16/06/2026
2 giugno, Festa della Repubblica
Martedì 2 giugno u.s., a Govone, nel Salone Incontri “La Serra”, si è celebrato l’80° anniversario della nascita della Repubblica.
Dopo l’introduzione sulla storia e il valore della Costituzione da parte del professor Vittorio Rapetti,
il Sindaco Giampiero Novara e l’Assessore alle politiche giovanili Valentina Rosso hanno consegnato una copia della Costituzione ai diciottenni, in quanto prossimi elettori, e una pergamena ai nati nel 1946.
Alla cerimonia, molto sentita e partecipata dalla popolazione govonese, sono poi seguiti alcuni significativi interventi da parte di alcuni ottantenni, che hanno rivolto ai giovani il loro messaggio di incoraggiamento per un futuro di libertà e di pace. Li riportiamo di seguito.
Buongiorno a tutti. Grazie di cuore al Sindaco e all’Amministrazione comunale per questo inaspettato invito. Un saluto al professor Rapetti. Sapete, essere nati nel 1946 ha un significato speciale. Siamo venuti al mondo subito dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, in un momento storico unico. Gli anni della ricostruzione, ma soprattutto quello della nascita della Repubblica, con il referendum del 2 giugno 1946, ci hanno permesso, attraverso i nostri genitori, di guardare al futuro con speranza. Successivamente siamo stati protagonisti del boom economico, passando da un mondo prevalentemente rurale a quello industriale. Abbiamo poi anche attraversato il periodo della contestazione studentesca, delle lotte per i diritti civili, dell’emancipazione femminile e dello statuto dei lavoratori e vissuto l’ingresso della tecnologia nella nostra vita quotidiana.
Nascere nel 1946 ha significato incarnare l’ottimismo: è stata la generazione che ha preso un mondo in bianco e nero e l’ha trasformato a colori, con tutte le contraddizioni e le conquiste che ne sono conseguite. E ora, cari diciottenni, ci rivolgiamo a voi per fare una cosa importante: passarvi il testimone. Non per passarvi un peso e nemmeno un libretto delle istruzioni su come vivere. La vita non ha un manuale e, se lo avesse, probabilmente il nostro sarebbe ormai fuori catalogo.
Nemmeno vi lasciamo un mondo perfetto e per questo vi chiediamo scusa. Ci piacerebbe però consegnarvi la nostra memoria. Vi raccontiamo il passato non per dirvi “ai miei tempi era meglio”, perché non è vero: oggi avete opportunità che noi potevamo solo sognare. Vi lasciamo alla nostra storia perché sappiate da dove venite. E allora prendete questo testimone. È leggero, sapete? Perché è fatto di speranza e noi siamo qui a fare il tifo per voi. Buona vita a tutti
Osvaldo Cantamessa
Cari ragazzi,
quando sono nata io, nel 1946, l’Italia stava ricominciando quasi da zero: le case erano rotte, le strade pure e anche l’umore non scherzava. Però, proprio in quell’anno, di italiani scelsero la Repubblica. E, per la prima volta, votarono anche le donne. Pensate: mia madre entrò al seggio emozionata come si entra a un concerto importante. Solo che invece del selfie c’erano le schede elettorali. Oggi compio quasi gli stessi anni della Repubblica e vi dirò una cosa: ottant’anni non sono pochi. A ottant’anni si dimenticano gli occhiali, ma non i valori importanti: libertà, pace, democrazia, rispetto. Queste cose non passano di moda: proprio come la pasta al pomodoro. Voi avete diciott’anni, avete l’età dei sogni grandi, delle idee veloci, delle password che io non riesco mai a ricordare, ma avete anche l’età giusta per capire che la Repubblica non è una parola nei libri di storia. È qualcosa che vive se ciascuno fa la sua parte: noi vi lasciamo un paese imperfetto, questo sì, però libero. E credetemi: la libertà è come l’aria condizionata ad agosto. Ci si accorge di quanto vale soprattutto quando manca. Perciò festeggiate questi ottant’anni della Repubblica con allegria, ma anche con responsabilità e abbiate fiducia, perché ogni generazione critica quella dopo, ma poi alla fine spera sempre nei giovani.
Viva il 2 giugno, viva la Repubblica Italiana
Marisa Fassino
Cari giovani,
con gli 80 anni, noi festeggiamo anche la nascita della nostra Costituzione, cioè la garanzia scritta dei diritti e dei doveri di ogni italiano/a, il fondamento della democrazia che riguarda e impegna tutti.
A voi, che siete i cittadini di domani, che cominciate a esprimere con il voto le vostre scelte, affidiamo con orgoglio la storia che abbiamo vissuto e la stabilità sociale che abbiamo ereditato.
Vi auguriamo con tutto il cuore di essere sempre dalla parte della giustizia e della vera libertà; di difendere con coraggio i valori civili faticosamente conquistati; di vivere e operare sempre per il bene comune, nel vostro paese e dove la vita vi porterà ad agire.
Il mondo non è più nostro, ma vostro. Usatelo bene, che un giorno vi servirà!
Auguri, ragazzi.
Michele Cuniberto