Unione Monarchica Italiana Ischia

Unione Monarchica Italiana Ischia Circolo dell'Unione Monarchica Italiana di Ischia "Mafalda di Savoia".

Amici isolani monarchici e simpatizzanti riuniti per mantenere vivi gli ideali di patria e libertà e svolgere un ruolo sociale di stimolo per il progresso dell'isola d'Ischia.

PRESENTATO A FORIO IL VOLUME "VITTORIO EMANUELE III, IL RE COSTITUZIONALE" Si è svolta oggi, sul sagrato dell'Arciconfra...
07/08/2026

PRESENTATO A FORIO IL VOLUME "VITTORIO EMANUELE III, IL RE COSTITUZIONALE"

Si è svolta oggi, sul sagrato dell'Arciconfraternita di Santa Maria di Visitapoveri a Forio, la presentazione del volume "Vittorio Emanuele III, il Re Costituzionale", ultimo titolo della collana "L'Italia in eredità", diretta dall'avvocato Alessandro Sacchi, presidente dell’Unione Monarchica Italiana

Venerdì 7 agosto alle ore 18.30, a Forio presso l’Arciconfraternita di Santa Maria di Visitapoveri
26/07/2026

Venerdì 7 agosto alle ore 18.30, a Forio presso l’Arciconfraternita di Santa Maria di Visitapoveri

Viste le disposizioni di Sua Maesta UMBERTO IIRE D'ITALIA che istituirono la Medaglia della Fedeltà e ne regolavano la c...
07/07/2026

Viste le disposizioni di Sua Maesta UMBERTO II
RE D'ITALIA che istituirono la Medaglia della Fedeltà e ne regolavano la concessione, II Sig Tommaso Lamonica il 04/03/1983 è stato insignito della MEDAGLIA della FEDELTÀ
Brev. n. 001500, per provata costante fedeltà al Re e alla Patria.

06/07/2026

13/06/2026

PROCLAMA DI S.M. UMBERTO II RE D'ITALIAItaliani!Nell'assumere la luogotenenza generale del Regno prima, e la corona poi,...
13/06/2026

PROCLAMA DI S.M. UMBERTO II RE D'ITALIA

Italiani!
Nell'assumere la luogotenenza generale del Regno prima, e la corona poi, io dichiarai che mi sarei inchinato al voto del popolo liberamente espresso, sulla forma istituzionale dello stato.
Eguale affermazione ho fatto subito dopo il 2 giugno, sicuro che tutti avrebbero atteso le decisioni della Corte Suprema di Cassazione, alla quale la legge ha affidato la proclamazione dei risultati definitivi del referendum.
Di fronte alla comunicazione di dati provvisori e parziali, fatta dalla Corte suprema; di fronte alla sua riserva di pronunciare, entro il 18 giugno, il giudizio sui reclami, e di far conoscere il numero dei votanti e dei voti nulli; di fronte alla questione sollevata e non risolta sul modo di calcolare la maggioranza, io, ancora ieri, ho ripetuto che era mio diritto e dovere di re attendere che la Corte di Cassazione facesse conoscere se la forma istituzionale repubblicana avesse raggiunto la maggioranza voluta.
Improvvisamente, questa notte, in spregio alle leggi ed al potere indipendente e sovrano della magistratura, il governo ha compiuto un gesto rivoluzionario, assumendo, con atto unilaterale ed arbitrario, poteri che non gli spettano, e mi ha posto nell'alternativa di provocare spargimento di sangue o di subire la violenza.
Mentre il Paese da poco uscito da una tragica guerra vede le sue frontiere minacciate e la sua stessa unità in pericolo, io credo mio dovere fare quanto sta ancora in me perché altro dolore ed altre lacrime siano risparmiate al popolo che già tanto ha sofferto.
Confido che la magistratura potrà dire la sua libera parola; ma, non volendo opporre la forza al sopruso, né rendermi complice della illegalità che il governo ha commesso, io lascio il suolo del mio Paese, nella speranza di scongiurare agli italiani nuovi lutti e nuovi dolori.

