Unità Siciliana - Le Api - Golfo di Gela

Unità Siciliana - Le Api - Golfo di Gela UNITÀ SICILIANA - Le Api -Territorio del Golfo di Gela
Comuni: BUTERA, GELA, MAZZARINO, NISCEMI, PIAZZA ARMERINA

Il management dell'ASP di Caltanissetta dichiara che ha fatto di tutto per assumere  dirigenti medici all'ospedale Vitto...
28/08/2026

Il management dell'ASP di Caltanissetta dichiara che ha fatto di tutto per assumere dirigenti medici all'ospedale Vittorio Emanuele di Gela.

In effetti come si usa dire: si luvaru a vita per il troppo lavoro, ma non sono riusciti a portare a termine la missione iniziata nel 2019 e non ancora conclusa nel 2026!

Il fatto è che i manager non leggono quello che nella lunga vicenda loro stessi scrivono nel 2022 (tre anni dopo) sui concorsi indetti nel 2019 (tutti in itinere), nella delibera che dispone nuove assunzioni di medici per l'ospedale di Gela.

Ma a non leggere è anche il dipartimento sanità dall'assessorato regionale che avrebbe il compito di indirizzo e controllo.

Evidentemente i manager pubblici della sanità hanno una concezione tutta propria del loro ruolo, ben sapendo che i risultati della loro gestione non contano al fine della loro riconferma, ma che a contare sono le trame politiche e le cordate a cui appartengono.

Se non cambia tutto il sistema gestionale della sanità pubblica in Sicilia le cose non possono che peggiorare, soprattutto nelle sue aree periferiche!

21/08/2026
Che venga Cateno De Luca, deputato regionale di opposizione all'ARS, per esprimere solidarietà, vicinanza e proposte da ...
21/08/2026

Che venga Cateno De Luca, deputato regionale di opposizione all'ARS, per esprimere solidarietà, vicinanza e proposte da sottoporre al governo regionale, in appoggio alla lotta che la città di Gela, con in testa il sindaco Terenziano Di Stefano, la presidente del consiglio comunale Paola Giudice e l'assessore al ramo Filippo Franzone, sta portando avanti da giorni per avere un servizio ospedaliero all'altezza dei bisogni del territorio, è un atto politico da apprezzare. Se, invece, viene a Gela l'Assessore regionale alla sanità, Marcello Caruso, quello che si aspettano i gelesi sono i fatti concreti messi in cantiere dal dipartimento regionale alla sanità, per portare urgentemente all'ospedale di Gela i medici necessari a colmare le voragini di personale nei vari reparti.
Ad una situazione speciale si risponde con provvedimenti speciali che vanno oltre le regole esistenti e le tiritere amministrative dell'ASP provinciale, che promette assunzioni, a seguito di altre lotte, fin dal 2019, (41) e 2022 ( altri 31), senza concretizzarli a distanza di anni e anni, accampando scuse ridicole e offensive per i gelesi. Staremo a vedere, nella forte convinzione che, oggi, i gelesi si aspettano fatti urgenti per fare funzionare a dovere l'ospedale esistente, nella consapevolezza acquisita dall'esperienza vissuta che per i grandi progetti quando di mezzo c'è la parola Gela ci vogliono anni, e, qualche volta decenni e decenni, come per le dighe, per l'autostrada Siracusa - Gela o per il porto!

Fatti non parole!
27/07/2026

Fatti non parole!

Ben detto!
25/07/2026

Ben detto!

Serve una Sicilia libera e forte!

Ho letto con attenzione l’appello lanciato da Raffaele Lombardo sulla necessità di promuovere un confronto tra le aree centriste, autonomiste, civiche e meridionaliste. Come ho sempre detto, noi di Sud chiama Nord non ci sottraiamo al confronto, se costruttivo e propedeutico a creare un’alternativa seria al fallimentare governo Schifani.

In attesa che le segreterie romane e palermitane decidano cosa fare “da grandi”, Sud chiama Nord ha già dato il via al percorso del “Governo di Liberazione”, sancendo i pilastri di quello che dovrà essere un programma di governo autonomista (una Sicilia libera dalla schiavitù romana), civico (una Sicilia al di sopra dei partiti) e progressista (una Sicilia che rompa con la conservazione stagnante e abbia finalmente le carte in regola per essere protagonista).

