Galatone Bene Comune

Galatone Bene Comune Galatone Bene Comune è UN'ASSOCIAZIONE POLITICO CULTURALE AMBIENTALE. associazione che promuove l'informazione e la partecipazione dei cittadini.

Politica: si occupa della Cittadinanza Attiva a Galatone; Culturale: difende i principi di libertà, democrazia e legalità; Ambientale: privilegia la tutela e difesa del Territorio.

Il “Samsara” ricade in ZSC- Zona Speciale di Conservazione. Anche “La Reggia-Montagna Spaccata” di Galatone ricade in ZS...
02/04/2026

Il “Samsara” ricade in ZSC- Zona Speciale di Conservazione.
Anche “La Reggia-Montagna Spaccata” di Galatone ricade in ZSC.
Mentre però nell’habitat gallipolino per lo smontaggio manuale del manufatto, la Provincia impartisce la giusta tutela faunistica e dunale contro l’inquinamento acustico, nell’habitat costiero galatonese nessuna misura del genere è imposta all’uso di casse acustiche che, in violazione delle Direttive comunitarie, nazionali e regionali, deliziano stagionalmente il sito comunitario da oltre dieci anni mentre Regione, Provincia, Comune e autorità varie fanno finta di niente , ignorando le circostanziate e puntuali denunce via PEC delle associazioni “Galatone Bene Comune” e “Sud Salento Italia Nostra”. Una contraddizione stridente che suscita pesanti interrogativi e tira in ballo precise responsabilità.

16/03/2026

Nuovo impianto di rifiuti e progetto di rifacimento di Largo Sant'Antonio.

Le perplessità dell'associazione Galatone Bene Comune; segnalazioni per chiarire dubbi e provare a dare un contributo per interventi che siano veramente vantaggiosi per la comunità.

SINTESI RELAZIONI DEL 24.02.2026

NUOVO IMPIANTO DI GESTIONE DEI RIFIUTI ALLE PORTE DI GALATONE

Il comprensorio di Galatone sta accogliendo in questi anni una serie numerosa di impianti di gestione dei rifiuti, soprattutto speciali e pericolosi, con una capacità di trattamento superiore alle necessità del territorio. Questa tendenza neo-colonialistica si muove in evidente violazione di basilari principi comunitari e nazionali di “autosufficienza” (capacità di trattamento rapportata ai fabbisogni locali) e di “prossimità” (trattamento da attuare in uno degli impianti più vicini, evitando trasporto di rifiuti a lunghe distanze), a causa di una pianificazione regionale inadeguata ed a maglie larghe.
La “moratoria” per nuovi impianti di gestione rifiuti, approvata con Delibera di Consiglio Comunale nel 2017, è rimasta così carta straccia.
L’impianto si troverebbe in un’area densamente antropizzata, costellata di fabbricati residenziali, commerciali e produttivi (aziende artigiane, una decina di ville ed attività ricettive, una pizzeria, una rivendita di auto), e non lontano dal Santuario della Madonna della Grazia, sito di notevole valenza storico-culturale. Per di più, lo stesso impianto, a norma del PUG, ricade nel contesto polifunzionale D4, dove affiancherà le previste attività commerciali, terziarie e residenziali.
I rifiuti speciali e pericolosi gestiti comprendono alcuni degli scarti più tossici e inquinanti dei processi produttivi, come pneumatici fuori uso, clorofluorocarburi, sostanze chimiche di laboratorio, batterie al piombo, catalizzatori esauriti, miscele bituminose
Contorta e poco trasparente è risultata la partecipazione del Comune di Galatone al procedimento autorizzativo, tuttora in corso.
Nella prima Conferenza dei Servizi del gennaio 2024 i rappresentanti comunali hanno espresso parere positivo, in contrasto con la “moratoria” approvata e nonostante le norme del PUG adottato escludessero nell’area insediamenti artigianali o industriali tranne quelli “non inquinanti”.
Nelle Osservazioni al procedimento presentate nel febbraio 2024, Galatone Bene Comune nota:
“Risulta singolare che il Comune di Galatone non abbia eccepito detto profilo di incompatibilità dell’impianto con il PUG in corso di procedimento, e risulta paradossale come abbia potuto qualificare come “non inquinante” un impianto sul quale pende ancora la procedura di VIA. La Provincia nota altresì che i chiarimenti sui titoli autorizzativi legittimanti l’immobile, che il Comune di Galatone si era riservato di inviare nella 1° Conferenza dei Servizi di gennaio, ma non ha ancora inviato.
Nella 2° Conferenza dei Servizi del dicembre 2024 viene letto un parere urbanistico aggiornato del Comune di Galatone, sempre favorevole, in cui però la dicitura “non inquinante” è stata eliminata. Come è stata decisa questa importante modifica, che apre di fatto la zona all’insediamento?
L’arcano viene svelato dall’Assessore comunale competente: l’Ufficio Tecnico aveva proposto autonomamente la modifica, approvata con Delibera Consiliare n. 53/2022, insieme ad altre centinaia di osservazioni, che quindi era entrata in vigore a partire dall’approvazione del PUG nell’agosto 2024. Una modifica, per quanto priva di motivazioni, decisiva per gli abitanti della zona interessata dall’insediamento su via Lecce, costretti così a convivere con un impianto insalubre e potenzialmente nocivo.
Quali sono i motivi di questa reticenza? Quali interessi sta tutelando il Comune: quelli dei cittadini residenti o quelli dell’impresa? La risposta nelle prossime puntate, che Galatone Bene Comune seguirà con attenzione nell’interesse della Comunità.

