Unione Monarchica Italiana Ischia

Unione Monarchica Italiana Ischia Circolo dell'Unione Monarchica Italiana di Ischia "Mafalda di Savoia".

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Il dovere della memoria11 giugno 1946-2026 80 anniLa strage dimenticata di via Medina: giovani monarchici uccisi nella N...
22/05/2026

Il dovere della memoria
11 giugno 1946-2026 80 anni

La strage dimenticata di via Medina: giovani monarchici uccisi nella Napoli del 1946

L’11 giugno 1946 Napoli fu teatro di una delle più gravi tragedie politiche del dopoguerra italiano. In via Medina, a pochi passi dal porto e dal centro cittadino, decine di manifestanti Monarchici furono colpiti durante gli scontri. Dieci persone morirono, molte delle quali giovanissime. Erano cittadini che protestavano dopo il referendum istituzionale del 2 giugno, convinti che la monarchia rappresentasse ancora un modello legittimo e democratico per l’Italia.

Quella giornata passò alla storia come Strage di via Medina. Eppure, per decenni, è rimasta quasi assente dalla memoria pubblica nazionale.

Napoli monarchica: un voto democratico

Nel referendum del 1946, il primo voto a suffragio universale della storia italiana, il Paese fu chiamato a scegliere tra Monarchia e Repubblica. La Repubblica prevalse (?) a livello nazionale, ma il Sud votò in larga parte per la Corona.
Napoli, in particolare, espresse un risultato impressionante: quasi l’80% dei votanti scelse la Monarchia.

Milioni di italiani votarono Monarchia all’interno di una consultazione che doveva essere libera e democratica, riconoscendo nella figura del Re una garanzia di continuità istituzionale dopo gli anni della guerra e del fascismo. Per molti napoletani, la Monarchia significava stabilità, unità nazionale e tutela delle istituzioni.

Ricordarlo oggi è importante: chi votò Monarchia nel 1946 esercitò un diritto pienamente democratico. Erano cittadini italiani che partecipavano legittimamente alla costruzione del nuovo Stato.

La protesta e il sangue

Nei giorni successivi al referendum, il clima politico diventò tesissimo. A Napoli, e non solo, si diffusero dubbi sui risultati, proteste spontanee e manifestazioni popolari.
L’11 giugno una folla di monarchici fedeli a Casa Savoia, si riversò per le
Piazza, ed in via Medina, sede del Partito Comunista, gli scontri degenerarono e fu aperto il fuoco dai comunisti e dalle forze dell’ordine apertamente schierati con essi.

Il bilancio fu devastante: giovani, studenti, lavoratori e persino adolescenti caddero in strada sotto i colpi sparati durante la repressione.

Tra le vittime ricordate dalla storia vi furono:

* Ida Cavalieri, 19 anni
* Carlo Russo, appena 14 anni
* Gaetano D’Alessandro, 16 anni
* Vincenzo Di Guida, 20 anni
* Mario Fioretti, 21 anni
* Michele Pappalardo, 22 anni
* Francesco D’Azzo, 21 anni

Accanto a loro morirono anche Guido Beninati, Felice Chirico e Ciro Martino.

Erano ragazzi del popolo napoletano. Non combattenti, non terroristi, non sovversivi armati: erano Cittadini che manifestavano per una causa politica legittima.

Una memoria ahimè rimossa

La strage di via Medina non occupa quasi spazio nei libri scolastici e raramente viene ricordata nelle commemorazioni ufficiali. Per molti osservatori e studiosi, questo silenzio non è casuale.

Nel dopoguerra, la narrazione pubblica della nascita della Repubblica si costruì come un momento unitario e positivo della nuova Italia democratica. In questo racconto, ricordare i monarchici uccisi a Napoli significava riconoscere che una parte enorme del Paese — soprattutto il Mezzogiorno — aveva scelto legittimamente un’altra strada politica.

Ricordare via Medina significa dunque riconoscere una verità spesso scomoda: nel 1946 l’Italia non era unanimemente repubblicana. Milioni di italiani votarono Monarchia in modo democratico, libero e costituzionale. E a Napoli quella scelta fu maggioritaria in modo schiacciante.

Per questo la memoria delle vittime è stata spesso relegata ai margini della storia nazionale.

Il dovere della memoria

A ottant’anni di distanza, la strage di via Medina continua a rappresentare una ferita aperta per Napoli. Ricordare quei ragazzi significa restituire dignità a vittime dimenticate e innocenti

Le vittime di via Medina meritano di essere ricordate perché cittadini italiani morti in un momento decisivo della storia nazionale, mentre difendevano pubblicamente e democraticamente le proprie idee.



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Giornata della Memoria – Nel ricordo di S.A.R. Mafalda di SavoiaIl 27 gennaio, Giornata della Memoria, il nostro Circolo...
27/01/2026

Giornata della Memoria – Nel ricordo di S.A.R. Mafalda di Savoia

Il 27 gennaio, Giornata della Memoria, il nostro Circolo rende omaggio a tutte le vittime della Shoah e ricorda S.A.R. Mafalda di Savoia – Assia, figura tragica e luminosa della nostra storia nazionale.

Principessa d’Italia, figlia di Sua Maestà il Re Vittorio Emanuele III, Mafalda di Savoia fu vittima innocente della barbarie nazista. Arrestata con l’inganno dopo l’8 settembre 1943, venne deportata nel lager di Buchenwald, dove trovò la morte il 28 agosto 1944, a seguito delle gravissime ferite riportate durante un bombardamento alleato e della totale mancanza di cure.

La sua fu una morte silenziosa e crudele, lontana dalla Patria e dalla famiglia, condividendo fino all’ultimo la sorte di migliaia di deportati.
Una principessa che seppe affrontare il dolore con dignità, senza privilegi, unita nel destino a chi soffriva accanto a lei.

“Italiani io muoio. Ricordatemi non come Principessa, ma come una vostra sorella italiana.”

In queste parole è racchiuso il senso più profondo del suo sacrificio: umanità, appartenenza, amore per l’Italia.

Nel giorno in cui il mondo ricorda l’orrore dei campi di sterminio, il nostro Circolo rinnova l’impegno a custodire la Memoria, affinché il sacrificio di Mafalda di Savoia e di tutte le vittime dell’odio non venga mai dimenticato.

Ricordare significa comprendere.
Comprendere significa non permettere che simili tragedie possano mai più ripetersi.

Onore e memoria a S.A.R. Mafalda di Savoia – Assia.
Per non dimenticare.

05/01/2026

Venerdì 16, a Salerno.

Indirizzo

Via Pennanova Stennecchia 1
Forio D'Ischia
80075

Sito Web

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