Centro Sociale Zapata Genova

Centro Sociale Zapata Genova Il collettivo si riunisce il Lunedì dalle 20.30.

29/04/2026

Non si spezza la catena antifascista

Sabato 4 aprile serata all'insegna del rumore e della dissonanzaTre progetti che esplorano il rumore nella sua eterogene...
30/03/2026

Sabato 4 aprile serata all'insegna del rumore e della dissonanza

Tre progetti che esplorano il rumore nella sua eterogeneità nelle maniere più folli e disparate.
noise Noise rock tutto matto da Genova

Sludge metal per veri cavernicoli da Genova

blackened mathcore psicotico schizofrenico da Torino

🍄Inizio: 21!

🦫Dove: Via Dario Pirlone 1

No fasci, no sbirri, no hegeliani💀

Solo tanta presa bene

10/02/2026

Una sede fascista in questa città è sale in una ferita aperta.
Una sede di Casapound a 500 metri da Corso Aldo Gastaldi, dalla Casa dello Studente e da Piazza Alimonda è uno sfregio alla nostra storia che non possiamo accettare.

Lo diciamo ancora una volta, e ci rivolgiamo a tutta la città, anche a chi per convenienza ha preferito nel corso degli anni chinare il capo, girarsi dall'altra parte e far finta di niente credendosi assolto, lo chiediamo a qualunque colore, bandiera, Istituzione: voi riuscite a convivere con questa feccia fascista? A voi sta bene tutto ciò?? A noi no! Odiamo tanto i fascisti quanto gli indifferenti.

Ci rivolgiamo a tutta la Genova Antifascista, da Voltri a Nervi, dal porto alle valli, a tutti quelli che come noi pensano che la loro sola presenza sia un insulto per la nostra storia e la nostra città, a tutti i Compagni e le Compagne in Italia, che come noi non hanno mai mollato la lotta antifascista nei quartieri.

È il momento di guardare lì, dietro a piazza Carlo Giuliani, è il momento di guardare lì in via Montevideo, è il momento di urlare a gran voce e pretendere la chiusura di quel covo fascista.
Continueremo imperterriti in questa battaglia fino al raggiungimento dell’obiettivo, chiedendo il supporto di tutti Voi!!

"A volte la storia ha bisogno di una spinta", e Genova quella spinta è sempre stata in grado di darla stando dalla parte giusta della barricata.

ASSEMBLEA PUBBLICA
MERCOLEDÌ 11 FEBBRAIO h 20,30
CIRCOLO PRC BIANCHINI
Via Romagnosi 2r

SABATO 14 FEBBRAIO h 16,30
PIAZZA ALIMONDA
CORTEO ANTIFASCISTA

L'Assemblea permanente di Genova Antifascista

06/02/2026
01/02/2026

TORINO È PARTIGIANA!
IL FUTURO COMINCIA ADESSO.

Scriviamo poche righe a caldo, a pochi minuti dalla conclusione della manifestazione che oggi ha visto a Torino scendere in piazza oltre 50 mila persone. Il messaggio politico lanciato in questa giornata è inequivocabile: esiste un’Italia che rifiuta l’assetto di guerra con cui il governo Meloni vorrebbe imporre lo stato delle cose.

Oggi in ben tre piazze che sono state attraversate in maniera viva e da protagonisti, c’era l’Italia che difende la possibilità di esistere in un presente fatto di riarmo, nelle parole e nei fatti. C’era l’Italia che difende gli spazi di aggregazione e incontro, gli spazi sociali che nella storia di questo Paese hanno rappresentato un modo per affermare un’opzione concreta per fare la differenza. C’era l’Italia che parla il linguaggio dell’inclusione, che respinge razzismo e discriminazioni, che sta dalla parte dei popoli che resistono, che combatte il patriarcato ogni giorno e lotta per la salvezza del Pianeta, a difesa dei territori contro le grandi opere inutili. Un’Italia che non vede nelle periferie problemi di ordine pubblico o bacini elettorali, ma luoghi in cui costruire solidarietà e anche comunità resistenti.

