27/07/2026
È l'ultima, fulminante frase del romanzo “La coscienza di Zeno”, pubblicato da Italo Svevo nel 1923. Non è solo la conclusione della storia di Zeno Cosini, ma rappresenta una delle diagnosi più cupe, lucide e profetiche sulla condizione umana di tutta la letteratura del Novecento.
Quando Zeno immagina una Terra che torna a errare nei cieli "priva di parassiti e di malattie", il parassita è chiaramente l'essere umano. Nel corso dell'ultimo capitolo, Zeno si convince che la vita stessa sia "inquinata alle radici". A differenza del resto della natura, l'uomo è costituzionalmente malato e l'unica vera "guarigione" possibile per il pianeta coincide, paradossalmente, con l'annientamento totale dell'umanità che lo infesta.
Per comprendere l'esplosione finale, bisogna guardare alla teoria evolutiva esposta poco prima da Zeno. In natura, gli animali si adattano all'ambiente evolvendo il proprio corpo. L'uomo, invece, essendo intrinsecamente debole e inadatto, inventa gli "ordigni" (la tecnologia). Questa evoluzione artificiale ha un prezzo altissimo: invece di rafforzare il corpo, lo indebolisce delegando la forza alla macchina; crea una disuguaglianza letale tra chi possiede o meno l'ordigno, e genera un progresso non morale o biologico, ma puramente distruttivo.
L'esplosione, quindi, non è un evento cosmico naturale, ma il risultato del progresso umano. Svevo immagina un uomo che, "nel segreto di una stanza di questo mondo, inventerà un esplosivo incomparabile". Scritto oltre vent'anni prima di Hiroshima, questo passaggio vanta una preveggenza agghiacciante. Lo sviluppo tecnologico, sganciato dalla saggezza, porterà inevitabilmente a costruire un'arma capace di distruggere il mondo.
Il dettaglio "un'esplosione enorme che nessuno udrà" è l'apice nichilista della riflessione. Nessuno la sentirà perché la razza umana sarà istantaneamente vaporizzata, cancellando la percezione stessa del disastro. Senza di noi, la Terra ritroverà il suo equilibrio silenzioso e la materia tornerà "nebulosa", pura e libera dal virus infestante dell'essere umano.
✍🏻 Ivan Petruzzi