La voce dell'Abate

La voce dell'Abate "La voce del'Abate" è una pagina della Civica Biblioteca Berio. Promozione alla lettura, notizie st La pagina viene aggiornata ogni lunedì.

"La voce del'Abate" è una pagina della Civica Biblioteca Berio del Sistema Bibliotecario Urbano del Comune di Genova dedicata alla promozione della lettura e alla donazione di libri e DVD per la biblioteca. Propone altresì notizie storiche, eventi, informazioni bibliografiche e biblioteconomiche sulla biblioteca. Redazione scientifica: Danilo Bonanno, Roberta Morabito, Emanuela Ferro

Redazione we

b: Sandra Santullo, Mauro Paolucci

Ringraziamenti:
Elena Pongiglione, illustrazione originale dell'Abate
Flavio Parola, grafico

Ecco il primo video della terza edizione di Bibliofolies, dedicato alla Biblioteca Benzi di Voltri 😄
27/10/2022

Ecco il primo video della terza edizione di Bibliofolies, dedicato alla Biblioteca Benzi di Voltri 😄

"Un libro aperto sul mare" è il motto della Biblioteca Civica Rosanna Benzi di Genova, posta a ridosso delle spiagge di Voltri, nel territorio del Municipio ...

Carissimi,il mese di gennaio, passate le festività, è il tempo della ripresa delle attività e degli eventi che, ad esemp...
27/01/2020

Carissimi,
il mese di gennaio, passate le festività, è il tempo della ripresa delle attività e degli eventi che, ad esempio nella nostra grande biblioteca, riprendono vigorosi dopo la pausa di fine anno. E’ il mese in cui si celebra un valore mai desueto come la di alcuni fatti accaduti nella nostra novecentesca che ha unito l’eccellenza di grandi opere e invenzioni a catastrofi umanissime come e persecuzioni razziali, con precise responsabilità di persone e Stati.
L’essere umano è così e se fa un passo in avanti ne fa due indietro e poi altri dieci in avanti. Io non credo, al mio rientro nel mondo dopo secoli di silenzio, di averlo trovato peggiore, la mia città infangata e distrutta, le persone perdute. Ho scoperto semmai un luogo migliore dove stare, ad esempio tutte le biblioteche sparse in città, un patrimonio condiviso e riconosciuto valore.
C’è semmai una novità assoluta, un progresso tecnologico enorme che se non governato insieme da tutti i popoli del mondo forse rischia di dividere le genti e contrapporle invece che riunire ogni sforzo per rendere sempre più fruibile e abitabile il nostro caro vecchio pianeta.
Magari avessi avuto nel mio modesto laboratorio le odierne apparecchiature per l’analisi dei dati e la ricerca. Quanto più utilmente avrei speso il tempo in favore della nascente raccolta di libri, nella ricerca dei testi nelle culture più diverse e lontane, nella quotidiana istantanea condivisione delle esperienze e dei risultati ottenuti.
Di grandi mura ne abbiamo costruite pure noi nel Settecento. Quello di è solo una delle tante che finalmente non c’è più ma altre resistono e nascono. Siamo per natura sospettosi, diffidenti, divisi. Siamo immersi in un sistema economico che tende a stritolare ogni impennata vitale riconducibile alla pietà e al sentimento. Il percorso sociale, umano e religioso per risolvere questi problemi è il più lungo che abbia potuto notare e apprezzare negli sforzi fatti dai molti che ci credono fino al proprio sacrificio.
Ecco quindi che l’esistenza della nostra biblioteca, la sua vita quotidiana, certa sua ritualità nei modi e negli orari, garantisce uno spazio vitale e libero per tutti i cittadini del mondo, vecchio o nuovo che sia. Il diventa l’ambasciatore di pace, il nostro umile contributo che invita a conoscere se stessi e gli altri, in tutti i colori e lingue possibili e nella piena disponibile gratuità. Un valore questo che rinasce e si conferma ogni giorno che voi entrate in un luogo del mondo come ove la cultura sia di casa.
I tavoli della come ogni giorno sono colmi di libri e matite. Universitari e lettori, classi scolastiche, gruppi di lettura trovano posto e tutto scorre nel migliore dei modi.
Sto pensando da un po’ di allontanarmi per uno dei miei soliti giretti… Lo sapete che mi piace annusare conoscenza, vedere la gente per strada, scovare tesori nascosti, tra musei e biblioteche o sulla riva del mare della nostra amatissima città. Ci vediamo in giro si dice adesso, no? Bene, mettiamoci in quindi e buona fortuna!

