L’Associazione “Il Cammino dell’Essere” nasce dalla ricerca e dalla scoperta della dimensione più intima e profonda che appartiene ad ogni essere umano, al di là di ogni distinzione di nazionalità, religione, età, sesso, stato sociale, e al di là di ogni personale situazione di vita, presente e passata.
Il disagio di vivere in un mondo orientato principalmente alla ricerca dell’immagine esteriore e all’individualismo, ci ha fatto sentire l’esigenza di un percorso di conoscenza di noi stessi, attraverso l’ascolto del nostro essere più profondo che si confronta poi con l’essere dell’altro; in tal modo, emerge la verità della nostra identità, nella bellezza della sua unicità e della sua dignità.
Siamo un gruppo di persone che da diversi anni cerca di vivere ciò in cui crede e a cui aderisce liberamente.
Abbiamo sperimentato che l’apertura e la scoperta di ciò che abita il nostro cuore, nell’ascolto di tutto ciò che siamo e viviamo dentro, insieme all’ascolto del fratello, portano a una liberazione interiore e a un desiderio di rinascita.
Siamo arrivati da strade molto diverse, eppure tutti abbiamo sperimentato l’impossibilità di trovare da soli il nostro vero essere. Il fratello, infatti, è come uno specchio che ci fa riflettere sulla nostra umanità fatta di luci e ombre, forza e debolezza, ferite e guarigioni, che sono parte della storia di ognuno di noi.
Questo è un lavoro che richiede a ciascuno umiltà e fiducia in sé stesso e nell’altro, per sviluppare uno sguardo libero e senza pregiudizi, capace di riconoscere le maschere e le ipocrisie in cui ci rifugiamo.
Ci siamo accorti che è possibile cambiare noi stessi e le nostre relazioni, se si accetta di combattere con coraggio la finzione in tutti i suoi aspetti (perbenismo, indifferenza, superficialità, superbia, vittimismo …) con gli strumenti del discernimento interiore e della correzione fraterna; questo dà speranza a tutte le nostre storie, anche le più dolorose.
Ognuno è chiamato prima di tutto alla responsabilità di scoprire sé stesso e a viversi come tale, la nostra diversità e unicità sono, infatti, il contributo più concreto che possiamo dare ai fratelli.
Ciascuno di noi è indispensabile e insostituibile, ma per scoprire il proprio vero essere è fondamentale procedere nella logica dell’oggi e dei piccoli passi, imparare a guardarsi, ad ascoltarsi e a confrontarsi senza giudizi e pregiudizi.
E’ un lavoro graduale che rispetta la maturazione del cammino di ogni persona, un lavoro paziente e umile che richiede la volontà di accettare le continue cadute e il riemergere delle fragilità come altrettante tappe per la crescita.
Il Cammino dell’Essere è aperto a tutti coloro che desiderano camminare con noi ed è per questo che vogliamo costituire una nuova associazione.
Desideriamo continuare le esperienze di Casa Regina della Famiglia e Casa Giovanni Paolo II a Varana, esperienze che hanno caratterizzato il nostro passato e che hanno contribuito a renderci ciò che siamo: tra queste, l’accoglienza di mamme in difficoltà con i loro bambini, la formazione della donna per il suo inserimento nel mondo del lavoro, l’incontro e l’accompagnamento dei giovani e bambini, il dialogo con e tra le famiglie…alla luce del nuovo cammino che ci porterà ad aprire nuovi sentieri.
Sentiamo di essere tutti fratelli. Cerchiamo, quindi, di realizzare rapporti paritari, dove non ci sia distinzione tra la persona che accoglie e quella che è accolta, tra la persona che aiuta e quella che è aiutata; in tutti, infatti, riconosciamo e rispettiamo la verità dell’essere che ci accomuna e la gioia di vivere, anche con fatica, ciò che realmente siamo.
Ci siamo scoperti uguali nelle problematiche generali della vita e nella ricerca della nostra dignità.
