Firenze com'era, com'è

Firenze com'era, com'è amo il confronto di foto scattate in tempi diversi Sono sempre stato incuriosito dal cambiamento, dovuto al tempo che passa, sia di luoghi che di persone.

Foto che ritraggono strade, palazzi o altri particolari urbani di Firenze ( in questo caso ho scelto questa città perché è quella dove ho scelto di vivere). Nel 2020 ( in piena pandemia da Covid) creai nel mio profilo facebook un album nominandolo appunto "Firenze com'era com'è" . Nel corso di questi cinque anni di foto d'epoca, confrontate con foto attuali ne ho postato davvero tante; cercherò di

pubblicarle pian piano su questo gruppo; amo confrontare foto d'epoca con quelle recenti, posizionandomi più o meno nella stessa posizione della foto d'epoca. Osservare il cambiamento dovuto al tempo che passa mi affascina ( a volte questo cambiamento è positivo, altre volte no)
la stessa cosa provo a farla da anni con il mio volto. Da quando ero ragazzo fotografo il mio viso con una certa frequenza periodica.... una/due foto l'anno; ( ho iniziato con foto scattate nelle macchine automatiche e continuo tutt'ora.... alcune però le ho fatte col cellulare. Adesso che sono giunto agli.... anta 😁 le guardo e vedo come sto viso da ragazzo pian piano si è trasformato in un viso da uomo 😁
spero di continuare ancora per molti anni.. ( le foto d'epoca e le note sono prese dal web)

La Camera di Commercio di Firenze è stata istituita il 1° febbraio 1770 dal Granduca Pietro Leopoldo per promuovere il c...
07/09/2026

La Camera di Commercio di Firenze è stata istituita il 1° febbraio 1770 dal Granduca Pietro Leopoldo per promuovere il commercio e l'industria del Granducato.

E' la più antica d'Italia, e la sua sede attuale, Palazzo della Borsa, costruito nella seconda metà dell'Ottocento, è stato ampliato e ristrutturato nel 1931 con il rialzo del sottotetto che le ha dato il volume attuale.

L'istituzione ha ereditato il patrimonio del vecchio tiratoio dell'Arte della Lana, unendo la tradizione medievale con l'ente moderno.

La loggia fu eretta per volontà del granduca Cosimo I de ’Medici su progetto del legnaiolo Giovanni Battista del Tasso t...
07/09/2026

La loggia fu eretta per volontà del granduca Cosimo I de ’Medici su progetto del legnaiolo Giovanni Battista del Tasso tra il 1547 e il 1551, in modo da creare un'area coperta e destinata alla mercatura della seta e di oggetti preziosi (e negli ambienti sovrastanti destinata ad archivio degli atti notarili).
Su tale struttura intervenne successivamente Bernardo Buontalenti, sostituendo alle colonne angolari quattro pilastri di rinforzo, "adattandovi otto nicchie da porvi statue di marmo alludenti alla Mercatura; la principale fosse Mercurio col caduceo", e utilizzando uno di questi pilastri ricavandone una scala a chiocciola per l'accesso ad uno stanzone soprastante.
A impreziosire il luogo c’era un orologio con un putto realizzato da Andrea del Verrocchio che batteva le ore, e la copia della fontana del Porcellino di Pietro Tacca - 1633 circa -.
L'originale è attualmente conservata presso il Museo Bardini, nota come del Porcellino (già posta davanti a quella che è l'attuale farmacia del Cinghiale e qui trasferita in occasione del cantiere del 1928, a sua volta copia in bronzo dell'originale ellenistico in marmo oggi alla Galleria degli Uffizi).
Presso la loggia ebbero luogo varie tradizioni e feste popolari.
A fine Ottocento nacque un progetto volto a ornare le nicchie della loggia con statue celebrative di personaggi illustri, in analogia e completamento ideale dell'impresa che aveva visto tra il 1842 e il 1858 popolarsi il loggiato degli Uffizi con le effigi dei grandi toscani, e, come chiarito dagli stessi promotori dell'impresa, anche in ragione delle polemiche suscitate negli anni seguenti in merito ai personaggi comunque celebri che erano stati esclusi dal ciclo.
Tra le statue ivi collocate, spicca quella di Michele di Lando, vestito da uomo del popolo, raffigurato nel momento in cui sollevando la bandiera del popolo si pone alla testa de' Ciompi tumultuanti per costituire il nuovo reggimento popolare". inaugurata il 31 agosto 1895. Il personaggio - in ragione del suo ruolo storico che lo vide fautore e capo della rivolta dei Ciompi; è raffigurato eretto, a capo scoperto, mentre porta al petto la mano destra e con la sinistra stringe uno stendardo, segnato al vertice dall'asta dal giglio fiorentino.
Così, dalle pagine di "Arte e Storia" del 1895, si elogiò e si precisò il significato dell'opera: "La figura è ben modellata, mossa, ricca di sentimento e d'espressione, e riproduce a meraviglia il carattere dell'ardito popolano che i suoi concittadini chiamarono a capo del governo della Repubblica Fiorentina.
Da notare il "porcellino"
Prima era posizionato difronte l'attuale farmacia

