10/01/2026
Forte dei Marmi e la Fabbrica del Fumo: Il Trionfo dell’Ovvio a Villa Bertelli
C’è qualcosa di quasi poetico nel modo in cui l’amministrazione di Forte dei Marmi riesce a trasformare l’ordinaria amministrazione in un evento epocale, un "confronto operativo" in una sorta di rivoluzione copernicana del turismo. Il comunicato che annuncia la "nuova fase" del Servizio Turismo e Cultura non è solo un esempio magistrale di politichese moderno, ma è un insulto all'intelligenza di chi vive il territorio 365 giorni l'anno.
Leggendo le parole dell’assessore Graziella Polacci, sembra di assistere alla fondazione di una nuova civiltà. Si parla di "modello organizzativo all’altezza", di "visione", di "capitalizzazione delle competenze". Ma, a stringere il cerchio, cosa stiamo leggendo davvero? Che dopo anni di mandato( otto e mezzo) l’amministrazione si accorge solo ora che serve un ufficio turismo "stabile e competente". Viene da chiedersi: ma fino a ieri, dove siete stati? Se negli ultimi cinque anni il servizio è stato "progressivamente strutturato", perché oggi ci viene venduto un incontro a Villa Bertelli come l'inizio di una nuova era? Forse perché la "fase di capofilato" dell’Ambito Versilia è finita e bisogna trovare un modo per giustificare l'improvviso ridimensionamento del ruolo del Forte nel panorama comprensoriale?
Consulenti, Piattaforme e strumenti digitali.
La sfilata di esperti a Villa Bertelli è stato il classico copione della politica che non sa che pesci prendere e allora si affida ai "tecnici".
Ecco, il problema è proprio questo: a Forte dei Marmi, tra una "mappatura" e un "focus sulla comunicazione", sembra che l’unica cosa che non si riesca a fare sia guardare in faccia la realtà.
Ma il punto più alto del ridicolo si tocca quando il comunicato parla di raccontare Forte dei Marmi come una "comunità autentica" capace di coniugare "semplicità e memoria". Parliamoci chiaramente: definire "semplice" e "autentica" una delle destinazioni più esclusive e costose del pianeta è una barzelletta che non fa ridere soprattutto quando da anni i residenti storici ( quelli che dovrebbero preservare la memoria) stanno lasciando il paese perché il costo della vita è diventato insostenibile.
Il turismo è la fonte primaria della nostra economia, va preservato, guidato, compreso.
Dobbiamo proporre un paese fortemente ancorato alle proprie radici e caratteristiche ma che guardi aventi senza scimmiottare altre realtà.
La nostra forza devo essere la capacità di fondere proprio la semplicità e la memoria, che ci hanno sempre contraddistinto, con le necessità nel nuovo mercato turistico che guarda sempre più a servizi di lusso. Questa sfida non deve spaventarci ma deve essere l’obiettivo.
La verità è che dietro la cortina di fumo delle "analisi avanzate dei dati" e delle "strategie di coinvolgimento", resta un’amministrazione che sembra più interessata a curare il proprio brand politico che a risolvere i nodi strutturali del turismo fortemarmino.
Villa Bertelli ha ospitato l'ennesima passerella. Gli operatori hanno ascoltato, le slide scorrevano, e l'assessore sorrideva. Ma fuori da quelle mura, la "destinazione complessa" resta un paese che sta diventando un bellissimo, costosissimo museo vuoto. Altro che visione: qui si naviga a vista, ma con l’ufficio stampa di lusso.
Rachele Nardini