Gairo Terra Unica

Gairo Terra Unica Il Comune di Gairo è un Ente Locale sito nella zona centro-orientale dell'Isola di Sardegna in Italia, Europa.

Il centro abitato di Gairo Sant'Elena e la sua suggestiva frazione di Gairo Taquisara si trovano nella parte centro orientale dell'isola nella provincia dell'Ogliastra, tra i 650 e gli 800 metri di quota, a dominare la particolare vallata del rio Pardu. Molto suggestivo l'ambiente circostante ricco di boschi e di ''tacchi'' calcarei tra cui spicca il monumento naturale di ''Perda 'e Liana'', maest

oso monte la cui singolare mole, con i suoi 1297 mt., domina una vasta area del Gennargentu. Notevole la presenza di monumenti di età prenuragica e nuragica tra cui si segnalano i villaggi di ''Is Tostoinus'' e ''Perdu Isu''. La Marina di Gairo, sulla costa a sud di Barisardo e Cardedu, conserva spiagge incantevoli e poco frequentate, ideali per chi ama vacanze tranquille.

LETTERA APERTA AL GOVERNO ITALIANO E ALLA REGIONE SARDEGNA: SULLA PELLE DEI CITTADINI E DEI GIOVANI ITALIANI, ADESSO BAS...
10/07/2026

LETTERA APERTA AL GOVERNO ITALIANO E ALLA REGIONE SARDEGNA: SULLA PELLE DEI CITTADINI E DEI GIOVANI ITALIANI, ADESSO BASTA
La firma del protocollo Italia-India per l’importazione di 10.000 infermieri stranieri rappresenta il fallimento politico, economico e sociale di una classe dirigente incapace di guardare al futuro della propria terra. Questo provvedimento non è una soluzione: è una capitolazione che svilisce la professioni sanitarie, calpesta il diritto allo studio dei nostri giovani e mette a rischio la qualità dell’assistenza pubblica.

Ci rivolgiamo direttamente al Governo Nazionale guidato da Giorgia Meloni e alla Giunta Regionale della Sardegna presieduta da Alessandra Todde: vergognatevi. È tempo di rispondere ai cittadini contribuenti che mantengono questo Stato e che oggi si vedono defraudati dei loro diritti fondamentali.

Il paradosso inaccettabile: respinti a casa nostra, sostituiti dall'estero
La situazione della Sardegna è l'emblema di un cortocircuito intollerabile. Mentre la sanità sarda soffre una carenza cronica di oltre 3.000 infermieri, le università di Cagliari e Sassari sbattono la porta in faccia a centinaia di ragazzi sardi attraverso il meccanismo del numero chiuso.

Infermieristica: 800 giovani pronti a studiare, ma solo 330 posti disponibili.

Tecnici di Radiologia (TSRM): 300 candidati per appena 58 posti.

Tecnici di Laboratorio (TSLB): 102 aspiranti per soli 53 posti.

Come si può spiegare ai cittadini che un governo che si definisce sovranista e nazionale, insieme a una giunta regionale di segno opposto, convergano sulla stessa identica, scellerata strategia? Si respingono i giovani italiani che vogliono formarsi, lavorare e vivere in Italia, costringendoli all'emigrazione forzata all'estero, per poi importare "soluzioni d'oltremare". Questo non è un caso, è una precisa scelta politica volta a non investire sul nostro capitale umano.

Salari al ribasso e nuova sottomissione: la logica del massimo profitto
Siamo di fronte a un sistema profondamente distorto, guidato da logiche globaliste che mirano unicamente al risparmio sulla spesa pubblica e al profitto. Invece di adeguare gli stipendi degli infermieri italiani agli standard europei — riconoscendone i sacrifici, i turni massacranti e le pesantissime responsabilità legali — la politica sceglie la via della pezza d'importazione.