Nelle piazze c’erano i movimenti, i sindacati, i partiti, i collettivi, gli studenti e le studentesse di scuole e università, i comitati di quartiere, le bocciofile, le realtà grandi e piccole dell’associazionismo e della politica, insieme a tantissimi cittadini e cittadine che hanno scelto di non delegare e di essere protagonisti di una giornata irrinunciabile.

La mobilitazione di oggi nasce dallo sgombero di Askatasuna e non si poteva non esserci. Chi perché c’era quando è stata occupata, chi perché ha pensato che la sua esistenza fosse l’argine a una deriva conservatrice, autoritaria, violenta da parte delle politiche dei governi che si sono succeduti fino ad ora, chi perché ci ha fatto i concerti, perché ci ha cresciuto i figli, chi perché voleva e continua a volersi organizzare insieme per costruire altri mondi possibili. E’ una storia che è patrimonio comune, è una storia che parla a tutto il Paese. E la giornata di oggi rispecchia in maniera chiara e netta una risposta di massa, popolare e dal basso a un governo che teme il conflitto e che considera chi resiste e lotta un nemico da annientare.

Giorgia Meloni lo ha finalmente detto a chiare lettere: chi era a Torino oggi è il “nemico del governo”. Lo ha esplicitato, si è squarciato l’ultimo brandello di quel velo irreprensibile. Ed è un bene che abbiano timore Giorgia Meloni, Piantedosi, La Russa, il sindacato di polizia: in questo Paese siamo in molti e molte a non essere disposti a subire politiche securitarie, razziste, omofobe e guerrafondaie. Oggi coloro che non sono più disposti a accettare supinamente queste politiche erano lì, fianco a fianco, chi più avanti e chi più indietro. Chi più giovane e chi più anziano, ciascuno con le proprie possibilità ha dato il proprio contributo. Quando lo Stato, in tutte le sue forme, mostra il volto profondo della violenza con cui intende gestire l’esistente, impone militarizzazione, scherno e dileggio nei confronti della popolazione non ci si può stupire di ciò che questo scaturisce. Quando a essere chiuse per questioni di ordine pubblico sono le scuole dell’obbligo di un piccolo quartiere di Torino, quando a essere militarizzato è un solo quartiere di una città italiana, quando un capo di stato determina in maniera univoca le scelte politiche delle istituzioni pubbliche, quando a essere feriti sono decine e decine di persone che manifestano: possono essere eccezioni, possono essere emergenze, se lette con le loro lenti. Con le nostre il quadro è chiaro: non si tratta di una scuola, di un quartiere, di una città, di alcune decine di persone, si tratta dell’orizzonte verso il quale questo sistema vorrebbe tutte le scuole, tutti i quartieri, tutte le città, tutti coloro che dissentono. Ce lo mostra in maniera cristallina Minneapolis, ce lo mostra in maniera devastante Gaza.

Leggere quanto è accaduto in questo quadro è una chiave che apre una finestra sul futuro, da domani in avanti lo sguardo va puntato su chi sono i responsabili:
Il governo, che sceglie la repressione come linguaggio politico; la guerra, come strumento di profitto e di gestione delle controversie internazionali; il modello imperante degli Stati Uniti, delle persecuzioni razziali e della criminalizzazione delle minoranze; la propaganda e la paura come prassi politica. La realtà è che il conflitto diventa una risposta inevitabile.

La presenza di oltre 50 mila persone dimostra che questa opposizione non è marginale né isolata. È una forza sociale reale, capace di riconoscersi, convergere. C’è un tempo per raccogliere, un tempo per costruire, un tempo per stracciare, un tempo per indicare i nemici del popolo e rilanciare. Avevano pensato di aver rotto l’argine, l’argine si ricostruisce ancora più più ampio, ancora più forte.

Solidarietà a tutti e tutte le persone fermate e ferite oggi.

Askatasuna vuol dire libertà.

30/01/2026

Già da questo pomeriggio a Torino un dispiegamento di ffoo in assetto da guerriglia urbana sta procedendo ad eseguire controlli tra i primi compagni che hanno raggiunto la città piemontese.

Fate tutt* molta attenzione!

