ELEZIONI AMMINISTRATIVE 2022
COMUNE DI GENOVA
Dopo aver lavorato unitariamente a diverse iniziative politiche tenutesi in città,
il Partito Comunista Italiano
il Partito della Rifondazione Comunista
e Sinistra Anticapitalista
genovesi hanno deciso di proporre ai cittadini una lista unitaria, di sinistra, di classe, per le prossime elezioni amministrative a Genova, alternativa sia alla destra del
duo Bucci-Toti, che al cosiddetto centrosinistra (in realtà centro liberista), identificabile nel PD e nei suoi alleati. La lista, proposta dai tre partiti d’ispirazione comunista e anticapitalista, che sarà presente anche nelle elezioni Municipali, sarà aperta alle altre organizzazioni, comitati, associazioni, movimenti, nonché ai singoli attivisti, militanti e cittadini che vorranno portare contributi di idee, di esperienza e di lotta. Come candidata sindaco viene indicata la compagna
ANTONELLA MARRAS
una donna, una lavoratrice, che riteniamo fortemente rappresentativa di tante battaglie sociali, ambientaliste e di difesa del territorio, delle periferie. Il simbolo della lista, costituito da quelli delle tre organizzazioni politiche, reca la scritta “La Sinistra insieme”, a significare un’idea di progetto, di un metodo di partecipazione attiva, di apertura a chi si identifichi nei valori portanti delle lotte operaie, sociali e ambientali degli ultimi anni, di un fronte comune di “una sinistra che resta a sinistra”. Vogliamo portare nel Consiglio comunale e nei Municipi voci discordanti rispetto ai dettami economici e sociali perseguiti a livello nazionale dal governo Draghi e dalla sua maggioranza, dove si ritrovano insieme le destre e il cosiddetto centrosinistra. Abbiamo bisogno che tutte le voci presenti nei nostri quartieri, di ferma opposizione alle politiche urbanistiche, trasportistiche, economiche e sociali, trovino eco anche nelle stanze delle istituzioni comunali: una sinistra di classe, di alternativa, di opposizione ai poteri forti che da decenni determinano le scelte politiche e che hanno fatto sì che si accettasse supinamente di svuotare Genova da lavoro di qualità, da presidi sociali, sanitari e culturali, come da qualsiasi cosa che rappresenti e dia vita alla rete di relazioni non mercantili, base per un miglioramento della qualità della vita dei suoi abitanti.