ANPI Follonica - Sezione Virio Ranieri

ANPI Follonica - Sezione Virio Ranieri Pagina Ufficiale dell'ANPI Follonica - Sezione Virio Ranieri

04/08/2026

RAMZY BAROUD - INSENSIBILI AL CRESCENTE NUMERO DI MORTI A GAZA

Nessuno interviene. Israele continua a bombardare, il Congresso degli Stati Uniti continua ad assegnargli armi e il crescente numero di morti ci ricorda l'entità dell'orrore.

Di Ramzy Baroud - 3 agosto 2026

Le parole "ucciso", "ferito", "mutilato" e simili spesso perdono gran parte del loro significato quando vengono ripetute così incessantemente.

Prendiamo, ad esempio, un titolo come: "13 palestinesi uccisi a Gaza, altri feriti". Sebbene molti di noi possano ancora provare un profondo senso di tristezza per una simile tragedia, la notizia stessa diventa meno scioccante col tempo.

Secondo i dati forniti dal Ministero della Sanità palestinese di Gaza, Israele ha ucciso e ferito complessivamente oltre 250.000 palestinesi dall'inizio del Genocidio nel 2023.

Il bilancio viene aggiornato quotidianamente perché le uccisioni non si fermano mai.

Il 23 luglio, sei palestinesi sono stati uccisi a Gaza. Il giorno prima, ne erano stati uccisi 13, e il giorno ancora prima altri nove, e così via.

È proprio questo "e così via" che, col tempo, ci fa perdere la percezione di ciò che queste tragedie comportano realmente. Si tratta di persone innocenti bruciate vive nelle loro tende, bombardate nelle loro auto o uccise mentre cercano di godersi un breve momento di tregua dal caldo torrido sulla spiaggia.

Tra i nove uccisi il 21 luglio, un'intera famiglia, compresi quattro bambini piccoli, è stata Sterminata in un singolo attacco. Mentre si moltiplicano le notizie sul quotidiano Massacro di palestinesi da parte di Israele a Gaza, i giornalisti troppo spesso trascurano di umanizzare le vittime.

Una foto che circola sui social media mostra tre di quei bambini: un ragazzino con una maglietta con la scritta "Santa Monica Beach"; la sorella con gli occhiali e una maglietta rosa, che tiene orgogliosamente in mano un attestato di merito scolastico; e la sorella più piccola, in posa dolce.

Questi tre rappresentano ogni singolo bambino palestinese ucciso dall'inizio di questo Genocidio. Secondo le Nazioni Unite e le stime internazionali, oltre 21.000 bambini sono stati uccisi a Gaza, e decine di migliaia sono rimasti mutilati o sepolti sotto le macerie.

Sebbene la normalità quotidiana delle uccisioni renda la tragedia meno scioccante per chi si limita a sentire le cifre, diventa infinitamente più tragica per chi la subisce direttamente. A Gaza, nessuna famiglia è stata risparmiata dalla perdita dei propri cari, e il dolore si acuisce giorno dopo giorno.

Non ci sono parole per descrivere il dolore collettivo di Gaza.

Ciò che rende la tragedia ancora più insopportabile è che il mondo intero sa cosa è successo e continua a succedere a Gaza, eppure non fa nulla per impedirlo. Monitoriamo i numeri, denunciamo la barbarie di Israele, condanniamo il fallimento delle istituzioni internazionali e scuotiamo la testa disperati.

Eppure il risultato rimane invariato: il bilancio delle vittime continua a salire e ogni giorno vengono generate nuove statistiche che ci ricordano la gravità della crisi.

Un rapporto congiunto del 23 luglio, redatto da FAO, UNICEF e Programma Alimentare Mondiale, ha rilevato che 1,4 milioni di palestinesi a Gaza soffrono di grave insicurezza alimentare.

Il rapporto ha inoltre avvertito che si prevede che oltre 74.000 bambini sotto i 5 anni necessiteranno di cure urgenti per malnutrizione acuta nel corso del prossimo anno.

Questo rapporto è stato pubblicato lo stesso giorno in cui le autorità sanitarie di Gaza hanno aggiornato il bilancio ufficiale delle vittime palestinesi, portandolo a oltre 73.311. Tale cifra è già più alta ora, poiché da allora sono state uccise altre persone.

