19/03/2022
IN MERITO ALL’OCCUPAZIONE DEL LICEO PETROCCHI DI PISTOIA
“Io e i miei compagni siamo entrati in massa per protestare contro i passati e recenti episodi di razzismo, omofobia, violenza e apologia di fascismo che la dirigenza non ha minimamente provato a risolvere dopo la prima occupazione”, queste le parole di una nostra militante, studentə del Liceo Petrocchi di Pistoia.
Oggi sono arrivate le denunce a carico di 52 student3 coinvolt3 negli scontri avvenuti al Liceo artistico Petrocchi di Pistoia, lo scorso 9 marzo.
La sera del 9 marzo, molt3 student3 mosse dalla volontà di manifestare per i propri diritti hanno tentato di entrare nella scuola per denunciare le problematiche e la mancanza di ascolto che Preside e docenti hanno sempre dimostrato in questo istituto, nonché per manifestare dissenso e contrasto ad episodi di omofobia avvenuti da parte dell3 professor3 stess3.
L3 student3 sono stat3 subito contrastat3 da polizia e digos in borghese chiamate dalla Preside, contrasto che è sfociato in scontri violenti e tentativi di manganellare l3 student3. L3 professor3 stess3 hanno, secondo alcune testimonianze, picchiato l3 ragazz3.
A seguito degli scontri, l3 student3 hanno accettato una mediazione senza cadere nelle minacce fatte da parte di polizia e dirigente scolastica, accettando di uscire dalla scuola purché venisse fissato un incontro con il provveditorato la mattina seguente.
Un incontro che nel concreto ha generato solo più tensioni poiché al tavolo sedeva anche una rappresentanza della digos che si è opposta alla verbalizzazione dell’incontro.
Giovedì scorso, dopo giorni di false accuse e dichiarazioni, la preside ha sporto denuncia nei confronti dell3 student3 coinvolt3 .
Siamo chiamat3 ad esporci, non possiamo più sopportare questo clima di ostilità e violenza ogni qualvolta ci schieriamo per quelli che riteniamo e dovrebbero essere i nostri diritti; ce lo impone il periodo storico, il fatto che solo nei primi tre mesi di questo anno siano mort3 3 dell3 nostr3 compagn3 durante le ore di PCTO, ce lo richiede la rabbia e la frustrazione che tutt3 l3 student3 stanno manifestando nelle piazze di tutto il paese da mesi.