17/06/2026
Martedì 9 giugno, presso il Teatro Cavallino Bianco di Galatina, gli alunni delle classi quinte di Piazza Cesari hanno presentato una rappresentazione teatrale dal titolo “La festa dei Santi Pietro e Paolo”. Il sipario si è aperto su un racconto che ha ripercorso non solo la storia delle tarantate, ma anche quella del nostro territorio: la storia di Galatina, delle persone che ci hanno preceduto e che ci hanno trasmesso tradizioni, valori, suoni e memoria. Gli alunni hanno saputo interpretare e valorizzare questo patrimonio culturale, accompagnando il pubblico in un significativo viaggio attraverso la vita della città e restituendo, con sensibilità e autenticità, emozioni e testimonianze del passato. Sul palco hanno preso vita figure emblematiche della Galatina di un tempo, suscitando nei genitori e, in particolare, nei nonni presenti in sala ricordi ed emozioni. Tra i personaggi rappresentati in dialetto galatinese figuravano il pasticciere Nicola Ascalone, ideatore del pasticciotto, il droghiere Cesario Duma, il venditore ambulante Nino con la sua asina e altri protagonisti della vita cittadina di un tempo. Nel secondo atto, i bambini hanno messo in scena il confronto tra una famiglia di ieri e una di oggi. I nonni raccontavano ai nipoti come venisse vissuta in passato la festa dei Santi Patroni e come, in quei giorni, le tarantate giungessero a Galatina per invocare da San Paolo la grazia della guarigione dal morso del ragno. I nipoti, a loro volta, illustravano quanto appreso a scuola sul fenomeno del tarantismo grazie all’incontro con un esperto antropologo.
Il dialogo tra le diverse generazioni, sviluppato attraverso l'alternarsi di battute in italiano e in dialetto galatinese, ha messo in luce il valore della memoria e dell'approfondimento storico e culturale, mostrando come tradizione e conoscenza possano integrarsi in modo efficace e costruttivo.
Si conclude così per i nostri alunni questo percorso alla scuola primaria con gratitudine e orgoglio, custodendo il ricordo di un'esperienza che ha permesso loro di conoscere e valorizzare le proprie radici attraverso la recitazione, la ricerca e la condivisione.
A loro auguriamo di proseguire il cammino con curiosità, entusiasmo e fiducia nelle proprie capacità, portando sempre con sé la ricchezza della storia e delle tradizioni della nostra città.