09/05/2026
Il 9 maggio celebriamo la Festa dell’Europa, ma mai come oggi appare evidente ciò che manca: una Europa politicamente forte, capace di incidere davvero nel caos degli attuali squilibri socio-politici globali.
L'attuale Unione Europea frenata da interessi nazionali e da visioni miopi, non può essere all’altezza delle sfide del nostro tempo. È destinata a rimanere fragile. Per questo una vera Federazione Europea ha senso solo se nasce dentro un disegno più coraggioso: una Europa delle Regioni.
Sono gli attuali Stati, con i loro nazionalismi figli della cultura ottocentesca, il vero limite a un salto di qualità politica.
Serve una Europa diversa, moderna, più vicina ai territori, più dinamica, più capace di valorizzare identità e competenze locali dentro una visione comune.
Nell’attuale assetto, il Parlamento Europeo è distante dai territori, dai bisogni delle persone, tanto che i membri del PE sembrano vivere in una bolla diversa dalla vita reale. In una vera federazione, invece, il livello decisionale si avvicina ai cittadini e i territori diventano protagonisti grazie a una partecipazione democratica più diretta e concreta.
La Toscana in questo scenario, se dotata di forte autonomia, ha tutte le carte in regola per essere protagonista: per storia, cultura, capacità produttiva e visione internazionale. Non spettatrice, mai più asservita, ma motore di una nuova Europa.