07/09/2026
La loggia fu eretta per volontà del granduca Cosimo I de ’Medici su progetto del legnaiolo Giovanni Battista del Tasso tra il 1547 e il 1551, in modo da creare un'area coperta e destinata alla mercatura della seta e di oggetti preziosi (e negli ambienti sovrastanti destinata ad archivio degli atti notarili).
Su tale struttura intervenne successivamente Bernardo Buontalenti, sostituendo alle colonne angolari quattro pilastri di rinforzo, "adattandovi otto nicchie da porvi statue di marmo alludenti alla Mercatura; la principale fosse Mercurio col caduceo", e utilizzando uno di questi pilastri ricavandone una scala a chiocciola per l'accesso ad uno stanzone soprastante.
A impreziosire il luogo c’era un orologio con un putto realizzato da Andrea del Verrocchio che batteva le ore, e la copia della fontana del Porcellino di Pietro Tacca - 1633 circa -.
L'originale è attualmente conservata presso il Museo Bardini, nota come del Porcellino (già posta davanti a quella che è l'attuale farmacia del Cinghiale e qui trasferita in occasione del cantiere del 1928, a sua volta copia in bronzo dell'originale ellenistico in marmo oggi alla Galleria degli Uffizi).
Presso la loggia ebbero luogo varie tradizioni e feste popolari.
A fine Ottocento nacque un progetto volto a ornare le nicchie della loggia con statue celebrative di personaggi illustri, in analogia e completamento ideale dell'impresa che aveva visto tra il 1842 e il 1858 popolarsi il loggiato degli Uffizi con le effigi dei grandi toscani, e, come chiarito dagli stessi promotori dell'impresa, anche in ragione delle polemiche suscitate negli anni seguenti in merito ai personaggi comunque celebri che erano stati esclusi dal ciclo.
Tra le statue ivi collocate, spicca quella di Michele di Lando, vestito da uomo del popolo, raffigurato nel momento in cui sollevando la bandiera del popolo si pone alla testa de' Ciompi tumultuanti per costituire il nuovo reggimento popolare". inaugurata il 31 agosto 1895. Il personaggio - in ragione del suo ruolo storico che lo vide fautore e capo della rivolta dei Ciompi; è raffigurato eretto, a capo scoperto, mentre porta al petto la mano destra e con la sinistra stringe uno stendardo, segnato al vertice dall'asta dal giglio fiorentino.
Così, dalle pagine di "Arte e Storia" del 1895, si elogiò e si precisò il significato dell'opera: "La figura è ben modellata, mossa, ricca di sentimento e d'espressione, e riproduce a meraviglia il carattere dell'ardito popolano che i suoi concittadini chiamarono a capo del governo della Repubblica Fiorentina.
Da notare il "porcellino"
Prima era posizionato difronte l'attuale farmacia