La Città manifesta - Rivista di PerUnaltracittà Firenze

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07/08/2026

Sul caso Montedomini presidio oggi del comitato “Salviamo Firenze per viverci” in via Fiesolana alla sede di Casa Spa, dove si svolgeva il cda, per chiedere le dimissioni del presidente Luigi Paccosi, già al vertice dell’Asp Montedomini e attuale presidente della Fondazione dell’azienda di servizi alla persona. E’ durante il suo mandato a Montedomini che nel 2015 e nel 2018, sono state approvate le delibere che hanno rimosso i vincoli di destinazione d’uso originaria sugli immobili per valorizzarli economicamente con gli affitti turistici. Sui volantini si legge ‘”Fuori Paccosi da Casa spa. Liberiamo il patrimonio immobiliare di Firenze dal controllo di Comunione e Liberazione”. I cittadini aggiungono: “Chi ha gestito in questo modo un piccolo prezioso patrimonio di Firenze come Montedomini, può guidare il soggetto principale di gestione del patrimonio pubblico con oltre 8.000 appartamenti? No Chiediamo e chiederemo ad oltranza, in ogni sede, che si dimetta o che sia rimosso dalla sindaca Funaro”.

Affaire Montedomini: parte l’esposto alla MagistraturaEra il 15 luglio quando gli instancabili attivisti della rete “Sal...
29/07/2026

