Biblioteca Comunale di Gemonio

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L’ARCHIVIO RACCONTA: DIECI ANNI FA L’INAUGURAZIONE DELLA NUOVA SEDE DELLA BIBLIOTECADieci anni fa, esattamente domenica ...
05/09/2026

L’ARCHIVIO RACCONTA: DIECI ANNI FA L’INAUGURAZIONE DELLA NUOVA SEDE DELLA BIBLIOTECA

Dieci anni fa, esattamente domenica 4 settembre 2016 si è tenuta, con grande partecipazione di cittadini, la inaugurazione della nuova sede della biblioteca, comprensiva di sala lettura e studio (ed anche sala consigliare).
Oratore ufficiale il prof. Luigi Ornaghi, già preside Università Cattolica di Milano e già Ministro per Beni Artistici e Culturali (nel governo Monti), presente anche il prof. Robertino Ghiringhelli.
La biblioteca di Gemonio ha iniziato ad operare nel 1974 nei locali del municipio di Piazza della Vittoria (poi sede Pro Loco ed ora appartamento pubblico), in seguito ha seguito lo spostamento del municipio in villa Sacchi (dapprima dove ora c’è l’ufficio tecnico, poi nei locali oggi occupati della polizia locale) fino a quest’ultimo spostamento.
In seguito, sempre nel corso del 2016, domenica 27 novembre, per la prima volta nella nuova biblioteca (ed in collaborazione con il Gruppo Alpini di Gemonio) si è tenuta la presentazione del libro: “DAL VERBANO AL FRONTE, STORIE DI PAESI E DI SOLDATI NELLA GRANDE GUERRA”, con ricerche storiche interessanti, oltre a Gemonio, anche altri paesi vicini (Besozzo, Brebbia, Brenta, Caravate, Cittiglio, Ispra, Monvalle e Laveno Mombello).

RICORDO  DI ALBINO REGGIORIIl 18 agosto 2006 moriva Albino Reggiori, ceramista e pittore e, ricordo autore delle ceramic...
04/09/2026

RICORDO DI ALBINO REGGIORI

Il 18 agosto 2006 moriva Albino Reggiori, ceramista e pittore e, ricordo autore delle ceramiche della via Crucis del nostro san Pietro (opra del 1985).
Con qualche giorno di ritardo lo voglio ricordare anche io. Ben lo ha fatto sua figlia, Angela (sul suo sito face book) con queste parole: “Papà, sono trascorsi vent’anni da quando te ne sei andato, eppure il tempo non ha saputo portarti via. Ha soltanto cambiato il modo in cui ti sentiamo vicino. Oggi ti ritroviamo nei ricordi, nelle tue opere, nella casa che hai costruito, nei luoghi che hanno accompagnato la nostra vita e, soprattutto, in quella parte di noi che inevitabilmente porta il segno di ciò che sei stato. Il tuo ricordo ci riempie la vita...”.
Scartabellando tra le mie fotografie ne ho ritrovato una che non ho mai mostrato. L’ha scattata Luigi Sangalli, l’amico di Reggiori, nel suo negozio di Laveno e lo riprende gioioso, come sapeva essere; era il maggio 2001.
Ed accompagno questo mio ricordo con altre due fotografie di opere di Reggiori, presenti a Gemonio che, quasi certamente ci sono sfuggite. Una è un pannello in ceramica sulla facciata della fabbrica di pigiami “Valma”, l’altra è la croce sul monumento funebre della famiglia Molinari che Reggiori ha realizzato per incarico di Roberto Molinari (1946 – 2017), fotografo gemoniese che molte fotografie gli ha scattato (per ironia della sorte non è qui sepolto, ma riposa nei colombari).

A Intra un concorso da tenere in considerazione...
04/09/2026

A Intra un concorso da tenere in considerazione...

A Brenta torna la Festa di San Quirico
04/09/2026

A Brenta torna la Festa di San Quirico

IN GIRO PER GEONIO: UNA TARGA, UN TEMPO SU UN MURO DI GEMONIOForse non tutti l’hanno notata, ma, sulla sinistra entrando...
03/09/2026

