23/02/2015
Un piccolo riassunto tratto da "Città e villaggi della Sardegna dell'ottocento" di Vittorio Angius:
Nel 1839 Gesturi aveva 1779 abitanti, di cui 907 uomini e 872 donne. Parte della popolazione riusciva ad arrivare a 60 anni. Le famiglie agricole erano 357, quelle pastorali 28, meccaniche 35, nobili 14 ed impiegate in altre attività 26 (impiegati, notai, preti, flebotomi).
Il cimitero all'epoca si trovava presso la chiesa parrocchiale. Il compianto (s'attitidu) era già all'epoca caduto in disuso.
Secondo questa fonte le donne utilizzavano un panno rosso scuro e gli uomini il nero.
La chiesa maggiore era dedicata alla Vergine Assunta (oggi a Santa Teresa D'Avila) e consacrata nel 1743. Le chiese minori erano dedicate a S. Sebastiano, S.Marcello, S.ta Barbara, S.Giovanni Battista e Vergine D'Itria (le ultime due in campagna).
Vi erano diverse sorgenti: Taru, Nuragiaras, Pala de is crabus, Bausiunas, Su Sturru, Pistincu.
I gesturesi commerciavano principalmente il vino e l'acquavite (oltre che frutta, formaggio, lana e pelli).
Si diceva (e si dice anche oggi) che nelle regioni chiamate Tana e Tapeturri (Tup'e turri) esistessero delle popolazioni e che si vedessero chiaramente i resti . (Entrambe mezz'ora a piedi dal paese)
Si osservavano distrutti diversi nuraghi, tra cui Madili (che noi chiamiamo Màdugui), Nuragietzu, Tana, Planosa e Nuracceddea (Nuracceddeo).
Per chi volesse approfondire: Vittorio Angius "Città e villaggi della Sardegna dell'ottocento" ILISSO