINVOLGIMENTO DEI CITTADINI.
FLERO – Due grandi impianti di accumulo di energia elettrica, collocati a poche centinaia di metri l’uno dall’altro e a distanza ravvicinata dalle abitazioni di Flero. È questo il tema che BUONGIORNO FLERO porta all’attenzione della cittadinanza dopo l’incontro dei consiglieri del 5 agosto con il Sindaco e i promotori del progetto BESS previsto sul territorio comunale.
La questione, secondo il gruppo consiliare, non riguarda soltanto la realizzazione del singolo impianto flerese, ma l’impatto complessivo che due infrastrutture di queste dimensioni potrebbero produrre su un territorio già fortemente antropizzato e sottoposto a numerose pressioni ambientali.
“Non siamo contro la transizione energetica, ma il territorio non può essere considerato un semplice spazio disponibile. Non abbiamo una posizione pregiudiziale nei confronti della tecnologia BESS – sottolinea BUONGIORNO FLERO – ma riteniamo che un intervento di questa portata debba essere conosciuto, discusso e valutato con la massima trasparenza, soprattutto quando coinvolge direttamente il territorio nel quale vivono migliaia di persone”.
DUE PROGETTI, DUE PROCEDURE, UN SOLO TERRITORIO.
Dai documenti esaminati emerge che gli impianti interessanti direttamente l’area flerese sono due.
Il primo è il BESS Flero, previsto su un terreno agricolo adiacente alla centrale elettrica di via Case Sparse, che si sviluppa da nord a sud verso via Baia del Re per 75.000 metri quadrati.
Il secondo è il BESS Brescia, localizzato nel territorio del Comune di Brescia, su circa 20.000 metri quadrati di terreno agricolo compreso tra il carcere di Verziano e l’abitato di via Pietro del Gallo a Flero.
I due impianti risultano distanti circa 200 metri l’uno dall’altro e comunque a distanza ravvicinata dalle aree residenziali fleresi e questo cambia radicalmente la prospettiva.
“Non possiamo pensare di valutare due impianti vicinissimi come se fossero completamente indipendenti. Anche se seguono procedure amministrative differenti e fanno capo a soggetti diversi, gli effetti sul territorio, sulla viabilità, sul paesaggio, sul consumo di suolo, sulle isole di calore generate e sulla sicurezza devono essere considerati nel loro insieme”.
LE PROCEDURE SONO ANCORA APERTE
Il progetto BESS Flero è stato presentato al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica il 20 dicembre 2024 e segue quindi la procedura autorizzativa ministeriale prevista dalla normativa allora vigente. La Conferenza dei Servizi è stata avviata il 6 ottobre 2025 ed è tuttora aperta. Secondo quanto riferito durante l’incontro, sono già stati acquisiti alcuni pareri favorevoli tra cui il nulla osta comunale positivo del 20.11.2025, mentre sono ancora in corso approfondimenti e valutazioni. Il quadro economico dichiarato per l’intervento è di circa 88,6 milioni di euro. La società proponente è RCF 017 Srl (10 mila euro di capitale sociale), società veicolo di progetto del gruppo Redelfi SpA.
Il progetto BESS Brescia è stato invece presentato a Regione Lombardia l’11 agosto 2025. La Conferenza dei Servizi è stata avviata il 27 maggio 2026 e, secondo le informazioni ricevute, la procedura è ancora in corso, con il parere tecnico previsto entro il 27 agosto 2026.
L’importo complessivo dichiarato per questo secondo intervento è di circa 42,9 milioni di euro.
“Le procedure non sono ancora concluse - evidenzia BUONGIORNO FLERO – e c’è quindi ancora uno spazio concreto per approfondire, verificare e correggere ciò che eventualmente non risultasse adeguato”.
UN IMPIANTO DA 100 MW PER 4 ORE PER UN TOTALE DI 400 MWH
Durante l’incontro del 5 agosto l’amministratore delegato della società proponente insieme ai propri collaboratori, ha illustrato il progetto BESS Flero. L’impianto avrebbe una potenza di 100 MW per quattro ore, corrispondente a una capacità di accumulo di circa 400 MWh (corrispondente alla potenza necessaria a garantire il consumo energetico domestico di Flero per 15 giorni).