(...E una "notte stellata" mi aiuterà nel cammino, ne sono certo! ❤️📚)
Vincent Van Gogh

Carissimi,questa settimana desidero ricordarvi uno tra i tanti eventi che popolano questo nuovissimo gennaio 2020 della ...
20/01/2020

Carissimi,

questa settimana desidero ricordarvi uno tra i tanti eventi che popolano questo nuovissimo gennaio 2020 della nostra biblioteca. Mi riferisco all’incontro di domani 22 alle ore 17:30 in Sala Chierici: una conferenza con filmato inedito sulla cantante Anita O’Day (1919-2006), una delle poche bianche in auge negli Cinquanta e Sessanta in grado di competere con colleghe quali Ella Fitzgerald o Billie Holliday. L’incontro è come sempre a cura del Museo del Jazz di Genova - Italian Jazz Institute cui ci lega una lunga e fruttuosa collaborazione.
Vi chiederete cosa ci azzecca l’Abate Berio con la musica jazz, lui che a malapena ricorda e del suo Settecento: sempre “mugugnoni” noi genovesi! Quasi sempre mai contenti anche quando una persona della mia età e decisamente fuori epoca decide scientemente di mettersi in gioco e provare cose nuove. Potete non credermi ma in questi anni dal mio rientro ho imparato tante cose nuove! Anche la rientra in questo meraviglioso gioco di scoperte. Oltre la profonda trasformazione nella musica classica, nella composizione e nell’orchestrazione – si pensi all’invenzione del pianoforte - sul finire dell’Ottocento nasceva un’altra musica del tutto diversa che dall’Africa si sviluppò negli Stati Uniti.

Uomini e donne con la pelle nera, usando la voce e una chitarrina malconcia, seduti a sera dopo il lavoro dei campi, inventarono il , una musica intensa, viscerale, che va dritta al cuore. E’ sul tema del blues che nei decenni si sviluppò il jazz! Alla voce e al banjo si aggiunsero il pianoforte, la tromba, il clarinetto, i sax, il basso, la batteria, un violino: le prime orchestrine erano pronte per far ballare e sognare milioni di persone con ritmi veloci e ritmati o languide ballate. La voce è stata sempre presente nei piccoli gruppi e poi nelle grandi orchestre, quella femminile in particolare: ogni cantante ha lasciato il suo timbro particolare. Dal primo dixieland si passò al bebop di Charlie Parker e il tenore di Lester Young nella grande orchestra di Count Basie con la voce di Billie Holiday.
Anita O’Day ebbe una solida e splendida carriera. Dopo un periodo con il gruppo di Gene Krupa, negli anni ’40 la cantante si unì alla band di Woody Herman e in seguito a quella di Stan Kenton. Partecipa a festival e concerti con musicisti illustri come Louis Armstrong, George Shearing e Thelonious Monk… Mi fermo qui perché il resto di questa nuova Storia lo ascolterete domani, qui da noi, in biblioteca! A presto! 📚🎻🎷🥁🎹

Anita O'Day Story - a cura di Riccardo Tolomelli Anita O’Day Story. Il centenario della "farfalla del jazz"

Carissimi,tra le tante cose nuove che mi hanno riempito di sorpresa e interesse tornando tra voi dopo secoli di silenzio...
13/01/2020

