02/06/2026
L’ARCHIVIO RACCONTA: IL REFERENDUM DEL 2 GIUGNO 1946
Nel 1946 (quindi ottant’anni fa) si sono svolte le elezioni per la scelta della riforma istituzionale dello stato (si trattava di scegliere tra Monarchia e Repubblica), meglio noto come “referendum” e per eleggere i deputati per l'Assemblea Costituente. A Gemonio si vota in due seggi, posti nell'edificio del vecchio municipio quello demolito in piazza della Vittoria e che hanno come presidenti Andrea Comolli e Plinio Fasana.
I gemoniesi votanti sono 1175 su 1298 aventi diritto al voto e il 2 giugno 1946 votano così: Repubblica 60% e Monarchia 40%. Vince dunque, come del resto in Italia, la Repubblica e quella data del 2 giugno, considerata una data storica, è giorno di festa nazionale.
Per quanto riguarda i deputati-costituenti, Gemonio è inserita nel collegio elettorale COMO SONDRIO VARESE - il risultato, ovviamente per Gemonio, è il seguente: Democrazia Cristiana (37%), Partito Repubblicano (10%), Partito Socialista di Unità Proletaria (43,13%) e Partito Comunista (8,30%). Questi i partiti storici; c’erano poi altre formazioni minori che ottengono pochi voti: Parti¬to D'Azione, Partito dei Contadini d'Italia (simbolo: Rurale con grano), il Blocco Nazionale Libertà (simbolo: stella a cinque punte), l'Unione Democratica Nazionale (simbolo: bandiera con spighe), l’Uomo Qualunque, ecc.
Le preferenze che gli elettori possono esprimere vanno, sempre per quanto riguarda Gemonio, per i Democristiani a Enrico Tosi (150 voti), a Luigi Morelli (132) e a Carlo Tosi (24), per i Socialisti a G. Canziani (90), a Riccardo Momigliano (77), a Federico Noè (56) e a Lelio Basso (13), per i Comunisti a Giuseppe Pajetta (31), a G. Alberganti (14) e a Giovanni Grilli (3).
I deputati eletti all'assemblea costituente approvano il 22 dicembre 1947 la COSTITU-ZIONE che entra in vigore il primo gennaio del 1948.
Nelle immagini: scheda del Referendum, prima pagina del «Corriere della Sera» e del «Corriere Prealpino» (in quell’anno si chiama così quel giornale che poi diventerà «La Prealpina»).