Dunque accogliamo con soddisfazione l’iniziativa lanciata da Raffaele Lombardo, ma ribadiamo che qualsiasi percorso condiviso dovrà portare a un netto rinnovamento della classe dirigente siciliana. Per noi il confronto può avvenire solo con forze politiche che abbiano davvero le 'mani libere' e piena autonomia dai diktat dei salotti romani: è l'unico modo per dare credibilità a un blocco libero e autorevole, in grado di avviare trattative a 360 gradi.

Da leader di un movimento post-ideologico che ha già dimostrato alle ultime amministrative di saper dialogare con tutti - facendo accordi basati sui programmi e ottenendo risultati sia col centrodestra, sia col centrosinistra, sia correndo in solitaria - non posso partecipare a un’iniziativa confinata a una sola area politica. Serve la capacità e la libertà di dialogare a 360 gradi per costruire un polo autonomista, civico e progressista pronto, già domani, a staccare la spina al governo Schifani.

Infine, lasciatemi ricordare che Sud chiama Nord, partito che ha già eletto due parlamentari nazionali e che viene attestato dai sondaggi all’1,5% su scala nazionale con i soli voti della Sicilia, è pronto a fare da “service politico” e ad accogliere nuove realtà. L'obiettivo è alimentare una strategia nazionale a trazione meridionalista e autonomista, sempre più determinante a Roma per difendere le istanze dei siciliani e del meridione!

Il giusto approccio del confronto politico per costruire il governo di liberazione della Sicilia e mandare a casa chi in...
25/07/2026

Il giusto approccio del confronto politico per costruire il governo di liberazione della Sicilia e mandare a casa chi in lunghi anni la sgovernata facendone una delle ultime regioni in Europa!

Non c'è bisogno di aggiungere altro!
22/07/2026

Non c'è bisogno di aggiungere altro!

L'ISOLA CHE NON C’È E IL GOVERNO DEI FALLITI

Schifani a processo: il re è n**o, la Sicilia brucia e loro festeggiano sul transatlantico dei commissariati.

Si sono chiusi a chiave dentro il Palazzo per quattro mesi. Quattro lunghi, intollerabili mesi di latitanza. Poi, d'improvviso, il Presidente Renato Schifani si degna di sfilare davanti all’Assemblea per offrirci lo spettacolo pietoso della sua "relazione". Un monologo surreale, degno di una puntata di Temptation Island recitata da burocrati senz'anima: un teatrino dove per mesi si evita il confronto per poi presentarsi a raccontare la favola dell’"Isola che non c'è".

Accompagnatelo alla porta, per favore, e dategli una chitarra: Schifani merita un duetto con Edoardo Bennato. Perché quella che ha sciorinato in aula è una macabra parafrasi della fantasia, un insulto quotidiano alla carne e al sangue del popolo siciliano.

MANGIANO SULLA CARCASA DEL PASSATO (E HANNO IL CORAGGIO DI PARLARE)

Ascoltatelo bene, il "Presidente".
Ha la sfacciataggine di dichiarare, testuale:

“𝘊𝘪 𝘴𝘪𝘢𝘮𝘰 𝘵𝘳𝘰𝘷𝘢𝘵𝘪 𝘤𝘰𝘯 𝘶𝘯𝘢 𝘙𝘦𝘨𝘪𝘰𝘯𝘦 𝘤𝘰𝘯 𝘥𝘦𝘤𝘪𝘯𝘦 𝘥𝘪 𝘤𝘰𝘴𝘦 𝘥𝘢 𝘧𝘢𝘳𝘦 𝘦 𝘴𝘵𝘳𝘶𝘮𝘦𝘯𝘵𝘪 𝘭𝘢𝘴𝘤𝘪𝘢𝘵𝘪 𝘢 𝘮𝘦𝘵à. à”.

Ma a chi pensi di darla a bere? Questa è una confessione d'incapacità in piena regola! Tradotto dal politichese: il tuo sodale di partito, Nello Musumeci, quello delle "carte in regola", le ha consegnato una terra in macerie, con i conti in disordine e la spazzatura fino al collo.
E lei, anziché cacciarli a pedate, si é messo a fare lo slalom tra i disastri della sua stessa maggioranza per mettere pezze ridicole su una catastrofe che porta il vostro stesso colore politico.

É rimasto incastrato nella sua stessa trappola: o ammette che il quinquennio precedente è stato un fallimento doloso, oppure si prenda
la responsabilità di essere il continuatore di una peste che sta uccidendo la Sicilia.

IL RE DEI COMMISSARI E LE STRADE DELLA VERGOGNA

Schifani detiene un primato nazionale da brividi, una collezione di medaglie al valore dell'incapacità: è il re dei commissariati.