Qui di seguito ripubblichiamo qualche consiglio pratico per una buona manifestazione:

🚩 se vi capita di essere fermati mentre raggiungete Torino, è meglio avere un documento, non averlo potrebbe essere un pretesto per essere trattenuto o portato in commissariato;

🚩se subisci una perquisizione fatti rilasciare il verbale che dice che non hanno trovato nulla, o in caso contrario con scritto cosa esattamente hanno trovato e cosa hanno sequestrato.
❗️Puoi ritirare il verbale anche senza firmarlo❗️

🚩se ti prendono il telefono, non dare password e credenziali, buttalo appena te lo restituiscono !
❗️È buona norma eliminare sempre le chat e i messaggi ed avere password anche per i servizi di messaggistica❗️

🚩se ti arrestano, o ti tengono in stato di fermo rimani in silenzio 🤐🤐🤐… fanno gli amiconi ma restano sbirri del c***o, MI AVVALGO DELLA FACOLTÀ DI NON RISPONDERE resta la frase migliore per queste situazioni. ❗️Non firmare una cippa, se non prima di aver sentito il tuo avvocato❗️

🚩consigliamo vivamente di scriversi su un braccio il numero del proprio avvocato e del team legale di piazza se c'è.

🚩abiti scuri, due o tre t-shirt in più possono sempre servire la puoi mettere sopra la felpa, usare come passamontagna, o altro…

🚩se vi travisate datevi un riconoscimento, fazzoletto sul braccio, un simbolo sul casco o sul kway con del nastro vanno benissimo.
❗️Prima di comunicare con chiunque sia travisato coi tuoi segni di riconoscimento, chiedi la parola d'ordine che avrai stabilito col tuo gruppo… gli sbirri si sanno infiltrare bene ricordalo❗️

🚩Copri tutti i tatuaggi.

🚩Sii lucido.

🚩Non stai andando a fare shopping e nemmeno alla spiaggia. Sei in una situazione nella quale potresti dover correre e arrampicarti.

🚩No ciabatte e no tacchetti, scarpe allacciate e cintura anche se non ti cadono i pantaloni…

🚩Usa i dispositivi elettronici solo per riprendere abusi in divisa. ❗️Foto video e selfie coi sorrisi falli in ferie❗️

❗️❗️Sgaseranno sicuramente e ad altezza uomo, e useranno idranti: se possibile abiti impermeabili, casco e maschere antigas....
❗️❗️Due bottigliette d'acqua e del malox vengono sempre bene per risciacquare gli occhi.
Con le lenti a contatto non provare a toglierle da solo, e non toccarti gli occhi con le mani irritante.

❗️Sputa e soffia il naso e bestemmia❗️❗️

Se avete dei secchi con dell'acqua buttateci dentro le cartucce di cs che sparano quelle merde…

…e buon corteo❗️❗️❗️

🔥CONTRO IL GOVERNO E IL SUO TENTATIVO DI REPRESSIONE,
🔥CONTRO LA CHIUSURA DI OGNI SPAZIO SOCIALE!

Avanti Compagn*❤️‍🔥

27/01/2026
Pompare la marea!!
27/01/2026

Pompare la marea!!

PIATTAFORMA VERSO LA MANIFESTAZIONE NAZIONALE DEL 31 GENNAIO A TORINO
“Askatasuna vuol dire libertà! Torino è partigiana. Contro il governo, la guerra e l’attacco agli spazi sociali”

A conclusione dell’assemblea di sabato 17 gennaio è stata stilata una piattaforma a cui aderire “GOVERNO NEMICO DEL POPOLO, IL POPOLO RILANCIA”, di seguito le firme in aggiornamento delle realtà che chiamano alla mobilitazione.

Da Torino al Sud, dalla Val di Susa al Nord Est, dalle isole al centro, tutta Italia è unita nelle differenze, nelle generazioni, nelle specificità territoriali, per portare una sola voce: il governo Meloni ha sbagliato i suoi calcoli, il popolo resiste.

Nonostante i segnali chiari che arrivano dal governo, un governo che odia e che struttura una stretta repressiva ben precisa e ben oliata, è altrettanto chiaro che una parte del Paese non è disposta a chinare la testa.