IN GIRO PER GEONIO: UNA TARGA, UN TEMPO SU UN MURO DI GEMONIO
Forse non tutti l’hanno notata, ma, sulla sinistra entrando nel giardino comunale c’è una targa o lapide in pietra. Non è quello il suo posto originale che, un tempo era su un muro di Gemonio (ma dove?).
Si tratta di una vecchia indicazione stradale in pietra, probabilmente granito, che un tempo era ben in vista. Vi si legge:
GEMONIO
DIST. XVIII DI CUVIO
PROV. DI COMO
A leggerla ci ricorda la situazione del nostro comune riferibile almeno al 1816. Infatti nel 1816, dopo il periodo napoleonico ed il ritorno degli austriaci in Lombardia, il comune di Gemonio è inserito nel DISTRETTO XVIII di CUVIO, in provincia di Como, nel territorio del Regno Lombardo-Veneto; situazione poi confermata nel 1844. A partire dal 23 giugno 1853 per breve tempo è inserito poi nel DISTRETTO XIX di Gavirate. Gemonio in quel 1816 ha 975 abitanti . Poi con la legge 23 ottobre 1859, in seguito all’unione temporanea delle province lombarde al regno di Sardegna, scacciati gli austriaci, il comune, che ha 999 abitanti è incluso nel Mandamento III di Cuvio, circondario II di Varese, provincia di Como. Alla costituzione nel 1861 del Regno d’Italia, il comune ha una popolazione residente di 1056 abitanti (Censimento 1861) e in base alla legge sull’ordinamento comunale del 1865 il comune è amministrato da un sindaco, da una giunta e da un consiglio, eletto con elezioni democratiche.
Qualche dato storico sulla popolazione residente nel comune: abitanti 988 (Censimento 1871); abitanti 1.180 (Censimento 1881); abitanti 1.182 (Censimento 1901); abitanti 1.380 (Censimento 1911); abitanti 1.407 (Censimento 1921). In seguito alla riforma dell’ordinamento comunale disposta nel 1926 il comune è amministrato da un podestà. Nel 1927 il comune è aggregato alla provincia di Varese, allora istituita con territorio smembrato dalla provincia di Como e, in minima parte, da quella di Milano. La popolazione di quegli anni: abitanti 1.398 (Censimento 1931); abitanti 1.383 (Censimento 1936). Nel 1945 terminato il periodo fascista il comune torna ad essere amministrato da un sindaco, da una giunta e da un consiglio democraticamente eletti. Gli abitanti che nel 1951 sono 1709 arrivano oggi ad essere 2871 alla data del 1 gennaio 2026.

SOMMARIO DEL MESE DI AGOSTOPer questo mese di agosto, ecco il resoconto delle notizie pubblicate in n. 33 comunicazioni....
03/09/2026

SOMMARIO DEL MESE DI AGOSTO
Per questo mese di agosto, ecco il resoconto delle notizie pubblicate in n. 33 comunicazioni.
Il maggior numero di visualizzazioni (riporto, come al solito, quelle con più di 1.000 visualizzazioni che potrebbero, nel frattempo ancora aumentare) va a quella che ho ripreso dal sito web “VareseNoi.it” che riprendeva l’intervista al nostro Cesare Lucchini (con ben 24.154 visualizzazioni).
La comunicazione che segue è quella del 30 agosto (con 3.860. visualizzazioni) dove ho ricordato la fontana dell’ “asilo”, seguita dalla segnalazione dove ho ricordato la storia della via Largo Mulino Beltramini (con 3399 visualizzazioni). In genere, devo notare che sono le storie delle nostre strade le comunicazioni che attirano di più, a parte quella su Cesare Lucchini che è stata una inaspettata e piacevole sorpresa.
Hanno poi superato la soglia delle 1000 visualizzazioni anche altre notizie, come da tabella allegata .

L’ARCHIVIO RACCONTA: OTTANT’ ANNI FA L’ENTRATA (CONTRASTATA)  DEL PARROCO A CARAVATEOttant’anni fa Caravate fa parlare d...
01/09/2026