Affaire Montedomini: parte l’esposto alla Magistratura
Era il 15 luglio quando gli instancabili attivisti della rete “Salviamo Firenze X Viverci” rendono pubblico quello che hanno scoperto: perlustrando le strade del centro cittadino scoprono in via Guelfa 81 qualcosa che sembra incredibile. Appartamenti di proprietà della ASP (Azienda Pubblica di Servizi alla Persona)Montedomini provenienti da donazioni e lasciti testamentari esplicitamente destinati a persone in disagio abitativo, che sono invece utilizzati per affitti turistici, come risulta dalla targa tranquillamente esposta in facciata. Una irregolarità che colpisce chi da più di due anni si impegna per far emergere le scelte che, dai finti studentati di lusso, ai dilaganti b&b, ai residence di alta gamma, hanno reso difficile abitare in una città dove negli ultimi 6 anni gli affitti sono aumentati del 49%. Il che, tra parentesi, colloca il capoluogo toscano al primo posto in Italia per crescita dei canoni, al pari di Milano.
Da ulteriori approfondimenti risulterà anche che nel patrimonio immobiliare di Montedomini compaiono 30 appartamenti vuoti e 23 dati in affitto turistico a gestori che in alcuni casi possono trarre – conti alla mano – un guadagno fino a 4 o 5 volte il canone pagato all’Asp. Uno scandalo che irrompe sulla scena cittadina e finisce al centro del dibattito pubblico.
Al di là della retorica che pervade le dichiarazioni indignate di politici di vario colore, è utile tornare ai dati, e ricordare le responsabilità di quello che è un evidente tradimento della missione sociale di Montedomini.
Nel 2009 Sara Funaro entra come vice presidente in ASP Montedomini, con Marco Seracini presidente, e vi resterà fino al 2014 quando diventa assessora al sociale e alla casa nella giunta del sindaco Nardella, concorrendo quale rappresentante del Comune alle scelte di indirizzo della ASP. Dal 2021, Funaro è poi membro del consiglio di indirizzo della Fondazione Montedomini.
Nel 2010, con Renzi sindaco, avviene la storica trasformazione dell’Ente nell’assetto attuale, con il processo di “Fusione per incorporazione” delle ASP “Il Bigallo”, “Il Fuligno” e “Sant’Ambrogio” nell’unica grande ASP Firenze Montedomini. (Decreto del Presidente della Giunta Regionale Toscana n. 246 del 29 dicembre 2010).
Nel 2015 il neoeletto sindaco Nardella nomina presidente di Montedomini Luigi Paccosi, già presidente della Compagnia delle Opere (braccio economico, imprenditoriale e sociale del movimento Comunione e Liberazione), il cui fratello è vescovo a San Miniato. Paccosi resterà presidente di Montedomini fino al 2024 e ancora oggi presiede la Fondazione omonima. Va detto che di accoglienza turistica se ne intende, visto che risulta socio e amministratore unico dell’agenzia turistica Italianroom srl, che si occupa di prenotazioni e vendita di strutture ricettive (case vacanze, b&b, alberghi, campeggi, residence e via andando). Dal 2022 è presidente del Cesvot (Centro servizi volontariato Toscana) e nel 2025, Funaro sindaca, viene nominato presidente di Casa spa, la società partecipata del Comune di Firenze e della Città metropolitana, che gestisce il patrimonio di edilizia residenziale pubblica.
Dal dicembre 2024 il presidente di Montedomini è Maurizio Frittelli, avvocato, mandatario elettorale di Nardella nel 2019 e, aggiungiamo non per gossip ma perché ci sembra rilevante, marito di Gabriella Farsi che da aprile 2026 è Direttore cultura in Regione Toscana, una carica che riguarda Beni, Istituzioni, Attività culturali e Sport.
Visti gli intrecci di nomine e le conseguenti responsabilità nella gestione dell’Ente, è naturale che, una volta scoppiato il caso, tutti si affrettino a accusare la sindaca Funaro, il suo predecessore Nardella e i vertici dell’ASP. E lo fa non solo chi si è sempre battuto per il diritto all’abitare e la difesa dei beni comuni, ma si indignano anche esponenti dei partiti di destra che del tema della casa non si sono mai occupati se non per difendere la proprietà privata. Ora anche loro diventano paladini dei “più fragili”, come viene definito chi in questa città è stato finora marginalizzato e ignorato persino nei suoi bisogni primari. Ma si sa, l’occasione per un attacco politico è troppo ghiotta, e il PD l’ha servita su un piatto d’argento.
Se analizziamo i testi degli atti approvati nei Consigli di Amministrazione dell’ASP nel corso degli anni, appare evidente che due date sono cruciali per le irregolarità emerse.
Fino al 2015 una parte del patrimonio abitativo di Montedomini era vincolata a una funzione sociale: gli immobili erano destinati a famiglie e persone fisiche con determinati requisiti di basso reddito. Due delibere, approvate il 10 dicembre 2015 e il 27 febbraio 2018, durante la presidenza di Luigi Paccosi, eliminano quel vincolo e mirano a valorizzare il patrimonio immobiliare per incrementare risorse economiche sulla carta “destinate ai fini istituzionali dell’ASP”. Ma, anche secondo questa logica, qualcosa non torna: tra il canone di affitto calmierato pagato dal gestore privato a Montedomini e i ricavi che tale gestore ottiene affittando a sua volta ai turisti c’è un abisso. Ad esempio, dai 9 appartamenti affittati a turisti in via Guelfa 83 non ci guadagna Montedomini, ma, in spregio ai “fini istituzionali” dell’ASP, l’operatore tedesco di ospitalità digitale Limehome, la cui crescita è sostenuta da diversi fondi di investimento.
