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DSP - Toscana Democrazia Sovrana e Popolare (DSP). Senza Sovranità non c'è Democrazia

Elezioni suppletive del 27 e 28 settembre per il collegio uninominale di Reggio Calabria. DSP C'E'.C'è nonostante i tent...
26/08/2026

Elezioni suppletive del 27 e 28 settembre per il collegio uninominale di Reggio Calabria.

DSP C'E'.

C'è nonostante i tentativi di ostruzionismo di chi, pur avendo abbandonato il Partito dopo il fallimento del colpo di mano, agisce con non altro scopo se non quello di nuocere o recare molestia ad altri.

Come il bambino capriccioso e vendicativo che buca il pallone perché non segna in porta... ed altra missione non ha se non quella di impedire agli altri di giocare.

Adesso lasciateci fare Politica.

Beatrice Spitoni
Ufficio politico DSP
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Democrazia Sovrana Popolare in corsa con il fondatore già candidato alla presidenza della Regione Calabria

Vagli di Sotto (Lucca). Questa mattina, 23 Agosto 2026, alle ore 11:30, il Parco dell'Onore è stato teatro di una cerimo...
23/08/2026

Vagli di Sotto (Lucca). Questa mattina, 23 Agosto 2026, alle ore 11:30, il Parco dell'Onore è stato teatro di una cerimonia solenne: l'apposizione della targa commemorativa in memoria di Darya Dugina, giornalista e filosofa la cui esistenza, votata alla ricerca della verità e alla difesa del libero pensiero, si è interrotta bruscamente nel 2022.

L’iniziativa, promossa dall’Associazione “Cuore Russo”, ha visto la partecipazione dell’Ambasciatore della Federazione Russa in Italia, Alexey Paramonov. A rappresentare il movimento Democrazia Sovrana Popolare (DSP) era presente una delegazione di DSP Toscana, incaricata di porgere i saluti dell’intera comunità politica e del Presidente Francesco Toscano.

Il momento di raccoglimento ha assunto un rilievo particolare quando l’Ambasciatore Paramonov ha riconosciuto personalmente la delegazione di DSP. Tale gesto si inserisce nel solco di una consolidata interlocuzione diplomatica e politica, già manifestatasi con la presenza dell’Ambasciatore al Congresso nazionale di DSP tenutosi a Roma lo scorso gennaio.

La partecipazione di DSP Toscana a questo atto di memoria non rappresenta soltanto un gesto di cordoglio, ma una precisa scelta di campo. In un contesto internazionale complesso, onorare Darya Dugina significa ribadire l’importanza del coraggio intellettuale contro le spinte verso l’omologazione del pensiero. Con questa presenza, il movimento conferma il proprio impegno nel preservare la memoria di chi ha pagato il prezzo più alto per la propria indipendenza di giudizio.

DSP Toscana.

COMUNICATO DI FRANCESCO TOSCANO Cari amici, il 20 Settembre si terrà a Roma un importante incontro interpartitico per te...
17/08/2026