L’ARCHIVIO RACCONTA: OTTANT’ ANNI FA L’ENTRATA (CONTRASTATA) DEL PARROCO A CARAVATE

Ottant’anni fa Caravate fa parlare di se tutta la stampa nazionale.
Già perché la popolazione, almeno una parte, si schiera contro il parroco – don Mario Sessa - inviato dal vescovo, a sostituire il precedente parroco anche prevosto, invitato alle dimissioni causa l’avanzata età ed i molti malanni. La gente preferiva ”don Midali” che aveva assistito i caravatesi in un breve periodo dopo la rinuncia, nel 1945, di quel vecchio prevosto, don Agostino Porro (Azzio 1880 – Azzio 1951), accattivandosi molte simpatie. Come noto lo “scontro“ portò poi anche all’adesione per protesta di alcuni caravatesi alla chiesa protestante, che, proprio qui, ha avuto fino a pochi anni fa (2002) anche una sua sede.
Poi don Midali viene trasferito a Vararo quale “delegato vescovile” e qui si recano i parrocchiani contestatori di Caravate, in occasione della visita pastorale del 1946. Il vescovo, mons. A. Macchi, lascia scritto: “Ricorderemo sempre questo giorno e con Noi la buona parrocchia di Vararo, turbata nella visita pastorale per l’accesso di una turba di popolo di Caravate, con musica guidata da due Capi rapaci, in veste d’agnello. Con moine volevano costoro ottenere da Noi, che Don Midali ritornasse nella parrocchia di Caravate, come Economo Spirituale [...] gridammo con quanta voce ci offrivano i polmoni contro i profanatori...”.
Per la cronaca don Mario Sessa, originario di Gemonio, nato nel 1914, è morto parroco- prevosto di Caravate nel 1992, dopo aver retto quella parrocchia per ben 46 anni mentre don Midali, nativo di Monza (1916) è morto nel 1964 dopo aver ricoperto incarichi nelle parrocchie comasche della Valtellina.
Nelle immagini: un articolo di giornale, una fotografia tratta da «IL TEMPO» del 16 novembre 1946 (la didascalia recita: “Il ragazzetto per dare un’occhiata alla processione - processione senza seguito - ha dovuto infrangere l’ordine dei parenti”), un’immagine di don Mario ed infine la lapide che lo ricorda al cimitero di Caravate.

SAN PIETRO – 22 -LE SCRITTE SUL RETRO DELL’ALTARE DI S. PIETRODurante i lavori di restauro dell’altare di San Pietro (og...
01/09/2026

SAN PIETRO – 22 -

LE SCRITTE SUL RETRO DELL’ALTARE DI S. PIETRO

Durante i lavori di restauro dell’altare di San Pietro (oggi posto nella chiesa parrocchiale di S.Rocco) nello spostare il manufatto si sono scoperte sul retro, esattamente sul pannello in legno che chiude la teca con l’ultima cena, una serie di scritte con tanto di nomi e, talvolta di date.
Certamente sono da collocare nel periodo in cui l’altare costituiva l’altar maggiore a S.Pietro e sono da imputare ai coristi, ai chierichetti o a chi aveva la possibilità di stare sul retro dell’altare, magari durante la celebrazione della messa. Nulla di scandaloso o di dannoso, si tratta solo di una curiosità anche perché molti di quei nomi si riferiscono a persone tut’ora viventi.
La scritta più antica reca la data “1838” ed il nome di “Alessio Beltramini”, seguono “1845 Visconti Pietro” e “ 1847 Contini Francesco”. Poi “15 agosto 1858 Beltramini Battista mugnajo” e “Arioli Rocco 1865”. Poi “Salute Beltramini Pietro li 9 maggio 1869” con tanto di piccolo disegno e “Pedotti Paolo 29 luglio 1897”.
Si legge ancora su una spalla dell’altare, sempre sul retro,“Fasana Gerolamo 1880” che disegna anche una primordiale facciata della chiesa in tre versioni e che compare anche una seconda volta con “Fasana Gerolamo 27 febbraio 1880” sul pannello (il 27 febbraio era domenica).. Altre scritte antiche “1888 Giacomo Arioli”, “1888 15 agosto Jemoli Lorenzo”, “Arioli Pasquale 1892”. Poi una scritta più completa “Vedani Gio. Battista scrisse il giorno 22 luglio 1906” (era domenica) e, sempre quell’anno “Antonini Gustavo scrisse il 5 agosto 1906”. Segue “Franzetti Angelo 24 aprile 1900 – 15 – 1917”, dove la prima data è quella della sua nascita e “Visconti Luigi 18 – 3 – 1918”.
Leggiamo ancora “Amanzio Contini 5 aprile 1894 15-1917”, che è da leggere con l’avvertenza che la prima è la data di nascita e che la scritta è stata eseguita nel 1917; curioso il fatto che tra le scritte ci sia anche quella di suo figlio, don Piercarlo Contini, scritta fatta il 29 giugno 1937 (festività di S.Pietro), presumibilmente quando faceva il chierichetto, a cui poi, qualcuno aggiunge un “Don” ed una data “1953”, anno della sua ordinazione sacerdotale.
Del periodo della grande guerra: “Franzetti Angelo” che scrive la data di nascita “24 aprile 1900” e poi “15 – 1917”, “Corda Gio. 15 agosto 1916”, “Martinoia Battista 1919”ed infine “Giulio Porrini Serg. Magg. 10 Artigleria Pesante Campale 13- 15”.
Molte le scritte effettuate il 29 giugno 1943, giorno della festività di San Pietro, perché espressamente scritto ad accompagnare i nomi: “Valassina Michele”, “Mari Paolo Enzo”, “Fedeli Pierone”, “Pozzi Michele”, “Gionsi Luigione”, evidentemente si erano contagiati reciprocamente.
E poi molti i nomi, non sempre accompagnati dalle date. Ne trascrivo alcuni, a caso: Vittorio Strambi ( 22 -9 – 1953), Morosi Umberto (30 -1-58), Francesco Contini, Corda G.Battista (5 – 9 – 35), Reggiori (4 – 2 -34), Corda Emilio, Corda Giulio, Franzetti Cesare (4 novembre), Fumasi Piero, Borgonovo Carlo (1956), Reggiori Giosuè ( 16 – 8 – 1943) Cogliati Rodolfo, Frignati, Pozzetto Achille (1937), Pozzetto Ettore (27 – 7- 1947), Bodini Massimo, Strambi Vittorio (1953), Martinoia Bruno, Pozzi Assuero, Franzetti Angelo (1938), Belloni Antonio, Pessina Ugo, Amerigo Reggiori (1934), Fedeli Cesare, Aristide Bodini (1927), Andrighetto Edoardo ( 1939 e 1955), Albertini Ettore, Strambi Pasquale (1948), Arioli Cesare (1947), Cornetti Domenico (7 – 5 - 59), Mattioni Bruno, Corda Vittore, Strambi Bruno ( vari anni), Pattini Edoardo, ed altri ancora.
Curiosa la scritta “Saluti la amica gigiona” e, decisamente ironico e misterioso: “ B. ... G. ... primo scemo di Gemonio Generale della VIII Armata 3 – 8 – 1945”, e qui ho omesso nome e cognome!
Come si può leggere tutti nomi di famiglie gemoniesi, tuttora presenti in paese ed anche qualcheduno, ad esempio i Pozzetto, che veniva a villeggiare a Gemonio, oppure che era sfollato qui, ad esempio Fedeli, durante la seconda guerra mondiale.

