20/05/2026
L'evento del Gelato
I Forlivesi conobbero il gelato grazie a Battista De Fanti, detto "Gio Batta" originario del Veneto, che nel 1903 propose le sue specialità (limone, cioccolato, crema e vaniglia).
Durante i primi anni, apriva la produzione e vendita il 19 Marzo (S.Giuseppe), per chiuderla ad Ottobre, quando se ne tornava al suo paese d'origine per poi tornare di nuovo in città la primavera successiva.
I Forlivesi prima della sua venuta conoscevano solo le granite, dolci freddi al cucchiaio di origini ben più remote nel tempo.
Tuttavia essi dovettero apprezzare molto il suo gelato, tanto da spingerlo, dopo qualche anno, a trasferirsi definitivamente a Forlì con la moglie e i fratelli.
Tutte le mattine aiutato dalla famiglia preparava il suo dolce prodotto con sorbetteria manuale, usando le uova che quotidianamente i contadini gli portavano dalla campagna.
Per le vendite, i tre fratelli usavano ciascuno un carretto spinto a mano con il quale percorrevano a piedi tutta la città, raggiungendo anche le vicine località (Castrocaro, Dovadola, Predappio, Forlimpopoli, Roncadello, Ospedaletto) vendendo sulla strada le loro piccole "mattonelle" di gelato.
Era antica tradizione sicché ancora non esistevano i congelatori, conservare il ghiaccio invernale nelle grotte e nelle cantine più fredde dette ghiacciaie, e spesso in alcuni punti dei fosssati attorno alle antiche mura della città, che avendo ormai perduto la funzione di difesa, rispondevano a diverse esigenze dei Forlivesi: d'inverno si trasformavano in piste di pattinaggio, e durante la buona stagione, in luogo di incontro dove i giovani si esibivano in ardite gare di corsa a piedi o in bicicletta.
Terminata l'era pionieristica dei Fratelli De Fanti, qualche decennio più tardi, esordirono altri artigiani come nel caso di Bruno Perotto, figure destinate a rimanere impresse nella storia del gelato che contribuirono a deliziare la merenda di tanti Forlivesi.
Foto: Anni 1900-920 e Anni 50 l'ultima.