PROGETTO ESECUTIVO PER LA RIQUALIFICAZIONE DI PIAZZA S. ANTONIO

Per la riqualificazione di Piazza S.Antonio, l’impresa aggiudicataria dell’appalto integrato ha redatto il progetto esecutivo, finora sottratto alla partecipazione pubblica, pertanto acquisito da GBC con istanza di accesso agli atti. Tale progetto, rispetto al precedente definitivo, contempla sostanziali modifiche:
i nove alberi di leccio esistenti non saranno più espiantati come inizialmente previsto, accogliendo l’appello di GBC e dei cittadini che lo hanno co-firmato;
l’assetto plano-altimetrico della piazza sarà riconfigurato eliminando gli attuali salti di livello per creare un unico piano inclinato a raso, discendente da Via XX Settembre (PAI - media pericolosità idrogeologica) a Via Galateo (PAI - alta pericolosità idrogeologica), già nota direttrice alluvionale;
le superfici a verde, stando agli elaborati di progetto, saranno ridotte da 606 a 354 mq. Tuttavia (verosimilmente per favorire l’ok dell’Autorità di Bacino) i progettisti hanno attestano che le stesse non saranno variate.
Il suddetto spianamento comporterà il generale ribassamento di quota dell’intero piazzale del monumento ai Caduti, ma il livello delle aiuole non potrà essere variato senza amputare le radici degli alberi di leccio, i cui tronchi ricadono molto vicini agli scavi (profondi fino a quasi un metro) necessari alla nuova modellazione plano-altimetrica.
Dagli elaborati di progetto risulta inoltre che l’attuale basamento del monumento ai Caduti resterà sopraelevato rispetto al livello pedonale di progetto.
Sul piano idro-geologico, la stessa Autorità di Bacino sottolinea che non è stato verificato l’aggravio del rischio idraulico potenzialmente provocato dal nuovo assetto progettuale.
Pertanto il progetto esecutivo, come acquisito con accesso agli atti:
riduce di oltre il 40% le superfici a verde dell’unica oasi verde tradizionalmente presente nel centro storico, trasformandola in uno spiazzo da movida;
riconfigura radicalmente il sistema delle pendenze senza valutarne l’effetto sui danni alluvionali che il luogo già pesantemente subisce;
è incompatibile con la conservazione degli attuali e rigogliosi alberi di leccio che al tempo stesso promette di tutelare;
è anche incompatibile con l’attuale livello di spicco del monumento ai Caduti.
A fronte di tutto questo, è legittimo chiedersi: è così che si persegue il bene della Comunità? E’ in questo modo che si assicura la “riqualificazione” storico-culturale e ambientale? E’ così che si celebra la Memoria?.

