12/05/2014
Che tipo di turismo andiam cercando?
Se vogliamo che davvero il turismo sia il motore della ripresa, esso deve avere delle caratteristiche ben precise:
- deve essere costante, cioè portare un flusso di persone nel nostro territorio in ogni momento dell'anno, o quasi;
- deve essere poco impattante per chi abita il territorio: le lunghe code di auto verso Cison in agosto sono la dimostrazione che forse non ci servono pochi eventi spot da numeri da stadio, ma tanti motivi per visitare la Vallata in ogni momento;
- deve portare qualche soldo: porta più soldi qualcuno che si ferma a pranzo che qualcuno con il panino da picnic; porta più soldi qualcuno che si ferma a dormire che qualcuno che viene solo a pranzo o a cena... porta più soldi qualcuno che trova anche un paio di negozi in cui comprare... e via così.
- deve integrarsi con la vita dei residenti: il turismo non va subìto, va accolto. Per noi che viviamo qui, avere un gruppetto di marciatori americani che sale verso Praderadego (senza perdersi :-), o una coppia di inglesi che passeggia per Follina, o una famiglia di austriaci che passa una settimana in relax, deve essere motivo di curiosità, di crescita culturale, personale; non di stress.
Come fare?
La domanda potrebbe essere girata piuttosto così: Cosa offrire?
Cioè: cosa può offrire il nostro territorio per persuadere i turisti che è un posto dove vale la pena almeno transitare ma soprattutto soggiornare?
C'è già molto, se ci pensiamo:
- le piste ciclabili, che vanno messe tutte in rete per costituire itinerari interessanti;
- i percorsi e i sentieri di collina e montagna, che vanno ben segnalati e pubblicizzati;
- l'arte e la storia: l'Abbazia, i borghi storici, ma poi il Castello di Cison, e molto altro;
- la spiritualità, all'ombra di un santuario millenario, con uno dei più bei chiostri italiani;
- gli itinerari enogastronomici;
- gl itinerari bellici;
- gli itinerari di archeologia industriale, la via della lana;
- gli itinerari della Claudia Augusta...
Ciò che va fatto è mettere insieme queste risorse e renderle note, in una parola: fare un po' di marketing turistico!
Questo costa tanta fatica, anche soldi, e ci aiuta a farci conoscere. Siamo a 40 km dall'aeroporto, a 60 da Cortina o da Venezia... ve pareo poc?
E poi?
Poi ci vuole qualche orizzonte nuovo...
Pensiamo in grande: realizziamo uno stabilimento di cura e benessere del corpo: spa, piscine all'aperto e interne, saune, massaggi, aree relax, prato con ombrelloni e sdrai... abbiamo indagato: una cittadina turistica di media portata dà lavoro nel settore turistico al 15-20% della popolazione in età lavorativa? Che a Follina vorrebbe proprio dire risolvere ogni problema di occupazione...
E poi... ci sono agenzia specializzate che fanno questi studi, che elaborano progetti, che fanno analisi e proposte sugli investitori da cercare e i fondi da reperire.
E infine... nella squadra "Per Follina" abbiamo tutte le competenze per lavorare su questo: c'è chi è abituato a ragionare su piani di investimento e chi a ragionare di tutela ambientale, chi ha lavorato nell'edilizia e nell'urbanistica e chi nella tutela del patrimonio storico, chi ama le arti e la cultura e chi le sa combinare con un ritorno economico. Insomma, ci sono le idee e ci sono le braccia per realizzarle!
E poi:
Mica c'è solo Follina "capoluogo"!
Prendiamo Valmareno, borgo di inalterata bellezza, con le sue case di sasso, la sua posizione un po' discosta, ai piedi del Passo... un luogo dove passare una vacanza di totale riposo, immersi nel verde, con mille passeggiate possibili.
Un albergo diffuso! Una cooperativa di famiglie del paese che possa mettersi insieme e mettere insieme qualche risorsa (ma non molte) per realizzare qualcosa in comune. E l'Amministrazione che mette a disposizione alcuni spazi per far funzionare il progetto...
Eh sì, la Canonica di Valmareno è troppo grande, troppo delicata e troppo vincolata perché delle associazioni di volontariato possano risistemarla e farla tornare agli antichi fasti. Ma il Comune lo potrebbe fare, ed essa potrebbe divenire il fulcro della proposta turistica del paese, con il suo brolo da sogno e la sua posizione discreta.
Prendiamo Farrò, e il suo altopiano... un luogo dove spaziare a 360 gradi e vedere "l'irrequietezza dei colli", come la chiamava il poeta.
Prendiamo le Vallalte, le Marzolle... ogni angolo del nostro territorio ci svela qualche affascinante storia da raccontare, qualche segreto da scoprire.