COMUNICATO DI FRANCESCO TOSCANO

Cari amici, il 20 Settembre si terrà a Roma un importante incontro interpartitico per tentare di fare sintesi in vista delle decisive elezioni politiche del 2027. Stiamo invitando-per ora informalmente- (a breve partiranno gli inviti ufficiali) vecchi amici e rappresentanti di movimenti e gruppi che avevamo perduto per strada. Vogliamo guardare al futuro imparando dagli errori del passato ma senza trasformare l'incontro del 20 Settembre in una seduta di psicologia collettiva. L'obiettivo è quello di affrontare insieme le elezioni per dare al popolo italiano la possibilità di votare una forza politica non ambigua rispetto ai temi più rilevanti del presente:
1) Nuovo riassetto geopolitico da realizzare tramite la diplomazia che riconosca la Russia quale parte integrante e decisiva del nuovo equilibrio di sicurezza nel Vecchio Continente. Condanna assoluta del genocidio consumato in danno del popolo palestinese e disarticolazione dell'oramai anacronistica alleanza militare del nord atlantico;
2) Sovranità popolare da riconquistare tramite il rigetto di strutture antidemocratiche come la UE che umiliano la politica per imporre lo squallido e freddo dominio della finanza e della tecnica;
3) Politiche economiche interne di redistribuzione keynesiana che puntino sul rilancio della domanda, colpendo la rendita parassitaria e sgravando dal peso fiscale oggi eccessivo chi vive nell'economia reale
4) Fine della globalizzazione fondata sul mito della libera circolazione di capitali, merci e persone;
5) Controllo rigido dell'immigrazione, usata dalle élite del denaro per abbassare il costo del lavoro e scaricare verso il basso le tensioni sociali;
6) Ricostruzione capillare di una rete di welfare smantellata da 30 anni di neoliberismo feroce. Riapertura di ospedali e case di cura, fine del blocco del turn over e ricerca della piena occupazione, da realizzare attraverso la trasformazione dello Stato in "datore di lavoro di ultima istanza", capace cioè di assorbire tutta la forza lavoro che il mercato privato respinge;
7) Rigetto dei vincoli europei, recupero di una piena sovranità monetaria, ricongiungimento fra Tesoro e Banca d'Italia, nazionalizzazione delle banche e separazione assoluta fra banche d'affari e banche dedite alla raccolta del risparmio;
8) Lotta senza quartiere al mito scientista che impone rimedi dannosi per la salute spacciati per salvifici (caso Fauci), pene detentive per presunti professionisti in conflitto di interessi che mettono a repentaglio la salute del cittadino per difendere gli interessi di Big Pharma;
9) Lotta all'estremismo woke e all'indottrinamento Lgbt nelle scuole. Basta con l'allarmismo climatico e, in genere, con qualunque metodo di governo condizionato dalla costruzione mediatica di paure finalizzate a paralizzare la capacità di reazione critica di masse raggirate e manipolate;
10) Diversa redistribuzione del peso fiscale. Aumentare le tasse alle multinazionali e alla finanza speculativa. Abbassarle drasticamente ai lavoratori e alle imprese. Nuovo quadro normativo che difenda il singolo cittadino dalla pervasivita' di un progresso tecnologico che punta a realizzare una distopica società del controllo. Spezzettare e porre sotto la supervisione del potere pubblico i giganti big tech.
Questi- in estrema sintesi- sono i temi decisivi del nostro impegno politico. Intorno a questi temi (naturalmente discutibili, rivedibili e criticabili) intendiamo basare il confronto e la ricerca di punti di contatto. Stanno arrivando moltissime adesioni per l'incontro del 20 Settembre. Abbiamo intenzione di allargare anche a rappresentanti di forze locali e regionali che intendano provare a giocare da protagonisti la battaglia per le politiche del 2027. Chi fosse interessato, chieda di essere invitato inviando una mail a [email protected], specificando ruolo partitico ed eventuale impegno istituzionale.

07/08/2026

Prendiamo atto delle dimissioni di Antonello Cresti dagli incarichi ricoperti in Democrazia Sovrana e Popolare. Quello che però non possiamo accettare è il tentativo di rivestire questa scelta con giustificazioni ideologiche che, nei fatti, servono solo a legittimare un approdo già deciso: quello in Futuro Nazionale.

Le motivazioni addotte non hanno nulla a che vedere con l'area antisistema. Futuro Nazionale, infatti, rappresenta una forza sionista e liberista, pienamente inserita nella destra "bluette" e distante anni luce da qualsiasi prospettiva di rottura con il sistema. Cercare di presentare questa scelta come una naturale evoluzione politica significa semplicemente riscrivere la realtà.

La deriva impressa da Marco Rizzo, soprattutto dopo l'allontanamento dal partito dei dirigenti e dei militanti provenienti dal Partito Comunista, è ormai completamente in antitesi con l'idea di sovranismo popolare su cui è nato il Partito di Democrazia Sovrana e Popolare. Il progetto è stato costruito come un compromesso tra la tradizione socialista e quella dell'area democratico-cristiana, con l'obiettivo di dare rappresentanza agli interessi popolari e alla sovranità nazionale.

