12/06/2026
Come abbiamo raccontato negli ultimi incontri pubblici, Erminio Cresta è stato un testimone importante del clima artistico e culturale genovese, in particolare nell’immediato dopoguerra. 🖼
All’interno del fondo Cresta è possibile osservare lastre e pellicole fotografiche di opere visive di quegli anni legata ad autori genovesi e non solo, tra cui Emanuele Luzzati, Plinio Mesciulam, Rita Saglietto.
È il caso della serie di dipinti del noto artista italiano Emilio Scanavino (1922-1986), profondamente legato a Genova e in generale al territorio ligure (Albisola, Calice Ligure). Autore di rilevanza internazionale, l’artista espose più volte alla Biennale di Venezia, prese parte anche alla famosa collettiva “This is Tomorrow” (1956, Whitechapel Art Gallery, Londra); oltre a essere stato un artista attenzionato da molti critici e galleristi europei (su tutti Enrico Crispolti, Alain Jouffroy e Roberto Sanesi, o personalità come Carlo Cardazzo), sue tele e sculture sono presenti in numerosi musei italiani e internazionali.
L’opera fotografata da Cresta rappresenta una fonte inedita del linguaggio artistico di Scanavino degli anni Quaranta-Cinquanta, legato a un certo tipo di post-cubismo e astrattismo molto in voga all’epoca in Italia e in Francia, in parte distante dalla sua personalissima tecnica segnica informale che lo avrebbe reso noto in tutta Europa.
La valorizzazione del Fondo Fotografico di Erminio Cresta fa parte del progetto di ricerca di Dicolab. Cultura al digitale, promosso dal Ministero della Cultura – Digital Library nell’ambito del PNRR Cultura 4.0, è realizzato dalla Scuola nazionale del patrimonio e delle attività culturali e finanziato dall’Unione Europea – Next Generation EU.