Dai lavoratori e dalle lavoratrici, dagli spazi sociali colpiti, dai comitati territoriali, dai comitati di quartiere ai collettivi studenteschi, dalle università alle scuole, da chi lotta nei quartieri popolari a chi lotta contro le basi militari e le grandi opere inutili, dalle donne che lottano agli abitanti sotto sfratto: il popolo rilancia.

Il 31 gennaio sarà una mobilitazione popolare a cui ognuno potrà partecipare con le proprie specificità e le proprie differenze, rappresentandole tutte, creando una massa eterogenea, come la Valle di Susa ci ha insegnato. Il 31 sarà un passaggio importante per ribadire che c’è una parte di questo Paese, quella che in milioni è scesa in strada per bloccare tutto in solidarietà al popolo Palestinese, che non è disponibile ad avallare i piani previsti di riarmo, militarizzazione, chiusura e disciplinamento voluti da Meloni e dai suoi ministri.

Un passaggio che rilanciamo insieme verso nuovi appuntamenti, verso la primavera in cui ritrovarci, continuare a ragionare collettivamente sulle urgenze di questo momento storico e cogliere quali siano le possibilità per riaprire spazi, costruire percorsi, intuire mobilitazioni, passando per i momenti di sciopero che ci saranno.

La repressione del Governo passa per nuovi decreti sicurezza, cerca di rinchiudere le mobilitazioni e gli spazi sociali autogestiti ad un problema di ordine pubblico, quando invece il loro significato è profondamente politico e sociale. Arresti e operazioni di polizia quasi settimanali, colpiscono indiscriminatamente superando e forzando ogni confine legale, trasformando le leggi nella logica feroce della “legge del più forte”.

Essere partigiani vuol dire schierarsi e prendere posizione, Torino è una dimostrazione di come le lotte possano essere al tempo stesso incisive e riproducibili. Oggi il significato e la pratica dell’antifascismo assumono nuova attualità.

Immaginiamo insieme il corteo del 31 gennaio come l’inizio di un percorso comune che possa costruire uno spazio largo di mobilitazione contro il Governo Meloni e la sua manovra economica lacrime e sangue. Oltre la retorica populista e sovranista, quello che rimane sono misure di austerity, sudditanza ai diktat di Trump, attacchi al lavoro, alle pensioni, ai migranti e a chiunque non sia allineato. È tempo di portare avanti un conflitto plurale, inteso come esercizio di trasformazione e di riconoscimento di coloro che stanno ai margini.

È tempo di tenere insieme quello che loro vogliono allontanare, di rifiutare la loro divisione di bene e male e costruire un’alternativa credibile. Resistere è possibile, resistere è un dovere.

Firme in aggiornamento:

Network Antagonista Torinese
Movimento No Tav
Torino per Gaza
Centri Sociali del Nord Est
Giovani Palestinesi d’Italia
Non Una di Meno Torino
Spazio Popolare Neruda
Giorgio Cremaschi
Potere al Popolo
Assemblea Studentesca Torino
Ex Opg
Officina 99
Brahim Baya, Nur - Narrazioni Umane di Resilienza
Coordinamento Collettivi Autorganizzati Universitari
Ecologia Politica Napoli
Cantiere Milano
Quarticciolo Ribelle
Libere di lottare contro lo stato di guerra e polizia
Movimento di lotta Disoccupati 7 novembre
Centri sociali delle Marche Studenti Autorganizzati Marche
Colpo
Centro Sociale Talpa e l’Orologio
Collettivo Spiraglio
Collettivo ohm
Gruppo Pensionati Vanchiglietta APS
Cobas Scuola Torino
Csoa Ex Snia Viscosa
Coordinamento Antifascista Universitario - Torino
Rifondazione Provinciale Torino
Fronte Popolare Torino
Cub
Sinistra Anticapitalista
Radici del Sindacato alternativa in Cgil
Vogliamo Tutto
Assemblea per il Diritto alla casa - Pavia
Partito Comunista dei Lavoratori - Torino
Gabrio
Associazione a Resistere Pisa
Cobas
Collettivo Statale 590
Carc ..

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Via Dario Pirlone 1
Genova
16149

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