Per questo fa sorridere sentir parlare di "settarismo". La coerenza viene bollata come settarismo solo quando c'è la volontà di abbandonarla. Fa inoltre sorridere perché fino a che è stata funzionale alla vendita dei suoi libri la "setta" era un pubblico colto e avanguardista. La realtà è molto più semplice: c'è chi ha scelto di andare a sedersi su uno scranno in Parlamento, anche al prezzo di svendere la propria storia politica, la propria identità e il percorso costruito insieme a tanti militanti.

Noi, invece, continuiamo a rivendicare il progetto originario di Democrazia Sovrana e Popolare, senza inseguire scorciatoie elettorali né adattare le nostre posizioni per renderle compatibili con chi rappresenta tutto ciò che avevamo deciso di contrastare. Le giustificazioni possono cambiare, ma i fatti restano.

DSP Toscana

📢 SABAUDIA, OGGI 4 AGOSTO: IL DIBATTITO DEL SECOLO RIZZO - ALEMANNO VS. MINISTRO DELLA DISTRUZIONE,  SPONSORIZZATO DAI F...
04/08/2026

📢 SABAUDIA, OGGI 4 AGOSTO: IL DIBATTITO DEL SECOLO RIZZO - ALEMANNO VS. MINISTRO DELLA DISTRUZIONE, SPONSORIZZATO DAI FABBRICATORI DI ARMI!

RIZZO e ALEMANNO che si riempiono la bocca di "patria" e "interessi nazionali", ma partecipano a incontri sponsorizzati dal sistema di guerrafondai.
Sono così concentrati sul loro ombelico ideologico da non accorgersi di chi gli sta pagando il palco?

Tra "Futurismo" e "Sovranismo", a Sabaudia si consuma lo scontro intellettuale dell'estate: LA POLITICA IPOCRITA DI SLOGAN VUOTI E DI CARTONE.
Da una parte Alemanno e Rizzo, dall'altra il Ministro Valditara. Un incontro imperdibile per chi ama la filosofia politica... o per chi semplicemente non ha di meglio da fare sotto l'ombrellone.

MA IL VERO OSPITE D'ONORE È UN ALTRO!
Tra i loghi degli sponsor, ne spunta uno che ci scalda il cuore (e non solo quello): la Rheinmetall (con la sua controllata italiana RWM).

Ma sì, proprio loro! Quelli che, come recita orgogliosamente il loro sito, si occupano di:
👉 Sistemi di difesa sottomarina
👉 Testate belliche
👉 Munizioni aeronautiche
👉 Forniture per le forze armate di tutto il mondo!

Ironico, vero?
Parlano di sovranismo, di identità nazionale, di futuro... e lo fanno con il gentile contributo di chi, quel futuro, contribuisce a renderlo decisamente più "esplosivo".

Immaginiamo il dibattito:
Alemanno: "Dobbiamo difendere i confini!"
Rheinmetall: "Tranquilli, ci pensiamo noi. Ecco il catalogo dei nostri nuovi missili terra-aria."

Rizzo: "Il popolo deve ribellarsi!"
Rheinmetall: "Certo! E noi abbiamo le munizioni giuste per ogni tipo di ribellione. Sconto comitiva."

Valditara: "Dobbiamo investire sull'istruzione!"
Rheinmetall: "Esatto! Magari su un bel corso di 'Smontaggio e Rimontaggio Mitra' nelle scuole primarie."

LA VERA DOMANDA È:
Forse il vero dibattito non è tra Futurismo e Sovranismo, ma tra:
👉 Avere un'etica
👉 Prendere soldi da chiunque, anche dai mercanti di morte.

Voi che ne pensate? L'appuntamento è a Sabaudia, ma il vero spettacolo è dietro le quinte.

