06/06/2026
In ragione di recenti episodi di violenza verbale espressa da Collegh3 in dibattiti pubblici, il Cpo ritiene necessario intervenire per richiamare l’attenzione di tutte le persone iscritte sui principi che regolano l’esercizio della professione forense.
Il rispetto della dignità della persona, l’eguaglianza e la non discriminazione costituiscono valori fondamentali dell’ordinamento professionale e trovano espressione nei doveri di probità, dignità, decoro, correttezza e lealtà che devono orientare la condotta dell’avvocata e dell’avvocato, non soltanto nell’esercizio dell’attività professionale in senso stretto, ma anche in ogni contesto nel quale il comportamento individuale sia idoneo a riflettersi sull’immagine e sul prestigio dell’Avvocatura.
L’attività forense, per sua natura, implica il confronto dialettico, talvolta anche particolarmente acceso; tuttavia, la tutela degli interessi affidati e la libera manifestazione del pensiero non possono mai tradursi nell’utilizzo di espressioni offensive, denigratorie o discriminatorie, né nell’adozione di modalità comunicative lesive della dignità della persona.
Il Comitato richiama pertanto l’importanza di una comunicazione rispettosa e responsabile, improntata ai principi della non violenza verbale, dell’ascolto reciproco e della correttezza dei toni, quale strumento essenziale per garantire relazioni professionali fondate sul rispetto e sulla pari dignità di tutte le persone.
Si invitano, pertanto, tutte le iscritte e tutti gli iscritti al nostro Ordine a promuovere, anche al di fuori dell’esercizio professionale, comportamenti coerenti con i valori costituzionali e deontologici che caratterizzano l’Avvocatura, contribuendo alla costruzione di un ambiente professionale inclusivo, rispettoso e libero da ogni forma di discriminazione.
La qualità del linguaggio e delle relazioni rappresenta, infatti, un elemento imprescindibile della credibilità della professione forense e della stessa funzione di tutela dei diritti che essa è chiamata a svolgere.