Tutto avviene negli anni del nardelliano “Invest in Florence”, della cosiddetta “valorizzazione” immobiliare, delle alienazioni di numerosi beni comunali e del patrimonio pubblico sempre più utilizzato come leva economica. Ma, al di là dell’impostazione generale e delle trasformazioni di Firenze in città consegnata ai grandi fondi di investimento (sono ben 370.000 i mq di proprietà pubblica venduti in area centrale con Invest in Florence) su cui molto è stato scritto, è necessario puntualizzare aspetti specifici relativi a criteri di aggiudicazione, incongruenze e mancata trasparenza dei dati. Tanto che, il lavoro di indagine di “Salviamo Firenze” e la raccolta dei vari elementi emersi da indagini giornalistiche sono alla base di un esposto che viene presentato alla Magistratura da Salviamo Firenze, perché quello che ci troviamo di fronte appare più un sistema malato di gestione dei beni pubblici che una serie di singoli errori.
Ecco alcuni degli aspetti più clamorosi di questo sistema, i cui contorni devono ancora emergere in tutta la loro gravità.
C’è difformità tra i criteri di assegnazione previsti dal regolamento e quelli inseriti nei bandi a partire dal 2022 quando l’unico requisito diventa il “criterio della offerta più alta, per mezzo di offerte segrete”. Da allora non viene consegnato nessun appartamento in affitto per chi è in disagio abitativo.
Non vi è alcun limite di patrimonio e reddito per avere in affitto calmierato gli immobili della ASP. Non c’è neanche l’obbligo di vivere a Firenze o di prenderci la residenza, ma solo vincoli di garanzia per la solvibilità (che l’affitto sia almeno un terzo del reddito). Solo un esempio tra i molti: per aggiudicarsi un appartamento in via Gioberti è richiesto un reddito minimo netto di 2.550 euro mensili!
Non c’è un elenco pubblico degli immobili disponibili, come non sono pubbliche le graduatorie per le assegnazioni.
Le offerte vengono presentate in busta chiusa e, nero su bianco: “nessuna comunicazione viene inviata ai richiedenti non assegnatari”. Tradotto, fai domanda e nessuno ti risponderà.
Non c’è la seduta pubblica di apertura delle buste, che risulta obbligatoria dal codice Appalti quando la gara non è fatta in modalità telematica.
E’ vero che i contratti dei casi emersi alla cronaca contengono la formula che autorizza anche gli affitti brevi, prevista dal ritoccato Regolamento dell’ASP. Peccato che tale possibilità non sia stata pubblicizzata né nell’Avviso né nel Bando, il che potrebbe aver favorito la partecipazione di soggetti informati di questa lucrosa possibilità per altre vie.
Sul sito di Montedomini i documenti sono consultabili solo parzialmente e non sono reperibili i bilanci di alcuni anni. Inoltre, non si trova la delibera del 2018 n. 003 del 27/02/2018 che classifica il patrimonio immobiliare dell’ente per gli avvisi da emettere e non è rintracciabile la delibera che autorizza l’inserimento della clausola che consente gli affitti brevi.
A fronte di tutto questo, che dice Funaro? Non si esprime su quanto sta emergendo se non per dirsi “soddisfatta” delle nebulosissime dichiarazioni di Frittelli. Del resto, da quando è sindaca, non solo non ha fatto una verifica degli enti pubblici che gestiscono patrimonio immobiliare, non ha varato un Piano Casa, non ha emanato (come del resto il suo predecessore) atti di indirizzo verso Montedomini come prevede la legge regionale, ma ora si limita ad annunciare che affiderà i 30 alloggi vuoti alla Banca Investimenti Privati (BEI), con cui il Comune di Firenze ha già stipulato accordi molto discutibili.
Questa vicenda interroga pesantemente la sindaca non solo perché il Comune, oltre a essere presente con un suo designato nella commissione che assegna gli immobili, nomina la maggioranza del c..d.a. della ASP e ne esprime la maggioranza, ma perché non c’è mai stato un amministratore di Firenze la cui storia sia più legata della sua a Montedomini. Chi più di lei può conoscere le modalità di gestione dell’Ente?
Ci sono ora molte azioni che può intraprendere di fronte a questa scandalosa gestione del patrimonio immobiliare di Montedomini.
Inviti immediatamente alle dimissioni il Cda attuale a partire dal presidente Frittelli, perché o non si è accorto di niente – e quindi non può restare – o sapeva tutto – e quindi non può restare.
Chieda l’abrogazione del Regolamento Affitti attuale che è un’offesa per l’Ente.
Si renda conto che l’assessore Nicola Paulesu, che per 10 anni (dal 2010 al dicembre 2020) è stato Responsabile di Progetti nell’ambito dell’emergenza abitativa di Montedomini (e prima ancora nell’ASP Il Fuligno), non può mantenere la sua carica in Giunta nell’ambito che lei gli ha assegnato: “Welfare, accoglienza, integrazione, casa” (sia che sapesse, sia che non sapesse della gestione di Montedomini).
Blocchi gli Avvisi in corso e i contratti da sottoscrivere, essendo frutto di regolamenti e procedure la cui correttezza formale è tutta da verificare, mentre quella politica è oggi ben delineata.
Risolva il problema di Casa Spa, il cui presidente Paccosi – che ha gestito Montedomini nei termini ormai emersi – non può restare in quel delicato incarico.
Porti in Consiglio comunale l’elenco completo del patrimonio immobiliare di Montedomini e dia conto dei mancati atti di indirizzo da parte del Comune.
Faccia infine luce sulle domande presentate alla ASP da associazioni che si occupano di marginalità e che hanno partecipato ai bandi indicando la destinazione sociale dell’immobile richiesto. Sono loro i soggetti a cui devono aver pensato i donatori che nel corso degli anni hanno costituito il patrimonio immobiliare di Montedomini, proprio loro che sono stati penalizzati da regolamenti, avvisi, contratti e bandi la cui legittimità la Magistratura potrà accertare.

