Il Movimento Autonomista Toscano non è un partito, ma un movimento di Servizio a difesa dell’ambiente, della cultura e dei diritti al lavoro, alla casa ed alla sicurezza sociale di chi abita in Toscana. Il Movimento autonomista Toscano è nato ufficialmente nel 1989, ma il manifesto che lo ha promosso risale al 1978, ne fu autore Alessandro Mazzerelli, fondatore del Movimento. Quindi, l’iniziativa
di rivendicare l’autonomia della Toscana è sorta molto prima del falso autonomismo “bossista”. Ma si va verso l’unità europea e voi volete dividere l’Italia ? Se fu un delitto contro i popoli, le loro tradizioni e le loro culture, costringere le popolazioni dello “stivale” a sottomettersi al Regno piemontese, peggio ancora sarebbe giungere all’unità europea senza il rispetto delle piccole Patrie, e cioè di tutti i popoli che compongono l’Europa. Noi non vogliamo dividere l’Italia per il semplice fatto che è già divisa. A dividerla ci ha già pensato il regime di Roma, che ha regalato tutti l’ex Regno della Due Sicilie alla mafia e alla camorra. Quindi, non potendo dividere ciò che è già stato diviso, vogliamo ottenere, come minimo, ciò che è già stato dato alla Baviera in Germania, alla Catalogna in Spagna, alla Sardegna in Italia e via di seguito. Domanda: per quanto tempo ancora noi Toscani, che siamo stati liberi per secoli, dobbiamo rinunciare a diritti che, con meno ragioni, sono stati concessi ad altri ? Quali sono i vantaggi che si ottengono con l’autonomia della Toscana ? Sono talmente grandi che è da imbecilli non pretendere l’Autonomia. Fisco: Gran parte delle tasse che si pagano in Toscana non vi rimangono, né ritornano, ma vanno ad alimentare appalti truccati, le ruberie dei partiti e la mafia. In Italia ci sono circa mille tipi di tasse che si potrebbero ridurre a qualche decina; si potrebbero semplificare i modi di riscossione e di fatto liquidare l’evasione fiscale. Infatti, grazie ad una radicale riduzione del numero delle imposte, l’evasione presenterebbe più rischi che vantaggi. Concorsi: Oggi è più facile che un “cammello passi per la cruna di un ago” che un toscano vinca un concorso importante.1 Dal Sud si arriva con le raccomandazioni, con titoli di studio talvolta comprati ed ottenuti con l’aiuto della camorra.2 E questa, si badi bene, non è una opinione “razzista”, basta recarsi in un qualsiasi ufficio pubblico per rendersene conto. Quindi, il Movimento Autonomista Toscano, si batte perché i concorsi che riguardano i posti di lavoro presenti nel territorio toscano siano riservati ai residenti e a chi è nato in Toscana. Appalti: Gli appalti su lavori pubblici che interessano la Toscana sarebbero assegnati a ditte toscane, garantendo il lavoro ai nostri imprenditori e ai nostri lavoratori.3
Esercito: Riduzione del numero degli addetti e quindi delle spese relative. Rafforzamento delle forze di polizia in considerazione che la guerra del futuro sarà indirizzata solamente a contenere la delinquenza e l’invasione extracomunitaria.4
Agricoltura: Amministrati da gente non toscana o comunque vincolata agli interessi dei partiti, la cosiddetta “regione toscana” si è completamente disinteressata di due settori vitali della tradizione economica toscana: l’agricoltura e l’artigianato. L’agricoltura, in stato di svendita e di abbandono, troverebbe nell’autonomia toscana quella tutela che, con grande sensibilità ed intelligenza politica, gli amministratori sud-tirolesi hanno assicurato all’agricoltura del Sud Tirolo, il cosiddetto Alto Adige. Artigianato : L’artigianato toscano, oltre ad essere asfissiato dalle tasse ingiuste è in grave crisi per la mancanza di apprendisti. La Toscana autonoma ritroverebbe i mezzi per un sostanziale aiuto a questa abbandonata categoria, che per secoli aveva costruito la sua ricchezza.5
