06/09/2026
Sì, tutto vero: questo governo itagliano è tra i più longevi della storia repubblicana del dopoguerra e verrebbe da dire finalmente.
Ma, care amiche e cari amici, facciamoci una domanda e diamoci una risposta sincera: concretamente, è cambiato qualcosa in meglio?
Questa non vuole essere una critica a questo governo in particolare, ma al sistema centralista nel suo complesso, che continua a riprodurre le stesse logiche, indipendentemente da chi occupa Palazzo Chigi.
Perché dopo decenni passati tra l’instabilità dei governi precedenti, l'alternanza tra un governo di sinistra e di destra, ogni volta l’ennesimo governo che si presenta come quello della “svolta”, cosa è davvero cambiato in meglio nella vita delle toscane e dei toscani che lavorano, pagano le tasse e mandano avanti questa nave fantasna?
Davvero pensate che basti dare la colpa a l'Europa o votare, ancora una volta, l’ultimo salvatore della Patria per cambiare le cose?
La scomoda verità è che il problema non è soltanto chi governa. È principalmente un sistema che da decenni vive di promesse, clientele, sprechi, propaganda e sudditanza.
E finché il popolo continuerà a cercare il padrone di turno da applaudire, invece di pretendere libertà, responsabilità e autonomia, cambieranno i salvatori, ma non cambierà il destino.
Il punto non è trovare l’uomo giusto o la donna giusta a Roma, è smettere di sperare nella cosiddetta politica nazionale, perché sapete perfettamente che fine ha fatto chi visse sperando.
E quindi, vogliamo ancora identificarci tra pecore e ruffiani, oppure prendere in mano il nostro destino?
È tempo di aprire gli occhi, diciamo basta, cambiamo questo sistema.