Bene l’esposto alla Magistratura di Salviamo Firenze. Ora si arrivi alle dimissioni del cda, si blocchino gli Avvisi in corso e i contratti da sottoscrivere, si faccia luce sulle richieste d…

14/06/2026

"Su queste strade, se vorrai tornare, ai nostri posti ci troverai"
L'assemblea GAVINANA È PARTIGIANA si è così espressa in preparazione del corteo del 19 giugno.

1. L'assemblea convoca per venerdì 19 giugno alle ore 18.30 in via Uguccione della Faggiola - altezza Largo Boscoli - un corteo popolare e antifascista.
Il corteo dovrebbe passare da piazza Gualfredotto, via da Mandello, via Datini, via D'Antiochia, via Carlo D'Angiò, via Gran Bretagna, via Erbosa per poi concludersi al CPA.
Al momento del passaggio da via Datini le sezioni ANPI, che si concentreranno alle 18.00 al monumento per i caduti nella Battaglia di Pian d'Albero in piazza Elia Dalla Costa, confluiranno nel corteo.
Se altri presidi spontanei si formassero in altri punti del quartiere, allo stesso modo, confluiranno nel corteo al suo passaggio.

2. Dalle ore 18.00 di lunedì prossimo al CPA saranno messi a disposizione volantini e manifesti che chiunque potrà passare a prendere per contribuire alla diffusione.
Tutti gli abitanti del quartiere sono invitati a prendere parte alla mobilitazione nelle forme più svariate: certamente scendendo in strada, ma anche appendendo drappi alle finestre oppure affacciandosi alle finestre battendo mani e pentole.

3. Nel frattempo, ambienti della Questura hanno anticipato la possibilità che al corteo venga applicata una prescrizione di divieto impedendo il passaggio sulla parte finale di via Datini, da via D'Antiochia, via Carlo D'Angiò e via Gran Bretagna.
Ci teniamo a precisare che per l'assemblea quel passaggio è di primaria importanza in quanto significa:
• passare davanti al Circolo Le Lame dove l'antifascismo sta di casa;
• "schermare" la camminata di Vannacci verso i giardini di piazza Francia e dell'Anconella dove le famiglie del quartiere si ritrovano ogni giorno, in sicurezza, senza bisogno delle "ronde futuriste" e passerelle elettorali.

4. A decidere sul possibile divieto sarà eventualmente il Comitato per l'ordine pubblico e la sicurezza dove siedono Questura, Prefettura e Comune: a fronte della presenza di una forza politica neofascista che parla apertamente di deportazione e si richiama alla Decima Mas, l'ipotesi del divieto viene applicata al corteo antifascista.
Sembra paradossale ma non lo è: vogliamo precisare che ogni scelta in merito, per quanto giustificata da tecnicismi, sarà di natura politica.

5. Se il corteo fosse vietato, anche solo in parte, ciò starebbe a significare qualcosa di molto grave: la provocazione di Futuro Nazionale verrebbe in parte avallata anche dalle stesse istituzioni cittadine.
Nel frattempo da alcune strade sono stati rimossi i cassonetti e abbiamo notizia di agenti che invitano commercianti e abitanti a non prendere parte alla manifestazione perché ci saranno pericoli per l'ordine pubblico: queste sono illazioni e speculazioni che ci dicono chiaramente chi sta cercando di fare salire la tensione e impaurire la cittadinanza.

