27/08/2026
Il presidente di Start Romagna Andrea Corsini, già assessore regionale al Turismo per un decennio, sembra vivere in una realtà immaginaria. Al Meeting ha parlato di un sistema di trasporto pubblico che esiste solo nei suoi sogni a fronte delle note difficoltà riscontrate in tutto il territorio romagnolo. Non è poi mancata la richiesta al MIT di più risorse, forse per appianare errori e problemi che derivano da anni di scelte errate e piani industriali fallimentari. E dire che Start è già intervenuta pesantemente sugli utenti (almeno quelli che pagano) aumentando le tariffe dei titoli di viaggio occasionali e gli abbonamenti dal 1° giugno 2026: l’incremento da 2 a 3 euro per il TRC da Rimini a Riccione non è poca cosa. I disservizi tuttavia rimangono a Rimini, come a Cesena e a Ravenna, dove sono denunciati ritardi, improvvise cancellazioni di corse, scarsa sicurezza. Per questo lo scenario futuro enfatizzato da Corsini è davvero poco credibile come desta non poche preoccupazioni la prospettiva di una Società unica regionale del trasporto pubblico. In Emilia-Romagna gli esperimenti di area vasta realizzati dalla sinistra non hanno dato buoni risultati in termini di efficienza, risparmio e qualità dei servizi erogati. Ricordiamo a Corsini che il solo TRC Rimini–Riccione è costato alla collettività la bellezza di circa 93milioni di euro contestualmente alla promessa di ‘pensionare’ le linee 10 e 11, che, al contrario, sono tuttora in funzione. Quindi doppio costo di gestione e manutenzione e, in aggiunta, non è stata data alcuna risposta alla legittima domanda se il TRC riesca a sostenersi con la vendita dei titoli di viaggio. Pretendere altri fondi quando è in arrivo un nuovo tratto di TRC da Rimini Stazione a Rimini Fiera per la bellezza di 60 milioni di euro, già finanziati dal ministero, è quantomeno sfrontato.