Sanità: I nostri ospedali servono a tutti fuor che agli Ultimi della Toscana. Si pensi alla vergogna delle numerose strutture ospedaliere ove i toscani sono gli ultimi nelle liste di attesa ed alla vergogna della ASL, strutture burocratiche in mano alla corruzione del sistema, che soltanto una nuova istituzione, a misura del buon governo toscano, può liquidare. Pensioni: Con un Istituto Toscano, tolti i falsi invalidi e gli sperperi dell’INPS, le pensioni sarebbero equilibrate e notevolmente incrementate, senza alcun onere a carico delle nuove generazioni. Comunque lo stato sociale verrà ad essere migliorato, mai peggiorato. Casa: L’Autonomia della Toscana liquiderebbe la vergogna delle tasse sulla prima casa e darebbe precedenza ai toscani nell’assegnazione delle “case popolari”.6
Ma siete proprio sicuri che se la Toscana è autonoma cambiano le regole del gioco ? La nostra certezza nasce da un’elementare constatazione. I partiti ladroni e padroni, qualunque sia la sigla con cui si presentano, si sono organizzati in tutto il territorio della “Repubblica Italiana” con sede centrale a Roma, mentre le loro emanazioni regionali sono strutture che non godono di nessuna autonomia politica.7 Quindi, la strategia del partito fa capo ai padroni che stanno a Roma. La conseguenza di questa realtà è che i partiti, inseguendo i loro sordidi interessi per tutto lo “stivale”, pur mascherandosi a seconda delle opportunità locali con una burocratica articolazione regionale e cittadina, sono portatori di ordini e di interessi lontani ed indifferenti ai reali problemi della gente. Il Movimento Autonomista Toscano, costituito da gente che vive in Toscana, non si nasconde dietro la segreteria di partito, dietro gli apparati, le correnti ed i gruppi di potere. I suoi dirigenti , i suoi amministratori sono sempre raggiungibili, basta aprire le pagine di un elenco telefonico…e questo è già un grande vantaggio.8 Un vantaggio che conferma una delle caratteristiche del Movimento Autonomista Toscano, quella di non sfuggire alla sue responsabilità, ma di camminare con la gente senza coprirsi dietro astratte ideologia, in modo da essere sempre controllabile e direttamente sostenibile per gli atti che effettivamente compie. E’ poi una organizzazione politica meno corruttibile, soprattutto perché non necessita dei grandi mezzi che i partiti devono usare se vogliono raggiungere un buon livello di rimbischerimento generale,9 senza il quale, una buona parte degli elettori non li voterebbe. 10 Infine, va ricordato che il Movimento Autonomista Toscano ha nel suo statuto alcune garanzie che assicurano la vera trasparenza, e cioè: il divieto della pubblicità personale, il divieto per chi ha una carica pubblica di avere anche una carica nel Movimento, al fine di consentire all’Organizzazione ed agli elettori il controllo sull’operato degli eletti. Ma esiste una etnia toscana ? Per rispondere a questa domanda è sufficiente riflettere su alcune considerazioni. La cosiddetta lingua italiana altro non è che l’imposizione della lingua toscana – opportunamente imbastardita – in tutta la regione geografica italiana. L’etnia toscana discende da quella etrusca; recenti ricerche scientifica hanno dimostrato che nel sangue toscano è presente un cromosoma di quella stirpe.11 Infine il modo di pensare toscano , cosi “strano e diverso”, che esalta (anche troppo… n.d.a.) la libertà individuale, ma che rende i toscani deboli davanti agli apparati dei partiti ed alle organizzazioni clientelari e mafiose, trova la sua simpatica ed obbiettiva descrizione sull’opera “Maledetti Toscani” di Curzio Malaparte. Ma non siete un po’ razzisti nei confronti dei meridionali e degli extracomunitari ? Per quanto riguarda i meridionali, abbiamo sempre affermato una grande verità, l’oggettiva constatazione che l’emigrazione di massa da Sud al Nord non ha in nessun modo migliorato le condizioni di emarginazione e di degrado del Sud. Anzi, ha rafforzato le mafie locali, che si sono sbarazzate di una parte considerevole di giovani che avrebbero potuto opporvisi. Gli industriali del Nord – a dispetto di ciò che afferma la Lega Nord – hanno usato ed abusato , in particolare durante gli anni del cosiddetto boom economico, del lavoratori a “buon mercato” provenienti dal Sud e ciò, sia per contenere le rivendicazioni sindacali dei lavoratori locali, sia per rafforzare le forze politiche che si ponevano a loro servizio. (PSI-D”C”).12
Per quanto riguarda gli extracomunitari la questione è per certi versi analoga: il Nord – o meglio la borghesia parassitaria del Nord (a cui va aggiunta l’imprenditoria bastarda, per intendersi come quella di quel farabutto e sfruttatore di minorenni del Sud del mondo, operante nei pressi di Pordenone,sì, forse avete capito.. quel tizio che se potesse imporrebbe le sue luride magliette anche ai pigmei ! che ha “bisogno” di operai-servi e di servitù mal pagata. Il fatto che l’invasione extracomunitaria abbia grandi costi sociali per l’intera comunità, in particolare per i nostri poveri e i nostri emarginati, si pensi alle centinaia di migliaia di posti occupati da giovani extracomunitari nei già insufficienti centri di assistenza dei nostri ultimi, è – per i suddetti infami – cosa irrilevante. Anzi, da autentici razzisti e schiavisti del duemila, sostenuti dai mass media si danno anche una patina di progressisti, cittadini del mondo, antirazzisti…
Noi abbiamo sempre affermato che è cosa demenziale pensare di risolvere gli immani problemi del Terzo Mondo, favorendo l’invasione extracomunitaria della regione geografica italiana. I problemi del Terzo Mondo si risolvono nel Terzo Mondo con i mezzi di coloro che ieri, per arricchirsi, lo hanno depredato dei beni naturali e che oggi, da ricchi, lo depredano degli uomini, per farne la loro nuova servitù.13
Ma fino a pochi decenni or sono anche noi si emigrava…
Sì, ma era una emigrazione enormemente diversa dall’attuale. Si trattava di lavoratori con un’arte: erano imbianchini, sarti, contadini, muratori parrucchieri…andavano in un Paese che li richiedeva. Gli extracomunitari sono entrati da falsi turisti (e con la frode e la violenza n.d.a.)14 in un Paese ad altissima densità di popolazione… C’è poi una grandissima differenza, fra gli emigranti di allora e gli invasori di oggi, che sfugge a molti e che è invece di grande importanza. Si tratta del fatto che mentre i nostri emigranti non godevano di nessuna assistenza – in particolare se erano clandestini – gli extracomunitari vivono sulle spalle delle nostre organizzazioni assistenziali e quindi a danno dei nostri emarginati, dei nostri anziani, dei nostri poveri. Un esempio ? La “regione toscana” , anziché disporre l’ampliamento del servizio di accoglienza per i nostri ottantenni , ha negli anni dirottato milioni di euro per costituire centri di accoglienza per extracomunitari di vent’anni, molti dei quali, come è noto, sono impegnati nel mestiere di spacciatori di droga… 15
Ma gli extracomunitari fanno i lavori che i toscani non vogliono più fare…