6. L'assemblea rimarca la volontà di un corteo popolare che raccolga il sentimento diffuso in quartiere e in città di ripudio del neofascismo e di simili strumentalizzazioni.
Per questo invitiamo ogni realtà, associazione, comitato e la cittadinanza tutta a manifestare pubblicamente il proprio sdegno rispetto alla possibilità di divieto, a rilanciare l'appuntamento del corteo e partecipare in massa alla manifestazione: Gavinana c'è e ha bisogno del sostegno e della solidarietà di tutta la città!

GAVINANA È PARTIGIANA

11/06/2026
20.000 ALLOGGI IN AFFITTO: UN SUCCESSO PER I COSTRUTTORI NON PER LA CITTA’. FUNARO RIMEDI AGLI ERRORI DEL PASSATO“Gli as...
09/06/2026

20.000 ALLOGGI IN AFFITTO: UN SUCCESSO PER I COSTRUTTORI NON PER LA CITTA’. FUNARO RIMEDI AGLI ERRORI DEL PASSATO

“Gli assessori Biagi e Coggiola insistono a rivendicare meriti inesistenti sul Programma ‘20.000 alloggi in affitto’, ma più che meriti questa amministrazione ha pesanti responsabilità in una vicenda tutt’altro che limpida….” Così iniziava il mio intervento in Consiglio comunale nel luglio del 2008, quando venivano consegnate le chiavi dei primi appartamenti realizzati nell’ambito di un Programma definito pomposamente dall’amministrazione “una esperienza senza precedenti in Italia e in Europa”.
Oggi, leggiamo sulla stampa che 137 nuclei familiari, titolari di un alloggio in affitto calmierato in via di Quarto/Niccolò da Tolentino e in via Arnoldi all’interno di quello stesso Programma rischiano di vedere le loro abitazioni entrare nel libero mercato. Questo perché, dopo il crac della società Le Quinte S.r.l. che li ha costruiti, sono stati posti in liquidazione giudiziale e inseriti in una serie di procedure d’asta andate deserte.
Assistiamo così all’ultima beffa per chi, non potendo permettersi una casa in affitto sul libero mercato, aveva riposto speranza in un iter iniziato a Firenze nel 2004 che, come abbiamo in più circostanze evidenziato all’epoca, presentava aspetti molto criticabili rispetto al criterio di utilità sociale a cui avrebbe dovuto corrispondere.
Il Piano nasce dal decreto Ministeriale del 27 dicembre 2001 (legge 388/2000), volto a incrementare l’offerta di alloggi in affitto a canone convenzionato per le fasce sociali escluse dalle graduatorie ERP (Edilizia Residenziale Pubblica) ma non in grado di accedere al libero mercato.
Il Comune di Firenze seleziona tramite bando pubblico una serie di costruttori ben noti in città. Il patto prevede che siano questi imprenditori a individuare le aree dove costruire, mentre il Comune si impegna a concedere varianti urbanistiche e agevolazioni.
Complessivamente a Firenze vengono pianificati 381 appartamenti a canone ridotto del 25% rispetto agli accordi territoriali, distribuiti in vari comparti periferici e semicentrali della città: San Lorenzo a Greve, Via Empoli, La Sala, Via di Scandicci, Via Arnoldi, Via Allori/Rifredi; il nucleo più consistente dell’intero pacchetto nasce in Via di Quarto/Niccolò da Tolentino dove, tra le proteste, viene sgomberato e demolito il centro sociale Ex-Emerson per far posto ai 114 appartamenti edificati proprio dalla società Le Quinte di Giudici costruzioni (già allora al centro di guai giudiziari). Con i soliti nomi che in quegli anni ritornano: il progettista è Riccardo Bartoloni, amministratore della Quadra Progetti, ex presidente dell’Ordine degli Architetti.
Nel giugno 2008, il Comune annuncia il completamento e la consegna delle chiavi dei primi lotti di alloggi ai cittadini inseriti nelle graduatorie. Sulla carta doveva essere una buona cosa per rispondere agli annosi problemi abitativi, ma già si era visto e pubblicamente denunciato il rovescio della medaglia.
