Sin dall' antica Roma monte Fumone fu un importante vedetta e luogo di comunicazione. L’altura di 800 mt ove è collocato Fumone si trova in una posizione di straordinaria importanza strategica, una posizione geografica a dominio sull’intera valle del Sacco e della strada maestra che collegava Roma e Napoli: la via Latina. Il nome di Fumone nasce dall’antica funzione di comunicazione effetua
ta con segnali di fumo, segnali che annunciavano le invasioni di nemici provenienti da sud e diretti a Roma. la storia di Fumone è strettamente legata a quella della Chiesa. Il primo documento ufficiale in cui compare il nome di Fumone è la “ Donazione Ottoniana” quando nell’anno 962 l'imperatore di Germania, Ottone 1° di Sassonia, donò alla Santa Sede e al suo Pontefice Giovanni XII , le città di Teramo, Rieti, Norcia, Amiterno e l'Arx Fumonis. Inespugnabile, la Rocca di Fumone fu usata dai Papi per oltre 500 anni come antiguardo verso il mezzogiorno e prigione pontificia per prigionieri politici. La reclusione più importante avvenuta nel castello di Fumone, avvenne nel 1295 quando vi fu rinchiuso il santo Papa Celestino V, che vi morì dopo dieci mesi di dura prigionia, compiendo all'interno della prigione il suo primo miracolo da morto. Nel corso del 1500 il castello di Fumone perse la sua importanza militare, e fu così che nel 1584 papa Sisto V decise che, essendovi morto Celestino V, il castello andava conservato come memoria storica, e lo affidò ad una famiglia aristocratica romana, i marchesi Longhi, devoti e legati da tre secoli alla figura di S. Il castello di Fumone fu ristrutturato e trasformato dai Marchesi Longhi in propria residenza di campagna. Oltre al santuario Celestiniano, i discendenti del cardinale Guglielmo ( creato cardinale da Celestino V) , costruirono il gigantesco giardino pensile, ampliarono il palazzo e lo arricchirono con importanti opere d'arte. Nel 1990 i marchesi Fabio e Stefano, attuali proprietari del Castello di Fumone, lo hanno aperto al pubblico.