29/08/2026
Parlare del collega che oggi, alle 20, m***a per il suo ultimo turno di servizio non è assolutamente facile.
Perché avere tante cose da dire, per la presenza concreta nell’attività del Comando in tanti anni, propone l’evidente difficoltà di mettere il tutto in una sequenza logica.
Stefano Casagrande, figlio d’arte, al netto del servizio militare come Vigile del Fuoco Ausiliario, nel dicembre 1991 diventa Vigile del Fuoco permanente.
Ha una prima assegnazione al Comando di Alessandria in cui gli eventi lo portano a partecipare a un intervento che finirà alla trasmissione “Ultimo minuto”. Dal frame del video di quella trasmissione, si può comprendere che, ai tempi, l’influenza estetica dei Duran Duran era ancora forte, quando c’era il materiale tricologico per poterla seguire.
Arrivato a Genova trova collocazione in quella che sarà la sua casa sino a stasera, quando monterà alle 20 per il suo ultimo turno di servizio: il turno A della sede centrale.
E in questi trent’anni e più, Stefano ha fatto vedere le sue capacità. Soprattutto organizzative lavorando sin da subito in fureria gestendo tale impegno con grande oculatezza e precisione.
Ma è anche nel campo operativo che Stefano ha saputo fare rendere la sua capacità organizzativa.
Nelle occasioni di ricerche persone disperse, la sua direzione delle operazioni sul posto, a bordo del mezzo UCL (Unità di Comando Locale) è sempre stata, innanzi tutto, di disponibilità al ruolo e anche di estrema efficacia, con capacità intuitive rare e grande diplomazia nel rapporto con gli altri enti che, di prassi, partecipano a questi interventi.
Sempre in campo operativo ha saputo e voluto essere partecipe del percorso iniziale nella nascita della struttura USAR (Urban Search And Rescue).
Va anche ricordato il suo impegno non marginale sugli aspetti organizzativi di lungo periodo per l’emergenza del Ponte Morandi.
Stefano, in tutti questi anni passati al comando, ha saputo dimostrare importanti capacità carismatiche per le quali ha saputo catalizzare intorno a sé anche un nutrito numero di colleghi che ne apprezzavano le capacità e che, ora, si troveranno “orfani” della sua visione del lavoro e di vita.
A Stefano, che lascia il servizio con la qualifica apicale di Capo Reparto e dal delicato ruolo di Vice Capo Servizio, gli auguri di un felice proseguimento di vita.