27/01/2026
La memoria è responsabilità. La memoria è futuro.
Oggi ricordiamo le vittime della Shoah e delle persecuzioni razziali, perché la memoria non sia solo un atto simbolico, ma un monito e un impegno quotidiano. Questa ricorrenza non è un rito formale: è un richiamo alla responsabilità collettiva contro l’antisemitismo e contro ogni forma di razzismo, discriminazione e negazione della dignità umana.
La storia ci insegna che fascismo e nazismo non appartengono soltanto al passato: sono espressioni di poteri che, quando riaffiorano sotto nuove forme, riportano con sé esclusione e violenza, mettendo in discussione i fondamenti della democrazia. Anche oggi è necessario non sottovalutare i rigurgiti autoritari e le nostalgie di regimi che perseguitarono e annientarono intere comunità.
Le leggi razziali introdotte dal nazismo e dal fascismo furono strumenti concreti di persecuzione: trasformarono cittadini e cittadine in “diversi”, privandoli di diritti, lavoro e dignità e, per molti, della vita. Non furono un incidente della storia, ma il risultato coerente di un progetto politico fondato sulla discriminazione, sull’odio, sulla disumanizzazione, sulla sopraffazione e sulla violenza.
Una memoria viva non si limita a commemorare: significa saper riconoscere il male quando riemerge, comprenderne i meccanismi e impegnarsi affinché simili orrori non si ripetano mai più.