24/08/2026
🔴 CPF COMO ORDINE DEL GIORNO APPROVATO ALL'UNANIMITA'
➡️ Il Comitato Politico Federale di Como del Partito della Rifondazione Comunista riunitosi in data 10 luglio 2026 esprime grande preoccupazione e grandi contrarietà e disappunto rispetto agli ultimi avvenimenti che hanno attraversato il gruppo dirigente nazionale del Partito che, nei fatti, rappresentano un reale attacco frontale alla nostra Democrazia interna.
Non condividiamo, in primo luogo, la scelta del C.N.G. di stroncare definitivamente la possibilità di effettuare una consultazione dal basso di tutte le iscritte e di tuti gli iscritti, la cui richiesta è stata avanzata correlata dalle firme di più di 2.500 compagne e compagni. In secondo luogo, reputiamo un gravissimo arbitrio l’impedimento a procedere, in CPN, alle operazioni di voto sull’Ordine del Giorno che chiedeva che: “[…] visti i forti rilievi che vengono mossi alla pronuncia assunta a stretta maggioranza dal Collegio di Garanzia […] il CPN invita tutti gli organismi dirigenti e il Collegio di Garanzia a riesaminare la questione a partire dalle considerazioni politiche sopra esposte […]”
Il Comitato Politico Federale di Como del PRC/SE condividendone completamente il senso, assume l’ODG riportato di seguito:
➡️ “Il Comitato Politico Nazionale Preso atto della decisione assunta a stretta maggioranza (5 a 4) dal Collegio Nazionale di Garanzia che ha dichiarato inammissibile - in quanto non conforme allo Statuto - la consultazione degli iscritti e delle iscritte sulla base della richiesta avanzata da oltre 2200 compagni e compagne. Preso atto che riguardo all’effettivo fondamento statutario di questo parere sono emersi numerosi rilievi critici e precisamente che: Il Collegio ha trasformato un controllo di legittimità in un giudizio politico in quanto lo Statuto attribuisce al Collegio il compito di verificare la conformità del quesito allo Statuto, non di decidere se il quesito sia politicamente giusto, opportuno o condivisibile. Il Collegio è invece entrato direttamente nel merito della linea politica proposta sostenendo che essa sarebbe incompatibile con la linea congressuale. Vi sia una palese contraddizione nel dispositivo del Collegio là dove sostiene che la linea politica è materia esclusiva del Congresso e quindi non consultabile ma non tiene in conto che lo stesso art. 15, comma 3, prevede consultazioni sulla "collocazione politica del partito" in caso di conflitti territoriali. È infatti evidente che se la collocazione politica è consultabile quando la Direzione nazionale promuove la consultazione, lo stesso diritto lo hanno anche gli iscritti visto che lo Statuto non prevede in alcun modo una differenza di poteri di questo tipo. il Collegio ha introdotto una valutazione puramente politica sostenendo che, se si ammettesse questa consultazione, ogni decisione congressuale potrebbe essere continuamente rimessa in discussione e si avrebbe un "congresso permanente a base plebiscitaria". È infatti evidente che sul piano giuridico lo Statuto prevede già forti limiti alla richiesta di indire una consultazione in quanto questa deve essere richiesta almeno da un decimo degli iscritti a livello nazionale presenti in almeno tre regioni. Inoltre, lo Statuto prevede un quorum della maggioranza assoluta degli aventi diritto affinché il risultato della consultazione sia vincolante. Di fronte a tali limiti posti dallo Statuto, come può il Collegio utilizzarne altri non meglio specificati? Non è una prerogativa del Collegio quella di poter sindacare sulle garanzie - previste proprio dal Congresso che ha approvato lo Statuto - ritenendole insufficienti. Il Collegio ha introdotto una seconda valutazione puramente politica anche quando afferma che il quesito proposto per la consultazione propone una linea respinta dal Congresso. È infatti evidente che il quesito proposto parla di una coalizione alternativa al PD e al centrosinistra e che il documento approvato dal Congresso e citato dai promotori afferma: "Non si pone il tema di un nostro ingresso nel centrosinistra o nel cosiddetto campo largo". La richiesta di consultazione chiede quindi di confermare questa impostazione, non certo di stravolgerla. Il Collegio ha usato pesi diversi a seconda dei proponenti della consultazione in quanto prende atto che il documento approvato dal CPN di aprile 2026 prevede che le iscritte e gli iscritti siano chiamati a pronunciarsi sulle modalità di partecipazione alle elezioni politiche e, dall’altra parte, valuta come inammissibile la consultazione richiesta da 2200 aderenti al partito. È del tutto evidente che se quella materia è per definizione sottratta alla consultazione, come sostiene il Collegio, nemmeno il CPN potrebbe organizzare una consultazione su questo tema. Si tratta di una contraddizione logica in quanto da una parte si dice che la materia è consultabile e dall'altra si dichiara inammissibile una consultazione sulla stessa materia, senza che questa diversità di trattamenti abbia alcuna base statutaria.