L'obiettivo reale, purtroppo evidente, è quello di manovrare il mercato del lavoro per mantenere le retribuzioni al ribasso, costringendo i professionisti in una condizione di perenne ricattabilità e subizione. Si preferisce attingere a bacini esteri, dove le aspettative economiche iniziali sono inevitabilmente inferiori a causa dei diversi contesti di provenienza, piuttosto che garantire salari dignitosi e attrattivi ai lavoratori italiani. Questa non è gestione della sanità, è lo smantellamento programmato del welfare state a danno di chi paga le tasse.

Il rischio sulla qualità del servizio: la lezione (ignorata) del modello inglese
La sanità non è una fabbrica dove basta sostituire un pezzo di ricambio. Il settore medico e infermieristico si basa sulla comunicazione, sull'allineamento a protocolli clinici rigidissimi e sulla profonda comprensione del contesto socio-culturale del paziente.

I dubbi sulla sostenibilità di questa operazione sono enormi e fondati sui fatti. L'esperienza del sistema sanitario britannico (NHS), che negli anni scorsi ha aperto a reclutamenti di massa tramite "voli charter" di personale proveniente dal subcontinente indiano, ha dimostrato un deterioramento qualitativo dei servizi quasi irrimediabile. Le enormi barriere linguistiche, le discrepanze strutturali nei percorsi formativi di partenza e i tempi insufficienti per l'assimilazione dei protocolli igienico-sanitari occidentali hanno creato disallineamenti procedurali gravissimi nei reparti d'oltremanica.

Il cittadino italiano che finanzia il Servizio Sanitario Nazionale ha il diritto sacrosanto di ricevere prestazioni di altissimo livello, erogate da personale che padroneggi perfettamente la lingua, la cultura e le procedure mediche locali. Ignorare questi rischi significa fare cassa sulla pelle e sulla salute dei malati.

Le nostre richieste: fermate i charter, pagate gli italiani
Questa non è una questione di schieramenti politici, di destre, di sinistre o di derive ideologiche. È una questione di pura ragionevolezza, di giustizia sociale e di dignità nazionale.

Chiediamo con forza e immediatezza:

L'abolizione immediata del numero chiuso per le professioni sanitarie nelle università sarde e italiane, adeguando i posti alle reali necessità degli ospedali.

Lo sblocco di investimenti strutturali sul fondo sanitario per aumentare gli stipendi base del personale medico e infermieristico, bloccando la fuga di cervelli verso l'estero.

Il blocco dei protocolli di importazione di manodopera sanitaria a basso costo, che servono solo a rimandare un collasso strutturale imminente.

I soldi dei contribuenti devono rimanere nelle casse dello Stato per essere reinvestiti in servizi di qualità per i cittadini e nel futuro dei nostri giovani. È tempo che la politica la smetta di farsi scudo con l'emergenza e cominci a governare con serietà. Mandiamo a casa i progetti di sfruttamento e restituiamo la sanità a chi la sostiene ogni giorno con il proprio lavoro e le proprie tasse.

Allarme del sindacato: «Con il nuovo protocollo situazione aberrante e inaccettabile. A rischio anche i tecnici di radiologia»

AN OPEN LETTER TO THE ITALIAN GOVERNMENT AND THE REGIONAL GOVERNMENT OF SARDINIA: STOP GAMBLING WITH THE LIVES OF CITIZE...
10/07/2026

AN OPEN LETTER TO THE ITALIAN GOVERNMENT AND THE REGIONAL GOVERNMENT OF SARDINIA: STOP GAMBLING WITH THE LIVES OF CITIZENS AND THE FUTURE OF OUR YOUTH
The signing of the Italy-India protocol to import 10,000 foreign nurses represents a total political, economic, and social failure by a ruling class incapable of investing in its own country. This measure is not a solution; it is a complete capitulation. It devalues the healthcare profession, tramples upon our young people’s right to education, and severely jeopardises the quality of public care.

We address this directly to the National Government led by Giorgia Meloni and the Regional Executive of Sardinia led by Alessandra Todde: shame on you. It is time to answer to the taxpayers who fund this country and who are now being defrauded of their fundamental rights.

The Unacceptable Paradox: Rejected At Home, Replaced From Abroad
The situation in Sardinia is the epitome of an intolerable short-circuit. While Sardinian healthcare suffers from a chronic shortage of over 3,000 nurses, the universities of Cagliari and Sassari slam the door in the faces of hundreds of local youngsters through arbitrary enrolment caps (numero chiuso).

