FGCI Genova

FGCI Genova Unisciti alla Federazione Giovanile Comunista Italiana! La gioventù è la fiamma più viva della rivoluzione! Pagina ufficiale della Fgci di Genova.

𝗣𝗖𝗜: 𝗦𝗢𝗟𝗜𝗗𝗔𝗥𝗜𝗘𝗧𝗔' 𝗔 𝗥𝗜𝗞𝗬 𝗥𝗨𝗗𝗜𝗡𝗢 𝗘 𝗔𝗟 𝗖𝗔𝗟𝗣. 𝗟𝗔 𝗣𝗔𝗖𝗘 𝗡𝗢𝗡 𝗦𝗜 𝗣𝗥𝗢𝗖𝗘𝗦𝗦𝗔, 𝗦𝗜 𝗗𝗜𝗙𝗘𝗡𝗗𝗘La Federazione di Genova del Partito Comun...
16/07/2026

𝗣𝗖𝗜: 𝗦𝗢𝗟𝗜𝗗𝗔𝗥𝗜𝗘𝗧𝗔' 𝗔 𝗥𝗜𝗞𝗬 𝗥𝗨𝗗𝗜𝗡𝗢 𝗘 𝗔𝗟 𝗖𝗔𝗟𝗣. 𝗟𝗔 𝗣𝗔𝗖𝗘 𝗡𝗢𝗡 𝗦𝗜 𝗣𝗥𝗢𝗖𝗘𝗦𝗦𝗔, 𝗦𝗜 𝗗𝗜𝗙𝗘𝗡𝗗𝗘

La Federazione di Genova del Partito Comunista Italiano esprime piena solidarietà a Riky Rudino e a tutte le lavoratrici e i lavoratori del Collettivo Autonomo Lavoratori Portuali.

Quanto accaduto oggi in Consiglio comunale merita una riflessione che vada oltre la polemica sui toni e sui momenti di tensione. Il punto centrale non è il volume della voce di chi denuncia la guerra, ma il contenuto di quella denuncia: il ruolo del porto di Genova nella filiera dei traffici militari e dell'economia di guerra.

Da anni il CALP porta avanti una battaglia coraggiosa e coerente contro il transito di armi attraverso il porto, chiedendo trasparenza e ponendo una domanda fondamentale: può un'infrastruttura civile essere utilizzata per alimentare conflitti che provocano morte e distruzione tra i popoli?

È proprio grazie alla mobilitazione dei portuali genovesi se oggi questa questione è arrivata nelle istituzioni, fino alla discussione per l'istituzione di un Osservatorio permanente sui traffici di armi nel porto di Genova. Un percorso che dovrebbe essere considerato un contributo alla democrazia e al controllo pubblico, non un problema da rimuovere o delegittimare.

Il CALP ha dimostrato in questi anni che la lotta contro la guerra non è uno slogan, ma un impegno concreto. Una battaglia condotta nei luoghi di lavoro, nelle piazze e nella società, che ha saputo attirare l'attenzione anche oltre i confini del mondo sindacale e politico. La loro mobilitazione contro le navi cariche di armi ha ricevuto attenzione anche da Papa Francesco, che incontrò i portuali genovesi riconoscendo la forza di una denuncia fondata sulla difesa della pace.

Chi oggi prova a ridurre tutto a una questione di ordine e di comportamento dimentica volutamente il problema vero: le guerre non sono una fatalità, ma il risultato di scelte politiche ed economiche precise. Mentre aumentano le spese militari, vengono sottratte risorse alla sanità, alla scuola, ai servizi pubblici e alla sicurezza sul lavoro.

La Federazione di Genova del PCI continuerà a sostenere il diritto dei lavoratori e delle lavoratrici a denunciare ciò che ritengono ingiusto, a battersi contro l'economia di guerra e a difendere una prospettiva di pace fondata sulla solidarietà internazionale.

A Riky Rudino e al CALP va la nostra vicinanza. La loro battaglia è la battaglia di chi pensa che il lavoro non debba essere complice della guerra e che i porti debbano essere luoghi di scambio tra popoli, non snodi della distruzione.

