22/06/2026
COMUNICATO STAMPA
No alle ronde razziste, nessuno spazio alle squadracce. La Genova umana, sociale e democratica prenda la parola contro un clima avvelenato ad arte.
Arci Genova e Arci Solidarietà: «Nessun disagio o senso di insicurezza può giustificare cacce all'uomo contro dei ragazzini. È il momento che la città solidale prenda la parola contro un clima avvelenato ad arte»
Le ultime aggressioni e violenze perpetrate nei confronti di minori stranieri non possono e non devono essere liquidate come semplici "episodi di tensione". Siamo di fronte ad atti di violenza mirata, a squadracce figlie di un clima razzista e intollerante, alimentato ad arte. Non ci troviamo davanti a una legittima richiesta di sicurezza, bensì al sintomo evidente di un profondo fallimento educativo, sociale e culturale che sta attraversando la nostra città.
La questione dei minori stranieri non accompagnati e della convivenza nei quartieri va affrontata in primo luogo in termini sociali. La sicurezza non si costruisce militarizzando i quartieri o tollerando le ronde ma spezzando la marginalità e migliorando la qualità della vita di tutte/i. Rispondere a un disagio sociale con la violenza o con la retorica dell'esclusione significa legittimare la legge del più forte, rischiando, inoltre, di logorare la tenuta democratica e la storica vocazione solidale e antifascista del nostro territorio.
Di fronte a questa deriva, Arci Genova e Arci Solidarietà auspicano e sollecitano con forza una presa di parola collettiva e una forte iniziativa da parte delle reti sociali e associative. È necessario che il terzo settore, il mondo del lavoro e l'intera cittadinanza non restino a guardare. Solo ricostruendo i legami sociali e di comunità e la solidarietà di quartiere potremo dare una risposta ferma, civile e davvero efficace a chi soffia sul fuoco dell'odio.