La funzione dell’impianto è quella di accumulare energia elettrica quando la produzione (nucleare, convenzionale, termica, eolica, ...) supera la domanda e di restituirla alla rete quando la domanda cresce o quando la disponibilità di energia risulta inferiore. Si tratta dunque di un’infrastruttura inserita nel sistema elettrico nazionale, destinata a contribuire alla stabilità e sostenibilità della rete evitando le dispersioni.
“Comprendiamo perfettamente l’importanza strategica dell’accumulo – afferma BUONGIORNO FLERO – ma proprio perché si tratta di un’infrastruttura di interesse nazionale, riteniamo necessario discutere anche della localizzazione: l’interesse nazionale non può significare automaticamente che qualsiasi territorio sia idoneo ad accogliere ogni singola proposta”.
IL SUOLO AGRICOLO NON E’ UN’AREA NEUTRA.
Uno dei temi sui quali il gruppo chiede maggiore approfondimento riguarda il consumo di suolo.
L’area interessata dal BESS Flero è agricola. Durante l’incontro è stato riferito che si tratta di un terreno di valore agricolo non di pregio e compromesso dalla vicinanza della centrale elettrica.
“Riteniamo questa definizione fuorviante – sostiene BUONGIORNO FLERO – perché il valore di un terreno non può essere misurato soltanto in termini di produttività agricola o compromissione”.
Il suolo svolge infatti funzioni ambientali fondamentali: è un ecosistema che contribuisce alla regolazione delle acque, alla biodiversità, alla conservazione del paesaggio e garantisce la permeabilità. Per questo BUONGIORNO FLERO chiede che vengano approfondite le caratteristiche agricole dell’area, le pratiche colturali e di allevamento connesse (e la filiera d’eccellenza di riferimento), i vincoli esistenti e soprattutto il costo ecologico complessivo della trasformazione.
“Ci chiediamo inoltre perché per un’infrastruttura di questo tipo, non siano state valutate prioritariamente aree anche attigue già compromesse, industriali dismesse o comunque non agricole”.
I 75.000 METRI QUADRATI E IL DESTINO FUTURO DELL’AREA
Un ulteriore interrogativo riguarda la superficie interessata dall’operazione.
L’impianto dovrebbe occupare circa 20.000 metri quadrati, mentre la società proponente ha dichiarato di aver opzionato complessivamente circa 75.000 metri quadrati. Durante l’incontro BUONGIORNO FLERO ha quindi chiesto quale fosse la destinazione prevista per i circa 55.000 metri quadrati aggiuntivi e se fosse previsto un loro utilizzo futuro per altre attività energetiche infrastrutturali o complementari. La risposta fornita è stata che l’acquisto dell’intero mappale sarebbe stato determinato dalla volontà del proprietario di vendere la proprietà nella sua interezza.
“Prendiamo atto della risposta – afferma il gruppo – ma riteniamo che il tema debba essere chiarito fino in fondo. Quando si parla di 75.000 metri quadrati di suolo agricolo e di un investimento di questa portata, la comunità ha diritto di conoscere non soltanto ciò che verrà realizzato oggi, ma anche quale sia la prospettiva futura dell’intera area. In un contesto dove i preliminari di vendita nel settore scrivono di 450.000€ per 20.000 metri, sappiamo che qualsiasi economia presuppone il massimo sfruttamento delle disponibilità analogamente alle già dichiarate intenzioni di nuova autorizzazione dopo la dismissione dell’impianto a fine vita (massimo vent’anni).
SICUREZZA E RISCHIO INCENDIO: “SERVONO GARANZIE CONCRETE”
Particolare attenzione è stata dedicata agli aspetti legati alla sicurezza.
Secondo quanto illustrato dai progettisti, l’impianto non dovrebbe produrre emissioni, scarichi o prelievi di acqua dalla falda. Il sistema di raffreddamento delle celle sarebbe costituito da liquidi inseriti in circuiti chiusi. È inoltre prevista una vasca di laminazione di circa 65 per 15 metri, la cui profondità deve ancora essere definita sulla base delle verifiche relative al reticolo idrico. Per le emergenze antincendio sono previsti sistemi dedicati e serbatoi alimentati dall’esterno.