La FioritaDopo essere stato strappato con forza dal convento di San Marco e dopo aver subito ripetute e terrificanti tor...
03/09/2026

La Fiorita
Dopo essere stato strappato con forza dal convento di San Marco e dopo aver subito ripetute e terrificanti torture nella cella alla base della Torre di Arnolfo (tuttora visitabile), il 23 maggio 1498 Girolamo Savonarola veniva impiccato e poi bruciato sul rogo in Piazza della Signoria insieme ai suoi confratelli Domenico Buonvicini e Silvestro Maruffi.
I loro corpi furono successivamente arsi e le ceneri gettate in Arno, in un crescendo frenetico di violenza e di odio.
La mattina successiva, sul luogo del rogo (identificabile ancora oggi attraverso una lapide commemorativa in granito rosso) veniva rinvenuto un tappeto di fiori, un omaggio che qualcuno aveva voluto allestire con amore e tenerezza, quasi per riportare alla luce quell’umanità che l’orgia di violenza appena consumata pareva aver oscurato.
Ogni 23 maggio si festeggia " La fiorita"
I cittadini e le autorità comunali cospargono di petali di fiori il luogo in cui venne ucciso l'eretico.

Piazza dei Ciompi è una piazzetta storica nel centro di Firenze , vicino a Santa Croce, famosa per essere dedicata ai " ...
02/09/2026

Piazza dei Ciompi è una piazzetta storica nel centro di Firenze , vicino a Santa Croce, famosa per essere dedicata ai " ciompi", gli operai tessili che guidarono una rivolta nel 1378 per chiedere maggiori diritti.
Negli anni '60 venne creato il mercatino delle pulci fisso, ospitato nelle bancarelle in muratura coperte, site al centro della piazza e organizzate su quattro file attorno ad uno spazio centrale, segnato da un alto pino. Questo angolo di Firenze, sebbene decaduto negli anni, conservò a lungo un autentico sapore rionale.
Nell'agosto 2006 un incendio notturno danneggiò seriamente alcune bancarelle, rendendo urgente un trasloco, che comunque era già in previsione. Il mercatino, composto da 27 operatori in attività giornaliera, venne spostato in largo Annigoni all'inizio del 2016, al fine di agevolare la bonifica dell'amianto posto a copertura dei banchi.
Avviato nel 2017 un intervento di riqualificazione (molto criticato da un comitato di cittadini costituitosi per l'occasione), nel 2018 si pervenne all'attuale configurazione dello spazio e alla decisione che quello che doveva essere uno spostamento provvisorio del mercatino in piazza Pietro Annigoni si trasformasse in definitivo. Parallelamente i lavori di scavo permisero di evidenziare nell'area reperti archeologici di epoca moderna, tardo medievale, rinascimentale e romana, e in particolare di portare in luce il tessuto costituito dalle fondazioni degli edifici demoliti nel 1936

via Porta Rossa, angolo via Calimala
01/09/2026

via Porta Rossa, angolo via Calimala

Le due torri di Corso Donati sono edifici storici, nello stesso isolato e visibili da piazza San Pier Maggiore. La prima...
26/08/2026

Le due torri di Corso Donati sono edifici storici, nello stesso isolato e visibili da piazza San Pier Maggiore.
La prima si trova su Borgo Albizi, unita poi al "palazzo Donati", la seconda in via Matteo Palmieri, unita poi al Palazzetto di Francesco Maria de'Medici.
Quella su via Palmieri, fu dei Corbizi e quindi dei Donati, ed è segnalata nella letteratura per essere stata nel 1308 luogo dell'ultimo tentativo di resistenza di Corso Donati contro i guastatori della Signoria, inviati a furor di popolo contro l'anziano capo dei Guelfi Neri.
Sviluppata su sei livelli, presenta un portone con ghiera e tre finestre asimmetriche sul fronte principale, oltre alle consuete buche pontaie con mensole sottostanti. Si tenga presente che questa torre, tramite il Palazzo Corbizi che si sviluppa a lato e posteriormente, è collegata con l'altra torre dei Donati di Borgo degli Albizi.
"La funzione di insula fortificata dell'isolato appartenente alla consorteria dei Donati è dimostrata, oltre che dalla presenza delle due torri, dall'estrema compattezza del fronte strada e, per inverso, dalla notevole articolazione dello spazio interno, segnato da numerose corti e passaggi di collegamento.

