25/04/2026
Venticinque Aprile 2026.
La festa di oggi, davvero partecipata e vissuta da tantissimi cittadini del quartiere e non, si è svolta in un clima di serenità condivisa. Dalle 10.00 ci siamo trovati, davvero tanti con davvero tantissimi giovani, sulla Rotonda (Belvedere Da Passano), dalle 10.30 la celebrazione solenne con la benedizione e posa delle corone al cippo ai caduti partigiani, le orazioni dell'Amministrazione, del referente sindacale e, in ultimo, dell'esponente del Direttivo di ANPI Oregina.
Di seguito condividiamo il testo di quanto espresso in piazza da ANPI:
"La situazione mondiale attuale vede il conflitto come metodo di dialogo tra i popoli, in particolare:
►La guerra Russo-Ucraina a cui noi diamo come data di inizio il febbraio 2022 in realtà inizia alla fine del 2013, anche se ben più lontane sono le radici del dissapore tra i due Stati. In questo ultimo spaccato del conflitto, in quattro anni di guerra “lampo” ad oggi non terminata, sono morti almeno due milioni di persone.
►La guerra, meglio definirla sterminio di massa o genocidio, perpetrato da Israele contro l’inerme popolo palestinese, che una certa stampa vuole far iniziare ad ottobre 2023 in realtà ha il suo inizio nel lontano 1948.
Dal 2023 ad oggi più di 80.000 persone sono morte in questo conflitto f***e e impari.
►Oggi viviamo con apprensione l’escalation della guerra del duo USA/Israele contro l’Iran.
Forse è ancora troppo presto per comprenderne la portata, sia in termini di perdite umane sia di conseguenze economiche di questa nuova follia Americana. Resta la tristezza del non vedere nell’uomo come via preferenziale la via della mediazione e del confronto civile.
►A chi però vorrebbe definire il popolo della sinistra miope osservatore delle guerre di interesse della stampa internazionale del momento, diciamo che le guerre sono tutte uguali, in tutte le occasioni muoiono persone inermi, civili o militari che della guerra ne farebbero decisamente a meno e ricordiamo che solo nel 2024-2025 si contavano oltre 56 conflitti armati attivi nel mondo, il numero più alto dalla fine della Seconda Guerra Mondiale. Queste guerre coinvolgono 92 paesi, quasi la metà di tutti gli Stati, con oltre 100 milioni di sfollati, rendendo la situazione mondiale estremamente instabile ed esplosiva generando contesti di povertà e privazione inumana.
In questo contesto generale si fatica a comprendere come le persone siano disinnamorate della politica, lo certifica il dato dell’astensionismo anche nazionale, e di quanto invece la politica lasciata a briglie sciolte sia, in alcuni casi e in alcuni Stati, causa di guerre, morte e dolore.
Vogliamo però guardare più vicino a noi, nel nostro paese. Il nostro Governo ha legittimato le decisioni internazionali degli USA e appoggia le scelte scellerate di Israele. Ha protetto ricercati internazionali aiutandoli a re-impatriare addirittura con voli di Stato. Questo fatto non possiamo dimenticarlo *1.
Ricordiamo che la nostra Costituzione recita precisamente che l’Italia ripudia la guerra *2. I Padri e le Madri Costituenti non hanno scelto un termine a caso, hanno usato proprio RIPUDIA perché la guerra fa schifo. La guerra non è solo la fine della pace, è anche la tomba di ogni percorso di pace.
Quello che chiediamo è una presa di posizione che allontani il nostro paese da qualsiasi sostegno alle guerre. Che il supporto sia un più o meno evidente appoggio politico o la costruzione e vendita di armi non cambia l’effetto. Il NO alla guerra, in tutte le sue forme e sfaccettature, deve essere assoluto.
No al riarmo, all’Italia non serve e non deve servire. Servono invece servizi:
_ sempre più in affanno i medici degli ospedali sono da anni in difficoltà nell’erogare prestazioni sanitarie indispensabili;
_ Le scuole necessitano di interventi alle strutture ormai obsolete;
_ Le infrastrutture del nostro paese sono ormai arcaiche o mai realizzate rendendo la competitività dell’Italia fanalino di coda mondiale.
Nel lavoro serve investire, non nelle guerre.
Nella nostra Italia di oggi, essere ragazzo, giovane aspirante lavoratore, è una condanna più che una fortuna. In questi anni in cui il mondo del lavoro non appare assolutamente in linea con i valori costituzionali, in particolare all’art.1 in cui si recita addirittura che lo Stato è fondato sul lavoro, la pratica quotidiana fa emergere un’Italia ben diversa e lontana dai suoi stessi propositi.