E’ questa una delle affermazioni più banali con le quali sia la “destra” che la “sinistra” legittima l’invasione extracomunitaria. Infatti, sia la Confindustria che la Triplice Sindacale (CGIL-CISL-UIL) sostengono, fin dal 1989, che gli extracomunitari “fanno lavori che nessuno farebbe e pagano le pensioni degli anziani”, ambedue le affermazioni sono sostanzialmente false.16 Le ragioni di quelle affermazioni sono molto chiare, alcuni lavori di fatica sono da sempre sottopagati e sottopagati devono rimanere per non far crescere il costo del lavoro. C’è quindi un duplice interesse, quello della Confindustria di servirsi della manodopera extracomunitaria costretta – all’inizio della sua permanenza in Toscana – ad accettare il più bieco sfruttamento, così come accadeva negli anni cinquanta con i lavoratori meridionali. Ma stiano certi che prima o poi, con molta più arroganza degli immigrati dall’Italia del Sud, gli extracomunitari non pretenderanno quello che gli spettava con l’aggiunta degli interessi? Ed a quel punto, l’interesse dei sindacalisti, alleati nemmeno tanto occulti della Confindustria, giungerà puntuale con lo scontro sociale che inevitabilmente si determinerà, e per loro e i politicanti che vivono, come ha detto il Profeta di Barbiana “ gestendo e mediando il male della gente” giungerà l’ora di trarre vantaggi in potere , prestigio e denaro , così come già ora li traggono i dirigenti delle cosiddette “Associazioni di volontariato pro-accoglienza” . Ma mentre questi vantaggi in futuro non sono affatto sicuri- perché buona parte degli extracomunitari sono prima islamici e poi, se ne hanno convenienza, alleati dei progressisti – chi avrà sicuro svantaggio e si vedrà ridotto ai margini della sopravvivenza sarà il nostro emarginato, il nostro handicappato ed il nostro lavoratore non qualificato. Ma noi abbiamo raggiunto il “benessere” sfruttando il “terzo mondo” ? Guardiamoci intorno, ti sembra che tutti vivano nel benessere ? Certamente ci sono state alcune persone che dallo sfruttamento del Terzo mondo si sono arricchite e che continuano ad arricchirsi e per costoro la multirazzialità, fra ricchi e poveri, va benissimo. Si tratta di coloro che hanno raggiunto la ricchezza rapinando i beni naturali dell’Africa, dell’Asia e dell’America Latina e che ora si fanno servire dalle collaboratrici domestiche provenienti dai Paesi che hanno rapinato. Ma con questo gioco infame, cosa hanno a che fare i nostri poveri, i nostri anziani ed i nostri disoccupati ? Gli extracomunitari, talvolta già vittime in patria a causa dei loro “compatrioti” ora lo stanno diventando anche grazie alle varie leggi che si sono succedute negli anni (Martelli, Bossi-Fini ecc..) fatte su misura per offrire manodopera e servitù ai grandi ladroni e padroni, che colpiscono sia la nostra manodopera meno qualificata, che si trova aggredita da una ingiusta concorrenza, sia i nostri anziani, che vedono ridotta a favore di aitanti ventenni extracomunitari l’assistenza loro dovuta, e colpiscono anche alcuni degli stessi extracomunitari che rischiano di diventare i nuovi “schiavi”. Così, come logica conseguenza, chi è povero sarà sempre più povero e chi è ricco lo sarà sempre di più alle spalle degli “ultimi” dell’Italia e del mondo. Ma allora, secondo voi, quelli del terzo mondo dovrebbero rimanere nel loro Paese a morire di fame ? Noi abbiamo sempre affermato che i problemi del “Terzo Mondo” vanno affrontati nel “Terzo Mondo” e che è molto meglio insegnare a pescare, che regalare un pesce pescato da altri. Nel mondo si spendono inutilmente un gran numero di miliardi di dollari per spese militari e talvolta bastano pochi euro, per risolvere i problemi di decine di migliaia di persone. 17