𝑪𝒐𝒎𝒎𝒊𝒔𝒔𝒂𝒓𝒊𝒐 𝒂𝒍𝒍’𝒂𝒄𝒒𝒖𝒂. 𝑪𝒐𝒎𝒎𝒊𝒔𝒔𝒂𝒓𝒊𝒐 𝒂𝒊 𝒓𝒊𝒇𝒊𝒖𝒕𝒊. 𝑪𝒐𝒎𝒎𝒊𝒔𝒔𝒂𝒓𝒊𝒐 𝒂𝒍𝒍𝒆 𝒂𝒖𝒕𝒐𝒔𝒕𝒓𝒂𝒅𝒆.

Manca solo che gli assegnino il Commissario Rex e poi la farsa è completa. Ma cosa significa commissariare tutto se poi il risultato è il vuoto? Schifani provi a togliersi l'abito sartoriale e ad attraversare la Palermo-Catania o la Messina-Catania. Provi a guidare su quelle mulattiere che osa chiamare strade! Il suo commissariamento è la prova provata che il sistema autonomista piegato a Roma è fallito. Voi non governate: voi commissariate il vostro stesso disastro per continuare a gestire poltrone e prebende.

SANITÀ DA TERZO MONDO E GIOVANI IN FUGA

Mentre il Palazzo festeggia conti truccati e crescite drogate dal PNRR (una mannaia a tempo che non lascia nulla sul territorio) la Sicilia vera rantola:

Pronto Soccorso da incubo: I dati Agenas stampati in faccia dal Corriere della Sera vi inchiodano al fondo delle classifiche nazionali. Cambiate tre, quattro assessori alla Sanità come se fossero calzini, mentre nei nostri ospedali le macchine nuove marciscono negli imballaggi perché mancano i medici!

La fuga dei 44.000: Tra il 2022 e il 2024, 44.000 giovani laureati hanno impacchettato la propria vita e sono fuggiti. La SVIMEC ve lo grida in faccia: entro il 2050 quest'isola perderà un milione di abitanti!

Zero per i figli di questa terra: Il Sole 24 Ore conferma che la Sicilia è un inferno per l'infanzia. Trapani 107ª, Catania 106ª, Palermo 104ª. Ultimi per asili nido, ultimi per verde pubblico, ultimi per qualità della vita.

E la colpa di chi è? Del destino? Di Putin? Di Trump? No! La colpa ha un nome e un cognome: Renato Schifani e la sua corte di parassiti.

BRUCIAMO, SETIAMO E RESTIAMO IN CATENE

L'estate arriva e le nostre città vanno a fuoco. Gli agricoltori combattono i roghi a mani n**e perché il sistema di emergenza è un colabrodo. A Agrigento, la "Capitale della Cultura" della propaganda l, i turisti visitano i templi e poi tornano in albergo senza potersi lavare perché dai rubinetti non esce una goccia d'acqua.

E sapete qual è la beffa sanguinosa?
Schifani ha il potere, basato sull'articolo 30 della convenzione Siciliacque, di rescindere il contratto per straordinario interesse pubblico e cacciare i privati che speculano sul nostro bene primario. E invece no! Preferiscono proteggere il carrozzone delle consulenze d'oro agli amici degli amici, lasciando il popolo siciliano con la gola secca.

QUESTIONE MORALE: LA VOSTRA NATURA SULLA PELLE DELLA SICILIA

La cifra stilistica di questo Governo s'è vista nei primi 50 secondi della seduta all'Assemblea: la lettura rassegnata della lettera di dimissioni dell'ennesimo deputato di Forza Italia finito in manette. Avete il record nazionale di arresti nei banchi di maggioranza. La questione morale non è un argomento da dibattito per voi: è un marchio di fabbrica, un'attitudine genetica.

Schifani si atteggia a grand'uomo di Stato, ma altro che tiktoker: è il mago dell'Istituto Luce, un propagandista che sciorina numeri vuoti di fronte a una terra che muore.

NOI NON VI PERDONIAMO.

Non ci saranno riforme che porteranno il vostro nome. Questo Parlamento e la storia vi ricorderanno unicamente come il punto più basso e vergognoso mai toccato dalla nostra Regione. Fate le valigie. Mandiamo a casa il Governo Schifani prima che sia la Sicilia a finire sottoterra!

Indirizzo

Via Danimarca, 30
Gela
93012

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