Una bella agevolazione veniva offerta ai costruttori, che hanno ricevuto dallo Stato, attraverso la Regione, circa 15 milioni di euro per coprire il 45% dei costi di realizzazione degli alloggi da affittare a canone convenzionato, se la locazione è permanente, e il 25% se invece è a termine, per almeno dieci anni.
Le ditte sono state poi ulteriormente facilitate con l’abbattimento dell’Ici per la durata di dieci anni, la riduzione del 40% degli oneri di urbanizzazione e la dilazione del pagamento della restante somma dovuta per un periodo di cinque anni. Inoltre non sono stati chiesti oneri concessori relativi al costo di costruzione.
Ma soprattutto, accanto ai 369 appartamenti “a canone convenzionato,” i costruttori hanno potuto realizzare 300 appartamenti destinati alla libera vendita, situati proprio nelle aree di maggior pregio fra quelle rese edificabili grazie al Programma.
Tutto ciò è stato reso possibile grazie all’approvazione da parte della maggioranza in Consiglio comunale (avvenuta nel febbraio 2004) di nove varianti al piano regolatore. Aree per il verde, di interesse culturale, terreni agricoli, zone previste per la realizzazione di servizi pubblici (campi sportivi, scuole, cinema, teatri), aree precedentemente protette o di pregio (ad esempio aree limitrofe al Parco storico della collina) sono state così rese edificabili.
Come se non bastasse, i canoni di locazione non erano affatto bassi: il Comune, di concerto con i costruttori – e contro il parere dei sindacati inquilini – ha scelto di prendere a riferimento la fascia più alta fra quelle possibili, relativa in realtà alle zone di maggior pregio, che è stata applicata ovunque, rendendo l’affitto comunque troppo pesante per le famiglie.
Tralasciamo le difficoltà che nel corso degli anni molti di questi affittuari ci hanno fatto presenti: ingenti infiltrazioni di acqua nelle pareti e nei soffitti, muffe persistenti nelle stanze, l’allagamento dei locali dei quadri elettrici, ascensori fuori uso, perdite nei bagni e altro ancora.
Se allora è stata un’occasione persa per il bisogno di abitazioni a basso costo in una delle città più care e in cui la casa è diventata sempre più un bisogno sociale, ora il Comune veda di rimediare: acquisti i 137 appartamenti che, se sul libero mercato, vedrebbero altrettante famiglie senza casa, o si attivi affinché venga rigorosamente rispettato il vincolo di affitto calmierato pattuito a suo tempo con gli affittuari.
Visto che uno dei punti del mandato della sindaca Funaro è – sulla carta – la risposta ai bisogni abitativi, si faccia carico di risolvere una situazione potenzialmente esplosiva, che aggiungerebbe 137 nuclei familiari a quanti già sono espulsi dalla città o stritolati da affitti vertiginosi (per non parlare dei più di 3000 in lista d’attesa per una casa popolare). Sarebbe almeno un segnale, in una città fin troppo disponibile verso i grandi operatori finanziari, che continua ad attrarre capitali e fondi di investimento per trasformare il patrimonio pubblico in cittadelle del lusso, e che di risposte ai bisogni abitativi ne offre ben poche.

“Gli assessori Biagi e Coggiola insistono a rivendicare meriti inesistenti sul Programma ‘20.000 alloggi in affitto’, ma più che meriti questa amministrazione ha pesanti responsabilità…

ALLE OGR UN FORUM PUBBLICO PER LA NUOVA FIRENZE. E NIENTE CEMENTOdi Roberto Budini GattaiNello spazio liberato dalle cos...
08/06/2026

ALLE OGR UN FORUM PUBBLICO PER LA NUOVA FIRENZE. E NIENTE CEMENTO
di Roberto Budini Gattai