RIQUALIFICAZIONE PIAZZA S.ANTONIO - CONSIDERAZIONI AGRONOMICHE

Vale rammentare che il progetto definitivo redatto dal Comune mascherava il valore del patrimonio arboreo presente, descrivendolo come “alberature varie in stato di degrado”, e come “alcune essenze d’alto fusto, ma poco di ombreggiamento”. Mentre è sempre stato evidente l’ottimo stato di salute delle alberature, nove lecci ombreggianti di circa cinquant’anni di vita, nel pieno delle loro capacità di contributo ecosistemico, quale fonte di benefici ambientali per il nostro centro abitato penalizzato da un deficit di verde urbano. Tale distorsione dello stato di fatto supportava l’infondata scelta progettuale di espiantare i lecci rimpiazzandoli con altre essenze. A seguito dell’esposto di GBC con associata raccolta firme, l’Amministrazione accoglieva l’appello preannunciando la conservazione degli alberi in sede di progettazione esecutiva.
Per cui il problema sembrava risolto. Invece, a due anni di distanza, alla luce degli elaborati progettuali esecutivi (acquisiti con accesso agli atti), la sopravvivenza delle suddette piante risulta tutt’altro che assicurata, a causa delle prevedibili interferenze di scavi e sbancamenti con l’apparato radicale degli alberi, che si sviluppa anche al di sotto delle pavimentazioni da ribassare.
Tra i contributi specialistici di progetto manca quello del tecnico agronomo specializzato, ineludibile in presenza di situazioni e contesti come quello in specie, che richiede accorgimenti, protezioni, distanze minime e quant’altro necessario a garantire l’integrità arborea nelle sue parti epigee e ipogee.
Tra le precauzioni più importanti: evitare ricariche o abbassamenti di terreno nella ZPA (zona di pertinenza dell’albero), vietare gli scavi nell’area radicale, eseguite eventuali asportazioni di terreno con tecniche manuali e a basso impatto.
A seguito degli approfondimenti effettuati sorge il fondato timore che il progetto esecutivo costituisca violazione del principio DNSH (Do No Significant Harm - "non arrecare un danno significativo") che è un requisito fondamentale del PNRR, stabilito dal Regolamento UE 2020/852. Esso richiede che tutti gli investimenti e le riforme non danneggino gli obiettivi ambientali (clima, risorse idriche, economia circolare, inquinamento, biodiversità). Poiché il rigoroso rispetto di tale principio è obbligatorio per l'accesso ai fondi europei, l’Associazione GBC si riserva di informare le autorità competenti.

Che cosa accadrà al Monumento dei caduti? Ennesimo impianto di rifiuti a Galatone. Come si è giunti ad un simile progett...
18/02/2026

Che cosa accadrà al Monumento dei caduti?

Ennesimo impianto di rifiuti a Galatone.
Come si è giunti ad un simile progetto?
Quali le conseguenze per il territorio?

A queste ed ad altre domande Galatone Bene Comune darà le risposte.
Informazione, partecipazione, condivisione, confronto per la difesa del territorio.

Vi aspettiamo

14/12/2025

Interventi pubblici e trasformazione del territorio – fatti riflessioni, interrogativi”.

Questo il tema del primo incontro con cui GBC, il 10 dicembre scorso, ha esposto all’attenzione dei concittadini alcune evidenze significative che riguardano la trasformazione del nostro territorio urbano ed extraurbano, come anche gli interessi e i meccanismi che la determinano. Sono stati pertanto focalizzati tre argomenti distinti ma convergenti: appalti pubblici, fotovoltaico e rifiuti, tutela della biodiversità.