𝗜𝗹 𝗽𝗿𝗼𝗯𝗹𝗲𝗺𝗮 𝗻𝗼𝗻 è 𝗹𝗮 𝘃𝗼𝗰𝗲 𝗱𝗶 𝗰𝗵𝗶 𝗱𝗲𝗻𝘂𝗻𝗰𝗶𝗮 𝗹𝗮 𝗴𝘂𝗲𝗿𝗿𝗮. 𝗜𝗹 𝗽𝗿𝗼𝗯𝗹𝗲𝗺𝗮 è 𝗶𝗹 𝗿𝘂𝗺𝗼𝗿𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗲 𝗮𝗿𝗺𝗶 𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗲 𝗯𝗼𝗺𝗯𝗲 𝗰𝗵𝗲 𝘁𝗿𝗼𝗽𝗽𝗶 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗶𝗻𝘂𝗮𝗻𝗼 𝗮 𝗳𝗶𝗻𝗴𝗲𝗿𝗲 𝗱𝗶 𝗻𝗼𝗻 𝘀𝗲𝗻𝘁𝗶𝗿𝗲.

Federazione PCI Genova

15/07/2026
12/05/2026
12/05/2026
01/05/2026
01/05/2026

𝗣𝗥𝗜𝗠𝗢 𝗠𝗔𝗚𝗚𝗜𝗢: 𝗻𝗲𝗹𝗹'𝘂𝗻𝗶𝘁𝗮' 𝗱𝗲𝗶 𝗹𝗮𝘃𝗼𝗿𝗮𝘁𝗼𝗿𝗶 𝗹𝗮 𝗴𝗮𝗿𝗮𝗻𝘇𝗶𝗮 𝗱𝗶 𝘃𝗶𝘁𝘁𝗼𝗿𝗶𝗮 𝗻𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗹𝗼𝘁𝘁𝗮

Il primo di Maggio non si festeggia, come viene chiamata oggi, la “Festa del Lavoro”: la festa è soltanto dei lavoratori!

Sono i lavoratori che producono tutte le nostre ricchezze, sono i lavoratori che mandano avanti il mondo e che ne subiscono le ingiustizie, molto spesso morendo alla catena di montaggio, nei magazzini, nei porti, nei cantieri, sul proprio scooter o sulla propria bicicletta di lavoro, nei campi.

La festa di oggi non vuole solo commemorare un qualcosa di passato, le grandi lotte otto e novecentesche del movimento operaio e contadino; al contrario, è necessario riprendere quelle lotte perché i diritti conquistati sono stati progressivamente persi in nome del profitto dei grandi capitalisti, affinché il Primo Maggio torni a essere un giorno di riscatto e non di mera nostalgia della grande forza dei lavoratori che fu.

𝗔𝗹 𝗹𝗮𝘃𝗼𝗿𝗼 𝗲 𝗮𝗹𝗹𝗮 𝗹𝗼𝘁𝘁𝗮!
𝗩𝗶𝘃𝗮 𝗶 𝗹𝗮𝘃𝗼𝗿𝗮𝘁𝗼𝗿𝗶 𝗶𝘁𝗮𝗹𝗶𝗮𝗻𝗶 𝗲 𝗱𝗶 𝘁𝘂𝘁𝘁𝗼 𝗶𝗹 𝗺𝗼𝗻𝗱𝗼!
𝗕𝘂𝗼𝗻 𝗣𝗿𝗶𝗺𝗼 𝗠𝗮𝗴𝗴𝗶𝗼!

PCI - Partito Comunista Italiano

01/05/2026

🚩 𝗥𝗜𝗙𝗟𝗘𝗦𝗦𝗜𝗢𝗡𝗜 𝗦𝗨𝗟 𝗣𝗥𝗜𝗠𝗢 𝗠𝗔𝗚𝗚𝗜𝗢 𝗔 𝗦𝗔𝗩𝗢𝗡𝗔 ⚒️

La Festa dei Lavoratori è per tradizione una giornata particolarmente sentita dalla cittadinanza savonese. Per noi comunisti il consueto corteo per le vie cittadine - così come le manifestazioni in tutta la provincia - rappresenta un momento non solo per celebrare il valore storico di questa giornata e ricordare le battaglie per le conquiste sociali e civili, ma anche per denunciare, ancora una volta, la grave situazione in cui versa il mondo del lavoro oggi. A Savona in particolare.

Due i temi scottanti: sicurezza e precariato.
I freddi numeri evidenziano ancora una volta una situazione di costante regressione che prosegue implacabile da decenni in provincia di Savona.

In tema di sicurezza, i dati nazionali sono indegni di un paese civile: 𝟭𝟬𝟵𝟯 𝗺𝗼𝗿𝘁𝗶 𝗲 𝗶 𝟱𝟵𝟳 𝗺𝗶𝗹𝗮 𝗶𝗻𝗳𝗼𝗿𝘁𝘂𝗻𝗶 denunciati nel 2025.