Carissimi,
tra le tante cose nuove che mi hanno riempito di sorpresa e interesse tornando tra voi dopo secoli di silenzio oggi desidero parlare dell’arte che viene chiamata “cinema”.
Un’arte che ha sorpassato il secolo di esistenza e che ha raggiunto una diffusione mondiale e, negli ultimi anni, ben oltre la sala cinematografica ma inserendosi nel mondo digitale con nuove piattaforme anche social da cui fruire su computer, tablet e smartphone il piacere della visione di un film.
La nostra biblioteca offre un’intera Sezione dedicata al cinema fornendo per il prestito una vasta serie di pellicole suddivise per genere sui vari scaffali: western, gialli, drammi, commedie e le immancabili commedie dialettali di Gilberto Govi insieme a una buona scelta di opere liriche e teatrali, documentari e serie televisive. Ogni DVD è distinguibile anche per il colore attribuito al genere in modo da rendere ancora più semplice trovare il titolo cercato.
Come per i la conservazione del materiale è fondamentale nel rispetto della comune condivisione degli oggetti messi in prestito gratuito. Come nei libri a volte troviamo pagine strappate o colorate sottolineature anche nei DVD riscontriamo un’usura eccessiva dovuta ad un uso quantomeno distratto e indelicato del mezzo: la superficie letta dal laser del lettore è molto delicata e le tante righe, macchie, sfregamenti portano al progressivo danneggiamento del supporto che risulta quindi illeggibile privando il nostro catalogo di un prodotto a suo tempo acquistato e magari fuori commercio.
Non mi stancherò mai di ribadire quanto importante sia il principio di conservazione in una pubblica in quanto racchiude la buona pratica etica e morale del rispetto del materiale condiviso nel prestito. E’ come se dicessi al mio prossimo: io ti rispetto come essere umano anche attraverso l’uso corretto di un oggetto che usi anche tu. Discorsi che ci portano lontano ma importanti da tenere a mente.

Tornando al cinema, a questo mondo unico e affascinante che si dischiude dal buio di una sala, posso solo sperare che siano ancora tante le persone che preferiscano sedersi in una poltrona e aspettare insieme ad altri che inizi lo spettacolo. Ricorre a breve il centenario della nascita di Federico Fellini uno dei più grandi e immaginifici registi italiani che ha saputo diffondere la sua sognante poesia in tutto il mondo, parlando al cuore delle persone più semplici, proponendo un mondo onirico e di grande fantasia, tra una velata malinconia e la speranza mai perduta di una vita pienamente vissuta.
Non è da tutti, lo so, lasciarsi ai sogni e all’invenzione. Ma il è così e dov’è pioggia viene il sole, dov’è odio nasce amore, la musica fa il resto e il cuore, chissà com’è, a volte ci batte forte… A presto!
Federico Fellini

Carissimi,primo messaggio dell’anno 2020! Che emozione! E’ paragonabile solo al 1010, con la differenza che allora non c...
07/01/2020

Carissimi,
primo messaggio dell’anno 2020! Che emozione! E’ paragonabile solo al 1010, con la differenza che allora non c’era il computer! Il 3030 sarebbe un bell’obiettivo ma temo sia difficile pensare di arrivarci, stante le continue guerre e aggressioni su basi economiche e razziali che governano l’intero sistema produttivo e sociale mondiale unitamente al gravissimo problema climatico che progressivamente distrugge il pianeta.
E’ davvero un peccato non prevedere e sognare un 4040 o 6060 per i nostri pronipoti. E’ ipotizzabile che la smania distruttrice di taluni gruppi umani riesca prima o poi nel progetto di annientamento dell’intera razza umana visto che in soldoni siamo sempre qui a dire “Questo è mio, questo è tuo ma lo prendo io e tu stai zitto sennò ti uccido”.
E così la gente fugge, continuamente raccoglie i pochi vestiti, due pentole, una bambola e si mette in viaggio in lunghe colonne coi vecchi e i bambini verso un mondo migliore.
Tutto questo, espresso decisamente meglio e ricco di particolari, potete trovarlo leggendo le migliaia di pagine dei libri che popolano i nostri scaffali in biblioteca. Tutti lo sanno ma nessuno legge memorie e testimonianze che arricchiscono la nostra consapevolezza e istinto di pacificazione, la reale accettazione della diversità.