L’introduzione del Prof. Sebastiano Zenobini ha inteso richiamare un aspetto critico già ripetutamente evidenziato in altre circostanze, quello del deficit di “trasparenza”, in particolare evidenziando come nella cantierizzazione delle opere pubbliche, anche quelle di elevato impatto economico e sociale, venga spesso impunemente disatteso l’obbligo del cartello segnaletico debitamente compilato, violando il diritto di chiunque, per interesse o curiosità, voglia conoscere oggetto, costi, scadenze e responsabilità degli appalti.
Così come oltre alla difficoltà di reperire informazioni riguardanti i progetti sul sito del Comune , anche l'accesso agli atti risulta molto difficoltoso con consegna dei documenti richiesti in tempi biblici.

L’ Arch. Antonio Zuccalà ha focalizzato due interventi pubblici quasi ultimati, particolarmente significativi riguardo allo svolgimento degli appalti e alle modifiche intervenute.
La “RIQUALIFICAZIONE DEL BORGO ANTICO” (€ 1.500.000), nel centro storico, consiste nella ripavimentazione di Piazza SS Crocifisso e di alcune strade di contesto. Emerge il contrasto tra quanto prescritto dalla Soprintendenza nel 2019 e 2023 (recupero accurato e catalogazione dei basoli esistenti, impiego di pietra di Soleto per quelli nuovi, rispetto delle tessiture e pendenze originarie ecc. come recepite nel contratto d’appalto) e il risultato dei lavori. Nel maggio 2023, tutte le figure di responsabilità tecnica e amministrativa coinvolte decidono di rimpiazzare le nuove basolature in Soleto con lastre in Apricena. Le motivazioni stupiscono: ampiezza e tempistica dell’intervento, pietra locale non reperibile e ”di lenta lavorazione in quanto molto dura e da trattare prevalentemente a mano. Risultati sotto gli occhi di tutti: smantellamento e accatastamento con ruspa dei basoli esistenti, nuove lastre bianche, allungate, monodimensionali, a giunti larghi e sbriciolati, disposte a filari paralleli indifferenti alla geometria delle strade, sottofondi con impiego di cemento ecc. Quanto all’irreperibilità della pietra locale, nello stesso periodo la pietra di Soleto risultava ampiamente utilizzata per nuovi interventi pubblici a Gallipoli, Nardò e Lecce.
La “MESSA IN SICUREZZA IDROGEOLOGICA DEL RIONE VASCE 1° STRALCIO”(€ 5.000.000) prevedeva otto vasche a monte del Rione Vasce per intercettare le eventuali acque alluvionali e smaltirle nel sottosuolo mediante pozzi. Illuminanti i verbali del procedimento: “gli interventi di progetto, per la vulnerabilità delle aree interessate, mettono ad alto rischio i corpi idrici sotterranei di strategica valenza per l’alimentazione…manca un’adeguata valutazione qualitativa delle acque da smaltire tramite i pozzi…non è verificata l’assenza di effetti negativi sulle risorse idriche sotterranee…mancano sistemi di monitoraggio idrogeologico…manca un piano di emergenza in caso di eventi inquinanti, o rischi per la salute umana, il patrimonio culturale, il paesaggio e l’ambiente”. Pertanto il progetto viene assoggettato a VIA (valutazione impatto ambientale). A questo punto il Comune non ci sta, e “invita” la Regione a revocare l’obbligo della VIA. La Regione revoca, a condizione di “efficaci sistemi e programmi di monitoraggio idrogeologico”. Il Comune rifiuta anche questi, si impunta e ottiene il risultato: né VIA né monitoraggi. Nell’interesse di chi?.
Ma c’è di più. Nel febbraio 25 la G.M., poiché l’impresa scopre e lamenta l’eccessiva durezza delle rocce di scavo, elimina due delle otto vasche a parità di investimento, cioè senza alcun risparmio per la comunità. Sbalorditiva la motivazione: l’eliminazione delle due vasche non influisce sulla funzionalità dell’opera. E’ la certificazione di un madornale errore progettuale, del valore di circa 1 Ml di €, ma non importa. Ciliegina sulla torta: il computo metrico estimativo d’appalto prevede zero oneri per il conferimento a discarica dei materiali di scavo. Dove li hanno scaricati?.
Va aggiunto che, per la salvezza dello stesso rione, è attualmente previsto un altro progetto di iniziativa regionale di oltre 5,7 milioni di €., che prevede un’unica vasca e che, a differenza del Vasce 1, è già stato sottoposto a VIA. Quanto al centro urbano storicamente alluvionato, si arrangi come può.