Gli ipocriti e “progressisti” di un certo mondo “cattolico” , che si dimenticano del loro prossimo per chiacchierare, senza competenza, su problemi lontani e sconosciuti che gli consentono di fare buona figura in salottiere conferenze, dovrebbero sapere, se credono in quello che affermano i missionari, che con contributi talvolta irrisori vengono promosse grandi imprese. E’ quella la sola via che consente agli “indigeni” di restare nel luogo natale contribuendo allo sviluppo del loro Paese. Quindi, il dramma del “Terzo Mondo” è anche dovuto alla mancanza di scelte politiche che, ovviamente, devono essere di segno opposto alla logica dei governi attuali. Ma il mondo non è di tutti ? Proprio perché è di tutti, ognuno deve compiere sino in fondo il suo dovere. Non si sfugge alle proprie responsabilità con la fuga dal proprio Paese, abbandonato in balia di governi e di burocrazie corrotte, come fanno, per meditata viltà, molti giovani extracomunitari. Occorre capire che se la terra è di tutti, ognuno, facendo il suo dovere , deve rispettare il luogo della terra dove è nato e difenderlo. La “solidarietà”, non deriva dall’estorsione del lavoro ai danni di chi abita da secoli in un dato luogo, come, ad esempio, è avvenuto in Toscana a San Donnino, ad opera dei cinesi, che hanno liquidato l’artigianato locale della pelle e della paglia.18 In questo caso non si è di fronte ad un atto di solidarietà da parte di chi accoglie l’extracomunitario, ma ad un atto di vigliaccheria di fronte ad una rapina. Infine, se il mondo è di tutti, uno dei problemi che dobbiamo affrontare tutti – e non solo le popolazioni europee – è quello demografico, non si può continuare a crescere pensando che la terra possa ospitare un numero indefinibile di abitanti. Ma la “Lega Nord” non dice le stesse cose che dite voi ? Non è vero! La “Lega Nord” è un partito come tutti gli altri. La sezione toscana della Lega Nord ha la stessa autonomia che può ottenere il “comitato regionale” del Partito Democratico nei confronti della sede centrale di Roma…19 La “Lega Nord” non è una organizzazione autonomista, perché è sottoposta ad un vertice che fa capo a Milano. Gli Autonomisti rispettano ogni identità, si aiutano e si rispettano a vicenda, se trovano un accordo fanno in modo che le cariche di coordinamento spettino a tutti , mediante il principio dell’avvicendamento con pari dignità. Al contrario la “Lega Nord” ha ritenuto la Toscana ed il suo popolo – terra già libera per secoli – una quasi “indegna” appendice della Lombardia.20
Ma poi, come fa un popolo – come quello toscano – a richiedere la sua autonomia, se è talmente inetto da non essere in grado di promuovere un suo movimento autonomista ? La Lega Nord non è un movimento autonomista toscano ed è lontanissima dagli interessi e dalla tradizione toscana, come suoi referenti in loco si sono succeduti negli anni nobilastri fiorentini, scarti della tangentopoli socialista in cerca di riciclarsi, politicanti fuoriusciti da partiti centralismi come Alleanza Nazionale, in cerca disperata di poltrone. La Lega Nord non rappresenta nessuna novità, perché è assolutamente priva di qualsiasi codice di comportamento morale.21 In Toscana il suo fondatore fu un ex esponente della destra espulso dai fascisti, il cui programma ed obbiettivo era il raggiungimento della poltrona per sé e per i suoi familiari. Per queste ragioni abbiamo sempre affermato che i “bossisti” sono falsi autonomisti – anzi non lo sono affatto – e falsi federalisti: Tesi che è ampiamente confermata da queste constatazioni:
Alle Elezioni amministrative si definiscono “autonomisti toscani” , ma vogliono la Toscana relegata ad appendice di una ridicola Repubblica della Padania. Alle Elezioni Politiche si dicono federalisti, ma il loro federalismo consiste nello spostare l’asse del potere da Roma a Milano, calpestando tutte le etnie del Nord, del Centro e del sud a favore della superiorità “lumbarda”. Conclusione: il loro “federalismo” è quindi molto più simile a quello della ex Jugoslavia che a quello di Cattaneo. Giunti in Parlamento , votarono Spadolini a Presidente del senato, ma Spadolini fu un noto e coerente assertore del centralismo romano e del “risorgimento” massonico… Con il quadripartito hanno sostenuto la permanente vergogna dell’immunità parlamentare, rendendo un servizio a Pillitteri e Tognoli e a tutta la tangentopoli lombarda. Al governo con Berlusconi non hanno fatto nulla di realmente concreto contro l’invasione extracomunitaria, hanno sottoscritto immense sanatorie che non si sono viste nemmeno con i governi di sinistra… ed allora che dire ? La “Lega” è un partito come tutti e per tutte le stagioni. Quindi, possiamo tranquillamente affermare che è più “parente” il PdL con il PD che noi con la Lega Nord e i suoi lacchè che operano in Toscana. A proposito di questi ultimi: sapete qual è stata la loro operazione più significativa ? Quella di nascondersi dietro a centinaia di squadristi fatti recapitare dal Bossi davanti al Viminale (Ministero degli Interni) per presentare prima di noi un simbolo simile a quello che avevamo sempre usato. Lo scopo ? Quello di rapinarci della nostra identità colpendo la Toscana e la sua autonomia! Di fronte ad un simile episodio solo un toscano rincoglionito, imbecille o peggio ancora infame, può dar credito al “bossismo” importato in Toscana.” 22
1 Si pensi alla “magistratura”…
2 E’ un po’ di tempo che gli autisti dell’ATAF, il servizio di trasporto pubblico fiorentino, non sono più toscani, nella stragrande maggioranza dei casi napoletani, perché ?
3 L’attuale schifezza della cosiddetta Unione Europea, mette i bastoni tra le ruote a questo sacrosanto principio in nome della “concorrenza”. E’ una spudoratezza come l’Euro e tutto quello che si richiama a questa “Europa” della Banche e dei banchieri, speriamo che la Sovranità dei Popoli la rovesci… prima di finire come gli U.S.A….
4 L’attuale grottesco “esercito italiano” non serve a niente e a nessuno. Risolve, forse, il problema della disoccupazione a qualche ragazzo e persino ragazza, che vanno a rischiare la pelle per un pugno di euro, ma dal punto di vista militare la sua funzione è di copertura a interessi mondialisti che non ci riguardano, come la guerra in Afghanistan , Iraq, in Serba, in Liba…eccetera. Una volta l’Esercito, almeno in teoria, serviva a fermare le invasioni straniere, ma queste oggi si attuano con la cosiddetta “immigrazione” legittimata dalla “povertà”. Insomma è come se un tizio, con la scusa di essere povero ti entra in casa, vive alle tue spalle come ospite non gradito e con grande arroganza non se ne allontana. Nessuno, apparentemente, li ha chiamati, ma loro vengono accolti a braccia aperte da chi gestisce il MALE “ …al fine di consentire ad una classe dirigente, parassitaria e brutale, ogni forma di gestione del potere sulle spalle degli ultimi.”
5 L’artigianato toscano, già in grave crisi per la mancanza del credito e degli apprendisti, ha ricevuto una mortale legnata dall’invasione cinese che ha copiato, anche se maldestramente, l’artigianato toscano, vendendo il falso prodotto a prezzi irrisori.
6 L’assegnazione delle “Case Popolari”, con l’avvento dell’invasione extracomunitaria , è giunta alla più assurda vergogna. Le case pagate dai nostri lavoratori che, se anziani, le hanno pagate con decenni di tasse, vanno sistematicamente in mano agli stranieri , anche nel caso, come a Prato, che vi sia un sindaco che, in linea puramente teorica, è stato eletto dicendo che avrebbe cambiato le regole di assegnazione….