Grande perplessità ha poi sollevato il fatto che il Collegio ritenga inammissibile la consultazione in quanto il quesito prevederebbe l’utilizzo del simbolo del partito. Per giudicare inammissibile tale quesito il Collegio cita l'art. 74 dello Statuto e le relative procedure di votazione dimenticandosi però che l’art. 74 disciplina le procedure di decisione nel caso in cui si voglia usare un simbolo diverso da quello del PRC. Il Collegio applica quindi una norma che regola un'eccezione alla situazione opposta, determinando un salto logico piuttosto evidente, usando però questa argomentazione per respingere il quesito. Inoltre, il Collegio per dichiarare inammissibile la consultazione richiama le norme statutarie che respingono pratiche plebiscitarie. Ma come può essere definita plebiscitaria una consultazione prevista dallo Statuto e attivata rispettando le soglie statutarie? Non può essere definita "plebiscitaria" una pratica semplicemente perché coinvolge tutti gli iscritti, altrimenti sarebbe plebiscitario lo stesso art. 15. e lo stesso Congresso potrebbe essere definito tale. Infine, molti hanno sottolineato come l’art. 15, comma 3 dello Statuto reciti: "Tali consultazioni sono effettuate anche quando richiesto…" usando una formula imperativa e non facoltativa. Ora, se il numero di firme richiesto è stato verificato e raggiunto, il potere del Collegio dovrebbe essere interpretato restrittivamente, limitandosi a verificare: • conformità statutaria; • chiarezza del quesito; • assenza di violazioni espresse dello Statuto. Qualsiasi interpretazione estensiva del potere di bloccare la consultazione rischia di svuotare completamente di efficacia il diritto degli iscritti previsto dall'articolo 15. In altre parole, se ogni volta che emerge una questione politicamente rilevante il Collegio può dichiarare che essa riguarda la "linea politica" e quindi è inammissibile, il diritto di iniziativa degli iscritti diventa sostanzialmente inutilizzabile.
Il CPN, visti i forti rilievi che vengono mossi alla pronuncia assunta a stretta maggioranza dal Collegio di Garanzia e ritenendo che questo possa sollevare un più che legittimo dubbio sul grado di democrazia interna al partito - fatto che aggraverebbe la profonda spaccatura che vive il partito - invita tutti gli organismi dirigenti e il Collegio di Garanzia a riesaminare la questione a partire dalle considerazioni politiche sopra esposte.
28/06/2026
Daniela Alessandri, Valeria Allocati, Eveline Amari, Elena Maria Anelli, Simone Antonioli, Michela Arricale, Fabrizio Baggi, Michela Becchis, Tatiana Bertini, Marina Boscaino, Nicola Candido, Giovanna Capelli, Silvana Cesani, Nicola Cesaria, Marisa Chiaretta, Maria Rosaria Ciao, Roberto Ciccarelli, Monica Coin, Luisa Colombo, Marco Co***lo, Mimmo Cosentino, Giuseppe Cucchiarini, Stefania De Marco, Alberto Deambrogio, Erica Erinaldi, Ilaria Falossi, Fiorenzo Fasoli, Giovanni Ferretti, Eliana Ferrari, Paolo Ferrero, Loredana Fraleone, Grazia Francescatti, Giada Galletta, Riccardo Gandini, Alessio Giaccone, Stefano Grondona, Luca Grasselli, Tonia Guerra, Enrico Lai, Alessandra Lanzeni, Antonio Liuzzi, Ezio Locatelli, Massimo Lorusso, Vittore Luccio, Francesco Macario, Antonello Manocchio, Nicolò Martinelli, Maura Mauri, Vito Meloni, Francesco Musumeci, Dmitrij Palagi, Lorenzo Palandri, Dalia Palmerini, Antonello Patta, Cadigia Perini, Giulia Pezzella, Gaetano Piazza, Roberta Piazzi, Tania Poguish, Claudia Rancati, Stefanella Ravazzi, Luca Sardone, Vittorio Savini, Monica Sgherri, Stefania Soriani, Giulio Strambi, Giovanna Ticca, Danielle Vangieri, Roberto Villani. “
🔴 Odg Approvato all’unanimità dal comitato politico federale di Como del PRC/SE Como, 10 luglio 2026