L’amore che io stesso, uomo di , proclamo ogni giorno a gran voce, a cui tutto riconduco rivolgendo l’umile sguardo a Dio, ha lo stesso valore delle preghiere che in questo momento milioni di fedeli rivolgono al cielo.
L’amore è basato sulla fede, sulla profonda comprensione che siamo tutti uguali. Non riusciamo a trovare un equilibrio che consenta all’amore di lenire le ferite e unire le mani in un unico abbraccio salvifico. Restiamo nemici di qualcuno e amici di qualcun altro. Tu sì ma tu no. Io dentro, tu fuori. Solo così riusciremo a distruggere tutto, morire in ed estirpare ogni pace dalla Terra.
E’ raggelante poi osservare come i mezzi di si rincorrono per comunicare ad ogni notiziario tutte le notizie più orribili e nefaste senza quasi mai lasciare uno spazio per la gioia di una notizia felice. Ebbene, io punto solo su questa. Io credo, anche da bibliotecario, che ogni giorno esistano migliaia di notizie felici che dal gioco di un bambino passa alla briscola di due vecchi ai giardini. Un tango a lancia un’eco a una fisarmonica che risuona nel metrò di Madrid mentre in un paese africano è arrivata l’acqua per tutti e a breve spunterà la prima spiga di grano…
Credo che dovremmo diventare “pusher” di amore, regalarlo e diffonderlo a dosi sempre più grandi causando epidemie inarrestabili e incurabili! E se tutto questo partisse da un libro su uno scaffale di una , sarebbe una bella notizia no? A presto, dunque, e buon 2020!

Nota - Nella foto l'eterno assedio della morte alla bellezza della vita nell'ultimo struggente quadro di Vincent Van Gogh.

Carissimi,siamo infine giunti agli auguri per il nuovo anno! Auguri, auguri, auguri a tutti, amici! Spero sia lieto il v...
30/12/2019

Carissimi,
siamo infine giunti agli auguri per il nuovo anno! Auguri, auguri, auguri a tutti, amici! Spero sia lieto il vostro futuro, che sia sincero e propositivo, che vi veda liberi e consapevoli, impegnati e determinati nel difendere i valori della vostra esistenza tra cui non può mancare la grande partecipazione necessaria per tener viva l’attenzione sul grande mondo bibliotecario! Migliaia di rischiano ogni giorno la chiusura per la disattenzione dei nuovi potenti della terra, ancora più legati al mero guadagno e poco abituati alla contrattazione culturale, al godimento intellettuale.
Sappiamo bene come la lettura e la conoscenza che ne deriva aumenta la nostra capacità di comprensione ampliando l’orizzonte della vitalità sinaptica! Davvero, credetemi, la cultura allena il cervello, lo fa lavorare più agevolmente, stimola una migliore circolazione tra idee e congetture e impulsi ricettivi. , il tempo per farlo, sfogliare, connettersi, ampliare, conoscere, incontrare la ricchezza che il mondo ci offre ogni giorno ma che spesso il disagio di vivere occlude.
In un attimo un malefico ordigno può spezzare le nostre membra e cessiamo di esistere. La nostra assenza aumenta lo spazio vuoto dove troppi esseri umani sono costretti a galleggiare senza una meta, un porto sicuro, naufraghi nel mare. Per questo io credo occorra più silenzio e valore alla vita, più caparbietà operosa, più sorriso, più sguardo e mani capaci che provvedono, carezzano. C’è bisogno di Amore! Dobbiamo indicare l’amore a chi non lo partecipa. E ritrovarlo insieme tra le pagine dei nostri cari libri, pronti sugli scaffali in attesa di essere adottati!
Attraverso la conoscenza di altre vite, di altre storie possiamo scoprire e aumentare il valore della nostra vita e della nostra Storia per capire come e cosa ci ha portato fin qui. Per comprendere la differenza e salvare la vita, qualunque sia, la più importante.
A presto miei cari! ❤️📚

Carissimi,eccoci ancora una volta insieme a celebrare un nuovo   pieni di amorevole speranza perché sia un momento di al...
23/12/2019

Carissimi,
eccoci ancora una volta insieme a celebrare un nuovo pieni di amorevole speranza perché sia un momento di alto raccoglimento, di profonda comprensione, di grande energia positiva per tutti i popoli della Terra. E’ quanto mai urgente trovare pace, amore, fratellanza, porre fine all’arroganza dei pochi e al malessere dei molti, dei poveri, delle vittime di guerre, carestie e malattie.
In biblioteca c’è l’aria di sempre in questi giorni! Un fresco e gioioso via vai di giovani studenti immersi nell’ultimo esame dell’anno. Più attempate signore e signori in cerca di un volume nel nostro fornito mercatino del libro usato. Come sempre persone, di ogni razza e colore, età e reddito, frequentano la nostra godendo del tepore dei nostri spazi, dei tanti libri distribuiti nelle diverse sezioni e sui vari piani. Ogni luogo è ormai ampiamente conosciuto dai nostri visitatori che si recano nel loro angolo privilegiato dove sanno di trovare qualche nuovo libro ancora da scoprire.
Vorrei condividere con voi alcuni versi di una grande poetessa italiana, Alda Merini, proprio rivolti al Natale.

