17/08/2026
Oggi Camponogara è stata colpita da una tragedia che ci riguarda tutti.
La morte di Tania Terrin, altra vittima di femminicidio, non può essere considerata un fatto lontano, qualcosa che accade sempre “agli altri”.
È accaduto qui. Nella nostra comunità, nella Riviera del Brenta, vicino alle nostre case.
Come gruppo di minoranza sentiamo il dovere di fermarci, esprimere vicinanza alla famiglia e alle persone che conoscevano e hanno voluto bene a Tania.
Sentiamo inoltre il dovere di porci una domanda: che cosa possiamo fare, come istituzioni e come comunità, per prevenire queste tragedie?
La prevenzione non può iniziare quando è ormai troppo tardi. Significa riconoscere i segnali della violenza, costruire reti di ascolto, garantire supporto psicologico a chi vive situazioni di fragilità e violenza, offrire luoghi sicuri in cui chiedere aiuto senza paura.
Ma significa anche fare politica in modo diverso: favorire il dialogo, mettere in rete Comune, servizi sociali, scuola, associazioni, professionisti e realtà del territorio. Le istituzioni devono essere capaci di ascoltare e di creare strumenti concreti, ma anche di contribuire a una nuova cultura del rispetto, delle relazioni e dell'educazione all'affettività. Non legate all' ideologia.
I femminicidi che hanno colpito la Riviera del Brenta e il nostro territorio negli ultimi anni ci ricordano una cosa terribile: non siamo così lontani come vogliamo credere e non basta indignarsi dopo un femminicidio. Dobbiamo iniziare a lavorare seriamente prima:
per Tania
per tutte le donne che vivono nella paura
per una comunità che non può più permettersi di voltarsi dall'altra parte, una volta spenti i riflettori.