Archivio storico del frutto e del fiore

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27/07/2026
16/07/2026
08/07/2026
05/07/2026
30/06/2026

Le Radici della Fierucola – La rivoluzione del filo di paglia

Ci sono libri che si leggono.

E ci sono libri che cambiano il modo di guardare il mondo.

La rivoluzione del filo di paglia di Masanobu Fukuoka è uno di questi.

Quando arrivò in Italia all’inizio degli anni Ottanta, grazie all’impegno di Giannozzo Pucci e dell’editrice Libreria Editrice Fiorentina, il suo messaggio trovò terreno fertile proprio sulle colline fiorentine, a Ontignano.

Fukuoka non proponeva semplicemente un diverso modo di coltivare la terra. Ci invitava a cambiare il nostro sguardo.

Ci ricordava che la natura non è qualcosa da dominare, ma da osservare, comprendere e accompagnare.

Che produrre cibo significa anche custodire il suolo, la biodiversità, i semi, l’acqua e le relazioni tra le persone.

Molte delle idee che oggi ci sembrano naturali – agricoltura biologica, filiera corta, rispetto delle stagioni, biodiversità, consumo consapevole – allora erano rivoluzionarie.

Da quella rivoluzione silenziosa nacque anche una nuova cultura, dalla quale, pochi anni dopo, sarebbe germogliata la Fierucola.

Per questo, raccontare La rivoluzione del filo di paglia significa raccontare anche una parte della nostra storia.

Perché la Fierucola non nasce soltanto da un mercato.

Nasce da un’idea.

E le idee, come i semi, hanno bisogno di tempo per germogliare.

🌾 Le Radici della Fierucola è un percorso dedicato alle persone, ai luoghi e ai pensieri che hanno dato origine alla nostra storia. “Per conoscere la Fierucola di oggi, bisogna conoscere i semi da cui è nata.”

11/06/2026

Seimila begonie. Due sostituzioni all'anno. Quindici giorni per piantarle. Cinque interventi di diserbo — trenta giorni di lavoro. Poi si strappano tutte, si buttano, e si ricomincia da capo. Ogni anno, in ogni città, con i soldi dei contribuenti.
Le aiuole comunali a fioritura stagionale — begonie, viole del pensiero, petunie, surfinie — sono il modello più diffuso e meno efficiente di decorazione verde urbana in Italia. Ogni ciclo dura tre-quattro mesi. Ogni ciclo richiede: acquisto di piante, trasporto, messa a dimora, irrigazione, concimazione, diserbo, poi rimozione completa e smaltimento dei residui vegetali. Due o tre volte all'anno. Il conto è enorme — in ore di lavoro, in carburante, in acqua, in rifiuti organici, in piante che vivono una sola stagione e non lasciano nulla nel suolo.
Genova ha deciso di cambiare. Nelle aiuole di viale Brigate Partigiane, il Comune e Aster hanno avviato la sostituzione progressiva di begonie e violette con Lantana montevidensis — specie perenne tappezzante, resistente alla siccità, fiorita dalla primavera all'autunno, e fortemente attrattiva per api e insetti impollinatori. Da seimila piante a milleottocento. Stessa superficie. Stesso valore ornamentale — o migliore. Ma con una copertura stabile, duratura, resiliente agli stress climatici, e che non deve morire ogni tre mesi per sembrare curata.
Il vantaggio non è solo estetico. Un'aiuola perenne ben progettata:
- riduce drasticamente le ore di lavoro annuali (nessuna sostituzione stagionale, meno diserbo, meno irrigazione)
- elimina il ciclo di rifiuti vegetali da smaltire due-tre volte l'anno
- fornisce fioritura e copertura del suolo tutto l'anno, non solo nelle settimane centrali di ogni stagione
- attira impollinatori e insetti utili, integrando la biodiversità urbana nella manutenzione ordinaria
- protegge il suolo dal dilavamento e dalla compattazione
Specie che funzionano in pieno sole nelle città italiane: lantana, lavanda, salvia nemorosa, gaura, perovskia, achillea, nepeta, echinacea, sedum. Specie da ombra: geranio macrorizoma, waldsteinia, heuchera, liriope, pachysandra — le stesse già raccomandate per i piedi d'albero.
Il passaggio dalle annuali alle perenni non è una rinuncia all'estetica. È il rifiuto di un modello che spreca denaro pubblico per produrre bellezza usa-e-getta.
Un'aiuola che non deve morire ogni tre mesi per sembrare curata non è un'aiuola trascurata. È un'aiuola progettata per durare.

11/06/2026

Oggi su Georgofili INFO!!!
"Oltre la Terra: le microalghe come nuova frontiera della sostenibilità"
Dialogo di Paolo Ranalli con Roberto Bassi - Accademico dei Georgofili, Accademico dei Lincei, Presidente della Stazione Zoologica Anton Dohrn..
Le alghe sono un gruppo estremamente eterogeneo di organismi viventi, che spaziano da forme microscopiche unicellulari (microalghe) a organismi giganti pluricellulari lunghi decine di metri (macroalghe). Accomunate dalla capacità di essere autotrofe, vivono principalmente in acqua (dolce o salata), producono circa la metà dell'ossigeno atmosferico e rappresentano la base della catena alimentare acquatica: semplici nella struttura ma vitali per il pianeta. Grazie alla loro velocità di crescita e alla ricchezza di nutrienti, sono considerate una delle risorse chiave per l'economia verde del futuro. Infatti, alcune specie di macroalghe possono crescere fino a 50 cm al giorno, pertanto costituiscono una delle biomasse più rinnovabili ed efficienti del pianeta. La loro composizione chimica varia enormemente tra le migliaia di specie esistenti e questa versatilità di nutrienti e molecole sintetizzate determina i loro molteplici impieghi. La ricerca scientifica oggi non si limita a usare l'alga "intera", ma lavora come in una bioraffineria: estrae selettivamente ogni singolo nutriente (proteine, oli, zuccheri) per destinarlo all'industria più appropriata, riducendo al minimo gli sprechi.
TUTTO IL DIALOGO E' DISPONIBILE AL LINK NEI COMMENTI

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