Lo stesso giorno, Thameen Al-Kheetan dell'Ufficio dell'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Diritti Umani (UN.OHCHR) ha dichiarato che "nessun luogo a Gaza può essere considerato sicuro".

Questa affermazione è vera, naturalmente, ma è anche il fatto più noto al mondo in questo momento. Nessuno la contesta. Eppure, nessuno agisce: Israele continua a bombardare, il Congresso degli Stati Uniti continua ad assegnargli ulteriori armi e il resto del mondo segue con apprensione il bilancio delle vittime.

Nel frattempo, Israele, che ha preso il controllo di un territorio ancora più vasto a Gaza dopo il cosiddetto cessate il fuoco, sta costruendo imponenti barriere di terra che si estendono per circa 23 chilometri attraverso la Striscia.

Sebbene non sia mai stato giusto fin dall'inizio, nemmeno il piano originale di Trump per Gaza prevedeva la costruzione di confini interni, il furto di ulteriore territorio o la concentrazione di palestinesi sfollati in minuscole enclavi all'interno di un territorio già di per sé esiguo.

Il piano a lungo termine di Israele non è solo quello di mantenere un controllo militare permanente su Gaza, come dichiarato da alti funzionari israeliani, ma anche di prolungarne la sofferenza a tempo indeterminato.

Proprio mentre scrivo questo articolo, le notizie indicano che altri quattro palestinesi sono stati uccisi. È improbabile che il numero rimanga così basso; l'esercito israeliano raramente uccide in numeri esigui.

Ma anche questi piccoli numeri rappresentano esseri umani il cui dolore non può essere misurato con le statistiche, riassunto in dichiarazioni ufficiali o ridotto a titoli di giornale banali.

I sopravvissuti non si aggrappano alla vana promessa che il Diritto Internazionale prevalga sull'impunità garantita dagli Stati Uniti. La storia ha reso i palestinesi cinici. Per generazioni, attraverso ogni massacro e furto di terre dalla Nakba del 1948, l'attesa di giustizia non ha prodotto altro che vuote promesse e un numero crescente di vittime.

L'unica differenza tra il passato e il presente è che oggi sappiamo, vediamo e sentiamo esattamente cosa sta succedendo a Gaza e in tutta la Palestina.

Il minimo che possiamo fare è rifiutarci di voltare le spalle o di ridurre il Genocidio che si consuma sotto i nostri occhi a semplici numeri.

Se permettiamo che ciò accada, diventiamo anche noi colpevoli: Israele uccide, usando armi americane, mentre noi restiamo a guardare, contando i morti e scuotendo la testa di fronte alla triste situazione del mondo.

- Ramzy Baroud è un giornalista e redattore di The Palestine Chronicle. È autore di sei libri, tra cui "La Nostra Visione per la Liberazione: Leader Palestinesi Coinvolti e Intellettuali Parlano", curato insieme a Ilan Pappé. Il suo ultimo libro è Prima del Diluvio. Ramzy Baroud è un ricercatore senior non di ruolo presso il Centro per l'Islam e gli Affari Globali (CIGA), dell'Università Zaim di Istanbul (IZU).

Traduzione: La Zona Grigia

Fonte: https://consortiumnews.com/2026/08/03/inured-to-the-rising-gaza-death-toll/?

04/08/2026

🌹𝟒 𝐚𝐠𝐨𝐬𝐭𝐨 𝟏𝟗𝟕𝟒: 𝐥𝐚 𝐬𝐭𝐫𝐚𝐠𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥'𝐈𝐭𝐚𝐥𝐢𝐜𝐮𝐬

Nella notte tra il 3 e il 4 agosto 1974 una bomba posizionata nella quinta vettura del treno espresso 1406 denominato "Italicus", partito da Roma e diretto a Monaco di Baviera, esplode mentre il treno è in transito lungo la Grande galleria dell'Appennino all'altezza di San Benedetto Val di Sambro. Nell'esplosione e nell'incendio che segue perdono la vita 12 persone, tra le quali il ferroviere Silver Sirotti, Medaglia d'Oro al Merito Civile, intento a portare in salvo i passeggeri rimasti incastrati tra le lamiere.