L’ Ing. Antonio De Giorgi stigmatizza che il territorio salentino e quello di Galatone in particolare sono stati oggetto negli ultimi anni di UN’INVASIONE SENZA PRECEDENTI DA PARTE DI IMPIANTI DI PRODUZIONE ENERGETICA DA FONTE SOLARE, FOTOVOLTAICI ED AGRIVOLTAICI.
La superficie occupata da tali impianti supera ormai quella dell’intero centro abitato e pone il Comune ai primi posti nel Meridione per consumo di suolo. Si tratta di insediamenti di carattere marcatamente speculativo, inseriti in un modello energetico accentrato e oligopolistico, che ricavano energia e profitti sfruttando le risorse naturali, con una capacità produttiva di gran lunga maggiore delle necessità locali, per poi destinare la produzione a centri di consumo lontani. Non è improprio parlare di una vera e propria colonizzazione, che si sta consumando nell’inerzia e con la compiacenza delle istituzioni locali. Mentre i benefici della produzione migrano altrove, sul territorio rimangono gli impatti negativi delle localizzazioni, dalla devastazione del paesaggio, alla deturpazione di masserie, strade rurali e muri a secco, agli espropri necessari per la stesura di decine di km di cavi. Il Comune di Galatone assiste inerte a questo scempio, partecipando in modo inadeguato e passivo ai procedimenti autorizzativi e privo di ogni strumento di pianificazione locale atto a prevenire gli scempi.
Una ANALOGA COLONIZZAZIONE STA AVVENENDO NEL COMPRENSORIO DI GALATONE E GALATINA DA PARTE DI DECINE DI IMPIANTI PER IL TRATTAMENTO DI RIFIUTI, URBANI E SPECIALI, con una capacità anche qui di gran lunga superiore ai fabbisogni locali, con palese violazione dei basilari principi comunitari di autosufficienza e di prossimità. Il Comune di Galatone ha opposto a questo inquietante fenomeno un velleitario provvedimento di “moratoria”, facilmente impugnabile in sede di giustizia amministrativa e che non ha impedito ulteriori e pesanti localizzazioni.
Anche in queste occasioni, il ruolo del Comune nei procedimenti amministrativi e nell’adizione di strumenti preventivi si è rivelato fatiscente e passivo.
Occorre ripartire, sia per il settore energetico che per quello dei rifiuti, da una drastica revisione della pianificazione regionale, attualmente a maglie troppo larghe e premiante per i gestori degli impianti. Similmente urgente sarebbe la revisione del Regolamento Edilizio comunale, in linea con le norme sul risparmio energetico, tale da favorire un modello di produzione e consumo dell’energia decentrato e che valorizzi l’autoproduzione ed il protagonismo degli utenti. Nel settore rifiuti, occorre porre fine alla storica acquiescenza delle amministrazioni locali agli interessi dei gestori e seguire con maggiore protagonismo e senso del territorio e della comunità i procedimenti autorizzativi.