DSP si prepara per affrontare in autonomia le elezioni politiche del 2027. Non avremo problemi nella raccolta firme perc...
04/08/2026

DSP si prepara per affrontare in autonomia le elezioni politiche del 2027. Non avremo problemi nella raccolta firme perché la base del partito- da nord a sud- si è rafforzata in seguito alla fuoriuscita di figure reputate ingombranti e poco attrattive. Puntiamo a migliorare il dato del 2022 (1,2 per cento dei consensi), offrendo all'elettorato italiano una prospettiva credibile di rilancio e messa in sicurezza del Paese. Non siamo ossessionati dalla necessità di entrare in Parlamento subito e a tutti i costi. Essere virtuosi è già di per sé un premio. Ad oggi non siamo impegnati in nessun tavolo di trattativa "allargato". Dubito che sarà possibile fare sintesi con altre forze politiche antisistema a pochi mesi dal voto. Per questo dobbiamo contare sulle nostre forze, oliando fin da subito una macchina organizzativa in grado di ottemperare brillantemente alle tante necessità burocratiche che saremo chiamati ad affrontare. Non escludiamo future convergenze, ma viviamo nel mondo reale e dobbiamo tenerci pronti. Esserci vuol dire già aver vinto.
Francesco Toscano

03/08/2026

DEMOCRAZIA SOVRANA E POPOLARE
Dipartimento Esteri
COMUNICATO STAMPA · 2 agosto 2026
Pantelleria: l'Italia si arruola nella guerra mondiale a pezzi
Un abbordaggio senza mandato ONU, mentre 700 militari italiani presidiano il Golfo per conto di chi bombarda l'Iran
All'alba di domenica 2 agosto una squadra di militari italiani si è calata da un elicottero sulla petroliera Toa Payoh, in acque internazionali a ovest di Pantelleria. Il ministro Crosetto si è complimentato per la «fermezza dimostrata». Democrazia Sovrana e Popolare esprime invece grave preoccupazione per un atto che espone il Paese a un attrito diretto con la Federazione Russa, su una base giuridica fragile e con un mandato che nessun Parlamento ha mai conferito.
I fatti che il comunicato della Difesa non racconta. Nave Thaon di Revel è l'ammiraglia di EUNAVFOR MED IRINI, missione europea il cui compito è l'attuazione dell'embargo ONU sulle armi da e per la Libia. La Toa Payoh era partita da Cotonou, in Benin, con rotta su Istanbul: nessun rapporto con la Libia, nessun sospetto di traffico d'armi. Soprattutto: la risoluzione 2292 del Consiglio di Sicurezza, che autorizzava IRINI alle ispezioni coercitive in alto mare, è scaduta il 25 maggio scorso e non è stata rinnovata. Uno strumento nato per un teatro e sotto una copertura ONU viene oggi riorientato verso un teatro completamente diverso — il contenimento della Russia — proprio dopo che quella copertura è venuta meno.
Il problema di legalità internazionale. Il governo si copre con l'articolo 110 della Convenzione di Montego Bay, che consente alla nave militare la verifica della bandiera. Ma i casi previsti da quell'articolo sono tassativi: pirateria, tratta di schiavi, trasmissioni non autorizzate, assenza di nazionalità, falsa bandiera. Le sanzioni autonome dell'Unione Europea non compaiono in quell'elenco e non vincolano né il Camerun né alcuno Stato terzo: non sono diritto internazionale, sono una misura regionale. Usare la verifica di bandiera come grimaldello per far rispettare in alto mare un regime sanzionatorio unilaterale significa piegare l'articolo 110 a una funzione che non gli appartiene. È esattamente il metodo che l'Occidente denuncia quando lo praticano altri.
Il rischio che ci assumiamo. Un abbordaggio coercitivo — il comandante, dice la Difesa, non ha inizialmente collaborato — su un carico riconducibile a una potenza nucleare, condotto da militari italiani per conto dell'Unione Europea, senza mandato ONU e senza dibattito parlamentare, è un atto di forza. Non è «sicurezza del Mediterraneo»: è l'ingresso dell'Italia in una linea di frizione navale con Mosca, nella quale il rischio di incidente non è ipotetico e nella quale la prima nave a trovarsi esposta batte bandiera italiana. Chi ha deciso tutto questo? Non le Camere.
Il doppio standard. Questa solerzia nell'applicare «il diritto internazionale» contro la Russia convive con un silenzio totale altrove. Da fine luglio sappiamo che dalla seconda metà di marzo l'Italia ha schierato la Task Force Air-Arabia in Arabia Saudita, Kuwait e Bahrein: circa 400 militari dell'Aeronautica confermati dalla Difesa, cui fonti specializzate aggiungono un contingente dell'Esercito con batterie SAMP-T. L'Arabia Saudita non rientra tra i Paesi previsti dalla scheda 4 della delibera missioni 2026 — lo hanno rilevato anche i gruppi parlamentari del Partito Democratico. Un dispiegamento durato mesi, in un Paese coinvolto nel conflitto con l'Iran, reso noto soltanto dopo la rivelazione di un giornalista. Là dove sono in gioco l'aggressione all'Iran, la guerra nello Yemen, il genocidio a Gaza, il diritto internazionale diventa improvvisamente un tema delicato. Contro Mosca torna a essere una bandiera. Il diritto è invocato a intermittenza e quindi non è più diritto, ma mera propaganda.
La cornice. Papa Francesco l'aveva chiamata guerra mondiale a pezzi. I pezzi si stanno saldando. Golfo Persico, Mar Nero, Mediterraneo centrale, Baltico: teatri diversi che una sola catena di comando politico sta ricucendo in un unico fronte. L'Italia vi entra per addizioni successive, ciascuna presentata come tecnica, nessuna mai votata. Nessuna singola decisione sembra mai la decisione decisiva. È così che i Paesi entrano in guerra.
Chiediamo:
1. che il governo riferisca immediatamente alle Camere sulla base giuridica dell'operazione del 2 agosto e sull'esistenza o meno di un'autorizzazione dello Stato di bandiera;
2. che si chiarisca in quale atto parlamentare sia stata deliberata l'estensione dei compiti di IRINI dall'embargo libico all'applicazione delle sanzioni contro la Russia, e con quali regole d'ingaggio;
3. che sia sospesa la partecipazione italiana a operazioni di interdizione navale prive di copertura del Consiglio di Sicurezza;
4. che il governo riferisca con completezza su consistenza, dislocazione, catena di comando e base autorizzativa dei contingenti schierati nel Golfo;
5. che il Parlamento riprenda la titolarità che l'articolo 78 della Costituzione gli assegna, prima che sia un incidente a decidere al posto nostro.