In questo drammatico contesto nazionale, la provincia di Savona risulta ai vertici nazionali per gravità: in un anno 𝟭𝟬 𝘃𝗶𝘁𝘁𝗶𝗺𝗲, 𝟯 𝗺𝗶𝗹𝗮 𝗱𝗲𝗻𝘂𝗻𝗰𝗲 𝗱𝗶 𝗶𝗻𝗳𝗼𝗿𝘁𝘂𝗻𝗶𝗼, 𝘂𝗻 𝗮𝘂𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗲 𝗺𝗮𝗹𝗮𝘁𝘁𝗶𝗲 𝗽𝗿𝗼𝗳𝗲𝘀𝘀𝗶𝗼𝗻𝗮𝗹𝗶 𝗱𝗲𝗹 𝟮𝟱%.

Una strage continua, dimenticata, taciuta, che noi comunisti non finiremo mai di denunciare.

Senza dimenticare un sistema basato su appalti selvaggi, gare al ribasso, carenze nell'utilizzo dei dispositivi di sicurezza, turni di lavoro massacranti, contratti di lavoro penalizzanti. Basti pensare che secondo o dati diffusi da CGIL Savona, il 𝟵𝟬% 𝗱𝗲𝗴𝗹𝗶 𝗶𝗻𝗳𝗼𝗿𝘁𝘂𝗻𝗶 𝗱𝗲𝗻𝘂𝗻𝗰𝗶𝗮𝘁𝗶 avviene nella filiera degli appalti pubblici e privati: le vittime sono spesso dipendenti di microimprese, nelle quali il rispetto delle normative in materia di sicurezza e le tutele per chi lavora sono carenti se non del tutto assenti.

L'altro tema di riflessione in questo Primo Maggio riguarda il precariato e i bassi salari. Anche su questo fronte la situazione in provincia di Savona è disarmante. C'è un dato su tutti che rivela la cronica crisi strutturale nella quale è sprofondata l'economia del nostro territorio: secondo i dati CGIL, il 𝟵𝟬% 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗲 𝗮𝘀𝘀𝘂𝗻𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗮 𝗦𝗮𝘃𝗼𝗻𝗮 𝗲 𝗽𝗿𝗼𝘃𝗶𝗻𝗰𝗶𝗮 𝗲' 𝗽𝗿𝗲𝗰𝗮𝗿𝗶𝗼 𝗲 𝗺𝗮𝗹 𝗿𝗲𝘁𝗿𝗶𝗯𝘂𝗶𝘁𝗼.

In questo modo, la stabilità economica diventa un chimera, l'incertezza provoca gravi ripercussioni sulla qualità della vita delle lavoratrici e dei lavoratori, sempre più impossibilitati a programmare il futuro per sé e per le proprie famiglie.

Come il PCI savonese ha denunciato da tempo, il nostro territorio è oramai diventato terra di emigrazione per i giovani: gli oltre 𝟴𝟬𝟬𝟬 ragazzi fra i 18 e i 29 anni che negli ultimi 10 anni hanno lasciato la nostra provincia rivelano una verità sconcertante. Se a ciò aggiungiamo che il tasso di disoccupazione giovanile ha raggiunto il 𝟮𝟴% (𝟰𝟬% fra le giovani donne!), il futuro del nostro territorio sembra senza speranza.

Occorre voltare pagina, mettere i lavoratori e non le imprese al centro delle politiche economiche!

La vita, la salute, il futuro di chi lavora sono più importanti dei profitti!

Rilancio dell'industria, lotta al precariato, lavoro stabile, ben retribuito e in sicurezza: è l'unica ricetta per uscire dalla crisi, l'unica via per garantire un futuro alle lavoratrici e ai lavoratori savonesi.

È il significato di questo Primo Maggio a Savona. Noi comunisti saremo come sempre in prima fila, per sostenere le battaglie a difesa dei diritti, contro ogni logica affaristica, contro ogni speculazione sulla pelle di chi lavora.