Il Dr. Agronomo Bruno Vaglio richiama la propria osservazione al PUG adottato nell’aprile 2022, che evidenziava una serie di CARENZE RICOGNITIVE NELLA MAPPATURA DEI CONTESTI PAESAGGISTICI BOTANICO VEGETAZIONALI (UCP Prati e Pascoli naturali e Formazioni arbustive in evoluzione naturale) presenti sul nostro territorio. Nelle tavole tematiche del piano infatti non compariva la maggior parte di tali ambiti, compresi quelli comunitari, cioè tutelati dalla Direttiva Habitat 92/43/CEE.
La sottovalutazione in senso quantitativo e qualitativo degli aspetti biologici del territorio rappresenta un grave VULNUS PER GLI OBIETTIVI STRATEGICI DI LUNGO PERIODO DEL PUG CHE SI BASANO APPUNTO SULLA SALVAGUARDIA DELLE INVARIANTI STRUTTURALI, sulla possibilità di programmare sul territorio un’ampia e connessa Rete Ecologica a scala comunale e regionale.
La tutela degli habitat, sebbene talvolta degradati e frammentati, inquadrabili come da definizione PPTR di UCP botanico-vegetazionale, consente invece di riqualificare il territorio, integrando la vegetazione in un paesaggio più eterogeneo (e quindi biodiverso) possibile. Questo non è soltanto un dovere etico per la sostenibilità presente e futura, ma offre una serie di vantaggi (servizi) ecosistemici.
Grazie all’attivismo ambientalista, gli UCP trascurati nel PUG adottato sono stati poi recepiti nel PUG definitivo. Ma non è bastato, perché il nostro patrimonio naturalistico continua ad essere minacciato e danneggiato. Due i fatti di eccezionale gravità: 1) LA TOTALE CANCELLAZIONE CARTOGRAFICA DELL’HABITAT COMUNITARIO 2240 “Dune con prati dei Brachypodietalia e vegetazione annua” (prati alo-psammofili) NELLA ZONA COSTIERA DELLA ZSC “MONTAGNA SPACCATA e Rupi di San Mauro”, 2) la recente, altrettanto completa DISTRUZIONE, PER LA REALIZZAZIONE DELL’ENNESIMO PARCO FOTOVOLTAICO IN CONTRADA PINNELLA, DI BEN 4 ETTARI DI HABITAT PRIORITARIO 6220* “Percorsi sub steppici di graminacee e piante annue” (Thero-Brachypodietea) impreziosito dalla f***a e continua copertura della specie prioritaria Stipa austroitalica.
Eppure la conservazione e la rigenerazione delle specie prioritarie rappresenta un fondamentale obiettivo di responsabilità della Comunità Europea. La tutela dell’ecosistema in favore della dinamica del paesaggio, dei nuclei di biodiversità, rappresenta il presupposto per diffondere la tipicità naturalistica dei nostri luoghi. Mentre la progettazione urbanistica rappresenta lo strumento unico per concretizzare i Progetti Territoriali per il Paesaggio Regionale in attuazione degli Obiettivi Generali come la Rete Ecologica Regionale, il Patto Città-Campagna, l’istituzione di un Parco Agricolo Multifunzionale di Valorizzazione.
La pianificazione territoriale deve muovere dalla consapevolezza dello stretto rapporto fra desertificazione, perdita di biodiversità e cambiamento climatico. Infatti, la più efficace delle buone pratiche è sicuramente la “buona prevenzione” attraverso la conservazione e la rigenerazione della vegetazione preesistente, adattata alle condizioni climatiche caldo-aride locali, capace come è di attenuare a “costo zero” l’erosione in superficie, incrementando la biodiversità e migliorando le condizioni del terreno.

Chi paga? Impianti con pannelli solari per la produzione di acqua calda con conseguente risparmio sulla spesa per il ris...
14/12/2025

Chi paga?

Impianti con pannelli solari per la produzione di acqua calda con conseguente risparmio sulla spesa per il riscaldamento.

Costo degli impianti? Oltre 1 milione di euro.
Impianti installati in scuole e altre strutture pubbliche.

Mai entrati in funzione.

Galatone Bene Comune intervenne e l'amministrazione Nisi bloccò i versamenti delle rate all'impresa.

E poi?
Del contenzioso tra impresa e Comune non si sa più nulla.

Nel frattempo gli impianti sono stati smantellati.

Si sono succeduti 2 consigli comunali e nessun consigliere ha sentito il dovere di chiedere informazioni.
Un silenzio omertoso è calato su questa vicenda, così come su tante altre in cui sono stati utilizzati fondi pubblici.

