11/10/2026
Condivido il post della Comunità del Garda dal titolo «DIFENDERE LE ACQUE DEL GARDA. UN IMPEGNO CHE GUARDA AL FUTURO!», con il quale la Comunità del Garda presenta la recente sentenza del Consiglio di Stato come una vittoria nella battaglia per il depuratore del Garda. Ma siamo proprio sicuri che sia così? Perché, noi che la sentenza l’abbiamo letta, la realtà è un po’ diversa da quella che si vorrebbe raccontare.
Il Consiglio di Stato è stato chiamato a pronunciarsi sui ricorsi dei Comuni che contestavano la convenzione del 14 gennaio 2022, sottoscritta dalla Prefettura di Brescia, dall’Ufficio d’Ambito provinciale e da Acque Bresciane, relativa alla progettazione e alla realizzazione delle opere di collettamento e depurazione della sponda bresciana del Lago di Garda. Ebbene, la decisione stabilisce che la controversia debba essere esaminata dal Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche. Non decide dove costruire il depuratore e non entra nel merito della legittimità della convenzione.
Allora, perché presentare questa pronuncia come una vittoria sul progetto del depuratore? Una sentenza che individua il giudice competente non può essere trasformata in una decisione sulla localizzazione dell’impianto. Sono due cose profondamente diverse e i cittadini meritano di conoscerle, senza che il significato di un provvedimento venga piegato alle esigenze della comunicazione politica.
Ma c’è soprattutto una storia che non dovremmo dimenticare e che, forse, merita per l’ennesima volta di essere raccontata.
Era il 17 maggio 2021, quando Mariastella Gelmini, insieme a Giovanni Dal Cero, presidente di ATS Garda Ambiente, e a Roberto Tardani, allora sindaco di Lonato del Garda, firmò una lettera indirizzata al ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani, chiedendo un intervento commissariale per guidare una valutazione di fattibilità e sostenibilità del progetto di depurazione. In quella fase il confronto era ancora aperto sull’ipotesi di un unico impianto a Lonato (scelta da Acque Bresciane dopo numerosissime consultazioni in relazione alla mozione Sarnico).
Poche settimane dopo arrivò la nomina del Commissario straordinario e si aprì una fase che avrebbe dovuto portare a una soluzione definitiva per la depurazione del Garda. Sono passati 5 anni, si sono susseguiti confronti, ricorsi e contrapposizioni, mentre i territori hanno continuato a interrogarsi sulle conseguenze delle scelte compiute.
E oggi, dopo tutto questo percorso, il Commissario straordinario presentando il progetto si è indirizzato verso un unico impianto a Lonato del Garda, nell’area di Esenta, mentre il progetto dei due impianti a Gavardo e Montichiari è stato accantonato.
E allora la domanda viene spontanea: presidente Gelmini, qual è esattamente la vittoria che oggi festeggia? Nel 2021 era già stato individuato Lonato come unica soluzione ed ora il progetto presentato dopo 5 anni individua nuovamente il territorio del Comune di Lonato del Garda come ubicazione del depuratore.
Perché, quando si parla di un’opera così importante, non basta celebrare ciò che si ritiene un successo: occorre anche avere il coraggio di guardare al percorso compiuto e alle decisioni che sono cambiate. Per noi, la tutela del Lago di Garda e quella del fiume Chiese sono questioni troppo importanti per essere ridotte a una gara a chi si attribuisce il merito più grande. I territori hanno bisogno di scelte serie, trasparenti e sostenibili, e i cittadini hanno diritto a informazioni precise, non a titoli celebrativi che rischiano di confondere una decisione giudiziaria con una vittoria politica.
Le sentenze si leggono, la storia si ricostruisce per intero e i risultati si giudicano sui fatti. Anche quando i fatti non coincidono con la narrazione che si vorrebbe proporre.
💧🌿 DIFENDERE LE ACQUE DEL GARDA. UN IMPEGNO CHE GUARDA AL FUTURO!
Anni di battaglie, di impegno e di lavoro per tutelare il nostro lago e il suo straordinario patrimonio ambientale.
La decisione del Consiglio di Stato, che ha respinto l’appello contro il progetto del depuratore del Garda, rappresenta un passaggio importante in un percorso che mette al centro la qualità delle acque, la sostenibilità e il futuro del nostro territorio.
💙 Un impegno che come Comunità del Garda portiamo avanti con determinazione, lavorando per unire istituzioni, territori e comunità attorno a un obiettivo comune: proteggere il nostro lago.
🌱 Perché difendere il Garda significa difendere la sua bellezza, il suo ambiente, la qualità della vita e le opportunità delle future generazioni.
Il nostro impegno continua. Insieme, per un Garda sempre più green! 💚
Mariastella Gelmini
Presidente Comunità del Garda