A Natale non si fanno cattivi
pensieri ma chi è solo
lo vorrebbe saltare
questo giorno.
A tutti loro auguro di
vivere un Natale
in compagnia.
Un pensiero lo rivolgo a
tutti quelli che soffrono
per una malattia.
A coloro auguro un
Natale di speranza e di letizia.

Ecco, questi versi ci fanno capire la grandezza della poesia! La Merini ci aiuta a capire sentimenti profondi e spesso nascosti e che a volte vorremmo evitare. Ma chi è solo è davvero ancora più solo in questi giorni di festa e ha bisogno di tutta la nostra solidarietà. Anche un libro, un film, un giornale possono essere di aiuto. O ritrovarsi insieme in un luogo caldo e accogliente come il nostro, che nasce per essere disponibile a tutti, per contenere tutto e tutti in uno spazio ove volteggiano pensieri concetti sogni e desideri, frase dopo frase, pagina dopo pagina e com’è bello sfogliare, leggere, ascoltare!

Ma quelli che in questo giorno
hanno un posto privilegiato
nel mio cuore
sono i piccoli mocciosi
che vedono il Natale
attraverso le confezioni dei regali.
Agli adulti auguro di esaudire
tutte le loro aspettative.

Il Natale è dei bambini ma per noi grandi forse no? Suvvia, abbiamo un cuore grande e spesso lo dimentichiamo travolti come siamo dalla vita e dai suoi eventi! Dobbiamo insieme cercare un senso che risollevi il nostro cuore, che dia rinnovata speranza alla nostra vita insieme agli altri.

Per i bambini poveri
che non vivono nel paese dei balocchi
auguro che il Natale
porti una famiglia che li adotti
per farli uscire dalla loro condizione
fatta di miseria e disperazione.
A tutti voi
auguro un Natale con pochi regali
ma con tutti gli ideali realizzati.

Eccoci qui, immersi nei nostri pensieri, di corsa alla ricerca dell’ultimo regalo. Spesso il dono più bello ci è proprio accanto ma non lo vediamo. Un libro mai letto, quel film sempre da guardare, quello che volevamo diventare, lo sguardo di un bambino o di un vecchio che tentiamo sempre di evitare…
Proviamo ancora a cercare pace e bellezza nella nostra vita, proviamoci sempre, magari insieme, che ne dite?
Auguri a tutti!!! ❤️❤️❤️

Alda Merini Alda Merini citazioni frasi e poesie

Carissimi,nello spazio Berioidea fino al 4 gennaio potete visitare l’esposizione “P.F. Per Festeggiare”, piccoli capolav...
16/12/2019

Carissimi,
nello spazio Berioidea fino al 4 gennaio potete visitare l’esposizione “P.F. Per Festeggiare”, piccoli capolavori grafici “Pro Festivitate”, ex-libris in forma di cartoncini augurali natalizi. Vi consiglio caldamente la visione di tali opere ed anche la lettura della breve ma esaustiva brochure informativa realizzata per l’occasione, che spiega e colloca storicamente e artisticamente i lavori di incisione racchiusi nelle nostre bacheche. Riprendo e sottolineo la frase in cui si fa risalire all’epoca romana la parola “augurio” intesa come manifestazione del desiderio che si realizzi qualcosa di bello e buono per noi e per gli altri. Auguri quindi per rinnovare amicizia e fraternità, fatti di persona o, appunto, scrivendo un affettuoso biglietto.
Vorrei invece parlare dell’arte dell’incisione che da secoli produce opere di grande valenza artistica unendo la creatività dell’autore a una serie di tecniche che consentono la realizzazione dell’opera. I primi esempi documentati risalgono, in Egitto e in Cina, al VII secolo a.C. Da sempre abbiamo un intervento materico importante e faticoso, che richiede una grande sensibilità e abilità tattile e l’uso di apposita strumentazione.
Tutto questo rende l’incisore molto simile a uno scultore o a un pittore: un artista che si sporca le mani per concretizzare la sua opera con l’uso soprattutto dei bulini (utensili come le sgorbie utilizzate per lavorare il legno) ed anche maniera nera, puntasecca. Sono molto più piccoli e molati in modo diverso. Per realizzare i suoi lavori usa anche un martelletto e una lastra dove disegna il soggetto da incidere (in alluminio, ottone o acciaio). Una volta realizzato il disegno inizia ad inciderlo utilizzando gli strumenti indicati. L'inchiostro di stampa penetra nei solchi formatisi per azione del bulino. L'impressione sulla carta lascia sempre il segno della matrice. Gli artisti e gli addetti alla stampa hanno inciso il metallo o il legno per secoli e ci sono interi volumi che trattano di quest’arte. Eseguire dei lavori molto dettagliati ed elaborati è piuttosto complicato se non si ha esperienza, e l’effetto finale potrebbe essere confuso o sbavato.