BUONGIORNO FLERO ha preso atto di queste rassicurazioni, ma chiede che la sicurezza venga affrontata con il massimo livello di approfondimento.
“Non intendiamo creare allarmismi, ma i fatti di cronaca anche relativi agli effetti degli incendi ad una sola batteria al litio, vanno studiati con attenzione. Proprio per questo chiediamo dati, documenti, protocolli e valutazioni tecniche. La sicurezza di un impianto di accumulo di queste dimensioni non può essere affidata soltanto a rassicurazioni verbali. Devono essere conosciuti i possibili scenari di emergenza, le modalità di intervento, le distanze di sicurezza, le procedure dei Vigili del Fuoco e le conseguenze di eventuali incidenti. Va valutato il rischio incendio anche in relazione alla vicinanza con la centrale e l’attigua proposta del BESS Brescia”.
VIABILITÀ, ACQUA E MITIGAZIONI
Durante la presentazione BUONGIORNO FLERO ha chiesto perché la viabilità
di cantiere e di esercizio debba interessare il tracciato del paese verso via Paradiso e via Baia del Re, anziché utilizzare il collegamento esterno all'abitato di via Case Sparse.
Un’altra questione riguarda la mitigazione ambientale. È stata indicata una fascia di alberature lungo tutto il perimetro dell’impianto con una profondità variabile tra circa 6,5 e 10 metri.
Per BUONGIORNO FLERO questo intervento deve essere rafforzato.
“Servono boschi, alberature vere, filari e interventi capaci di proteggere e ricostruire un sistema ambientale, non soltanto una schermatura visiva. Le aree tecniche inutilizzabili a causa dei campi magnetici dell’intorno dovrebbero essere considerate per interventi di rinaturalizzazione e piantumazione. I 55.000 metri quadrati eccedenti vanno vincolati a bosco o interventi di rinaturalizzazione e ceduti al Comune”.
PUBBLICA UTILITA’ E PGT
Nel corso dell’incontro è stata posta anche la questione urbanistica e la necessità di una eventuale variante al PGT. Secondo quanto riferito, la natura di pubblica utilità dell’opera consentirebbe di procedere attraverso la specifica procedura autorizzativa senza una ordinaria variante urbanistica. Ma la pubblica utilità, una volta verificata, deve riguardare il solo ambito di progetto e non il suolo aggiuntivo che deve rimanere tale e destinato a bosco per mitigare isole di calore, rumore e incrementare biodiversità.
“Anche su questo punto – sostiene BUONGIORNO Flero – riteniamo indispensabile un chiarimento pubblico. La pubblica utilità non può diventare una formula che rende superflua la discussione sulla compatibilità dell’intervento con la pianificazione territoriale e con le scelte compiute dalla comunità
negli anni.
UN TERRITORIO GIA’ SOTTO PRESSIONE
Per il gruppo il tema centrale è quindi quello del cumulo degli impatti.
“Non basta verificare se ogni singolo progetto rispetta, preso isolatamente, determinati limiti. Dobbiamo sapere quale sia la situazione complessiva e quale ulteriore pressione e rischio possa essere sostenuta dal territorio. Serve una visione dall’alto, ma che parta dal basso: dalle persone che vivono quotidianamente questi luoghi”.
Per questo viene chiesta una valutazione che consideri insieme qualità dell’aria, acqua, suolo, traffico, campi elettromagnetici, consumo di suolo, infrastrutture energetiche, industrie a rischio rilevante, riscaldamento aggiuntivo e tutti gli altri fattori di pressione presenti nell’area.
LA CITTADINANZA DOVEVA ESSERE INFORMATA PRIMA
Il gruppo ricorda che il progetto BESS Flero risale al dicembre 2024 e che la Conferenza dei Servizi
è stata avviata nell’ottobre 2025.
Secondo BUONGIORNO FLERO, il rapporto tra cittadini e istituzioni passa necessariamente dalla possibilità di conoscere per tempo le trasformazioni che interessano il territorio.