𝐏𝐑𝐈𝐌𝐀 𝐏𝐑𝐄𝐒𝐄𝐍𝐓𝐀𝐙𝐈𝐎𝐍𝐄 𝐔𝐅𝐅𝐈𝐂𝐈𝐀𝐋𝐄 𝐃𝐄𝐋 𝐋𝐈𝐁𝐑𝐎 “𝐅𝐋𝐎𝐑𝐈𝐀𝐍𝐎 𝐁𝐎𝐃𝐈𝐍𝐈. 𝐕𝐈𝐀𝐆𝐆𝐈𝐎 𝐈𝐍 𝐈𝐓𝐀𝐋𝐈𝐀” Appuntamento 𝐝𝐨𝐦𝐞𝐧𝐢𝐜𝐚 𝟔 𝐬𝐞𝐭𝐭𝐞𝐦𝐛𝐫𝐞 alle ore ...
31/08/2026

𝐏𝐑𝐈𝐌𝐀 𝐏𝐑𝐄𝐒𝐄𝐍𝐓𝐀𝐙𝐈𝐎𝐍𝐄 𝐔𝐅𝐅𝐈𝐂𝐈𝐀𝐋𝐄 𝐃𝐄𝐋 𝐋𝐈𝐁𝐑𝐎
“𝐅𝐋𝐎𝐑𝐈𝐀𝐍𝐎 𝐁𝐎𝐃𝐈𝐍𝐈. 𝐕𝐈𝐀𝐆𝐆𝐈𝐎 𝐈𝐍 𝐈𝐓𝐀𝐋𝐈𝐀”
Appuntamento 𝐝𝐨𝐦𝐞𝐧𝐢𝐜𝐚 𝟔 𝐬𝐞𝐭𝐭𝐞𝐦𝐛𝐫𝐞 alle ore 17.00 al Museo Civico Floriano Bodini Gemonio
L’incontro sarà moderato dalla giornalista Erika La Rosa e vedrà la partecipazione delle curatrici Sara Bodini , Anita Membrini e Lara Treppiede insieme agli autori dei testi del volume.
L’appuntamento è l’occasione per raccontare la genesi e gli obiettivi di questo progetto editoriale e al tempo stesso un momento di incontro e condivisione intorno ai temi e alle storie che hanno dato vita al libro.
Per la prima volta il patrimonio di 𝐅𝐥𝐨𝐫𝐢𝐚𝐧𝐨 𝐁𝐨𝐝𝐢𝐧𝐢 viene raccolto in una guida che ne documenta la diffusione sul territorio nazionale e invita il lettore a riscoprire l'Italia attraverso i luoghi che custodiscono le sue opere.
Ingresso libero

31/08/2026

Indirizzo

Via Rocco Cellina 20
Gemonio
21036

Orario di apertura

Mercoledì 14:30 - 18:30
Venerdì 09:00 - 12:00
Sabato 09:00 - 12:00

Telefono

+390332601501

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