07/12/2025
Occorre tenere viva l'attenzione. Siamo ancora agli inizi di un percorso molto complicato. Se il valore della pace, l'op...
12/10/2025

Occorre tenere viva l'attenzione. Siamo ancora agli inizi di un percorso molto complicato.
Se il valore della pace, l'opposizione alla guerra verranno coltivati, forse abbiamo la speranza che le nuove generazioni possano invertire la rotta di un mondo votato all'autodistruzione.
Alimentare i valori della pace e della solidarietà è il più grande investimento sul futuro.

GALATONE A MOLLO – VASCHE A SECCOPiù di un cittadino, dopo l’ultimo episodio alluvionale, chiede: “Ma quando risolverann...
19/08/2025

GALATONE A MOLLO – VASCHE A SECCO

Più di un cittadino, dopo l’ultimo episodio alluvionale, chiede: “Ma quando risolveranno la questione?”. Molti non sanno, dimenticano o rimuovono. Questo è il problema.
Ebbene, qualche anno fa il Comune, con finanziamenti regionali per oltre complessivi 6 milioni di euro, affidava i progetti e gli appalti per la messa in sicurezza idrogeologica di Galatone: vasche di mitigazione e dispersione in contrada Vasce (‘Vasce 1° stralcio) e messa in sicurezza idraulica del centro urbano consolidato (“Zone A e B”) con recapito nella vasca all’ingresso del Cimitero.
Nel dettaglio:
L’Amministrazione Filoni ha incassato i finanziamenti e la gestione del lucroso pacchetto di interventi grazie al fatto che è stato archiviato (non conosciamo il perché) il precedente progetto regionale che prevedeva un unico grande invaso di intercettazione idraulica situato verso Sannicola.
La “Sistemazione idraulica di Contrada Vasce 1° stralcio funzionale”, POR Puglia 2014-2020, Asse V, Azione 5.1 – Programma di interventi per la mitigazione del rischio idraulico, conta lavori appaltati per euro 3.229.398,32 oltre IVA, mentre quelli per la messa in sicurezza idrogeologica delle zone A e B valgono circa 1.200.000 oltre circa 60.000 attinti alle casse comunali.
Entrambi gli appalti risultano tuttora in corso ma per la maggior parte eseguiti.
Il progetto appaltato ‘Vasce 1° stralcio’ prevedeva 8 vasche di mitigazione. Poi, in avanzato stato dei lavori, l’impresa ha scoperto che le rocce di scavo sono troppo dure, ed il Comune, con Del.G.M. n.20 del 21/02/2025, ha immediatamente approvato la variante che riduce le vasche a 6, dichiarando che l’eliminazione delle due vasche “non influisce sulla funzionalità dell’opera”. Nessuno sconto economico sull’investimento e nessun provvedimento adottato dal Comune a fronte dell’errore progettuale implicitamente attestato.
L’associazione GBC, nel 2023, esponeva in un pubblico incontro diversi aspetti ritenuti critici riguardo al progetto Vasce 1° stralcio, i quali oggi trovano purtroppo conferma e aggravio.
Il progetto, nonostante il suo impatto territoriale ed ambientale, non è stato assoggettato a procedura VIA (valutazione di impatto ambientale). I possibili effetti dell’intervento, già in corso durante la formazione del PUG e recepito dallo stesso piano, non sono stati minimamente considerati nel Rapporto Ambientale VAS (valutazione ambientale strategica) che affianca e legittima il piano urbanistico.
La modellazione progettuale e la collocazione delle vasche non risultano conformate all’attuale sovraordinato PAI, vigente già al tempo della progettazione, ma riportano erroneamente il PAI precedente non più efficace. Questo sarebbe bastato ad inficiare la legittimità del progetto.
Nel corso della Conferenza dei Servizi (vedi verbali) per l’Autorizzazione Unica, diverse Autorità, in primis ARPA e Autorità idrica regionale, sottolineavano i gravi rischi per la salute umana rappresentati dai pozzi di dispersione previsti nelle vasche, per la concreta possibilità di inquinamento delle falde acquifere. Stante l’anomala esclusione dell’obbligo VIA, si richiedeva (almeno) di monitorare le falde mediante pozzi “spia” affiancati a quelli disperdenti. Ma il Comune opponeva rifiuto eccependo di non avere le risorse economiche per garantire i monitoraggi. Dopo di che, non si sa per quale suprema intercessione, il progetto otteneva ugualmente esito positivo.
Straordinario!
Dai documenti economici e metrici del progetto appaltato, risulta la mancata previsione contabile dei costi di conferimento a discarica specializzata dei materiali di scavo, stimabile in poco meno di un milione di euro in base alle quantità contabilizzate per il trasporto. Toccherebbe al RUP spiegarci dove e come sia avvenuto il colossale smaltimento e come l’impresa abbia potuto sostenerne i costi, essendo questi esclusi dal computo.