L’incisione è una forma d’arte che prevede un miglioramento per tutta la vita, e questo proprio per la sua componente manuale che dal “semplice” disegno deve tradurre su materiale metallico quanto ideato. A seconda della tecnica impiegata il processo di trasformazione non è mai diretto e automatico ma innervato di possibili difetti.
E’ sempre possibile, e mi rivolgo in particolare ai giovani, studiare professionalmente presso le botteghe degli o seguire appositi corsi universitari. Una delle cose che mi ha sempre affascinato è il processo di stampa delle incisioni. L'incisore infatti scava la matrice in quelle zone che devono poi restare bianche sul foglio, mentre per contro le parti rimaste sulla superficie superiore della matrice verranno poi inchiostrate (pensate all'esempio di un comune timbro) e risulteranno stampate sul foglio.
L’incisione è quindi l’arte di produrre (di)segni su una matrice di materiale duro. Tale matrice una volta inchiostrata viene impressa per mezzo di un torchio su un foglio di carta, dando luogo ad un esemplare a stampa. E’ proprio qui che si ricrea ogni volta l’incredibile magia di questa bellissima e difficile arte: la finale, prodotta dal passaggio della matrice nel torchio, presenta sempre un’immagine speculare rispetto al disegno tracciato dall’incisore sulla matrice!
Davvero un’esperienza unica che spero possa trovare l’interesse dei nostri ragazzi! A presto! 📚❤️

Albrecht Dürer_ La sacra famiglia con le tre lepri.

Carissimi,il Natale è sicuramente la principale festa dell'anno e ci stiamo preparando tutti in biblioteca per festeggia...
09/12/2019

Carissimi,
il Natale è sicuramente la principale festa dell'anno e ci stiamo preparando tutti in biblioteca per festeggiarlo nel migliore dei modi!
Come sapete la tradizione cristiana si intreccia da sempre con quella popolare e soprattutto contadina. Prima del Natale Cristiano esisteva la festa del Fuoco e del Sole perchè in questo periodo c'è il solstizio d'inverno, il giorno più corto dell'anno. Nell'antica , dal 17 al 24 dicembre, si celebravano i Saturnali in onore di Saturno, dio dell'agricoltura; un periodo durante il quale si viveva in pace, ci si scambiavano i doni e, per una volta, venivano abbandonate le divisioni sociali.
L’uso dell’albero risale invece alla del XVI secolo. In una cronaca di Brema del 1570 infatti troviamo la descrizione di un albero decorato con mele, noci, datteri e fiori di carta.
Per conoscere la tradizione italiana del presepe occorre risalire all'epoca di San Francesco d'Assisi che nel 1223 realizzò a Greccio la prima rappresentazione vivente della Natività, mentre la tradizione presepiale genovese risale agli inizi del XVII secolo e si sviluppa a tal punto da far sì che si affermi, accanto a Napoli, come uno dei centri più attivi nella produzione di figure da presepe.
Babbo Natale, così come lo conosciamo oggi, risale all’anno 1823, quando Clement C. Moore scrisse “A Visit from St. Nicholas” (Una visita da San Nicola) descrivendolo come un “vecchio elfo paffuto e grassottello”. Il rito trovò la sua personificazione in un forte vecchio rubicondo dalla barba bianca, residente al Polo Nord, che aiutato da numerosi gnomi, costruiva giocattoli da consegnare, con l’ausilio di una slitta trainata da renne volanti, come doni la notte di Natale, passando attraverso i camini delle case!

