ANPI Gallarate

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ANPI Gallarate Pres. Guja Baldazzi
Segreteria: - Ilaria Enrica Mascella - Ennio Melandri
V. Franco Pisu
Pres. Onorario M. Mascella E’ utopia o semplicemente buon senso?

Valori ed obiettivi

L’ Associazione Nazionale Partigiani d’ Italia, che tutti gli anni, dal 1945, celebra la ricorrenza del 25 Aprile in tutto il territorio nazionale, si pone oggi come obiettivo prioritario tra i suoi compiti istituzionali quello, indifferibile, della difesa della Costituzione Repubblicana e dei valori e principi politici e morali che ne informano tutto il suo impianto. Non sono parole vane: quando si parla di vivere civile, di diritti-doveri (inseparabili tra loro), di solidarietà umana e politica, di uguaglianza, di certezza del Diritto, di norme unificatrici univoche e condivisibili, riconosciute ed accettate da tutti gli attori in campo (i Cittadini sovrani), si parla e ci si riferisce alla Costituzione Italiana nata dalla Resistenza ed appunto, ai valori che essa portò in dote nella Carta. Valori intramontabili, non soggetti a revisioni di comodo ed “aggiustamenti” di parte, che però oggi possono confluire in un progetto più ampio ed aggiornato dopo quasi 70 anni dalla loro istituzionalizzazione, quando ampia fosse la convergenza sulle eventuali modifiche che si ritenessero necessarie. Ma con lo scopo preciso di rendere la Carta semplicemente più fruibile dai Cittadini di quanto non lo sia stata finora. Perché è innegabile che se ci sono stati in Essa difetti, questi vi sono stati indotti da cause esterne alla Carta stessa, non applicandone interamente i dettati ed i principi ivi contenuti. Una celebrazione asettica della Resistenza, come mera rimembranza di un periodo epico della nostra Storia, da rinnovare solo come Memoria, è ciò che meno serve alla causa dell’attualità della Costituzione, promulgata il 1° Gennaio 1948. Si tratta invece di rilanciare l’idea di come questa Costituzione sia una “dote” degli Italiani fin dal loro primo nascere, di una loro “seconda pelle” di cui avere cura sempre, badando ad evitare estemporanei “maquillage” che ne deturperebbero l’intima bellezza e la solida struttura. Si tratta di divulgarne i significati, ed il loro inscindibile nesso con la Resistenza, tra i Cittadini, nelle scuole, ovunque vi siano comunità di uomini e di donne che nella Costituzione si riconoscono e dalla quale possono trarre l’orgoglio di appartenenza ad una identità che va salvaguardata ma aperta al mondo che ci circonda, e non nascosta in facili egoismi nazionalistici e meno che mai in pericolosi arroccamenti territoriali. Si tratta di renderla meno “lontana” da coloro ai quali si rivolge e per i quali è stata redatta, con grande ed ineguagliabile lungimiranza dai suoi Padri fondatori: si tratta di viverla e farla vivere nei fatti di ogni giorno, nella stesura di leggi che da Essa traggono linfa, e che ad Essa si ispirano. Noi crediamo ovviamente che sia buon senso, accompagnato da una forte volontà che accomuni tutti gli “uomini di buona volontà” che si ispirano ai valori prima espressi. Ed è per questo che l’ ANPI rinnova, in occasione del 70.mo Anniversario dell’Epopea Resistenziale, un appello alle forze politiche - che si riconoscono nei principi e nei valori della Costituzione repubblicana nata dalla Resistenza- , affinché i deputati e i senatori eletti nelle ultime consultazioni elettorali, presentino al più presto in Parlamento una proposta di legge ed operino per la sua approvazione affinché, in modo analogo a quanto avviene in quasi tutti i paesi democratici, renda obbligatoria, vincolante ed operativa in tutte le scuole italiane l’insegnamento della Costituzione e del suo processo fondativo.

14/10/2026
Domenica 4 Ottobre 2026. Presentazione libro sulla Resistenza nel gallaratese.
05/10/2026

Domenica 4 Ottobre 2026. Presentazione libro sulla Resistenza nel gallaratese.