Nonostante la rivendicazione da parte dei neofascisti di Ordine Nero, decisi a seppellire la democrazia «sotto una montagna di morti», ad oggi i responsabili materiali della strage restano ignoti e le vicende processuali si sono concluse con l'assoluzione di tutti gli imputati: rimane accertata la chiara matrice neofascista della strage, volta a destabilizzare gli equilibri istituzionali dell'Italia repubblicana per favorire l'ascesa della destra più estrema nel più complesso quadro della strategia della tensione.

In memoria delle vittime delle stragi fasciste, proseguiamo con tenacia, determinazione e orgoglio sulla strada della Costituzione tracciata dalle partigiane e dai partigiani perché il fascismo sia bandito dalla società civile e dalla storia.



https://www.anpiroma.org/2025/08/4-agosto-1974-la-strage-dellitalicus.html

02/08/2026

Bologna, 2 agosto 1980. Ore 10.25. Una bomba esplode nella sala d’aspetto di seconda classe della stazione centrale, gremita di viaggiatori in partenza per le vacanze.

Ottantacinque morti, oltre duecento feriti: la più grave strage nella storia dell’Italia repubblicana.

Ci sono voluti decenni di processi per stabilire quello che le sentenze oggi affermano: la matrice neofascista dell’attentato e i depistaggi messi in atto da settori degli apparati dello Stato e dalla loggia P2 per coprirne gli autori.

A quarantasei anni di distanza, l’orologio della stazione resta fermo alle 10.25. Non è un gesto simbolico: è un impegno. Perché la memoria non muore, e non muore la richiesta di verità piena portata avanti dall’Associazione dei familiari delle vittime.

L’ANPI è a fianco di Bologna oggi come ogni 2 agosto: ricordare le vittime significa difendere la Costituzione nata dalla Resistenza e chiudere ogni spazio a chi ancora oggi si richiama a quella matrice.

ANPI provinciale Bologna




01/08/2026

“Da mesi sono in corso violenze, provocazioni e aggressioni di dimensioni mai viste in passato nei confronti dei palestinesi in Cisgiordania da parte dei coloni e delle forze armate israeliane. Eppure persino tanti israeliani hanno dato vita a manifestazioni di protesta denunciando la politica di espulsione e repressione del governo Netanyahu. Dopo la vergognosa distruzione di Gaza col suo inaudito carico di sangue innocente, cosa che ha fatto inorridire il mondo, il governo israeliano sta di fatto occupando la Cisgiordania nell’ambito del progetto di Grande Israele. Tale occupazione è stata definita illegale da parte della Corte di Giustizia Internazionale fin dal luglio 2024. Occorre assumere decisioni chiare e immediate, come il riconoscimento dello Stato di Palestina, la sospensione dell’accordo di associazione UE-Israele, lo stop al commercio con le aziende israeliane che operano illegalmente in Cisgiordania. Non ci stanchiamo né ci stancheremo mai di chiedere al governo italiano e all’UE di assumere i provvedimenti necessari per fermare questa incessante violazione dei diritti del popolo palestinese, dei diritti umani e della legalità internazionale”.

✍️ Nota della Segreteria nazionale ANPI


01/08/2026

“Si scopre che dal marzo 2026, all’insaputa degli italiani e del Parlamento e persino delle sue Commissioni, un contingente militare della nostra aeronautica è presente ed operativo con armamenti e aerei della Difesa italiana a supporto delle Forze Armate di Arabia Saudita, oltre che di Kuwait e Bahrein. Considerando anche che l’Arabia Saudita è entrata ufficialmente in guerra contro l’Iran, è legittimo immaginare che la missione italiana non sia di peacekeeping ma di guerra.
Mi pare che tale missione contrasti con l’articolo 11 della Costituzione e collochi di fatto l’Italia come Paese belligerante nel conflitto mediorientale. Si aggiunga che a giugno il governo italiano ha ammesso di aver concesso l’uso logistico delle basi sul territorio nazionale all’aviazione statunitense per azioni di attacco all’Iran. È in discussione la sicurezza nazionale, perché tutto ciò espone drammaticamente il nostro Paese ad azioni di ritorsione da parte di Teheran. Per questo chiedo che il governo, in attesa di un confronto parlamentare, sospenda qualsiasi attività del contingente militare italiano in quelle zone”.