Compiendo questo sacrificio nel supremo interesse della Patria, sento il dovere, come italiano e come re, di elevare la mia protesta contro la violenza che si è compiuta; protesta nel nome della corona e di tutto il popolo, che aveva il diritto di vedere il suo destino deciso nel rispetto della legge e in modo che venisse dissipato ogni sospetto.
A tutti coloro che ancora conservano la fedeltà alla monarchia, a tutti coloro il cui animo si ribella all'ingiustizia, io ricordo il mio esempio e rivolgo l'esortazione di voler evitare l'acuirsi di dissensi che minaccerebbero l'unità del Paese, frutto della fede e del sacrificio dei nostri padri, e potrebbero rendere più gravi le condizioni del trattato di pace.
Con l'animo colmo di dolore, ma con la serena coscienza di aver compiuto ogni sforzo per adempiere ai miei doveri, io lascio la mia Patria.
Si considerino sciolti dal giuramento di fedeltà al re, non da quello verso la Patria, coloro che lo hanno prestato e che vi hanno tenuto fede attraverso tante durissime prove.

Rivolgo il mio pensiero a quanti sono caduti nel nome d'Italia, e il mio saluto a tutti gli italiani. Qualunque sorte attenda il nostro Paese, esso potrà sempre contare su di me come sul più devoto dei suoi figli.
Viva l'Italia.

UMBERTO

Roma, 13 giugno 1946

11/06/2026

11/06/2026

11 giugno 1946, Via Medina a Napoli. Alcuni ragazzi muovono verso la sede locale del PCI per strappare la bandiera, che era stata issata priva dello Stemma reale, quando la Repubblica ancora non era stata proclamata. Ne segue un tumulto generale.

La studentessa Ida Cavalieri (19 anni) è alla testa del corteo, avvolta in una bandiera sabauda. Fa appena in tempo a gridare "Viva il Re!" prima di essere investita da un autoblindo della polizia. Muore sul colpo. Si tratta di una autoblindo della "Celere", polizia istituita dal ministro repubblicano Giuseppe Romita allo scopo dichiarato di sedare il dissenso dei monarchici all'indomani del referendum.

Il gesto fa scoppiare la rivolta. Diversi giovani si arrampicano verso il balcone del partito per strappare la bandiera repubblicana, mentre la polizia di stato apre il fuoco sulla popolazione. Vincenzo Di Guida (20 anni), marinaio della Regia Marina, muore sul colpo per un proiettile alla testa. Il suo commilitone Mario Fioretti (21 anni) viene raggiunto da una raffica di mitra. Restano morti in via Medina anche altri giovani. Michele Pappalardo (22 anni), Francesco D'Azzo (21 anni), Giudo Beninati, Felice Chirico.

Tra il 7 e l'8 giugno erano già stati uccisi altri giovani. Una bomba lanciata contro una manifestazione monarchica a Napoli, dove il Re vinse con l'83% dei voti, tolse la vita al giovane Ciro Martino. Negli scontri a fuoco che seguirono con la polizia, rimasero uccisi il giovane Carlo Russo (14 anni) e Gaetano D'Alessandro (16 anni).

Se il Re Umberto II lasciò il Paese infatti fu anche per questo avvenimento ed in generale per i numerosi tumulti monarchici che attraversavano l'Italia e che avrebbero potuto scatenare una nuova guerra civile, allargando il sangue già versato da una popolazione stremata. Assoluto sacrificio del Re, come di quei giovani monarchici che ogni anno vengono ingiustamente dimenticati. Noi li ricordiamo.

Ricordiamo i caduti nel nome del Re e della Libertà

Ida Cavalieri (19 anni)
Vincenzo Di Guida (20 anni);
Gaetano D'Alessandro (16 anni);
Mario Fioretti (21 anni);
Michele Pappalardo (22 anni);
Francesco D'Azzo (21 anni);
Guido Beninati;
Felice Chirico;
Carlo Russo (14 anni);
Ciro Martino.

02/06/2026

Indirizzo

Via Pennanova Stennecchia 1
Forio D'Ischia
80075

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