26/09/2026
26/09/2026

LA NUOVA LEGGE ELETTORALE:
UNO SCEMPIO DEI FONDAMENTI DELLA DEMOCRAZIA ITALIANA L’approvazione della nuova legge elettorale in Senato aggrava la deriva di cui è vittima da
tempo la democrazia italiana e il cui segnale più allarmante è l’abnorme astensionismo.
Il premio di maggioranza previsto ove una coalizione superi il 42% dei consensi – con un
premio di oltre cento parlamentari eletti nelle due Camere in un listino bloccato –
determinerebbe un Parlamento che non rappresenta la volontà degli elettori e viola il
principio di proporzionalità e di eguaglianza del voto. Per di più potrebbe consentire alla
maggioranza di governo di eleggere da sola il Presidente della Repubblica, la maggioranza
dei componenti della Corte Costituzionale, i membri laici del Consiglio Superiore della
Magistratura.
I capilista bloccati sarebbero decisi dalle segreterie dei partiti. Per le loro candidature non
esiste alcun obbligo di equilibrio fra i generi, per cui i capilista potrebbero in teoria essere
tutti uomini. Le preferenze valgono soltanto per i nominativi successivi per i quali è sì
prevista l’alternanza di genere, ma essi costituiranno una piccola minoranza degli eletti.
L’obbligo di indicare il candidato premier da parte di ciascuna lista o coalizione espropria di
fatto il Presidente della Repubblica dal suo potere di scelta del candidato presidente del
Consiglio, anticipando in modo subdolo la riforma del premierato da tempo annunciata dal
governo Meloni.
I partiti non presenti in parlamento che intendessero presentare una lista dovranno
raccogliere 6.000 firme per ogni collegio, per un totale di alcune centinaia di migliaia, col
divieto di raccolta firme online: così di fatto si impedisce a tutti i cittadini di poter accedere
alle cariche elettive in condizioni di eguaglianza.
Il governo nei giorni scorsi ha enfaticamente celebrato la sua stabilità, confermando così
che non c’è bisogno di leggi che la garantiscano. Non sono le leggi elettorali ma è la
coesione politica a garantire la stabilità di un governo.
Questa legge elettorale, indipendentemente da chi vinca, colpisce al cuore il Parlamento
come luogo di rappresentanza della sovranità popolare, confisca il potere degli elettori di
scegliere gli eletti consegnandolo ancora alle segreterie dei partiti, riduce i poteri e le
funzioni del Presidente della Repubblica, taglia drasticamente la rappresentanza femminile,
conculca il diritto dei cittadini di accedere alle cariche elettive.
Nelle prossime settimane la legge passerà alla Camera. Ancora una volta facciamo appello
a tutte le forze politiche perché non si compia uno scempio dei fondamenti della democrazia
italiana.
Roma, 16 settembre 2026
LA SEGRETERIA NAZIONALE ANPI

Domenica 4 ottobre alle ore 9:45 in vicolo del Gambero 5 a GallarateChi fosse impossibilitato, può seguire la diretta su...
25/09/2026

Domenica 4 ottobre alle ore 9:45 in vicolo del Gambero 5 a Gallarate
Chi fosse impossibilitato, può seguire la diretta sul canale YouTube (link nel primo commento)

