12/06/2026
Salis festeggia un anno da Sindaca. Di salario minimo per il momento non ne ha preso nessuno, la Palestina è già un ricordo, gli autobus non girano quasi più e il biglietto è aumentato. Ora, dopo le bugie di sinistra, svolta a destra: più poliziotti, più rimpatri. Della sinistra che fa la destra non sappiamo che farcene
SALIS CHIEDE PIÙ FORZE DELL'ORDINE E APRE AI RIMPATRI, PIANTEDOSI RINGRAZIA E RISPONDE CON I CPR. CONTRO LA REMIGRAZIONE SCENDIAMO IN PIAZZA
Le dichiarazioni della sindaca Silvia Salis sui rimpatri e l'annuncio della visita del ministro Piantedosi a Genova per firmare i cosiddetti "patti per la sicurezza" confermano una tendenza che vediamo da anni: quando si parla di immigrazione e sicurezza, il centrosinistra finisce spesso per muoversi all'interno del quadro imposto dalla destra.
Salis non ha chiesto esplicitamente l'apertura di un CPR a Genova. Ha però sostenuto la necessità di aumentare i rimpatri e rafforzare gli strumenti legati alla sicurezza urbana, offrendo di fatto al governo l'occasione per rilanciare una delle sue misure simbolo. Non è infatti un caso che il Viminale abbia immediatamente colto questa apertura, arrivando a ipotizzare la realizzazione di un CPR nel capoluogo ligure.
Da anni la destra alimenta paura e insicurezza indicando nelle persone migranti il problema principale delle nostre città.
Ma invece di contrastare questa narrazione, troppo spesso le amministrazioni di centrosinistra finiscono per rincorrerla, accettando l'idea che più controlli, più polizia e più rimpatri siano la risposta ai problemi sociali.
La realtà è ben diversa.
Il degrado, il disagio sociale, la diffusione delle dipendenze, la precarietà e l'abbandono di interi quartieri non si risolvono attraverso misure repressive.
Eppure, ancora una volta, si tenta di trasformare episodi di cronaca e problemi complessi in argomenti utili a giustificare nuove politiche securitarie.
Lo abbiamo già visto a Bologna con il patto Lepore-Piantedosi.
Anche lì, dietro la retorica della sicurezza, si è costruita una collaborazione tra governo e amministrazioni locali fondata su controllo sociale, militarizzazione degli spazi urbani e gestione repressiva della marginalità.
Oggi rischiamo di assistere allo stesso copione anche a Genova.
La proposta della cosiddetta "remigrazione", i CPR, il nuovo Patto europeo sull'immigrazione e i patti per la sicurezza fanno parte della stessa impostazione politica: affrontare fenomeni sociali e migratori con strumenti repressivi, anziché interveni