Ci sentiamo padri, madri, fratelli e sorelle, amici e compagni di viaggio, gli uni con gli altri, e cerchiamo di rendere questi rapporti di spirito la sostanza del nostro vivere insieme in una famiglia di identità, in una casa spirituale affettiva.
La casa dell’essere in cammino siamo tutti noi e sono le nostre relazioni, perché in esse accogliamo e ci lasciamo prendere per mano, scopriamo e ci lasciamo guardare, cambiamo e ci lasciamo trasformare, impariamo quindi ad amare noi stessi e i fratelli, nella verità di ciò che siamo.
È possibile sentire dentro di sé l’essere del fratello e trovare casa nel suo cuore, se rimaniamo nell’apertura umile, nell’accoglienza dello spirito, nel rispetto di sé e dell’altro, nella pari dignità. Il dialogo, purificato da ogni giudizio sulla persona, fa della parola lo strumento di verità, il mezzo che vince la chiusura e la vergogna, il senso di colpa e la diffidenza, la paura e l’individualismo.
Crediamo nella parola che non prevarichi, non si imponga, non sia forma di dominio ma di liberazione. La parola fiorisce dall’ascolto umile, rimanda ad esso e di continuo, da dignità al nostro essere perché lo rivela a se stesso e ne fa dono al fratello per far emergere la verità di ciò che siamo entrambi.
La parola è il segno del rispetto verso ciascuna persona, a partire da noi stessi, e la possibilità di creare un clima di comunione nelle intenzioni e nella realtà e controllare il rischio di interventi individualistici, protagonismi, atteggiamenti di superiorità. In questo senso, la parola è esigente perché è una modalità di amore che ci chiede di diventare carne, di farsi vita, di realizzare ciò che ha scoperto attraverso gesti nuovi, coerenti, consapevoli. Ci chiede di diventare un fatto concreto: Il Cammino dell’Essere.
Testimonianza 1 – I. 25 anni
Tutto quello in cui crediamo rispetto all’ascolto di sé e dell’altro, alla fraternità, all’accoglienza si sviluppa e procede di pari passo con un dialogo continuo con il fratello e fra di noi, un dialogo che è purificato da ogni giudizio sulla persona e diventa strumento di verità, un mezzo che vince la chiusura e la vergogna, il senso di colpa e la diffidenza, la paura e l’individualismo.
La parola è uno strumento fondamentale per la scoperta di sé e per riuscire a guardarsi dentro: imparare ad aprirsi agli altri significa anche imparare ad esprimere ciò che si sente e ciò che si è, con verità e sincerità, vincendo così muri di diffidenza e di sospetto e dando dignità a ciò che ognuno di noi sente e porta dentro.
La parola in cui crediamo è tuttavia una parola che non prevarica, che non si impone, che non è forma di dominio ma di liberazione, è il segno del rispetto verso ciascuna persona, a partire da noi stessi.
Essa ci dà la possibilità di creare un clima di comunione nelle intenzioni e nella realtà e di limitare il rischio di interventi individualistici, protagonismi, atteggiamenti di superiorità.
Tramite il dialogo, l’ascolto, il confronto e la condivisione con gli altri ci prendiamo per mano, l’uno con l’altro, per camminare insieme, alla pari.
Il nostro cammino vuole come base la parola vera e concreta, che in quanto tale esige di farsi viva e di rivelarsi in gesti nuovi, coerenti e consapevoli.
Noi crediamo fermamente in questa parola e nel suo compimento e realizzazione, per questo motivo desideriamo compiere un passo concreto: l’associazione Il Cammino dell’Essere.
Testimonianza 2 – M. 25 anni
Alcune frasi non sono state modificate perché per me volgano così come sono, le sento mie.