Pino Cabras
Responsabile Esteri — Democrazia Sovrana e Popolare

La narrazione odierna sulla rimigrazione viene spacciata come una soluzione salvifica, ma rappresenta l'ennesima trappol...
01/08/2026

La narrazione odierna sulla rimigrazione viene spacciata come una soluzione salvifica, ma rappresenta l'ennesima trappola costruita per cavalcare il malcontento popolare.
È una strategia speculare, priva di sostanza, progettata esclusivamente per distrarre dai problemi strutturali che restano drammaticamente intatti.
Francesco Toscano e il progetto DSP rifiutano con fermezza questa logica di facciata, un approccio che invece personaggi come Rizzo hanno abbracciato per puro opportunismo politico.

Oggi assistiamo allo spettacolo di una classe dirigente usurata, dove figure transitate tra schieramenti opposti si riciclano in contenitori artificiali, cercando di strumentalizzare temi complessi per attaccare chi, come Toscano, non ha mai ceduto alle sirene del globalismo. È avvilente osservare il tentativo goffo di etichettare come 'piddino' chi ha dedicato anni a una coerenza radicale antisistema.

DSP non è un movimento di sprovveduti. La nostra base ha resistito a pressioni costanti, respingendo tentativi di cooptazione e colpi di mano orchestrati da chi pensava di poter trasformare il nostro impegno in un satellite di logiche estranee. Abbiamo tenuto la rotta. Mentre altri si perdono in giochi di potere e manovre di palazzo, noi restiamo fedeli al mandato ricevuto. Il sistema non ci spaventa, né ci ingannano le scorciatoie mediatiche di chi, sconfitto nei fatti, cerca spazio nel rumore di fondo.

Salutiamo l'uscita di tutte le persone cooptate da Rizzo in Toscana con il nostro miglior augurio.

DSP - Toscana

31/07/2026

Indirizzo

Piazza Annigoni 22
Florence
50122

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