In questo contesto di voluta incertezza e programmata disgregazione sociale, alcuni speculatori hanno iniziato da tempo a parlare alla pancia degli italiani.
Così nel nostro paese stiamo assistendo ad un ritorno sempre più forte e pressante di esponenti di estrema destra, la nascita di movimenti, o partiti, i cui leader predicano le distinzioni razziali, la supremazia di una razza sulle altre, la remigrazione come soluzione, chiedono le ronde di controllo e organizzando i pestaggi “del diverso”.
Dalla TV e dai social siamo continuamente esposti a interventi carichi di odio e suprematismo, questo è un percorso che, con i vari distinguo, l’Italia ha già conosciuto e vissuto un centinaio di anni fa. Di questa deriva dobbiamo stare attenti, dobbiamo essere sempre vigili e pronti.
Si deve proteggere la nostra Costituzione che rimane sempre il faro sicuro per un’Italia antifascista.
Contro le sedi fasciste si deve rispondere con le armi democratiche chiedendo il rispetto delle norme della nostra Costituzione.
La stessa Costituzione su cui giurano fedeltà giudici e forze dell’ordine *3 .
Genova, medaglia d’oro al valor militare per la Resistenza*4, città che il 25 Aprile 1945 si FECE TROVARE GIA’ LIBERA dalla stretta del nazifascismo, deve reagire e l’Italia intera deve proteggersi fermando sul nascere qualsiasi deriva autoritaria di qualunque gruppo neofascista.
Anche da questa piazza di Oregina, oggi XXV Aprile 2026, si alza ferma la denuncia e la richiesta di chiusura della sede di CasaPound a Genova.
Ma stiamo attenti a non scivolare nel facile errore del sentirsi sempre dalla parte giusta.
Il pensiero fascista è anche annullamento del contraddittorio, è anche azzeramento del confronto, è anche disinteresse perentorio del pensiero altrui.
Stiamo attenti affinché non si creino, nel nostro fare quotidiano, muri sempre più spessi e invalicabili, si preferisca zittire chi non è gradito, si escluda chi pensa in modo non allineato.
Esorto tutti a vigilare affinché non nascano situazioni per cui evitare il confronto tra cittadini o tra e con le realtà associative, tutelate proprio dalla nostra costituzione, sia il fare normale e preferibile.
Ritorniamo ad essere sentinelle di giustizia, perché il fascismo non è piombato sulla terra all’improvviso ma è cresciuto giorno dopo giorno nell’indifferenza dei più. Nell’apatia di chi non faceva troppo caso ai modi di fare del gruppetto, ai toni usati da alcuni, dalle azioni sopra le righe di esaltati, ma anche delle censure di Amministrazioni finalmente libere di poter creare distacco e non dover sempre rispondere ad ogni domanda dei cittadini, dell’isolamento di chi infastidisce con le richieste di giustizia, con l’allontanamento di chi denuncia il distacco tra i cittadini e chi decide per tutti.
Il fascismo è stato anche questo, è cresciuto generando il necessario allontanamento tra le persone, in particolar modo da quelle meno allineate. E’ diventato grande quando ha ottenuto il controllo delle azioni di tutti.
La parola che ancora risuona con potenza e definisce vergognosamente il fare dei troppi che hanno visto nascere il fascismo senza muovere un dito per fermarlo è la stessa che definisce chi ha poi visto deportare uomini, donne e bambini verso i campi di concentramento e sterminio: INDIFFERENZA.
Antifascista era ieri, e lo è oggi, chi invece sa essere la DIFFERENZA come lo sono stati i tanti caduti partigiani che oggi in tutta Italia ricordiamo.
Grazie a tutti e buon XXV Aprile antifascista!."
Al termine degli interventi si è proceduto al corteo che dalla Rotonda ci ha portati al sagrato del Santuario di N.S. di Loreto in cui trova posto una lapide ai caduti partigiani. La lettura dell'elenco dei nomi degli uomini che combattendo per la libertà di tutti hanno perso la vita ha favorito un minuto di silenzio in onore di uomini, donne e bambini, di tutte le vittime della follia fascista.
dalle 12.00, presso gli spazi di ANCR Pasubio/Valori Alpini, si è proseguito con il pranzo ANTIFASCISTA, una bellissima festa multigenerazionale che ha portato a sera le duecento persone partecipanti, tra riflessioni, discussioni, canti e balli.