7 L’analisi di oltre venti anni or sono, si è dimostrata totalmente fondata ed attuale. I partiti sono sempre controllati da Roma o , nel caso della Lega Nord, da Milano. La loro corruzione ha raggiunto l’incredibile, praticamente non c’è un amministratore di partito della cosiddetta “seconda repubblica” che non sia un ladro o un complice nella dilapidazione dei finanziamenti pubblici, a questo fine , assurdi e vergognosi sono stati i comportamenti di chi si atteggiava da partito moralizzatore, a cominciare dalla già citata Lega Nord, per finire alla cosiddetta “Italia dei Valori” . E’ infine comparso un gran pagliaccio, che con le sue “cinque” fameliche “stelle” cerca di imbrogliare gli elettori. Costui, vuol davvero cambiare ? Applichi il Decalogo di Barbiana o taccia.
8 Oggi raggiungere il Movimento e i suoi dirigenti è molto più semplice di quando abbiamo scritto questo documento. Ci sono gli E-mail, il sito, i cellulari …
9 Cioè di “rincoglionimento” , di “rimbecillimento”, di “omologazione di massa”…
10 La crescita dell’astensionismo elettorale è un buon segno…. Si comincia a capire che dietro alla propaganda personale dei bellimbusti c’è il niente e la frode.
11 La stampa parlo a lungo di questa scoperta scientifica, realizzata a Vescovado di Murlo in provincia di Siena, ove il paese, di certa stirpe etrusca, per il suo isolamento e la sua passata povertà, non ha subito le contaminazioni del resto della Toscana.
12 Oggi, puntualmente lo stesso discorso si può fare per gli extracomunitari, ma i partiti hanno cambiato nome , ora c’è il P.D, l’ex PCI e buona parte di “Forza Italia”, l’attuale P.d.L..
13 Ma i fatti non vanno per il verso sperato. Molti potenziali “servi”, dopo aver compiuto aggressioni di ogni genere, anche nei confronti dei loro “democratici padroni”, operando “esentasse”, in particolare nel commercio, artigianato e servizi e contando sull’aiuto delle loro potenti mafie, che gli consentono di evitare le leggi degli “infedeli”, divengono e diverranno i nuovi padroni in casa nostra …
14 Come sarebbe interessante poter verificare la legittimità e la fondatezza dei “permessi di soggiorno” ottenuti grazie ai cattocomunisti della “Caritas” e ai CAFF sindacali…
15 Il fatto arcinoto che le carceri scoppino per la presenza di extracomunitari, è prova evidente di che razza di “mestieri” siano venuti a compiere…
16 Per quanto riguarda il pagamento delle pensioni da parte degli extracomunitari , Gilberto Oneto su “Libero” del 6 ottobre 2011, pagg,1,16-17, scrive: “Dai dati INPS più recenti e completi (III° rapporto su immigrati e previdenza) risulta che nel 2004 gli stranieri iscritti ai ruolini pensionistici erano 1.737.380, e cioè meno della metà degli immigrati di allora. Non cambia la situazione nel 2010, quando – secondo la Caritas – gli iscritti all’INPS, sarebbero circa due milioni, e cioè il 40% dei regolari. Questi versano un totale di 7,5 miliardi di contributi previdenziali; nel 2007 le pensioni erogate erano 294.025 con una spesa annua di 2 miliardi e 564 milioni. Oltre a queste c’è una cifra imprecisata ma piuttosto alta per prestazioni sociali d’altro genere. Ci sarebbe così un saldo attivo di qualche miliardo. Occorre notare che il bilancio è migliorato da quando è stata soppressa la facoltà, prima concessa agli immigrati, di farsi rimborsare i contributi versati in caso di rimpatrio, rafforzando la tendenza a permanere in Italia…” Quindi: “per essere un gruppo sociale la cui presenza viene giustificata come “forza lavoro”, occorre notare come la percentuale di stranieri che pagano i contributi previdenziali sia sospettosamente basso. Questo significa che la più parte non paga i contributi sociali perché lavora in nero, o evade, o non lavora affatto, o fa “lavori” (criminalità, droga e prostituzione) che non hanno vocazione né possibilità di essere assoggettati a contributi.” E’ poi spudoratamente falso che “facciano i lavori che gli italiani non vogliono più fare”: “ Alla fine del 2007 – scrive sempre Oneto – gli stranieri disoccupati erano il 9,5% e gli italiani il 6,6%. Nel 2010 il tasso di occupazione degli stranieri è sceso dal 64,5% del 2009 al 63,1, e quello di disoccupazione è passato da 11,2 a 11,6. Nel 2005 i cassintegrati stranieri sono stati 65.546 su 613.151, il 10,7% del totale. Nel 2010 ogni 10 disoccupati 3 sono immigrati.”