È possibile sentire dentro di sé l’essere del fratello e trovare casa nel suo cuore, se rimaniamo nell’apertura umile, nell’accoglienza dello spirito, nel rispetto di sé e dell’altro, nella pari dignità. Questo può realizzarsi attraverso un dialogo generato da una condivisione reciproca, fatta di ascolto e parola: ascolto di sé e dell’altro è il primo passo per iniziare a rispettare l’Essere e dargli una dignità che si manifesta attraverso la parola, la quale permette di condividere ciò che uno è nella sua vera bellezza e ne fa dono al fratello. Questo dialogo diventa così una modalità di amore che ci chiede di diventare carne, di farsi vita, di realizzare ciò che ha scoperto attraverso gesti nuovi, coerenti, consapevoli. Riteniamo che la parola vera è il mezzo che vince la chiusura e la vergogna, il senso di colpa e la diffidenza, la paura e l’individualismo. Crediamo nella parola che non prevarichi, non si imponga, non sia forma di dominio, ma una forma di fiducia nell’altro che custodisce, vigila e si prende cura del vero Essere. Crediamo nella condivisione che permette di mantenere questo rapporto di rispetto, di umiltà e di parità per controllare il rischio di interventi individualistici, protagonismi, atteggiamenti di superiorità...tutto ciò che fa prevalere l’Io di ciascuno.
Noi stiamo imparando con la comunicazione e l’ascolto a confrontarci gli uni con gli altri, a prenderci per mano per diventare un fatto concreto: Il Cammino dell’Essere.
Testimonianza 3 – M. 25 anni
Ascoltare ed essere ascoltati, accettare ed essere accettati, liberi nella parola e lasciare libertà di parola: sono queste le basi per imparare a vivere nell’umiltà e rispetto reciproco.
Imparare a rispettarci prima individualmente e poi all’interno di una comunità, accogliendo i nostri difetti e imperfezioni, condividendo giorno dopo giorno pensieri, paure, angosce e spogliandosi di fronte al fratello da quella corazza di perbenismo di cui da sempre siamo vittime. Un lungo lavoro sulla propria persona: prima di amare il prossimo, riuscire ad amare sé stesso. Prendendoci per mano, passo dopo passo, è possibile assaporare quella libertà dell’anima che ci permette di essere persone migliori. Vogliamo portare la nostra testimonianza e il nostro percorso in più case, bussare a più porte, aprire più cuori: l’associazione Il Cammino dell’Essere può aiutare molte vite nel concreto, compreso la mia.
Testimonianza 4 – G. 26 anni
Tramite questo cammino sto imparando a conoscere l'amore, una parola sola che dentro di sé racchiude, a mio avviso, tutto il vero significato per cui viviamo. Amare sé stessi è il primo step da superare. Sì, perché amare sé stessi ci mette nelle condizioni di amare e rispettare anche gli altri. Spesso si è molto autocritici.
Talvolta siamo noi il nostro peggior giudice. Di riflesso quindi, ci comportiamo così anche con il fratello.
Il nostro cammino ci insegna prima di tutto questo, a non giudicare né noi stessi né gli altri. L'ascolto, il guardare l'altro come uno specchio, il mettersi alla pari del fratello, la verità. Solo con questi valori si possono creare le basi per rapporti duraturi e di vera fratellanza. Ecco quello che chiediamo a noi stessi e agli altri.
La bellezza di questo cammino è la libertà. La vera libertà. Quella che ti permette di aprire il tuo cuore con il fratello senza vergogna, senza paure, con tanta dignità. Senza aspettative, senza pretese. Io sono profondamente grato a questo cammino, per quello che mi ha insegnato e per quello che in futuro mi insegnerà. La scoperta e l'amore per sé stessi e per gli altri richiede sforzo quotidiano. In questo cammino non esiste età, sesso, cultura e religione… quello che importa è l'anima. Pertanto non credo ci sarà mai un punto di arrivo per noi fratelli, piuttosto sarebbe bello ripartire, sempre, ogni giorno con questi valori nel cuore, amando e lasciandosi amare. Questo è per me "Il Cammino dell'Essere".