Eccoci qui, ancora tutti insieme, a festeggiare il nuovo ! La è pronta ad accogliervi con i nuovi eventi, il e tanti colorati addobbi!
Come ogni anno milioni di bambini scriveranno a Babbo Natale letterine piene di buoni propositi e di tanti regali da trovare e poi scartare sotto l’albero. Come sempre un velo di malinconia attraverserà i nostri cuori per chi non è più con noi. Cerchiamo di estenderla a tutti i bambini che non riceveranno proprio niente, a tutte le persone che resteranno sole, rinchiuse o malate. Sforziamoci di comprendere che la gioia è bella se condivisa e che la festa riesce se tutto è armonia e pace. Natale rappresenta una delle tante occasioni per riunire, pacificare, seguire la dolce cometa che ci indica la giusta via per ritrovare l’amore. Noi tutti lo speriamo. A presto! ❤️📚

Carissimi,da pochi giorni son passati trent’anni dalla morte di Leonardo Sciascia, scrittore, saggista,  , politico, cri...
02/12/2019

Carissimi,
da pochi giorni son passati trent’anni dalla morte di Leonardo Sciascia, scrittore, saggista, , politico, critico d'arte e maestro di scuola elementare: insomma una delle personalità di rilievo in assoluto della italiana. Non so quanto potesse gradire questi titoli altisonanti, credo molto poco, giusto per il tema, quello delle collocazioni sociali, di scarso interesse per la sua persona.
Quando parliamo di faccende culturali d'altra parte ben difficilmente si manifesta da subito un contagioso entusiasmo. Lo sanno e sappiamo benissimo che quando inviti uno scrittore, un filosofo, uno studioso anche in biblioteca spesso fino all’ultimo si spera arrivi ancora qualche persona a riempire la sala. Tranne che per pochi nomi giusto altisonanti, amplificati dalle frequenti apparizioni televisive e dalla pubblicazione periodica di libri di ampio e semplice consumo, avere un sold out per una conferenza è cosa ben ardua!
Vale per la letteratura ma lo stesso è per la musica contemporanea sperimentale o per il cinema indipendente che addirittura esce solo nei cinema in alcune città e per pochi giorni. Le piattaforme digitali potrebbero sopperire perfettamente a tutto questo proponendo ai propri clienti oltre alle infinite saghe di troni, spade e pulzelle da salvare, un ricco bouquet di pellicole alternative al gusto diffuso.

La questione non è se sia meglio del o Sciascia sia da leggere più di Fabio Volo, semmai la nostra (in)capacità di comprenderne la differenza. Abbiamo la libertà di leggere e ascoltare ciò che vogliamo ma non possiamo dimenticare gli insegnamenti della , cosa che invece credo stia accadendo e in ambiti ben più gravi e socialmente rilevanti.
Quello che drammaticamente succede è la dissoluzione dell’approccio storico e quindi culturale alle espressioni dell’agire umano che viene così commentato e interpretato attraverso i social attimo per attimo, evento sopra evento, senza che ci si fermi un momento per la verifica della veridicità dei fatti e l’opportuno necessario confronto con le esperienze precedenti; solo un approccio sistematico e storico con i fatti accaduti può garantire la formazione personale e collettiva di un giudizio consapevole, obiettivo e rispettoso delle diversità.
“Pochissimi gli uomini” scriveva Sciascia “I mezz’uomini pochi, ché mi contenterei l’umanità si fermasse ai mezz’uomini… E invece no, scende ancora più in giù, agli ominicchi: che sono come i bambini che si credono grandi, scimmie che fanno le stesse mosse dei grandi… Ma le cose, dentro di noi, sono sempre maledettamente complicate; e tanto più inganniamo noi stessi, o tentiamo, quanto più evidente e immediato si prospetta il disinganno.”
E così concludo, come sempre pieno di ottimismo e fiducia nella nostra storia, certo che ci aiuterà sempre a trovare le cose migliori: “Io credo nel mistero delle parole, e che le parole possano diventare vita, destino; così come diventano bellezza”. A presto!