Sul basso edificio che affianca la torre dal lato della piazza è un bando dei Capitani di Parte del 1639, già trascritto da Francesco Bigazzi, che ingiunge "che nessuno ortolano o altri possa star a vendere robbe di sorte alcuna su la piazza di S. Pier Maggiore cominciando dal luogo dove sarà affissa la presente proibizione".
È un riferimento al mercato che si teneva in via Palmieri e adiacenze, come testimoniano ancora le lapidi di "confine di mercato" in vari angoli di questa zona. È curioso che la piazza oggi sia uno dei pochi luoghi del centro in cui il Comune ha autorizzato la presenza fissa di una bancarella di ortolano, nei pressi dell'arco di San Pierino.

Firenze, dotata di cinta muraria, oltre alle porte di accesso, prevedeva una serie di “postierle” ossia delle aperture m...
07/08/2026

Firenze, dotata di cinta muraria, oltre alle porte di accesso, prevedeva una serie di “postierle” ossia delle aperture minori destinate al traffico pedonale.
Una di queste postierle era ubicata proprio in questa zona; la sua posizione è anche testimoniata dal ritrovamento dei resti nel 1732 durante l'esecuzione di lavori urbanistici.
Perché rossa?
perché la postierla era stata edificata con mattoni in laterizio rossi, non intonacati, che venivano prodotti nella fornace di Via del Parione.
Inoltre per enfatizzare il nome della postierla i suoi battenti venivano verniciati di rosso.

L’ultimo tratto del lungarno Lungarno degli Archibusieri si confonde nella piccola Piazza del Pesce.Il suo nome serba la...
04/08/2026

L’ultimo tratto del lungarno Lungarno degli Archibusieri si confonde nella piccola Piazza del Pesce.
Il suo nome serba la memoria dei pesciaioli che fin dall’epoca romana qui smerciavano il pescato d’Arno (forum piscatorio) , ebbero le loro botteghe anche sul Ponte Vecchio.

Nella piazzetta esisteva una loggia, ed è verosimile che fosse sul lato dell’Arno, da dove essi potevano gettare gli scarti direttamente nel fiume.
Nell’alluvione del 1557 la loggia venne danneggiata ed entro il 1559 Cosimo I l’aveva fatta restaurare. Tuttavia i progetti del sovrano, che nel frattempo aveva acquistato Palazzo Pitti (1549) mutarono radicalmente riguardo quest’area, soprattutto dopo la congiura dei Pucci ideata da Pandolfo Pucci: per la sicurezza sua e della sua famiglia, con l’occasione del matrimonio del primogenito affidò a Giorgio Vasari la costruzione di un camminamento sopraelevato tra le sue residenze, il Corridoio Vasariano.
Tutti i pesciaioli, i verdurai e i venditori di carne del ponte e delle sue adiacenze, per ragioni di decoro, vennero riallocati nel in Mercato Vecchio, e per i pesciaioli in particolare l’architetto di corte progettò la Loggia del Pesce.
Nella piazza rimase comunque un pozzo, a uso dei cittadini e dei nuovi commercianti del ponte, più silenziosi e meno maleodoranti orefici.
A partire dal 1572, il loggiato del corridoio tornò a popolarsi di botteghe erette tamponando il loggiato stesso che però fù danneggiato dall'inondazione del 6 novembre 1864, il che consigliò di rafforzare muro e spallette. Nell'occasione si iniziò a predisporre un progetto di risanamento con la demolizione delle tamponature e l'eliminazione delle botteghe.
I conseguenti lavori di demolizione e restauro, per lo più datati al 1884-1885, sembrano tuttavia già preannunciati nel 1875 nella guida di Emilio Bucci.

03/08/2026
Via dell'Ardiglione (o d'Ardiglione) va con andamento a "L" dal borgo Stella e via dei Serragli, incrociandosi con via S...
28/07/2026

Via dell'Ardiglione (o d'Ardiglione) va con andamento a "L" dal borgo Stella e via dei Serragli, incrociandosi con via Santa Monaca.
La strada dopo un primo tratto rettilineo piega ad angolo retto a sinistra sfociando in via dei Serragli. Tale forma doveva ricordare quella del gancio nella fibbia, detto appunto ardiglione, infatti è attestato in passato anche il nome di via della Fibbia: "la fibbia, come si sa, è composta da un rettangolo, attraversato da una punta mobile, che s'infila nei fori della cinghia e che si chiama 'ardiglione'". Il primo tratto, che costeggia la chiesa di Santa Monica, si chiamò anche via Santa Monaca (come nella pianta di Ferdinando Ruggieri del 1731), mentre il secondo tratto ebbe nome di chiasso del Fico (probabilmente dalla presenza di tale albero); l'ultimo breve tratto che sfocia in via dei Serragli fu detto anche via Ardiglioncino.

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Firenze
Florence
50100

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