05/05/2026
BIBLIOTECA PARROCCHIALE-GANDINO
GANDINO GIACOBINA
"Ei fu..." Così iniziano i versi che Alessandro Manzoni dedicava a Napoleone nell'Ode "Il 5 maggio", per ricordare la scomparsa del generale francese, celebrando l'ultima ora "dell'uomo fatal..." Anche Gandino, nel 1797, ebbe a che fare con le truppe napoleoniche e accettò, come del resto tutta la bergamasca, "La possente protezione della Repubblica di Francia".
A Gandino, ancora oggi, Napoleone viene ricordato come "quello che ci derubó di tante opere d'arte", perché le sue truppe sottrassero beni e capolavori, scomparsi per sempre. Le opere, che furono ritrovate nei secoli successivi, erano diventate proprietà di estranei, acquistate legalmente nelle aste... Rimane ancora la leggenda del secondo altare d'oro, rubato dai francesi, ma non c'è niente che certifichi davvero la presenza di un secondo altare d'oro in quel periodo a Gandino..
(nel disegno sotto è raffigurato L'ALBERO DELLA LIBERTÀ, eretto in piazza al posto del LEONE DI S. MARCO, disegno di Bepi Rottigni)