PS: Le opere di Leonardo Sciascia sono disponibili in prestito sul nostro catalogo https://bibliometroge.sebina.it/

Carissimi, come saprete da oggi al 4 dicembre la Biblioteca è chiusa al pubblico per le operazioni di revisione e manute...
25/11/2019

Carissimi,
come saprete da oggi al 4 dicembre la Biblioteca è chiusa al pubblico per le operazioni di revisione e manutenzione del patrimonio bibliografico: un momento di grande importanza nella vita di un organismo complesso e articolato come una biblioteca che impegna tutti i bibliotecari.
Inserendomi in questi pochi giorni di pausa, oggi vorrei stare al fianco dei Beriani che stanno risistemando i tanti scaffali di libri compresi nella Sezione “700”, secondo la famosa Classificazione Decimale ideata da Melvil Dewey (1851-1931). Si tratta di un sistema classificatorio per argomenti in base al quale il sapere universale viene suddiviso in dieci grandi classi (da 000 a 900), e che viene adottata ancora oggi in quasi tutte le biblioteche di pubblica lettura. In queste righe vorrei soffermarmi sulla classe “700” (Arti, belle arti e arti decorative) e in particolare al “780”, la sezione dedicata alla musica.
La musica, da sempre una mia grande passione, folgorato in vita dalla maestosa sonorità degli organi genovesi e dal trillo maestoso ed inquietante del violino del nostro Paganini! La Berio possiede, disponibile al prestito, una notevole sezione di libri dedicati alla musica, dalle enciclopedie, alle raccolte di autori, a testi di musicologia e analisi musicale fino alle tante biografie. Il tutto magnificamente sparso e suddiviso tra musica colta, popolare e pop, jazz e sperimentazione. Un altro filo quindi che unisce generi anche diversi ma legati dall’amore per il suono, la creazione musicale, l’ammirazione per un compositore o un interprete.

Nella musica classica, come pure nel jazz, la validità di un esecutore passa dall’abilità e sapienza nell’uso dello strumento e dalla capacità di comprensione dell’opera eseguita. Se nel jazz si parte solitamente da un brano e da un giro armonico prefissato su cui far fluire una serie di note improvvisate, la forma classica prevede la capacità di interpretare il testo musicale che è sempre scritto (tolti rari casi di musica “elettroacustica” o “aleatoria” legata a compositori d’avanguardia come John Cage, Anthony Braxton, Pierre Henry). Per nostra fortuna Bach non era un jazzista e la sua opera è interamente scritta e disponibile per sempre nuove generazioni di giovani musicisti.
Si parla infatti di scuola di interpretazione e di guida all’ascolto, perché siamo in presenza di centinaia di versioni delle sonate per pianoforte di Beethoven, , e, al di là della bellezza delle opere, nei secoli si è lavorato intensamente sula capacità umana di trovare sempre nuove sonorità per esprimere sempre meglio il piacere dell’arte musicale.
A tal proposito vorrei segnalarvi la giovane pianista Valentina Lisitsa una mia recente scoperta che potrete ascoltare e vedere online in molte interpretazioni da Bach a Listz. La solida formazione della scuola sovietica si traduce in un pianismo folgorante che dal dolcissimo timbro si scatena in cascate di note di una potenza che toglie il fiato! Passata a Genova nel 2016 al Teatro Carlo Felice, da poco a , speriamo torni presto nella nostra città e che discografici e produttori continuino a valorizzare la gioventù con pubblicazioni e incisioni.
La Lisitsa, tra l’altro, ha un contatto diretto con i suoi estimatori attraverso i social. Ieri ad esempio ha pubblicato in rete sei ore di prove in diretta per alcune “nuove” sonate di : esempio direi unico di quanto l’arte possa avvicinarsi alla gente, tornare artigianato e trovare un’intimità culturale che può solo aiutare il piacere della condivisione e rinnovata diffusione.
Gli scaffali della sottoclasse “780” della “Dewey” saranno ben lieti di accoglie nuovi libri e le biografie dei nuovi esecutori e magari, un concerto in Sala Chierici…!
A presto! 📚😉❤️
https://www.valentinalisitsa.com/

Indirizzo

Via Del Seminario 16
Genova
16121

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