Nello spazio liberato dalle costruzioni (circa 7-8 ettari) ipotizziamo un parterre vegetale composto da un’arena grande e due minori, circondate dalle alberature miste che si sono già radicate in zona, come radure nel bosco (vedi la lotta contro le bombe di calore), dedicate agli eventi all’aperto tra i quali l’Estate fiorentina, in modo da sollevare le piazze del centro dal diventare “contenitori” generici di ingombranti e incongrui allestimenti.
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“Siamo attualmente di fronte a una città soffocata dagli interessi privati – interessi di grosso calibro, dove gli spazi pubblici vengono sempre più cannibalizzati dalla speculazione [& #8230…

AFFITTI BREVI, FIRENZE CAMBIA LE REGOLE SENZA CAMBIARE NIENTEdi Francesca ContiPartiamo da un fatto strutturale, ovvero ...
05/06/2026

AFFITTI BREVI, FIRENZE CAMBIA LE REGOLE SENZA CAMBIARE NIENTE
di Francesca Conti

Partiamo da un fatto strutturale, ovvero che Firenze è una città in cui il lavoro è una risorsa sempre più scarsa, i salari sono bassi, e la rendita è diventata per molte persone la principale fonte di reddito. Affittare un appartamento ai turisti talvolta è l’unica strategia economica immaginabile per chi possiede un immobile: questo non giustifica il danno collettivo che ne deriva, ma lo spiega.
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La relazione tecnica commissionata dal Comune di Firenze al dipartimento Memotef della Sapienza guidato dal professor Filippo Celata fotografa con precisione una città in stato di emergenza abitat…

Firmate e fate circolare la petizione per Salvare le OGR e le Cascine dal cemento della speculazione edilizia!
04/06/2026

Firmate e fate circolare la petizione per Salvare le OGR e le Cascine dal cemento della speculazione edilizia!

Firmate e fate circolare la petizione per Salvare le OGR e le Cascine dal cemento della speculazione edilizia. Il testo è stato presentato all’affollata assemblea pubblica indetta da Salviam…

IL PATTO DEL COMUNE DI FIRENZE CON LA BEI A TUTELA DEGLI INTERESSI ECONOMICI: ECCO PERCHÉdi Vincenzo Esposito La Sindaca...
08/05/2026

IL PATTO DEL COMUNE DI FIRENZE CON LA BEI A TUTELA DEGLI INTERESSI ECONOMICI: ECCO PERCHÉ
di Vincenzo Esposito

La Sindaca Funaro ha bollato come “fake news” quanto contenuto nell’"Appello per rivedere l’incarico alla BEI di un piano di social housing a Firenze", promosso dal Laboratorio per la città.
Il piano ERS si rivolge alla cosiddetta fascia grigia. Il riferimento, in termini di costo dell’affitto per dare effettiva risposta a questa fascia, è quello degli affitti a canone concordato definiti dagli Accordi Territoriali (siamo attorno a un canone medio di 500-600 euro/mese per un alloggio di 60 mq). I dati rilevati ci dicono che la fascia grigia sta progressivamente scivolando verso il limite di reddito dell’ERP, il che vuol dire che la massa critica del bisogno casa non ERP si concentra ormai, in termini di reddito, sempre più vicina al limite superiore dell’ERP e quindi se si vuole davvero aggredire il nocciolo duro di bisogno di casa di questa fascia dobbiamo realizzare ERS che risponda a quel livello di canone.
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La Sindaca Funaro ha bollato come “fake news” quanto contenuto nell’Appello per rivedere l’incarico alla BEI di un piano di social housing a Firenze, promosso dal Laboratorio per la città. Comunic…

Dal Collettivo Di Fabbrica - Lavoratori Gkn Firenze:                           è urgente sostenere l’ azionariato popola...
07/05/2026

Dal Collettivo Di Fabbrica - Lavoratori Gkn Firenze: è urgente sostenere l’ azionariato popolare prima del 30 giugno
Tenetevi libere e liberi l’ 11 e 12 luglio

1. Con questa notizia cala il sipario sulla commedia. Ed è difficile pensare che non siano e non fossero tutti al corrente sin dall’inizio: dai colloqui al Ministero del 2024 fino ai ritardi…

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