🚩𝗔𝗹 𝗹𝗮𝘃𝗼𝗿𝗼 𝗲 𝗮𝗹𝗹𝗮 𝗹𝗼𝘁𝘁𝗮!⚒️

Federazione PCI Savona

22/03/2026

Chiudere le sedi e gli spazi dei movimenti neofascisti a Genova

26/02/2026

𝗥𝗘𝗙𝗘𝗥𝗘𝗡𝗗𝗨𝗠 𝗦𝗨𝗟𝗟𝗔 𝗚𝗜𝗨𝗦𝗧𝗜𝗭𝗜𝗔: 𝗜𝗟 𝗣𝗖𝗜 𝗣𝗘𝗥 𝗜𝗟 𝗡𝗢 ✍🏼

Il Partito Comunista Italiano invita cittadine e cittadini a votare NO al referendum sulla riforma della giustizia promossa dal Governo. Una riforma costituzionale che rappresenta un grave attacco all’equilibrio tra i poteri dello Stato e all’autonomia e indipendenza della magistratura, pilastri fondamentali dello Stato di diritto.

Il 22 e 23 marzo saremo chiamati a esprimerci sulla cosiddetta “riforma Nordio”, che modifica ben sette articoli della Costituzione relativi all’ordinamento giudiziario. Ancora una volta, invece di attuare la Costituzione a beneficio dei cittadini, si interviene per modificarla nell’interesse del Governo, alterando profondamente l’equilibrio tra i poteri disegnato dalla Carta costituzionale.

La riforma non affronta i problemi reali e strutturali della giustizia italiana: la cronica carenza di personale, l’insufficienza delle risorse e degli strumenti, l’inadeguatezza delle strutture, né le cause dei lunghi tempi dei processi, che producono disagi e danni concreti ai cittadini sia nel settore penale che in quello civile. Al contrario, introduce nuovi organismi, moltiplica le procedure, disperde risorse e aumenta i costi, complicando ulteriormente il funzionamento del sistema giudiziario.

La riforma interviene invece su profili costituzionali delicatissimi, minando l’autonomia e l’autodeterminazione della magistratura e incidendo direttamente sulle libertà dei cittadini. In particolare, la separazione del Pubblico Ministero dalla magistratura giudicante rompe l’unità della cultura giuridica fondata su imparzialità e autonomia, che oggi garantisce equilibrio e indipendenza in tutte le fasi dell’azione giudiziaria, comprese quelle istruttorie.

Sottoporre, anche indirettamente, la magistratura inquirente all’influenza del potere esecutivo significa mettere a rischio il principio dell’obbligatorietà dell’azione penale e aprire la strada a una giustizia condizionata dal potere politico. Una prospettiva incompatibile con lo Stato di diritto e con i principi fondamentali della Costituzione repubblicana.

alcuni buoni motivi per dire NO alla riforma:
1. Minaccia l’autonomia e l’indipendenza della magistratura
2. Non risolve i problemi della giustizia che colpiscono i cittadini
3. La separazione delle carriere espone la magistratura a condizionamenti del potere esecutivo
4. Una riforma imposta senza un’ampia condivisione parlamentare che modifica la costituzione
5. creare due CSM e una Alta Corte al posto dell’attuale CSM triplica solo i costi conferma i rischi per l’indipendenza della magistratura.

Per queste ragioni il Partito Comunista Italiano si oppone con fermezza a una riforma che mortifica la magistratura, impoverisce la Costituzione e determina un arretramento dei diritti e delle garanzie democratiche.

𝗜𝗻 𝗾𝘂𝗲𝘀𝘁𝗶 𝗮𝗻𝗻𝗶 𝗹𝗮 𝗖𝗼𝘀𝘁𝗶𝘁𝘂𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲𝗵𝗮 𝗱𝗶𝗳𝗲𝘀𝗼 𝗹𝗲 𝗹𝗶𝗯𝗲𝗿𝘁𝗮' 𝗱𝗲𝗶 𝗰𝗶𝘁𝘁𝗮𝗱𝗶𝗻𝗶, 𝗼𝗴𝗴𝗶 𝗶 𝗰𝗶𝘁𝘁𝗮𝗱𝗶𝗻𝗶 𝗱𝗲𝘃𝗼𝗻𝗼 𝗱𝗶𝗳𝗲𝗻𝗱𝗲𝗿𝗲 𝗹𝗮 𝗖𝗼𝘀𝘁𝗶𝘁𝘂𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝘃𝗼𝘁𝗮𝗻𝗱𝗼 𝗰𝗼𝗻𝘃𝗶𝗻𝘁𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗡𝗢!

Indirizzo

Via Garello 17R
Genova
16159

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 17:00
Martedì 09:00 - 17:00
Mercoledì 09:00 - 17:00
Giovedì 09:00 - 17:00
Venerdì 09:00 - 17:00
Sabato 09:00 - 12:00

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