✍️ Gianfranco Pagliarulo
Presidente nazionale ANPI

Alcune foto ed il commento di una nostra iscritta, sulla Pastasciutta chei ANPI di Gavorrano-Scarlino e Follonica hanno ...
30/07/2026

Alcune foto ed il commento di una nostra iscritta, sulla Pastasciutta chei ANPI di Gavorrano-Scarlino e Follonica hanno organzzato alla Casa del Popolo di Bagno di Gavorrano : una grande festa e tanta consapevolezza.
29 luglio 2026
Stasera, alla Casa del Popolo di Gavorrano, eravamo oltre 200. Un segnale importante, che dimostra come ci sia ancora tanta voglia di ritrovarsi intorno ai valori della Resistenza, della pace, della giustizia sociale e dell’antifascismo.

La Pastasciutta Antifascista non è una semplice tradizione: è un gesto di memoria attiva. È il ricordo di chi ha lottato per restituire libertà e democrazia al nostro Paese, ma è anche un impegno a difendere quei valori ogni giorno, contro ogni rigurgito di fascismo, odio e intolleranza.

Le sezioni ANPI di Gavorrano-Scarlino e Follonica hanno unito le forze per affermare con chiarezza che l’antifascismo non appartiene al passato: è una scelta quotidiana. Significa ripudiare la guerra, difendere i diritti umani e non restare indifferenti davanti alle ingiustizie del presente.

Per questo abbiamo deciso di destinare una parte del ricavato a Emergency: un piccolo ma concreto gesto di solidarietà verso la popolazione di Gaza e, insieme, un modo per rompere il silenzio che troppo spesso accompagna questa immensa tragedia. La pace non si costruisce con l’indifferenza, ma con il coraggio di prendere posizione.

La memoria è viva solo se diventa responsabilità collettiva, partecipazione e impegno. Finché ci saranno persone disposte a esserci, a ricordare e a lottare per la pace e la democrazia, l’antifascismo continuerà a essere una forza viva del nostro presente e del nostro futuro.

25/07/2026
21/07/2026

“25 anni fa durante il G8 a Genova la democrazia fu sospesa.
Con precise responsabilità della catena di comando, elementi delle forze dell’ordine operarono violenze e vere e proprie torture nei confronti di tanti manifestanti. Carlo Giuliani fu ucciso.

A distanza di 25 anni il clima che si è creato nel Paese con una serie di leggi e provvedimenti repressivi è inquietante. Il diritto di manifestare è messo in discussione dall’uso della forza indiscriminata e dalle denunce e le multe che arrivano a centinaia di pacifici manifestanti a scopo intimidatorio, come è successo per esempio a Massa Carrara e a Lecco.
Le istituzioni hanno il monopolio dell’uso legittimo della forza. Ma quando questo è sproporzionato e palesemente tendenzioso, si pone un problema di democrazia e si favoriscono paure e tensioni sociali.

In questo scenario si colloca la tragica e sconcertante morte di Abderrahim Fakir, avvenuta senza alcun tentativo di soccorso e di rianimazione; chiediamo con la massima determinazione che ci sia l’immediato accertamento delle cause e di tutte le eventuali responsabilità”.

🖋️ Gianfranco Pagliarulo
Presidente nazionale ANPI

17/07/2026

Anche quest’anno le Sezioni ANPI “Agresti Campori” di Gavorrano Scarlino e “Virio Ranieri” di Follonica, organizzano insieme la Pastasciutta Antifascista 2026, che si terrà il 29 luglio nel giardino della Casa del Popolo di Bagno di Gavorrano ( o all’interno della sede, qualora il meteo non fosse favorevole) dalle ore 19.45.

Come da consuetudine, il ricavato, al netto delle spese sostenute per l’organizzazione dell’evento, sarà destinato ad una buona causa, che possa testimoniare la solidarietà e l’attenzione dei nostri territori verso persone in condizioni di forte disagio.
Abbiamo deciso di continuare la collaborazione con l’Associazione Umanitaria EMERGENCY, alla quale la vostra massiccia partecipazione ha già permesso di destinare euro 1080, nello scorso anno.

Vi aspettiamo!

Indirizzo

Viale Europa 3
Follonica
58022

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