17 Il Comitato di Collegamento di Cattolici per una Civiltà dell’Amore, di cui mi onoro di essere uno dei fondatori e dirigente da decenni, è la prima organizzazione cattolica che ha lanciato l’idea dell’adozione a distanza. Il suo Presidente. Giuseppe Rotunno, è impegnato nella promozione dei microprogetti in tutte le parti del mondo. Si tratta di costruire pozzi, piccoli dispensari sanitari, di istituire piccole cooperative agricole che forniscono modesti mezzi economici e tecnici e così facendo si è riusciti a stabilizzare la presenza sul territorio anche di centomila persone, con l’inezia - per l’Occidente -di un investimento di soli cinquecentomila euro !
18 Questa risposta ad una delle domande più comuni che ci venivano e ci vengono rivolte, è certamente da aggiornarsi . Oggi, 2013, la situazione si è enormemente aggravata , la nota 16 che si richiama alla ricerca di Gilberto Oneto è già anch’essa , in peggio, decisamente superata…
19 La pagliacciata e americanata delle “primarie”, aggrava questo concetto, con una fantasmagorica presa in giro delle “masse”…
20 In un documento inviato agli Autonomisti e Indipendentisti d’Italia del 29 novembre 2012, ricordavo l’accordo raggiunto con Bruno Salvadori nel 1978 , al fine di costituire un “cartello elettorale” fra “movimento liberi e sovrani” . Eccolo: “ Costituzione di un cartello politico, per presentarsi alle Elezioni Politiche della regione geografica italiana, (Oggi è da aggiungere “regione geografica europea” per le relative elezioni n.d.a.) fra Movimenti Autonomisti e Indipendentisti tra loro sovrani, con propri statuti e organigrammi interni insindacabili. Il cartello avrà un presidente, primo fra pari, nominato a girare, annualmente, da ciascun Movimento Autonomista o Indipendentista. (Si trattava quindi di un semplice coordinatore n.d.a.) Suoi compiti esclusivi convocare e presiedere l’Assemblea delle Organizzazioni associate almeno due volte all’anno e quello della rappresentanza legale in caso di elezioni parlamentari. L’Assemblea è composta da due membri nominati da ciascun Movimento Autonomista o Indipendentista, a differenza del Presidente, la cui scadenza annuale è assolutamente vincolante e la sue rielezione, sino a quando non torna il turno della propria Organizzazione, irripetibile, possono essere riconfermati per scelta sovrana delle Organizzazioni associate. E’ competenza esclusiva delle Organizzazioni Associate nominare i candidati nei territori nazionali di competenza. Qualsiasi contributo spettante è suddiviso fra le Organizzazioni associate in parti uguali, qualunque sia il consenso elettorale raggiunto nel territorio nazionale di competenza.”
21 Si noti come i fatti, ad oltre 20 anni dalla stesura di questo documento, ci abbiano dato più che ragione…
22 Sulla questione della rapina da parte della Lega Nord del nostro simbolo elettorale cfr. “Né schiavi di Roma, né servi di Milano” Op.Cit. Pagg: 42-47.