06/12/2023
La moneta nelle Terre di Focara
"A j’o de’ tot ch’i bajoc par senza gnint"
"‘u me’ cost cent scud"
"L’è ‘na spesa ad tremila frenc "
Baiocco, Scudo, Franco. Le monete del nostro dialetto che sono transitate per le Terre di Focara.
Baiocco o Bajocco (plurale: Baiocchi o Bajocchi) è una moneta emessa dal XV secolo fino al 1865. L'origine del termine è incerta, potrebbe derivare da un denaro in argento dell'epoca merovingia con la scritta "BAIOCAS CIVITAS" , ossia città di Baiocas, in Francia.
Inizialmente era il nome di una moneta da 12 denari, cioè di un soldo d'argento.
Nell'Ottocento era l'unità base dello Stato pontificio. Erano emesse monete da 1/2, 1, 2, 5, 10, 20 e 50 baiocchi. Furono battute fino al 1865, quando lo Stato della Chiesa, per ottenere l'adesione all'Unione Monetaria Latina, decise di introdurre il sistema decimale in uso in molti paesi europei, tra cui il Regno d'Italia.
Il nome è rimasto a lungo nella coscienza popolare e, particolarmente nelle zone in cui la moneta era diffusa, ha finito per significare "denaro" in senso lato e in locuzioni scherzose (es.: essere senza un baiocco). In certo gergo romanesco attualmente indica la banconota da 20 euro. Fonte Wikipedia
Scudo (in francese écu, in spagnolo ed in portoghese escudo) è il nome di alcuni tipi di moneta sia d'oro che d'argento. Fu così chiamato perché le prime recavano lo stemma nobiliare dell'autorità che le aveva emesse.
L'utilizzo del nome si diffuse al di fuori dei confini francesi, in Italia, Austria-Ungheria, Savoia, Roma.
In Italia furono battuti scudi da moltissime zecche, tra cui: PESARO, URBINO, STATO PONTIFICIO.
A partire dal Settecento il termine scudo veniva utilizzato per monete d'argento di grosso modulo che riportavano le insegne del sovrano o autorità emittente.
Con l'avvento del sistema decimale nella monetazione dell'Ottocento il termine scudo venne utilizzato per la moneta da 5 lire in argento 900 per 25 grammi di peso. Monete di questo modulo sono rimaste in uso fino alla prima guerra mondiale.
Furono emessi scudi fino al XIX secolo. Fonte Wikipedia
FRANCO
franco3 s. m. [dal fr. franc, tratto dalla leggenda Franc(orum) rex «re dei Franchi» ch’era impressa su queste monete nel sec. 14°] (pl. -chi). – In origine, la moneta d’oro coniata per la prima volta in Francia nel 1360 sotto il re Giovanni II di Valois; il termine, rimasto poi a indicare varie monete della Francia (e anche la moneta di conto equivalente alla lira, quando il franco cessò d’essere una moneta reale), è la denominazione ufficiale dell’unità monetaria di Francia dopo la rivoluzione francese. Lo stesso nome indica anche l’unità monetaria di altri paesi, come per es. la Svizzera (f. svizzero) e, fino all’introduzione dell’euro, la Francia (f. francese), il Belgio (f. belga), il Lussemburgo (f. lussemburghese). Nel linguaggio fam., o region. è stato usato anche come sinon. di lira (italiana), o soldi in generale: il libro mi è costato pochi franchi. Fonte Treccani