https://youtube.com/?feature=shared

22/09/2026

Maria Pellegatta

Tre ore e mezzo di interventi sabato mattina a Villa Oliva nel suggestivo Parco della Magana a
Cassano Magnago in occasione dell’evento in ricordo di Maria Pellegatta, scomparsa il 10 aprile
scorso, figura storica della sinistra in provincia di Varese, prima donna varesina ad essere eletta
deputata in Parlamento. Una trentina di interventi, mai agiografici, alcuni giocati sui ricordi e
sull’aneddotica, altri di riflessione, oserei dire, politico-filosofica. Ne è emerso il profilo di una
personalità dalle tante sfaccettature, non solo per il suo iter politico che ha accompagnato, spesso da
protagonista, l’evoluzione del Partito Comunista dagli anni Settanta fino al suo scioglimento e i
successivi approdi prima in Rifondazione e successivamente nei Comunisti Italiani, ma per la
pluralità di interessi che ha coltivato come scrittrice e come competente appassionata di musica e di
storia, in particolare dei paesi che oggi definiremmo riduttivamente e impropriamente comunisti.
Una personalità forte, coerente e a tratti spigolosa, mai incline ai compromessi.
E’ stato proprio partendo da questo aspetto caratteriale che sabato ho dato inizio al mio intervento,
che ha ricordato il lontano 1973, quando venni a vivere a Gallarate e una delle prime persone che
conobbi fu proprio Maria Pellegatta. Mi ero iscritto da poco al PCI e stavo partecipando
all’imbiancatura della nuova sede di Via Buonarroti, quando per la prima volta vidi Maria,
neodeputata eletta l’anno prima nel PCI: era scrupolosamente attenta allo svolgimento dei lavori e
prodiga di consigli, proprio tosta direi, magari anche un po’ conformista. Per esempio, quando,
finiti i lavori, si trattò di inaugurare la sede e lei si oppose categoricamente allo svolgimento di una
festa da ballo con un’orchestrine che avrebbe potuto suonare sulla piattaforma realizzata
puntigliosamente da un compianto compagno originario di Sermide: i comunisti sono gente seria,
ci disse, e non devono dare l’immagine di un partito festaiolo.
Tosta ma coerente lo sarebbe stata anche anni dopo quando visse con evidente sofferenza
l’evoluzione storica del PCI di allora, quando, non condividendo quell’evoluzione, aderì prima a
Rifondazione e poi al Partito dei comunisti italiani: lei togliattiana convinta, pragmatica in politica,
che sulla svolta di Salerno aveva scritto un breve saggio e contribuito alla la realizzazione di un
documentario.
Dello spirito della svolta di Togliatti, che nel marzo del ‘44 sbloccò le rigidità in cui si erano
cacciati col congresso di Bari i partiti antifascisti con la loro pregiudiziale antimonarchica, Maria
Pellegatta avrebbe fatto la sua bussola politica, fatta di coerenza e realismo. Realismo che allora
volle dire il rinvio a dopo la guerra della scelta istituzionale tra monarchia e repubblica
privilegiando l’urgenza di inquadrare la Resistenza in una lotta unitaria che liberasse l’Italia dai
Tedeschi e dal fascismo. Quel saggio me lo regalò un giorno in cui la incontrai in una libreria
cittadina, esattamente il 2 aprile del 2021, data che compare nella dedica che mi rilasciò.
Quel lungo travaglio dello scioglimento del PCI dopo il crollo del muro di Berlino e il discorso
della Bolognina di Occhetto, lo vivemmo con partecipazione anche noi, allora comunisti gallaratesi,
che per l’occasione demmo vita alla pubblicazione di un mensile, “Città futura”, che ospitò il
dibattito suscitato dalle tre mozioni congressuali e resse per diversi numeri, fino a quando il PCI
non cambiò nome e natura diventando PDS, poi DS e infine PD: Maria Pellegatta ci aiutò a
pubblicarlo e diffonderlo consentendone l’iscrizione al Tribunale di Varese avendo assunto la
responsabilità di Direttore responsabile della testata..
Ma non è del suo ruolo politico che voglio continuare a scrivere qui ma della conclusione del mio
intervento di sabato. Verteva sulla considerazione di cui Maria aveva goduto in vita anche fuori dal
suo recinto politico, quando la politica era ancora prevalentemente confronto anche aspro di idee

ma anche rispetto degli avversari, che appunto avversari erano e non nemici da insultare come
purtroppo sono considerati oggi.
“Perché questo preambolo? Perché ricordo ancora le parole del sacerdote che qualche mese fa ha
pronunciato l’orazione funebre per Maria, chiamandola per nome, ricordandole di aver fatto i
bambini insieme, frequentando la stessa classe alle elementari e di avere poi vissuto due percorsi
diversi ma in un certo senso paralleli.
Disse don Roggiani: “Quando ci siamo ritrovati dopo 70 anni eravamo due vecchietti
ultraottantenni. Ma anche se eravamo stati su posizioni politiche diverse ci siamo abbracciati e
baciati. Entrambi siamo stati figli di un paese dove Rossi e Bianchi hanno subito le angherie dei
fascisti e poi hanno preso strade spesso opposte. Ma abbiamo sempre condiviso la stessa passione:
costruire un paese libero e giusto dopo la guerra. Percorsi distinti, ma sempre con un comune
denominatore. Lottavamo entrambi contro l’individualismo e la struttura del male. Tu Maria volevi
aggiustare il mondo, rimuovere le sopraffazioni e le ingiustizie per permettere a tutti una vita
dignitosa, fraterna, e per quanto possibile felice e tranquilla”.
Maria era Rossa; don Roggiani, che non conosco, evidentemente era Bianco, ma ciò non impedì
loro la stima e l’affetto reciproco.

Ennio Melandri.
Sett. 2026

Indirizzo

Via Lo Gambero 5
Gallarate
21013

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