“Riteniamo che la cittadinanza e il Consiglio Comunale avrebbero dovuto essere informati con largo anticipo. Una presentazione a procedura già avviata - e nulla osta positivo già rilasciato - non può sostituire un percorso di informazione e partecipazione e costituisce un vulnus nella credibilità dell’istituzione. Non si tratta di attribuire responsabilità personali: si tratta di tutelare la credibilità dell’istituzione e la fiducia dei cittadini. Quando un progetto è ancora in fase autorizzativa, il momento giusto per discuterne è prima che le decisioni diventino irreversibili”.
NON CONTRO I BESS, MA A FAVORE DI FLERO
“Il nostro criterio di valutazione è uno solo: il benessere della popolazione flerese, la sua sicurezza, la tutela del suolo e del paesaggio e la qualità del territorio. Non sono parole: nel nostro mandato 2011/2016 abbiamo sottratto all’edificazione 350mila mq corrispondenti alle allora previste nuove
aree edificabili per tutelare il suolo, la biodiversità e la qualità dell’abitare. Abbiamo difeso il suolo perché è una risorsa non rinnovabile. Oggi quella stessa scelta ci impone coerenza: anche un’infrastruttura energetica deve essere collocata nel luogo giusto e secondo criteri di reale sostenibilità”.
LE RICHIESTE DI BUONGIORNO FLERO
Alla luce di quanto emerso, il gruppo chiede quindi:
1. la pubblicazione integrale della documentazione relativa ai due progetti BESS;
2. la conoscenza di tutti i pareri già espressi dagli enti coinvolti;
3. un approfondimento tecnico indipendente sugli aspetti di sicurezza e prevenzione degli incendi;
4. una valutazione congiunta dei due impianti, considerandone gli effetti cumulativi;
5. una verifica delle alternative localizzative su aree già compromesse;
6. un approfondimento sul consumo e sulla trasformazione del suolo agricolo;
7. chiarimenti sul destino e i vincoli dei 55.000 metri quadrati opzionati;
8. una diversa definizione della viabilità di cantiere e di esercizio;
9. un rafforzamento delle opere di mitigazione ambientale con cessione delle stesse al Comune;
10. partecipare e sostenere la CER (Comunità Energetica Rinnovabile) di Flero;
11. un percorso pubblico di informazione e partecipazione della cittadinanza a partire dalla costituzione di un Comitato tecnico/scientifico che affianchi una Commissione politica.
IL NOSTRO TERRITORIO NON E’ UN SEMPLICE SPAZIO DISPONIBILE
“Il BESS è una tecnologia importante per il futuro energetico del Paese. Ma proprio per questo deve essere realizzato nel posto giusto, con le migliori garanzie e con il massimo rispetto e sicurezza per le comunità che lo ospitano. Non vogliamo contrapporre Flero alle necessità nazionali, vogliamo però che queste siano adeguatamente esplicitate e programmate prima della loro progettazione e autorizzazione. Vogliamo sapere quali siano i benefici, quali i rischi, quali le alternative e quali le garanzie. E vogliamo che queste risposte arrivino prima delle decisioni definitive. Siamo stati informati a cose fatte dopo due anni dall'inizio del procedimento né, tantomeno, sono stati informati i cittadini. Riteniamo che su una questione di questa rilevanza che impatta l'ambiente e lo sviluppo sociale ed economico del nostro paese, fosse doveroso garantire con la massima trasparenza informazione e coinvolgimento della cittadinanza prima di rilasciare nulla osta positivi”.
La questione, conclude il gruppo, non riguarda soltanto una batteria o un impianto.
“Riguarda il modello di sviluppo che vogliamo per Flero e le comunità in genere. Riguarda il valore del suolo, la sicurezza delle persone, il paesaggio, l’ambiente, la sicurezza e la qualità della vita delle generazioni future. Riguarda soprattutto il diritto dei cittadini a essere informati e coinvolti nelle scelte che cambieranno il luogo nel quale vivono. Per questo BUONGIORNO FLERO continuerà a chiedere che le due procedure BESS vengano approfondite unitariamente con rigore tecnico e scientifico e che la cittadinanza venga finalmente coinvolta.
Il nostro unico vero portatore di interesse sono i cittadini di Flero".
Legambiente Brescia