03/09/2026
Una preghiera interreligiosa nel ricordo di Yacine: cristiani e musulmani insieme, nel rispetto, nella misericordia, nella memoria.
È quanto ha avuto luogo nel pomeriggio ieri a Villaggio Don Bosco, una delle sedi più importanti della Fondazione, da sempre luogo di incontro, di accoglienza, di formazione e dialogo. La stessa struttura nella quale ha abitato Yacine, un ragazzo tunisino di appena 24 anni, un giovanissimo lavoratore migrante che, lo scorso 28 agosto, si è tolto la vita.
L’intera comunità del Villaggio Don Bosco, insieme con altre realtà, si è raccolta in preghiera per ricordare “nostro fratello Yacine”, com’è stato chiamato più volte durante la cerimonia, sia da parte cristiana che da parte musulmana, in un clima di dolore e rispetto, per una notizia che, inutile dirlo, ci ha lasciato sconvolti.
Yacine era un ragazzo fragile, fragilissimo, come tanti altri ragazzi che arrivano in Italia e in Europa al solo scopo di vivere, lavorare, sfuggire situazioni drammatiche, talora disumane. Dopo aver vissuto nella difficilissima realtà del ghetto di Borgo Mezzanone, era stato intercettato dal servizio di accoglienza del progetto Poli Sociali Integrati di Su.Pr.Eme 2 promosso dalla Regione Puglia. Da qui, il suo recente trasferimento nella foresteria, prima del tragico epilogo.
Come Fondazione, come realtà che da anni opera nel sociale e al servizio delle persone più fragili e in difficoltà, non possiamo che stringerci attorno al ricordo di Yacine, provando a immaginare il dolore della sua famiglia, dei suoi amici e di tutti coloro i quali gli hanno voluto bene.