Ora cominciano a venir fuori i risultati e il 18 agosto 2025 segna la prima “piovuta” di collaudo. Collaudo provvisorio, in attesa del termine ultimo dei lavori, ma estremamente significativo.
Galatone, in sintonia con la nota anima carnevalesca che da 9 anni la caratterizza, ha offerto ai suoi abitanti, ai turisti (e ai natanti) di passaggio uno scenario lagunare che richiama appunto Venezia.
Ma lo sappiamo, gli allagamenti ci sono sempre stati. Infatti la novità non è l’acqua, ma sono i milioni spesi in cambio del rischio di inquinare le acque di falda continuando l’esperienza di ammollo nell’acqua di pioggia.
Quanto alle salvifiche vasche (ottenute con gli espropri per pubblica utilità) per la mitigazione dei danni alluvionali, quelle finora realizzate oziano rigorosamente a secco. Come nuove, nemmeno un ranocchio.
L’Amministrazione tace, ma sembra di sentirne la solita solfa: “Si è trattato di un evento eccezionale, ma noi continueremo a lavorare per il bene della Comunità, certa gente vede solo il negativo, sa solo denigrare, fare sciacallaggio e remare contro Galatone”. Sì, è vero…in effetti la gente rema. Letteralmente.

Sebastiano Zenobini

Antonio Zuccalà

Questa volta non disturbiamo la Polizia Municipale, avendone già sperimentato la difficoltà a far valere i divieti in zo...
15/08/2025

Questa volta non disturbiamo la Polizia Municipale, avendone già sperimentato la difficoltà a far valere i divieti in zona SIC, non sappiamo se per opportunità politica o altre legittime ragioni. Oltretutto è appena reduce dal duro impegno a presidio delle transenne. Ovviamente quelle del carnevale, non del demanio costiero.
Per cui ci appelliamo direttamente al Primo Cittadino, che conosce perfettamente la questione, essendone stato costantemente informato via PEC. Lo facciamo a fine giornata, dedicandogli qualche cartolina illustrata a memoria dell’ennesimo Ferragosto delle Libertà (il Cavaliere buonanima docet). Una “cartolina aperta”, cioè rivolta anche alla Comunità, che potrà gioire di un ennesimo carnevale di tradizione locale, quello consumato al tramonto sul mare (anche metaforicamente inteso). Buona notte di Ferragosto.

(Col massimo rispetto per il Gruppo Astrofili del Salento) Divieto assoluto regionale di transito e sosta, apposto (pro-...
08/08/2025

(Col massimo rispetto per il Gruppo Astrofili del Salento)

Divieto assoluto regionale di transito e sosta, apposto (pro-forma) dall’ Autorità Municipale. Che non si limita a garantirne la puntuale violazione con metodica DE-vigilanza, non si limita ad ignorare gli esposti che ne conseguono, ma organizza sullo stesso luogo eventi pubblici in totale assenza di parcheggi autorizzati sia di pertinenza sia di prossimità. Tutto questo, vale ripeterlo, in pieno ambito comunitario SIC-ZSC, mentre l’Amministrazione si riempie la bocca di “coerenza”, “trasparenza”, legalità”, e il Sindaco si vanta di “correttezza”. Travalicando dignità e vergogna.

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Galatone
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