Nursing: 800 young people ready to study, yet only 330 places available.

Radiographers (TSRM): 300 applicants for a mere 58 places.

Medical Laboratory Technicians (TSLB): 102 candidates for just 53 places.

How can a government that brands itself as nationalist and sovereign, alongside a regional administration from the opposite side of the political spectrum, converge on the exact same catastrophic strategy? Local Italian youths who want to train, work, and live in Italy are rejected and forced into overseas emigration, only for the state to chase overseas sticking-plaster "solutions". This is no accident; it is a deliberate political choice to avoid investing in our own human capital.

Suppressed Wages and Modern Subjugation: The Logic of Maximum Profit
We are facing a deeply broken system driven by globalist logic that aims solely at slashing public spending and cutting corners. Instead of upgrading Italian nurses' salaries to match European standards—properly recognising their sacrifices, brutal shift patterns, and immense legal responsibilities—politicians take the cheap shortcut of importing labour.

The real objective is painfully obvious: manipulating the labour market to keep wages artificially depressed, forcing professionals into a state of permanent precariousness and subjugation. They prefer to draw from foreign pools where initial financial expectations are lower due to different socio-economic backgrounds, rather than offering dignified, competitive salaries to Italian workers. This is not healthcare management; it is the systematic dismantling of the welfare state at the expense of those who foot the bill.

Threatening Quality of Care: The Ignored Lessons of the British NHS
Healthcare is not a factory floor where you can just swap out a component. The medical and nursing professions rely entirely on seamless communication, absolute adherence to strict clinical protocols, and a deep, intuitive understanding of the patient's socio-cultural background.

The doubts surrounding the viability of this operation are massive and grounded in hard evidence. The experience of the British National Health Service (NHS), which in recent years opened the floodgates to mass recruitment via "charter flights" from the Indian subcontinent, has proven that the quality of care can deteriorate almost irreparably. Substantial language barriers, stark discrepancies in foundational training systems, and rushed integration periods led to critical procedural misalignments on British hospital wards, down to fundamental hygiene and hand-washing protocols.

Italian taxpayers who fund the national healthcare system have a sacred right to receive top-tier treatment delivered by staff who fully master the local language, culture, and medical procedures. Ignoring these risks means gambling with the health and lives of the vulnerable.

Our Demands: Halt the Charter Flights, Pay Italian Workers
This is not a matter of left-wing or right-wing politics, or the fringe ideological factions emerging across the landscape. It is a matter of sheer common sense, social justice, and basic national dignity.

We demand immediate action on the following:

The immediate abolition of enrolment caps (numero chiuso) for healthcare professions in Sardinian and Italian universities, aligning student places with the actual staffing needs of our hospitals.

The unblocking of structural investment in the National Healthcare Fund to substantially increase baseline salaries for doctors and nurses, halting the brain drain of our talent abroad.

An immediate freeze on international protocols aimed at importing cheap healthcare labour, which only serve to delay an imminent structural collapse.

Taxpayers' money must remain in the state coffers to be reinvested into high-quality services for citizens and into the future of our youth. It is time for politicians to stop hiding behind "emergencies" and start governing with integrity. It is time to send these exploitative schemes packing and return healthcare to the people who sustain it every single day with their hard work and taxes.

Allarme del sindacato: «Con il nuovo protocollo situazione aberrante e inaccettabile. A rischio anche i tecnici di radiologia»

Noi non dimentichiamo!Non possiamo dimenticare!Non vogliamo dimenticare!
27/01/2026

Noi non dimentichiamo!
Non possiamo dimenticare!
Non vogliamo dimenticare!

Indirizzo

Via Della Libertà, N. 7
Gàiro Sant'elena
08040

Orario di apertura

Lunedì 10:30 - 12:30
Martedì 10:30 - 12:30
16:30 - 18:30
Mercoledì 10:30 - 12:30
Giovedì 10:30 - 12:30
Venerdì 10:30 - 12:30

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